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Cinzia Gubbini
Corteo alla Magliana. Ma il quartiere non è solidale
«Ma vedi ’sti negri, che puzza oh!». Commento ad opera di un gruppetto di
ragazzini colto poco prima dell’inizio della manifestazione convocata martedì nel quartiere Magliana dalle associazioni della comunità del Bangladesh per dire «stop al razzismo e alla violenza». Finisce con qualcuno che tira per sfregio qualche oggetto dai palazzi. No, dopo un bar devastato a sprangate e quattro persone in ospedale, per le strade della Magliana non si respira una particolare solidarietà nei confronti dei migranti, come dimostra la scarsa partecipazione dei cittadini del quartiere al breve corteo organizzato dalle associazioni del Bangladesh che è partito da via Murlo - dove si trova il locale - per arrivare a piazza Fabrizio De Andrè, cuore del quartiere (e il suo nome non poteva trovarsi in posto migliore).
Il fatto è che la gente del quartiere si sente etichettata come razzista, e non ci sta. Insiste: «Qui razzismo non c’è, quello dell’altra sera è stato un episodio, ci sarà stato qualche motivo. Qui si vive tutti insieme, senza nessun problema». Ancora qualcuno dice, come la signora Alessandra: «Ma poi chi l’ha detto che a menare sia stata gente della Magliana?». La notizia che i carabinieri, la scorsa notte, hanno fermato e denunciato tre ragazzi del quartiere (due di quindici e uno di diciotto anni) per rapina e lesioni aggravate con in più l’aggravante dell’intolleranza, non scalfisce la narrazione che dell’episodio si fa nelle strade: i
tre ragazzi avevano avuto poco prima una discussione con le persone del bar «Brothers», per questo sono andati a chiamare in un bar vicino persone anche più grandi. Da lì è scattato il raid.Diversa la ricostruzione degli investigatori, che sono già sulle tracce degli altri componenti della «commitiva» - come si chiamano tra di loro. A scatenare la rappresaglia sarebbe stato un fallito tentativo di furto ai danni di un ambulante bengalese che scappando si è nascosto nel bar. Di bulli di quartiere parla il colonnello Alessandro Casarsa che conduce le indagini: «In questo caso il diverso è rappresentato dall’immigrato, in un altro caso avrebbe potuto essere un avversario della Roma o della Lazio». Uno dei fermati ha dei precedenti penali per reati contro il patrimonio. Altre quattro o cinque persone sono attenzionate, e probabilmente verranno denunciate nelle prossime ore.
Insomma, il razzismo c’entrerebbe per il rotto della cuffia. Ma non la pensano
così gli immigrati, che continuano a denunciare un clima pesante: «Siamo dei lavoratori, ma ci vogliono cacciare da questa città - hanno detto al microfono - cittadini della Magliana, non siamo delinquenti ma gente come voi». Per tutto il corteo i migranti hanno scandito lo slogan «no al razzismo», qualcuno ha portato anche il proprio figlio: ragazzini e bambini che frequentano le scuole del quartiere, i loro genitori hanno spesso e volentieri la cittadinanza italiana e di conseguenza (per fortuna) sono italiani anche loro. Alla fine del corteo è arrivato anche il delegato alla Sicurezza del sindaco Alemanno, Giorgio Ciardi, ma il suo intervento di solidarietà non è piaciuto ed è stato contestato dalla folla.Venerdì si replica con una manifestazione contro il razzismo organizzata dal XV municipio che parte alle 17 da piazza della Radio.
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Forse perche ho usato una ironia che è un po difficile da capire.
Io non sono e non sarò mai un razzista.
Oggi essere un nero è stare dalla parte degli operai,dei contadini,delle badanti,dei muratori,delle donne sfruttate,dei fornai e delle migliori persone che vivono il pianeta.
Io sono stato ironico con i ragazzacci della Maiana che hanno fatto questo,dicendo che i nergri gli rubano il lavoro.
Ma quando mai,sti ragazzini hanno mai fatto questi lavori?
Figli di una cultura che schifa il lavoro e i lavoratori,non saranno mai rieducati,se non costretti a lavorare da uno stato più giusto!
Mi dispiace se non hai capito la mia ironia.
Io mi sento un negro,anzi un negrone di Roma. 18-03-2010 12:02 - mariani maurizio
Gli americani, che di razzismo se ne intendono, hanno fatto severissime leggi contro il razzismo o qualunque atto che abbia o sia motivato da elementi di odio verso una qualche diversita'. Questa puo includere diversita', fisica, culturale, sessuale, religiosa politica etc. Credo che ogni tanto dovremmo imparare da chi ha affrontato i problemi cercando di risolverli.
Non vedere l'elemento razzista in questi episodi, e' ipocrita, miope e colpevole. 17-03-2010 21:15 - Murmillus
Il razzismo non centra, la gente non è razzista.
Come fanno a essere razzisti persone che vengono dal profondo sud e vivono sotto il livello del Tevere.
Dovrebbero essere tutti scemi e non capire che in questa società, di Lapo e di Berlusconi, i "negri" sono proprio loro.
Anzi, siamo tutti negri!
Io che sono romano, perche non c'ho un euro,sono negro.
Essere negri in questa società,fatta di Ferrari,di cocaiana a go go e tanti massaggi da 2000 euro,noi che con 800 euro facciamo i miracoli,per viverci un mese con tanto di famiglia a carico,altro che negri.
Noi siamo diventati,negroni.
Contare i soldi e fare un'assemblea a "casa" per decidere se comperare il Manifesto o un litro di latte è difficile.
Ma non si vive di solo latte.
Io sono un negro bianco e non vedo alcuna differenza tra me e quei poveracci che hanno preso le botte e si sono visti devastare il locale.
I ragazzini che hanno fatto questo,non sono colpevoli,ma anche loro sono dei negretti che tifano per l'aparthaid.
Poverini, ragazzi senza cultura,che un tempo avrebbero fatto altre stronzate.
Oggi va di moda ammazzare lo straniero e i svastichella, sono in netto ribasso.
Lo staniero è quello che ci rubba il lavoro.
Questi ragazzini hanno saputo che i negri gli raccolgono i loro pomodori e fanno le badanti che volevano fare, le ragazzine della Maiana.
Fanno i manovali nei cantieri e si scaricano vagoni di sacchi di cemento.Tutti lavori rubati a quei ragazzini della maiana.
Poverini,senza un lavoro per colpa dei negri.
Dove vai ci sono negri che lavorano e quei ragazzi,invece non hanno nulla da fare tutto il giorno e con il sangue agli occhi se la prendono con i ladri di lavori umili.
Io sono sicuro che se un fornaio chiamasse uno di questi ragazzini alle 2 di notte, a fare il pane fino alle 8 del mattino,tutti i ragazzi correrebbero a impastare farina.
Se, con una bacchetta magica,domani riuscissimo a rimandare a casa tutti questi negri,scommetto che quei ragazzini non starebbero più per strada senza fare nulla,ma andrebbero loro a lavorare e farebbero grande questa nazione.
Che bravi questi ragazzi.Fateli lavorare,che se lo meritano! 17-03-2010 18:19 - mariani maurizio