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FUORIPAGINA
25/03/2010
  •   |   Francesco Paternò
    Perché no agli Ogm insieme a SlowFood

    Ha un nome attraente, ma solo quello: Amflora. E' la patata transgenica che ora si potrà coltivare in Europa per uso industriale dopo la decisione del 2 marzo scorso della Commissione europea. A colpi di patate, gli ogm avanzano dunque anche da noi, sebbene il ministro delle politiche agricole e forestali Luca Zaia abbia impugnato fucile e martello contro i commissari di Bruxelles: “Non consentiremo – ha detto – che un simile provvedimento, calato dall'alto, comprometta la nostra agricoltura. Proseguiremo nella politica di difesa e salvaguardia dell'agricoltura tradizionale e della salute dei cittadini e valuteremo la possibilità di promuovere un fronte comune di tutti i paesi che vorranno unirsi a noi”. La decisione della Commissione europea mette fine di fatto alla moratoria di dodici anni sulla coltivazione ogm sul vecchio continente. E, già che c'era,  ha autorizzato pure tre tipi di mais transgenici, destinati a essere utilizzati nell'alimentazione umana e animale.

    Venerdì 26 marzo in edicola insieme al giornale esce il supplemento Scritto&Mangiato, curato e modificato di pagina in pagina grazie ai geni dei nostri amici di Slow Food. Carlo Petrini e Roberto Burdese, la cupola del movimento, spiegano le ragioni del no agli ogm. E con loro rilanciamo la palla nel campo avversario. Per dirne una: ancora oggi non si conoscono quali saranno gli effetti sulla salute dell'essere umano dei prodotti ogm. Ed è difficile compiere in piena autonomia seri studi tossicologici, senza essere tagliati fuori dai veti incrociati delle multinazionali che vivono e si sviluppano con gli ogm.

    E' così che si uccidono anche i cavalli, oltre a non sconfiggere la fame nel mondo. La questione è cruciale e la propaganda è assai potente con intrecci fra lobby biotech e politica. Sempre nelle pagine del supplemento troverete sussulti e grida di un mondo che ha fame e che ha cominciato a ribellarsi a un sistema alimentare iniquo. Ci sono notizie di come le multinazionali  puntino sui cambiamenti climatici per imporre la loro mercanzia, ovviamente resistente al grande freddo e al grande caldo. E c'è anche un po' di buona novella, come la crescita dell'agricoltura biologica in Africa, in base a valutazioni delle agenzie dell'Onu, e segnalazioni di libri corretti.

    Insomma, leggete e nel caso modificate la vostra posizione, farà bene a tutti.


I COMMENTI:
  • Dai ragazzi, una buona volta su questi temi fate un discorso credibile. Basta con le contaminazioni, i danni per l'uomo e gli animali. Demagogia pura.

    E da lustri che quasi tutti gli animali italiani mangiano soia OGM. Da anni parmigiano, crudo di Parma e company vengono fatti con prodotti di anmali che mangaino soia OGM. Zaia lo sa benissimo, ma non menziona mai questo problema.

    Bisognerebbe discutere sull'utilita' politica, economica, ambientale e sociale di sti OGM. Analizzare i pro e contro.
    Ma basta barzellette che non hanno un minimo di fondamento sceintifico, per piacere.

    Sia chiaro, io son ben contro l'uso degli OGM, ma son stanco di sentire storielle assurde su fragole-pesce e affini.
    Altri devono essere gli argomenti. 26-03-2010 15:04 - g52
  • Carlini (Franco) è morto tre anni fa. Come faccia a sfruttare precari dall'altro mondo, è un mistero... 26-03-2010 12:42 - Harken
  • La legge del profitto sta stritolando il Mondo. Maledetti! 25-03-2010 20:02 - Murmillus
  • La coltivazione "in campo aperto" (cioè non in laboratorio) di OGM è illiberale (contro i diritti dei singoli) e antiliberista (contro il libero mercato).
    1) Se un contadino semina e coltiva "non-OGM ha" il diritto di fare un raccolto "non-OGM". Con la presenza limitrofa di coltivazioni OGM (a distanza di tempo anche nello stesso continente), la coltivazione "non-OGM" sarà contaminata e produrrà prodotti OGM: infatti la naturale diffusione di semi o polline da una pianta all'altra stravolge il risultato delle coltivazioni.
    2) Pertanto un produttore di agricoltura "non-OGM" non avrà la libertà di operare sul mercato con il prodotto da lui prescelto.
    Questo con buona pace di chi pensa che il mercato sia una condizione di libertà irrinunciabile: liberali e liberisti dovrebbero essere i primi contro gli OGM! Esattamente come i comunisti.

    Già che il personaggio viene citato: Carlini (scrivo dal nostro Piemonte), quanto li paghi i tuoi dipendenti (se ne hai) e i tuoi collaboratori a progetto, caro sfruttatore di precari! 25-03-2010 18:55 - Fabrizio
  • Io sono contro gli Ogm per principio.
    Non mi va assolutamente di dipedere anche nel cibo da multinazionali che depositano il brevetto dei semi Ogm e mi ricattano stagionalmente, in quanto i semi transgenici sono sterili e il loro utilizzo comporterebbe inevitabilmente una schiavitù stagionale e per di più a scopo di lucro. In fondo il sistema è semplice. Con metodi propagandistici decotti ma purtroppo sempre efficaci, ti vendono l'Ogm come una necessità, tu ci caschi e voilà, sei fottuto. Stesso giochino è stato fatto con l'euro. Tolta la sovranità monetaria degli stati nel nome del progresso e della necessità, la si è data di fatto a banche centrali private, che adesso agiscono come credono. Vantaggi? Chiedetelo alla Grecia. Io dico che se fossimo in un paese civile e democratico come vorrebbe suggerirci la propaganda, su un tema tanto delicato si dovrebbe informare a fondo e con trasparenza la popolazione e successivamente indire un referendum. Ma è ovvio che che chi propone gli Ogm non permetterebbe mai una cosa del genere. Perciò puoi solo imporlo, come stanno facendo - vedi anche la questione nucleare - perchè tutto è concesso al business. E poi uno dice che bisogna essere ottimisti.Allora, allegriaaa!! 25-03-2010 18:32 - jack
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