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FUORIPAGINA
19/03/2010
  •   |   Giusi Marcante
    Bologna, la sinistra cerca nuove strade

    Una città in una situazione «drammatica» che si collega a quella più generale «della sinistra che in Italia parla poco o pochissimo e quando lo fa dice ovvietà straordinarie». Una città «stravolta» in cui «alcuni frantumi dispersi» iniziano a tracciare nuove strade. Una situazione di «completa tristezza» in cui è necessaria la partecipazione rinnovata dei giovani che hanno bisogno di «identificarsi in un nuovo nucleo politico operativo».
    Il poeta Roberto Roversi in questa Bologna anno zero si è rimesso a fare quello in cui ha creduto per tutta la vita. A 87 anni cura e distribuisce un foglio autogestito centrato sulla crisi della classe politica che ha portato la città simbolo della sinistra italiana ad essere governata da un commissario prefettizio. Si chiama «Foglio degli eremiti».
    Non è «nulla di straordinario», si schermisce il poeta e scrittore che per cinquanta anni ha fatto il libraio. Nei primi due numeri che sono «liberamente mandati» a chi ne faccia richiesta hanno scritto Salvatore Jemma, Katia Zanotti, Antonio Catalfamo, Bruno Giorgini e altri. Nell’ultima pagina, il foglio lancia una proposta per i giovani promuovendo un premio di scrittura politica riservato a chi ha tra i 18 e i 25 anni. «E’ un invito mezzo disperato», riflette al telefono Roversi con voce gentile ma un po’ triste.
    Siete eremiti perché chi scrive su questo foglio è in una condizione di ritiro dalla vita pubblica?

    In qualche modo sì ma questa è la continuazione di un lavoro già avviato e nato dal basso. I fogli che abbiamo realizzato in collaborazione con l’amico Jemma sempre in occasione di scadenze elettorali e politiche. Sono mezzi di comunicazione semplici e diretti in un momento in cui tutto è diventato grido e urlo. Nulla di straordinario quindi però abbiamo bisogno di sentirci vivi, abbiamo la necessità di aprire dei piccoli pertugi. In entrambi i primi due numeri ci sono dei contributi su Bologna dopo l’esperienza del sindaco più breve della sua storia. Katia Zanotti ad esempio scrive di una città dove si muovono tante isole nel ghiaccio…di una città che è «commissariata come una delle più deplorevoli cittadine preda di mafie e invece di affrontare i problemi che la sovrastano vedo diffondersi un clima da carnevale e ripete tali e quali i riboboli del recente passato».
    Bologna è in una situazione drammatica, è una città stravolta dove agiscono dei frantumi dispersi. Con il sindaco Vitali si chiuse un’epoca della città, quella del partito organizzato. Già Vitali era con i piedi sui margini del vulcano. Poi è venuto il diluvio e Bologna si è adeguata a tutte le altre città. E’ una situazione di completa tristezza. Questo problema della sinistra è però più generale.
    Spieghi…
    La sinistra parla poco o pochissimo e quando lo fa dice cose di un’ovvietà straordinaria. Non c’è nulla che faccia fremere il sangue che spinga a muoversi. Manca un minimo di vitalità e di coraggio da parte dei partiti che non muovono le idee e, soprattutto, non muovono i sentimenti. In questo momento non vedo nessun motivo per cui un elettore di sinistra debba andare a votare.
    Capisco che anche lei non andrà a votare per le elezioni regionali…
    Io ho sempre votato ininterrottamente, a volte con slancio e altre vote meno. Ora non ho riferimenti e sono molto combattuto su cosa fare.
    Perché il premio di scrittura politica rivolto ai giovani?
    E’ un invito mezzo disperato perché i giovani sono poco interessati a scrivere di politica ma la discussione porta poi alla partecipazione. Forse è anche un po’ patetico, definisco così tutto ciò che sembra risucchiato dalla storia e l’età del ciclostile è veramente finita. Ma noi ci proviamo comunque, facciamo quello che possiamo.
    Ma lei ce l’ha un nome per un futuro sindaco di Bologna?
    Di galantuomini in giro ce se sono molti ma tutte le volte che si fanno questi discorsi si nominano cinque o sei persone. Il ventaglio non si restringe mai a due o tre. In questo momento è impossibile identificarsi in personaggi rilevanti. E adesso non vedo altro modo di chiudere questa telefonata con lei con un …sospiro…


I COMMENTI:
  • Si puo' ripartire dalle tante associazioni che hanno fatto campagna elettorale per Cofferati, subito dimenticate poi nel governo quotidiano della città.Non sono affatto pessimista sul futuro di questa città, energie positive ce ne sono sempre, occorre dar loro fiducia perché sono persone che agiscono.Certo, riuscire a ripulire le cooperative sociali da chi sfrutta i lavoratori aiuterebbe molto. 03-04-2010 21:26 - martino
  • Se per surreale intendi anche qualcosa che ha a che fare con la fantasia,ebbene sì,sono fiero di essere surreale,sempre meglio di vegetare in forme mentali piatte e grigie,dove l'unica ricreazione consiste nel leggere"cronache delle carceri"!Inoltre,insisto col concetto di democrazia,perchè anche se qualcuno ha scritto che 1.000 stupidi non fanno un intelligente(poi sarebbe interessante vedere i criteri per poter qualificare chi è stupido e chi non lo è),questo non significa che si debba tornare al sistema del voto aristocratico,degli"eletti",che magari avrebbero persino la pretesa e l'arroganza di governare in nome e per il bene del popolo-vedi dittatura del proletariato e simili-;se la sinistra vuole governare,si deve guadagnare i voti degli elettori,perchè questo è l'unico modo possibile.Se la maggior parte degli elettori vota a destra la ragione è proprio a sinistra.Riflettete gente,riflettete! 22-03-2010 19:15 - enrico
  • Sempre surreale, resta la tua posizione ;) 22-03-2010 18:19 - Harken
  • Vedi tu se riesci a scovare da qualche parte un leader politico che possa essere alternativo a lui;se me lo trovi lo voto!E poi non si tratta di padelle e paioli,ma di idee e programmi,che la sinistra semplicemente non ha! 22-03-2010 16:06 - enrico
  • Certo che un dichiarato fautore e ammiratore di un demagogo bonapartista e della sua visione cesarista della politica, che taccia la sinistra di "obsolescenza", è un po' come la padella che dice al paiolo "fatti in là, che mi tingi".

    Surreale ¬·¬ 21-03-2010 23:16 - Harken
  • Queste elezioni saranno la prova del nove per l'intero paese, altro che bologna, con tutto il rispetto.
    Che ciclostili,che eremiti, di fronte a quanto è accaduto in questo paese negli ultimi 15 mesi almeno ci si deve aspettare per forza un cambiamento o perlomeno una dimostrazione di volerne attuare uno - vedi astensionismo francese al 54%, mica cazzi - , in caso contrario per questo paese subentra il coma irreversibile e non ci sarà più niente da fare, perchè rivotare questa coalizione attuale o fare per l'ennesima volta dell'immobilismo la propria bandiera vorrebbe dire sottoscrivere apertamente il proprio suicidio. Come cittadini e come stato. Perciò lo dico anche a voi del manifesto, se berlu non esce minimamente scalfito da questa tornata elettorale, chiudete il giornale, perchè stareste solo a perdere del tempo e un paese simile non vi meriterebbe di sicuro. In quel caso chiudete, per favore, e lasciatelo affondare coi suoi papi e le sue veline, che è l'unico modo per aiutarlo veramente. 19-03-2010 19:12 - jack
  • HA ragione da vendere il <<giovane>> poeta ottantasettenne, un cittaduno che vuole cambiare le cose non solo a Bologna ma in italia.L'epiteto <<giovane>> e' doveroso per la Sua forza di militante per una citta' che ridiventi la dotta non solo perche' colta ma politicamente corretta. Credo che tutti i cittadini che hanno vissuto gli anni della politica come centro della domanda di progresso.Vedere lo scempio di oggi con dei politici di tutti i schieramenti votati ad essa per il <<PARTICULARE>> deve far riflettere ognuno di noi poveri pellegrini che lottano tutti i giorni per poter vivere dignitosamente la nostra vita.Quindi non bisogna lasciare ad altri la delega del nostro destino come cittadini del bel paese. L'Italia non merita questa classe dirigente e politica . CAMBIAMOLA !!!!! 19-03-2010 19:03 - stasiotikos
  • Nulla di strano;la sinistra è in crisi profonda dovunque ormai da lustri,e sarebbe almeno sorprendente che non lo sia proprio dove per decenni ha governato indisturbata senza però incidere in profondità nel tessuto socio-economico(come invece ha fatto la Lega);il problema che la attanaglia si chiama"obsolescenza"-politica,civile e morale. 19-03-2010 18:34 - enrico
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