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Micaela Bongi
Piazza mia bella
Ha concluso il suo intervento Pierluigi Bersani. Ha smesso di suonare Simone Cristicchi dopo che la conduttrice Paola Maugeri ha salutato tutti. La kermesse è proprio finita ma tutti sono ancora lì, davanti al palco vuoto. E dopo mezz'ora piazza del popolo è sempre animata da persone che conversano, gente ai gazebo che compra libri, magliette, giornali. Forse, chissà, aspettanno la Canzone popolare. L'inno dell'Ulivo che fu e che - nonostante il solito centrosinistra che battibecca, e l'ordine sparso in cui si presenta in alcune regioni, i distinguo, e «io in piazza con Di Pietro non ci vado» - rispunta a pochi giorni dal voto in una manifestazione che, cestinato dai vari tribunali il decreto salvaliste, aveva finito per raffreddare gli stessi organizzatori.
E invece, malgrado il dibattito permanente sulle alleanze, il centrosinistra si ritrova unito dalla piazza, ma non solo in nome dell'«antiberlusconismo» (che tanto pure su questo nell'opposizione ci si continua a divedere). Perché ora si comincia a guardare oltre. Con la preoccupazione, però, di non cadere nel vuoto. Certo, le leggi ad personam o ad listam di Silvio Berlusconi, i suoi attacchi alla Costituzione, alla scuola, al lavoro, ai diritti, i suoi telegiornali telecomandati da Arcore fanno il «colore» di piazza del Popolo stracolma (inevitabile la guerra delle cifre: 200 mila degli organizzatori contro i 25 mila della questura), con cartelli, striscioni, magliette, pupazzi di gommapiuma, come il grosso Cavaliere con la clava che saltella tra ragazzi e ragazze, anziani, passeggini, palloncini, bandiere dei partiti e drappi viola. Spunta anche uno striscione «proibito», un grosso «Vendesi Repubblica, rivolgersi a Napolitano» ma il leader dell'Idv subito si dissocia: «Non chiedete a me». Il tormentone sul Quirinale finisce qui.
C'è il premier anche nelle parole dal palco. Quelle di Emma Bonino, che guarda però a «un nuovo inizio», al «tempo della riscossa democratica» e non c'è bisogno delle tv, dice. Parla dell'«alternativa al regime di basso impero» e cita Anna Politkovskaja per dire che «i sentimenti tiepidi non servono. Io non ne ho, spero che non ne abbiate neanche voi». E la piazza si scalda. I radicali non ci sono, c'è solo la candidata presidente nel Lazio, che parla presto per andare via presto. Ma senza polemiche.
Se il centrosinistra ci riprova davanti a una piazza che chiede unità, tra i politici nel backstage si scommette sul prossimo leader con gli occhi e le orecchie puntati sull'applausometro. E chi punta su Nichi Vendola è raggiante. Il governatore della Puglia attacca la «repubblica televisiva fondata sull'impunità delle classi dirigenti», il processo breve, che è quello dell'Articolo 18 «stracciato» e degli immigrati criminalizzati. Ma «il racconto berlusconiano non funziona più, è pieno di crepe, è finito tra le macerie dell'Aquila». La piazza applaude, tutte le bandiere sventolano vigorosamente, anche quelle del Pd, anche quelle dell'Italia dei Valori. E a questo punto, il leader di Sinistra ecologia e libertà tocca le corde giuste: «Dobbiamo rendere credibile la prospettiva dell'alternativa. Non possiamo limitarci a attendere il cadavere di Berlusconi seduti sulla sponda del fiume. Noi non abbiamo ancora un racconto coerente, ma siamo in grado di andare oltre la semplice denuncia del disfacimento provocato dal centrodestra. Oggi in questa piazza il centrosinistra ritrova il proprio popolo che per lungo tempo aveva smarrito. Da qui si deve ricominciare». Il popolo del centrosinistra esulta e continua a sventolare le bandiere e chiama «Nichi» su via del Corso fermando e salutando il ri-candidato presidente della Puglia che torna alla sua macchina.
Poco più tardi tocca a Antonio Di Pietro, attento a non riaprire polemiche - seppure un po' lamentandosi perché «l'Idv è spesso denigrata» - e tutto concentrato sul «Nerone che se la ride e racconta barzellette mentre l'Italia brucia» e «l'unità è l'unico modo per liberare il paese da questo fascismo di ritorno». Per il leader dell'Idv l'applausometro questa volta è un po' deludente. E, anche se non è giornata di frizioni, a lui è più che altro rivolto il messaggio di Pierluigi Bersani, che chiude la giornata così: «Diremo che un'altra Italia è possibile, combatteremo Berlusconi ma non ci rispecchiamo in lui, non avremo lui negli occhi, perché non parla al futuro». E il Cavaliere è un leader «troppo forte per essere davvero finito e troppo finito per essere davvero forte». Insomma, «oggi è la festa di primavera dell'alternativa».
La primavera comincia timidamente a farsi sentire. Alternativa è la parola più pronunciata. La piazza chiede unità ma i leader si mostrano uniti fino a un certo punto. Per ora si limitano a sfilare uno dopo l'altro. Evitando la classica chiusura tutti insieme, e la Canzone popolare.
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Chi non vota, nei fatti, vota per chi vince.
Chi non vota "perchè fanno tutti schifo", non dovrebbe poi criticare nessuno, perchè non ha contribuito a cambiare alcunchè.
Chi non vota è come quegli imboscati che, al posto di salire in montagna, si nascondevano in cantina, maledicendo il fascismo con tutte le loro forze e criticando chi aveva avuto il coraggio di scegliere... 15-03-2010 09:18 - Gianbattista
La politica che la gente oggi vuole,non deve concorrere,ma moralizzare e magari sostituire con una democrazia diretta.
Chi ha mai detto che la nostra società deve sempre andare avanti con la delega?
Non possiamo credere a un'Italia fatta di gente che coopera tra loro?
Non si può pensare una Italia fatta da gente che invece di subire la politica,la faccia?
Un consiglio comunale pieno di cittadini con tanto di diritto di voto e di parola.Una regione fatta di cittadini che riuniscano e ascoltino le rappresentanze dei cittadini che portano le problematiche del territorio.
Non si può mai pensare di superare i Marazzo,le Polverini e le Bonino che calano con i loro partiti sul territorio.
Non sarebbe meglio un mondo fatto di assemblee e di discussioni tra cittadini?
Non sarebbe meglio che la politica sia tessuto sociale e non una coperta che soffoca ogni istanza del popolo?
Sono un sognatore.
Bene lasciatemi sognare e non chiedetemi voti,perche non ne do più,se non c'è qualcuno che vuol sognare come me! 15-03-2010 07:58 - maurizio mariani
l'opposizione è bella se è varia... 15-03-2010 00:51 - kioko