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Sara Farolfi
Un sindacato più straniero
Oltre 5,7 milioni di iscritti (di cui 2,6 milioni di attivi e 2,9 milioni di pensionati), con una crescita dello 0,20 per cento rispetto al 2008: gli attivi crescono dello 0,84 per cento, mentre i pensionati diminuiscono dello 0,02 per cento (perchè nel 2009 sono andate in pensione meno persone). È la fotografia della Cgil scattata attraverso i dati del tesseramento 2009, alla vigilia del suo sedicesimo congresso.
A livello di categorie la crescita va nella direzione dei servizi e del terziario, con la Filcams (i lavoratori del commercio e del turismo) che aumenta i propri iscritti del 4,39 per cento rispetto al 2008, e diventa così la seconda categoria per numero di iscritti (con 372 mila iscritti) dopo la Funzione pubblica (stabile a 407 mila iscritti). Si interrompe, nonostante l'anno di crisi pesantissima, l'andamento negativo nell'industria, e la Fiom - quarta categoria nella confederazione, dopo Fp, Filcams e gli edili della Fillea - aumenta i propri iscritti dell'1,29 per cento. L'aumento più corposo è quello del Nidil, che cresce del 15 per cento, anche se su una platea di appena 41 mila iscritti. Cresce la Filt (i trasporti): del 1,51 per cento, a 152 mila iscritti; e cresce l'Flc (i lavoratori della conoscenza): del 2,19 per cento, a 191 mila tesserati. Complessivamente, nel periodo 2005-2009, gli attivi sono aumentati dell'8,25 per cento, 200 mila tesserati in più in quattro anni. Il segretario generale Guglielmo Epifani e il segretario organizzativo Enrico Panini hanno presentato i dati, ieri, con soddisfazione, anticipando un andamento positivo nel tesseramento anche per i primi mesi del 2010. «È l'altra faccia della crisi - dice Epifani - che si esplicita nel bisogno di trovare reti di protezione».
I dati presentati ieri non dicono quale sia la classe d'età dei nuovi iscritti Cgil. «Significativo», si sottolinea però, è l'aumento tra i giovani sotto i 35 anni: una crescita del 10 per cento sul 2008. Continua a crescere anche il peso degli immigrati, che rappresentano ormai il 14 per cento degli attivi: 380 mila iscritti. In gran parte sono nati in Italia - come mostra uno studio su un campione di 800 mila persone - il 32 per cento di loro ha un'età compresa tra 41 e i 50 anni, il 28 per cento ha tra 31 e i 40 anni. Le donne sono aumentate del 5 per cento. Infine, il dato territoriale, che conferma la Lombardia al primo posto per numero di iscritti (915 mila), seguita dall'Emilia Romagna (819 mila); per il resto gli incrementi più consistenti si sono registrati in Molise, Marche e Sardegna. Tre regioni battute pesantemente dalla crisi.
Presentando i dati ieri Epifani è tornato sulla necessità «di una verifica trasparente dei criteri di iscrizione per tutti i sindacati». Non è mancata una polemica tra sigle confederali. Secondo la Cisl «sugli immigrati la Cgil dà i numeri del lotto». Immediata la replica di Enrico Panini che definisce l'incursione cislina, «sgarbata e presuntuosa».
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gli stranieri "regolari" di oggi, cui va il rispetto di tutti, da sinistra all'estrema destra, sono i "clandestini di ieri".
Questo perchè quasi nessuno arriva in Italia con un contratto di lavoro, anche perchè nessuno assume qualcuno che non ha mai visto. E poi nelle campagne di Nairobi l'ufficio di collocamento internazionale non funziona così bene come qui.
In passato il centrosinistra aveva introdotto la figura dello "sponsor", enti (non pubblici) che dovevano mettere in collegamento domanda e offerta di lavoro con i paesi da cui provengono i megranti.
La legge attuale in materia (L. n. 189 del 30 luglio 2002, detta BOSSI-FINI) ha abolito questo istituto.
Attualmente si entra in Italia clandestinamente, si lavora in nero, se si denuncia il datore di lavoro si viene espulsi e si perde il posto, finche "per grazia ricevuta" si ottiene un contratto per richiedere un permesso di soggiorno ed diventare consì "regolari" e rispettati, anche dalla Lega.
Tutto questo se, intanto, non si viene "rastrellati" sui mezzi pubblici dai controllori e non si viene espulsi.
Ancora una questione.
Ma questi "paesi poveri" sono poi così poveri? Qualcuno sì e qualcuno no.
Ad esempio la Nigeria. E' uno dei principali esportatori AL MONDO di petrolio; tuttavia, da dove provengono le prostitute clandestine sfruttate dalla tratta che troviamo sulle strade italiane, come i clienti (il presente testo contiene la risposta)?
Chi sfrutta il petrolio nigeriano? Le multinazionali "occidentali", tra cui l'italiana ENI (che tra l'altro ha i pozzi in Basilicata e paga all'Italia meno di quanto versa in Nigeria, lì sono ancora fortunati...).
Morale della favola: si può accogliere, si può "aiutarli nel loro paese", si può iniziare a smettere di "impoverire il loro paese", magari nazionalizando l'Eni e cambiando "strategia commerciale".
Poi ci sarebbe ancora il "problemino" di chi ha casa e lavoro ed è clandestino, perchè attende la "sanatoria" o il decreto flussi.. ma il post è già troppo lungo. 25-03-2010 16:50 - Fabrizio
Saluti 25-03-2010 15:03 - mimì
la redazione: Tutti i commenti ricevuti per questo articolo sono stati pubblicati.
Questo paese è un paese multietnico,ma amministrato da razzisti che non vogliono riconoscere la realtà.
Come un padre che non vuol riconoscere che il figlio è cresciuto e che ormai, non sta più a sentirlo,ma vuole uscire e fare nuove amicizie.
Siamo un paese che è diventato schizzofrenico.
Una padania piena di padani che non vogliono i lavoratori negri nelle loro fabbrichette,ma che poi, non solo li hanno, ma si preoccupano se non vengono al lavoro.
Una Calabria che non vuole i stranieri,ma che poi li va a cercare per raccogliere le arance che stanno marcendo sugli alberi.
Schizzo metropolitani.
La gente che non fa pace con il cervello e che se da una parte odia,dall'altra cerca e ne ha bisogno.
Sembra quel professore di De Andrè che il giorno è austero e accademico e la notte paga mezza pensione per sentirsi dire: "Bamboccione".
Siamo arrivati di testa.
Abbiamo una classe politica e dei media che non sono in linea con il paese reale.
Io vivo in mezzo ai stranieri.
Mia moglie è straniera.
A volte mi sento anche io un po straniero.
Ma chi sono quelli normali?
La Durso e quei quattro beccamorti che non fanno altro che evidenziare tutto il brutto dei stranieri...?
Se c'è un investimento e quello che investisce è di nazionalità straniera,subito un titolone in prima pagina.
Ma quelli che hanno incidenti,non sono tutti stranieri.
Siamo a dei livelli adeguati al numero della popolazione.
Eppure la Durso e la sua mandria di media,ci fanno capire tutto il contrario.
Un tempo si diceva che i zingari rapivano i bambini.
In America si diceva che gli italiani erano tutti ladri e mafiosi.
Ma smettiamola di dire le stesse cose che dicono questi dementi.
Se l'informazione è la Durso,abbiamo bisogno di una sana controinformazione in questo paese.
Gli operai dei cantieri romani sono al 70%stranieri.
Siamo in un mondo multietnico e senza stranieri,la nostra società torna all'asino e alle fascine di legna.
Spigatelo voi che siete più istruiti di me! 25-03-2010 09:11 - mariani maurizio