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FUORIPAGINA
12/03/2010
  •   |   Daniela Preziosi
    Torna sulla scena il centrosinistra

    Pierluigi Bersani ha chiesto a Michele Santoro, il principe degli anchorman e dei bersagli di governo e Rai (vedi intercettazioni al vaglio nella Procura di Trani), di salire sul palco della kermesse del centrosinistra, oggi in Piazza del Popolo a Roma (dalle 14). Il direttore del periodico Micromega lo ha auspicato, poi Antonio Di Pietro. Ma il giornalista ha detto no, salvo ripensamenti dell’ultima ora. Chiuso d’imperio il suo talk show dalla Rai, con la scusa del nuovo regolamento sulla par condicio, Santoro prepara un suo ’numero’ per la manifestazione indetta dalla Federazione della stampa il 25 marzo a Bologna. Sa che il palco romano è spalancato per lui, ma preferisce non partecipare ad appuntamenti di parte che lo renderebbero colpibile da parte dell’azienda pubblica.
    In realtà il forfait di Santoro è un problema in meno per il Pd. Se gli uomini di Bersani giurano di aver insistito per una sua partecipazione, sotto il palco -
    oltre Dario Franceschini e Walter Veltroni - c’è anche Massimo D’Alema, capofila
    della scuola democratica che vede il conduttore come fumo negli occhi. Il Pd è il principale intestatario della "prova della piazza" che si confronterà con quella convocata da Berlusconi sabato prossimo. Per questo non ha bisogno di aggiungere polemiche, visto che già un pezzo del partito - i cattolici Franco Marini e Beppe Fioroni ma anche Marco Follini - oggi disertano per evitare la «cattiva compagnia» di Di Pietro. L’ex pm ha giurato moderazione, ma nei giorni scorsi ha chiesto l’impeachment per il capo dello stato, dopo la firma sul decreto salva-liste.
    Parlerà invece Riccardo Jacona, storico collaboratore di Santoro e oggi conduttore del programma Presa diretta. Insieme a una operaia della Omsa,
    una delle trecento e passa in lotta contro la chiusura del calzificio di Faenza,
    e un’insegnante siciliana. E poi i leader del centrosinistra, con interventi brevi e arieggiati da musica (Simone Cristicchi, Frankie Hi Ngr, Bud Spencer Explosion, Nobriano). Previsti collegamenti da Venezia, con il candidato sindaco Giorgio Orsoni e Rosy Bindi, e da Milano, con il candidato Filippo Penati e Enrico Letta. Nella speranza che il tempo regga a Roma e nelle altre piazze d’Italia dove si svolgono analoghe manifestazioni.
    «Regole, niente trucchi per vincere». È lo slogan con cui il centrosinistra imprime
    una ripartenza della campagna delle regionali. L’appuntamento è stato organizzato una settimana fa sull’onda del decreto condona-liste, ma è rimasto in piedi nonostante il decreto falliva i suoi obiettivi, uno dopo l’altro. E infatti allo stato il listino di Roberto Formigoni è riammesso alla competizione senza scomodare il decreto, e la lista Pdl in provincia di Roma resta comunque fuori. Così la manifestazione si è arricchita di quattro parole d’ordine unitarie, democrazia legalità lavoro e diritti, buone per tutte le stagioni.
    Dopo le variegate piazze di stagione (viola, per l’informazione, di singoli partiti) torna dunque su uno stesso palco il centrosinistra. Con qualche trattino e senza trucchi, anche lui, si mette in scena senza (poter) nascondere le contraddizioni. Parlano dal palco - in ordine di crescente peso elettorale - il
    socialista Riccardo Nencini, il verde Angelo Bonelli, il leader di Sinistra ecologia
    e libertà, e candidato in Puglia, Nichi Vendola, il portavoce della federazione
    della sinistra Paolo Ferrero, il leader Idv Di Pietro, chiusura di Pierluigi Bersani, alla prima prova di piazza da segretario. Ma apre, a debita distanza da loro, Emma Bonino, unica radicale presente: la ditta Pannella&Co non aderisce, alle parole d’ordine dà un altro significato. «Legalità», per esempio, vuol dire rinvio del voto data l’illegalità dell’attuale campagna. Per questo si attrezzano a sollevare il caso Italia agli organismi dell’Unione europea, e a presentare tutti i ricorsi possibili contro i singoli voti regionali. Tranne nel Lazio, per il momento, dove Bonino è candidata di tutta la coalizione.
    Nel resto dell’opposizione, la parola d’ordine sarà unità, per provare a far
    nascere da qui quel «nuovo centrosinistra» capace di battere le destre che
    Bersani ha messo al centro della sua missione di segretario. E però al momento
    siamo ancora a carissimo amico: Ferrero, qui in veste di leader, in Campania corre contro il candidato Pd De Luca. Le sinistre sono rimaste fuori dalla coalizione delle Marche, dove il Pd ha preferito fidanzarsi con l’Udc. Che di questa piazza non vuole neanche sentir parlare. Ieri Pierferdinando Casini: «I problemi degli italiani sono la nostra priorità, gli altri fanno esibizione muscolare in piazza».

     


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