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FUORIPAGINA
19/03/2010
  •   |   Carlo Lania e Sara Menafra
    Il trucchetto di Berlusconi «Pagati per andare a Roma»

    L’incubo è quello di veder ripetere il fallimento di giovedì scorso alla Mostra d’Oltremare di Napoli, quando Silvio Berlusconi si è ritrovato a parlare in una sala mezza vuota. Solo che questa volta, davanti alle telecamere e con la diretta di SkyTg24, l’effetto di una piazza San Giovanni lontana dall’essere piena e in adorazione sarebbe un vero disastro per il Pdl e il suo leader. Al punto che l’organizzazione del partito le ha provate tutte pur di trascinare le persone ai due cortei di oggi. Come l’idea di pagare i pullman che oggi porteranno nella capitale i militanti, ma anche di fare un convenzione con la società che gestisce la metropolitana romana per far viaggiare i manifestanti gratis. O quella di inondare migliaia e migliaia di cittadini con Sms e email in cui lo stesso premier li invita a partecipare all’iniziativa. Ma non solo.

    A Napoli molti disoccupati sarebbero infatti stati ingaggiati per recarsi a Roma a
    fare numero in piazza San Giovanni. A denunciarlo è stato ieri sul suo blog Gianfranco Mascia, uno dei portavoce dei Viola. «100 euro per andare alla manifestazione di Roma con la maglietta con scritto ’Meno male che Silvio c’è’. Agenzie interinali specializzate - prosegue Mascia - stanno facendo chiamate
    a tappeto a disoccupati offrendo il gruzzoletto a chi sarà presente con la maglietta. Il tutto per tentare di riempire la piazza». E la stessa cosa sarebbe accaduta anche in altre regioni.
    La tensione in casa Pdl in queste ore è altissima. Ieri pomeriggio lo stesso Silvio Berlusconi si è recato in piazza San Giovanni per un sopralluogo utile a verificare che tutte le sue indicazioni fossero state eseguite alla lettera. Quella che il premier ha chiesto ai suoi è di mettere in piedi una «festa di popolo» con almeno 500 mila persone (anche se, all’interno della stessa maggioranza, c’è chi pensa che solo un milione di presenze garantirebbe il successo). Numero che però viene messo fortemente a rischio dalle prime indicazioni che arrivano dalle regioni. Berlusconi ha parlato di almeno tremila pullman, insieme a due navi dalla Sicilia e dalla Sardegna e a un non meglio precisato numero di aerei. Un «esercito» che sembra essere sovradimensionato, se sono vere le prime indicazioni provenienti dalle Regioni. La Lombardia, infatti, non avrebbe garantito più di 70-100 pullman, ed è difficile pensare che altre regioni possano
    fare di meglio. Da considerare, inoltre, le frizioni esistenti con la Lega che di certo con contribuiscono a far correre a Roma i fedeli di Bossi. Ignazio La Russa, che con il Carroccio si contende la palma di partito del nord, è stato categorico: sul palco di San Giovanni non sono previsti interventi di esponenti politici non del Pdl, a parte i candidati governatori. Una porta sbattuta in faccia senza tanti complimenti agli amici leghisti.
    I numeri comunque contano solo fino a un certo punto. Quel che conta, come sempre, è che Silvio Berlusconi vuole vincere, anzi stravincere. Napolitano manda a dire che bisognerebbe superare le conflittualità politiche che allontanano dai problemi del paese? E lui risponde che se le regionali vanno
    bene, potrebbe anche «introdurre l’elezione diretta del presidente della
    repubblica» o, a scelta, la riduzione del numero di parlamentari.
    Come già aveva fatto dal comizio napoletano, rivendica le telefonate col commissario Innocenzi dell’Agcom che ha nominato e che, dunque, deve rispondere a lui «basta con le inutili ipocrisie». Tra il racconto della mattina a palazzo Chigi e quello del pomeriggio alla presentazione dell’imperdibile
    «L’amore vince sempre sull’odio e sull’invidia», decide di aggiungere una serie di dettagli e di buttare nel calderone anche il nome di Corrado Calabrò, fino a questo momento rimasto fuori dall’inchiesta di Trani e dai veleni che ne sono seguiti: «Ho parlato di Annozero con il presidente dell’Agcom Calabrò» dice
    nel corso della presentazione di un libro «il quale mi ha detto: ’è vero, è una cosa indegna, dovremmo intervenire, ma non abbiamo la maggioranza’». La «colpa» del mancato intervento per chiudere la trasmissione di Santoro sarebbe dunque di Gianluigi Magri, il consigliere eletto in quota Udc, «e che rispondeva all'Udc». Al quale Magri non resta che rispondere che ha lavorato
    «solo per le istituzioni». Il Berlusconi già pronto per lo show di oggi, conclude in bellezza coi complimenti al pm di Bari che ha arrestato il pd Frisullo: «E’ un magistrato vero, non di destra: non abbiamo magistrati di destra; non ne conosco, conosco magistrati di sinistra che usano la giustizia a fini politici».


I COMMENTI:
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  • Ma vi rendete conto di essere patetici, vero? Io in piazza non ci sono. Sono molto critica nei confronti di Berlusconi e del suo operato. Ma se questa è l'opposizione che avete deciso di fare, fatevene una ragione: governerà in eterno. 20-03-2010 16:54 - italiana
  • Un Partito che governa che occupa la Piazza per "difendersi". E' una contraddizione in termini.
    In effetti non è dato comprendere la "piattaforma", le parole d'ordine che guidano i manifestanti del PDL. Per cosa stiano manifestando credo non sia chiaro nemmeno a loro, ma non importa. E' la chiamata a raccolta che dà sostanza al loro raduno; i contenuti sono un optional.
    A meno che, popolo a parte, il partito di governo, nella persona dei suoi leader, non stia effettivamente protestando in piazza contro la magistratura, le opposizioni, i talk show (e magari per l'elezione diretta del PdR come paventa Berlusconi) come invece appare chiaro ad ascoltare le dichiarazioni dei vari esponenti politici del centrodestra. In questo caso la manifestazione si rivolgerebbe contro l'architettura istituzionale esistente ed i contrappesi democratici al potere del "Monarca".
    Ancora un'evidenza, quindi, del carattere antidemocratico di questa destra.
    http://www.avanzidipopolo.it/index.php?option=com_content&view=article&id=805:la-piazza-del-pdl&catid=34:politica-interna&Itemid=55 20-03-2010 16:27 - cosimo
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