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FUORIPAGINA
16/03/2010
  •   |   Cinzia Gubbini
    La banda razzista della Magliana

    Ragazzini, che i carabinieri starebbero per identificare, e un’ideologia strisciante di estrema destra che si sta facendo strada tra i casermoni del quartiere romano della Magliana. Potrebbe esserci questo dietro al raid che domenica sera ha mandato all’ospedale quattro persone originarie del Bangladesh, e che ha distrutto il bar «Brothers», uno dei punti di ritrovo della comunità del Bangladesh, nonché uno dei pochi punti di luce di via Murlo, stradina laterale dove alle sei di sera (la stessa ora in cui c’è stato l’attacco) non c’è neanche un lampione acceso.
    Sono entrati in quindici, forse venti. Tutti maschi, alcuni molto giovani, altri più grandi. Un particolare importante: a volto scoperto. Che significa impunità, copertura del quartiere. O forse solo sfrontatezza malriposta, perché tanta tracotanza potrebbe aver accorciato il mistero: i carabinieri sono già sulle loro tracce, per tutta la giornata e nella notte si sono susseguiti gli interrogatori.
    D’altronde, davanti al bar «Brothers», con i vetri spaccati e ancora le tracce di sangue sul pavimento, una cosa sembrava chiara: erano in molti a sapere chi fosse stato. Forse non proprio nome e cognome, ma i gruppetti che perseguitano gli immigrati sono noti a tutti. Tra di loro si chiamano «la commitiva», forse anche con tre «m». Sostano in una piazzetta del quartiere, si spostano in motorino, hanno tra i 15 e i 20 anni e ce l’hanno con i neri.  «Ragazzini, ragazzini cresciuti male. Non sanno che fare e se la prendono con noi», vale un’analisi sociologica l’osservazione di Huddin, anche lui due mesi fa vittima di un’aggressione a tarda sera, quando tornava da lavoro: si sono fermati due ragazzi in motorino, gli hanno chiesto una sigaretta, «non fumo» la risposta «e perché non fumi?», poi la richiesta di soldi. E alla fine gli spintoni, con qualche epiteto razzista e la frase di rito: «Tornatene a casa tua».

    Di racconti così ce ne sono a decine. Ma chi siano i ragazzini che si divertono a farla pagare agli immigrati - e in particolare i bangladeshi, proprio perché sono tranquilli e non reagiscono facilmente alle provocazioni - li conoscono benissimo anche «gli italiani» (le virgolette sono d’obbligo, visto che diversi immigrati qui hanno la cittadinanza, compreso il titolare del Brothers). Ieri in parecchi sostavano a via Murlo, avevano voglia di dire la loro e soprattutto di difendere
    l’immagine della Magliana: «Finitela con questa storia del razzismo, questo è un posto tranquillo». La solidarietà verso chi è stato ferito c’è a parole («certo, così non si fa»), ma più forte è il fastidio per il degrado che si respira in quella strada: «Qui di sera non si può passare. Qualcuno evidentemente non ce l’ha fatta più e alla fine ha reagito», dice una signora con la busta della spesa, che stabilisce una sottilissima e velenosissima linea di demarcazione: «Non è un attacco razzista, tutt’al più è una punizione». In molti approvano: certo, una punizione, il quartiere prima o poi reagisce. E sul bar di via Murlo, più d’uno dice: «Li avevano avvertiti».

    Si narra, ma è tutto da verificare, che le cose siano andate più o meno così. Prima una lite tra alcuni quindicenni e alcuni ragazzi del Bangladesh (ma nessuo a via Murlo ricorda screzi), i quali sarebbero quindi andati a chiamare «quelli più grandi» in un bar della zona, notoriamente frequentato da gente di destra e con qualche precedente penale, che avrebbe colto la palla al balzo per  «difendere» i ragazzini italiani. Il raggruppamento sarebbe avvenuto in una strada adiacente a via Murlo, anche se le telecamere della vicina banca non hanno ripreso nulla.
    Di certo c’è soltanto che chi ha spaccato i vetri e il locale di Mohammed Masum
    Miam lo ha fatto con paletti trovati per strada e gambe di tavolini. Secondo il comandante dei carabinieri Alessandro Casarsa è un elemento che ne connota la non premeditazione: «Sono oggetti facilmente reperibili e non riconoscibili come armi». Altro elemento che viene preso in considerazione è che, prima di andarsene, i cavalieri senza macchia che vogliono ripulire il quartiere si sono intascati circa duecento euro trovati in cassa. Se ci sia una matrice politica è tutto da verificare. Fa pensare, però, che proprio la sera prima le vie del quartiere si siano riempite di scritte che recitano: «Il quartiere cambia, Magliana nera».
    Ma la Magliana non è fatta soltanto dei ragazzini della «commitiva» che vivono
    la strada e che cercano il brivido compiendo la bravata di turno. E’ anche un quartiere con un tessuto associativo che proprio in questi anni sta rinascendo,
    con una storia di lotte popolari, e dove - lasciando stare la storia, che ricordano in pochi - di giorno è pieno di famiglie e bambini, nei negozi si confondono famiglie italiane e straniere come nelle scuole. Solo che passate le nove è il deserto dei tartari. In una zona che ospita circa 20 mila persone non c’è un cinema, non c’è un teatro, non c’è - neanche di giorno - un luogo di aggregazione giovanile. I ragazzini si ritrovano nelle pizzerie al taglio e nelle sale giochi il pomeriggio, e la sera al bar - quei pochi che rimangono aperti. Chi, tra gli adulti, sia italiani che stranieri vuole farsi una bevuta pesante va a via Murlo dove c’è un alimentari gestito sempre da bangladeshi che vende vino a pochi euro.
    E’ questo vuoto sociale che mettono sotto accusa i ragazzi di «Insensinversi». Da un paio di anni hanno aperto una scuola di italiano per stranieri, sono riusciti a creare un buon dialogo con moltissime persone, vogliono avviare un progetto più ampio che cerchi di intercettare proprio i ragazzini della Magliana per coinvolgerli in attività interculturali «ma chi fa un lavoro di questo tipo - racconta Simone Sestieri - non viene facilitato, tutt’altro». C’entra la politica nell’attacco dell’altra sera? «Questo non lo sappiamo, di certo un progetto politico di estrema destra sta prendendo piede in questa zona e sicuramente tra questi ragazzini che non hanno niente da fare tutto il giorno si trova una manovalanza pronta a riconoscersi in ideologie di quel tipo. Ma ci si può lavorare, e fermare questo declino, basta volerlo».

     


I COMMENTI:
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  • ogni sabato mi reco a fare la spesa in quello che,un tempo,era anche il mio quartiere.verissimo:é sciocco per una donna fidarsi di persone che provengono da una cultura secondo la quale io sarei una mignotta,dato che esco la sera e la notte,come tutte le altre giovani europee ed americane,quelle piu' fortunate,intendo;tuttavia,devo dire che io a via murlo ci passo senza problemi,non me ne potrebbe fregare di meno dei marocchini o simili,mentre faccio sempre notare agli zingari che sporcano in maniera esagerata determinati luoghi.mai botte,pero',e,in fondo,vedete,a me recano maggior disturdo le automobili piazzate ovunque,questo per quanto riguarda la magliana.nel mio quartiere,tiro un sospiro di sollievo ogniqualvolta mi accorgo che il gruppo che mi viene incontro per strada,è composto da immigrati,e non da bulli di quartiere,o semplici idioti anonimi,dai quali vengo presa di mira in maniera umiliante,a forza di insulti e soprannomi offensivi,a causa della mia obesita'.vi giuro che e' cosi'.certo,in caso di passeggiate in aree verdi ed isolate,e' tutta un' altra storia,ma non usciamo dal seminato.comunque,i bulli sono degli stronzi senza alcun senso di giustizia;poi,è logico che a picchiare quei poveretti vi fossero anche giovani animati da un senso di rivalsa,lo ammetto,ma in genere quei subumani colpiscono per stolido divertimento.se si fosse trattato di un "diverso" avrebbero rotto i coglioni al medesimo,magari solo a versi simili a parole,berciando,ma ferendolo ugualmente.poi a me spiace che le cose non vengano dette in faccia;scusate,ma ad un certo punto avrebbero potuto agire anche gli adulti,a mezzo di parole fiere,incazzandosi,non rimanendo in silenzio e attaccando di sorpresa per mezzo dei piu' cretini del quartiere.cretini perche' bulli,non in quanto persone di destra:figuratevi,io toglierei le femmine alle famiglie emigrate da quei paesi che praticano le mutilazioni genitali!e sono pure di sinistra.ad ogni modo,comprendo ogni gesto di esasperazione,ma non certi idioti.gia' che ci siete,pero', chiamate i vigili quando vedete le automobili posteggiate sui passaggi per disabili...io ne vidi uno costretto a "camminare" in mezzo alla strada,all' altezza di piazza de andre',e devo dire che mi sono incazzata per lui.insomma,sta' giustizia,fatela bene. 07-11-2010 23:03 - laura gianni
  • A Etaiiros: io non difendo assolutamente, e sottolineo assolutamente, il gesto di quei ragazzi. Il mio intervento aveva l'obiettivo di inquadrare il fatto nell'amnbito di una società che voi definite razzista, e che io considero, al contrario, troppo permissivista. Dire che si vive in una società razzista e xenofoba, con un governo che fomenta attraverso le proprie politiche e le proprie leggi queste ideologie, è FALSO. Il fascismo era razzista, l'Italia di oggi NO. Il fascismo è una esperienza storica CONCLUSA, mettetevelo in testa. E' inutile che continuate a etichettare in questpo modo tutto quello che si allontana dalle vostre posizioni. E lo ripeto ancora: chiedete ai vostri nonni cos'era il fascismo perchè loro lo hanno vissuto veramente, noi NO. E chiedete a loro se oggi, nel 2010 possono dire di vivere in un paese fascista. Probabilmente si metteranno a ridere!!!!!! 18-03-2010 15:33 - Giordano
  • Domanda il signor GIORDANO: Chiedete ai vostri nonni che cosa e' il fascismo?. Risposta:il fascismo non ha bisogno di certezze generazionali ma la condanna di quel regime viene dalle persone che lo hanno vissuto sulla propria pelle, e la condanna senza appelli e' quella storica. La POLITICA e' la vita sociale di ogni popolo, la quale e' la regolatrice e proponitrice di un obiettivo ad altissimo valore aggiunto che ha alla base la felicita' del popolo.Questa e' la funzione o dovrebbe avere la funzione NELLA SOCIETA' DEMOCRATICA. Nei misfatti di Roma la lega nord centra molto assieme alle forme di neo fascismo striscinte che con la loro propaganda che dice che se c'e' del marcio in Italia e' per colpa degli immigrati sapendo di mentire. Mentisce colui che non sa risolvere i problemi sociali pur essendo al governo ma rovescia le colpe sui piu' deboli ed indifesi come lo sono gli immigrati .Egregio sig. Giordano non difenda questi barbari dicendo che sono degli sbandati,perche non lo sono. Sono consapevoli di quello che hanno fatto ubbidendo ad ideologie xenofobe e razziste che furono e sono alla base di tutti i FASCISMI DI IERI E DI OGGI. 17-03-2010 16:52 - ETAIIROS
  • concordo e sottoscrivo il post di Derio 17-03-2010 15:29 - stefano
  • A ETAIROS e Irene:Opinioni,le vostre e la mia,ugualmente ripettabili;in ogni caso la mia intenzione non era certo quella di trovare giustificazioni a chi commette simili azioni,ma solo di tentare di comprendere il perchè di certi fatti.E poi,a Irene,che dice che prima gli scontri erano"tra pari",dico che in più di un'occasione io e altri miei amici,ci siamo trovati in rapporto numerico(a nostro svantaggio)anche di 1 a 10,altro ch parità! 17-03-2010 15:17 - enrico
  • Come al solito se ne leggono di tutti i colori. "Colpa della Lega Nord (anche se siamo a Roma, bah...)", "Colpa della politica razzista del governo (non vedo persecuzioni, respingimenti forzati, leggi razziali...)"; addirittura qualcuno tira in ballo la Polverini, e pregherei questo genio di spiegarmi il nesso, anche perchè di fascista la Polevrini ha ben poco. Qui si sta parlando di ragazzi sbandati, senza valori, ne rispetto per le persone, la morale e le regole del vivere civile. Chiedete ai vostri nonni cos'è il Fascismo e smettetela di usare parole senza conoscerne il significato. Cerchiamo di inquadrare il problema per quello che è: sicuramente una componente razzista c'è. Ma il verop problema è che i ragazzi di oggi, o meglio, ai ragazzi di oggi nessuno spiega, anche con le cattive maniere, il rispetto delle regole. Se si vuole fare qualcosa, diamogli un anno di carcere per il gesto che hanno fatto, e basta. Ma lasciamo fuori politica, fascismo, Berlusconi e la solita retorica di sinistra che non porta a nulla. A un problema reale quanto concreto, non si risponde con dissertazioni politico-filosofiche. 17-03-2010 12:40 - Giordano
  • perchè il "commento" questo emanuele non lo pubblica sul sito della lega via questi commenti infami vigilanza 17-03-2010 09:41 - jangaderop
  • Rispondo ad ENRICO che le liti fra ragazzi negli anni del dopo guerra erano veramente <<RAGAZZATE>> anche se finivano a botte e a sassate.Facevano parte del contesto giovanile di allora. MA MI PERMETTA ENRICO I FATTI SUCCESSI A ROMA NON SONO ,COME DICE LEI <<LITI FRA RAGAZZI>>MA E'PURO E VOMITEVOLE RAZZISMO CONDITO DI UN VIRULENTO ODIO PER LO STRANIERO. La peste del xxi secolo e' la xenofobia e il razzismo che sono evidentissimi nei fatti romani. BISOGNA FERMARLI PRIMA CHE SIA TRPPO TARDI. 17-03-2010 09:40 - ETAIROS
  • Nessuna notizia sul pestaggio del figlio di Alemanno?
    Quando sono i i "migranti" a picchiare qualcuno od a commettere orribili crimini (nella mia provincia, Arezzo, il 70% dei reati viene da loro) nessuno di voi si indigna, vero? Tutto normale, anzi, porta acqua al mulino della societa' multirazziale....Ma pensate che gli italiani siano tutti scemi? 17-03-2010 08:44 - Derio
  • Cari compagni non dimentichiamo che abbiamo tra di noi anche la seconda generazione di immigrati senza regole. Come quei gran fighi di Londra saranno capaci di mettere bombe sotto le natiche dei nostri figli o nipoti. Occhio a guardare solo da una parte. 17-03-2010 08:15 - ambrogio brambilla
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