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FUORIPAGINA
19/03/2010
  •   |   Marco Bersani (Forum italiano dei movimenti per l’acqua)
    In piazza per l'acqua bene comune

    La manifestazione del 20 marzo è solo il primo passo di una vasta campagna per la ripubblicizzazione dell’acqua. E’ un passo fondamentale, di fronte ad un governo che voleva chiudere la vicenda con il decreto Ronchi - con un articolo inserito in un provvedimento di legge su cui è stata chiesta la fiducia -, ovvero con un vero colpo di mano tentato nel silenzio più totale. Noi vogliamo, perciò, mostrare al governo che la partita è tutt’altro che chiusa, anzi, si è completamente riaperta.
    Il primo passaggio è la manifestazione di oggi che ha il valore aggiunto di riportare in piazza il popolo dell’acqua - che dopo la manifestazione del 2007 è ulteriormente cresciuto - e tutte le altre lotte per i beni comuni. Noi abbiamo sempre detto che l’acqua è un paradigma e che quello che vale per l’acqua riguarda tutti i beni comuni naturali e sociali e, in buona sostanza, riguarda la democrazia.
    Il secondo passaggio sarà la stagione primaverile che vedrà da metà aprile a metà luglio una grande campagna di raccolta firme per tre quesiti abrogativi per arrivare ad un referendum sull’acqua l’anno prossimo. E il senso di questo percorso è che i cittadini sull’acqua stanno dicendo chiaramente “adesso basta, decidiamo noi”. Siamo sicuri che le cittadine e i cittadini di questo paese sono a favore della tutela delle risorse idriche e della gestione pubblica e partecipativa dell’acqua .
    La questione non può essere racchiusa nella dicotomia pubblico-privato. Noi vogliamo, chiaramente, che l’acqua sia fuori dal mercato e che i profitti siano fuori dall’acqua e che quindi i privati non intervengano sulle risorse idriche. La gestione pubblica, però, pur essendo necessaria, non basta. Se in questi vent'anni è passato il concetto che la gestione privata può funzionare, è perché spesso la gestione pubblica è stata distante dai bisogni dei cittadini tanto quanto il privato. In questo senso i cittadini molto spesso erano già stati espropriati prima delle privatizzazioni. Va quindi rifondato il concetto di pubblico riportando la gestione dell’acqua in capo alle comunità locali, ai cittadini e ai lavoratori del servizio idrico che devono poter partecipare a tutte le decisioni fondamentali. Se oggi decidono i consigli di amministrazione, la gestione deve tornare subito ai consigli comunali, ma l’obiettivo è la partecipazione, perché tutte le decisioni fondamentali sul servizio idrico non possono essere prese solo dai consigli comunali. Servono percorsi che coinvolgano nella decisione l’intera comunità locale, perché l’acqua è un bene da cui dipende il futuro delle comunità stesse.
    Quello che sta avvenendo oggi con il movimento per l’acqua è un’esperienza straordinaria. E la sintesi dei tre poli che stanno alla base dei beni comuni: i cittadini che usufruiscono dei servizio, i lavoratori che lo erogano e gli enti locali, che sono i garanti dell’accessibilità e della fruibilità del servizio stesso. E’ una risposta ad una cultura - spesso trasversale - che ha ridotto il ruolo del pubblico per consegnare progressivamente tutto al mercato. Oggi saremo in piazza per indicare questo nuovo percorso.


I COMMENTI:
  • L'acqua è come l'aria,nessuno la può controllare, senza crere un monopolio intollerabile per la democrazia e per la concordia.
    Controllare un bene di primaria importanza come l'acqua è come dare al padrone il diritto di vita e di morte della gente.
    Se uno non paga l'acqua,deve morire di sete o lurido e puzzolente?
    Controllare l'acqua è diverso dal controllare cibo o petrolio.
    Una nazione senza petrolio o senza cibo è una nazione arretrata e povera.
    Una nazione senza l'acqua,è una nazione morta!
    Non scerziamo,con un bene sociale.
    I padroni non possono forzare troppo la speculazione altrimenti dovremmmo fare a meno di questa classe sociale.
    Non scherzino con l'acqua,che potrebbero bruciarsi.
    Un paradosso che gli costerebbe molto caro.
    Va male, che si siano presi il gas,le strade,la luce e abbiano ridotto l'Eni a una baracca succhia soldi che non serve al popolo italiano.
    Va male, che abbiano ammazzato Mattei e trafugato i scritti di Pasolini che incastravano gli assassini.
    Va malissimo, che Berlusconi imperi nel paese come un mandarino cinese del secolo passato.
    Ma appropriarsi anche dell'acqua è troppo anche per un popolo pacifico,come il nostro.
    Posate l'osso che questa volta ci lasciate la zampa! 20-03-2010 15:38 - maurizio mariani
  • Vauro migliora col tempo: complimenti! Questa si che è satira! E complimenti anche a Manifesto. 20-03-2010 09:48 - Piero
  • Saremo molti\e in piazza oggi per questa grande battaglia di civiltà. A pochi giorni da quest' occasione, il venticinque, ci sarà all' università di roma tre, facoltà di lettere e filosofia (via ostiense 234) alle ore 15, un incontro seminario che avrà per tema proprio i beni comuni nel loro complesso. Saranno presenti alcuni rappresentanti del comitato referendario per l' acqua pubblica.
    Grazie al manifesto per questo piccolo spot per una giusta causa (del resto, se non ci aiutiamo fra noi....) 20-03-2010 09:30 - Thomas Muntzer
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