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Daniela Preziosi
Radiocomizio finale di Emma Bonino
Chiusura inedita della campagna elettorale del Lazio per Emma Bonino. Che lo fa decisamente «strano»: anziché il consueto comizio finale con bagno di folla, una maratona radiofonica di tre ore, a partire dalle 16 di oggi, con un filo diretto su Radio Radicale (conduce il direttore Massimo Bordin), con possibilità di fare domande al telefono, via chat (attraverso la webtv http://tv.boninopannella.it) e con videomessaggi. Ripete il segnale in diretta un network di emittenti locali e nazionali (TeleAmbiente sul digitale terrestre, Red Tv sul satellite Sky, canale 890, Radio Città Futura, Radio Popolare Roma, Ecoradio, il manifesto.it) o con collegamenti (Sky Tg24, Rainews24, Current tv, Radio Radio e YouDem). In radio ovviamente non avrà al suo fianco il segretario Pd Pier Luigi Bersani, che invece sarà a Torino, in Piemonte, altra regione «in bilico», dove tiene un più classico comizione accanto alla candidata Mercedes Bresso.
E’ vero che dopo la maratona radiofonica la candidata radicale, insieme al presidente della provincia Nicola Zingaretti, parteciperà a una cena con 800 persone, sul litorale di Ostia. Ma in pratica il gran finale della sua corsa nel Lazio sarà quello on air, tanto più che la radio radicale, come organo di partito, non è sottoposta ai vincoli della par condicio e quindi annuncia di replicare il filo diretto anche durante i giorni del voto. Si tratta di un sperimento mediatico senza precedenti, accettato se non proprio apprezzato dal Pd nazionale.
Tutt’altra musica dall’avversaria Renata Polverini, alla quale lo staff Mediaset ha imbandito una serata extraluxury nell’elegante Salone delle Bandiere del quartiere Eur (mille posti), dove avrà come cavaliere Silvio Berlusconi. Da lì, su maxischermi, si collegheranno le piazze delle altre quattro province laziali, allestite sul format del Festivalbar.
Il dispiegamento delle forze in campo, fra le due parti, è senza proporzioni. E nel frattempo si è scatenata l’offensiva mediatica del Cavaliere, che, secondo i dati forniti ieri dai radicali (e contestati dal Tg1) sta conducendo un’occupazione cingolata dell’informazione tv: dal 21 al 24 marzo lui, da solo, ha avuto il 22,2% del tempo di parola del Tg1, il 21,8% del Tg2, il 16,6% del Tg3. Quanto a Mediaset, le cifre fuoriescono dalla grazia di dio, si va dal 56,8% del Tg4, il 28% del Tg5, fino all’eroico 81% di Studio Aperto. E, spiegano i radicali, «ogni volta gli è garantita l’esposizione di simboli e candidati. Contemporaneamente, gli è stato concesso di intervenire telefonicamente - fuori da ogni regola - per 12 minuti ad UnoMattina e per 8 minuti su Canale 5». Penalizzati se non cancellati tutti gli altri. Tutto questo per recuperare almeno la parte destra di quel 47 per cento di astenuti che i sondaggi conteggiano, e che in effetti a ridosso del voto sembrerebbe risvegliarsi dalla delusione. Per votare Pdl.
Contro questo scempio di regole e di par condicio, nel corso di un concitato sit a viale Mazzini, quattro parlamentari radicali hanno occupato la sede Rai. E Bonino ha trascorso parte della notte nel presidio ad oltranza fuori dal palazzo. Appunto, un finale «strano» rispetto alle liturgie della politica. Un azzardo sul verdetto delle urne.
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Ai pochissimi che leggeranno il messaggio: scusate lo sfogo, vi lascio, vado a (non) votare; alla redazione del manifesto: potevate almeno sprecarvi a mandarmi una risposta ad personam, questa storia non mi è piaciuta per niente, si vede che dopo più di vent'anni cambierò (con vera sofferenza) anche le abitudini quotidiane di ogni mattina in edicola.
Un saluto 28-03-2010 10:52 - alfredo
Sì l'avevo già letto l'articolo di Lidia Ravera. Ravera è una persona intelligente che ammiro e rispetto, ma stavolta non condivido. Io non credo che Luttazzi abbia steccato, Luttazzi è stato artisticamente se stesso, chi ha accettato il suo invito doveva metterlo in conto, questo è lui: prendere o lasciare, è estremo, esplicito, ingovernabile, volutamente sgradevole, ma non volgare, la vera volgarità è quella del potere che la sua satira denuncia.
Comunque le reazioni respingenti che Luttazzi suscita dimostrano,per contrasto, la sua grandezza, è uno dei pochi artisti ancora capaci di scandalizzare, per questo motivo non è adatto alla TV, per questo motivo piace molto a me e non solo. 27-03-2010 20:00 - paolo1984
Lidia Ravera ha scritto sull´unita´un pezzo, per me forse anche troppo prudente, sulla stecca di Luttazzi, come dice lei.
Lo copio qui:
Raiperunanotte evento bellissimo stecca di Luttazzi
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La descrizione realistica di un coito anale, in letteratura, non determina né impedisce il capolavoro. Dipende dalle parole scelte dallo scrittore, dalla scrittrice, dalla necessità della scena, dal suono, dal senso, dalla distanza dello sguardo. Che cosa vede, non vede, immagina, fa immaginare. Una sequenza di sesso in cui una donna viene penetrata da terga non trasforma un film bello in un film porno. Un monologo teatrale in cui si reciti il più dettagliato dei resoconti erotici estremi può essere potente e catartico, commovente come una messa cantata. Da Plauto ad Artaud passando per Benigni e Pasolini. L’arte gode di un privilegio che si chiama libertà espressiva. Non ci sono argomenti tabù o parole vietate. La televisione, e tutto quello che ci finisce dentro, invece, obbliga alla moderazione, al taglio dei picchi, alle cautele. Forse nel corso di quel bellissimo evento che è stato Raiperunanotte, esempio di resistenza civile al monopolio degli amici del padrone delle tivvù, Daniele Luttazzi non si è ricordato che sarebbe finito, anche se trasgressivamente, nel caro vecchio elettrodomestico, si è sentito in teatro, dove, in effetti, era. Ha recitato un brano dal suo spettacolo, circondato da spalti gremiti di pubblico plaudente.
Secco, esplicito, ha inanellato tutta la schiuma nera dei fatti di cronaca politica, tutti le tragiche anomalie cui siamo sottoposti da anni. Era efficace. Anche se non faceva ridere. Cioè: provocava quel tipo di risata nervosa cui ci si consegna se non si vuole piangere. Poi, come un Pulcinella stanco di non capire, si è domandato come mai la maggioranza degli italiani si ostini ad approvare chi lo sta fregando (Berlusconi). E qui è partito, per libera associazione gergale, un paragone infelice: il popolo sarebbe contento di farsi prendere dal posteriore così come una donna che si sottopone alla penetrazione «contronatura», prima con preoccupazione e resistenza fisica, poi con godimento masochista. La descrizione della pratica, dettagliata e realistica, ha gelato una bella percentuale dei sorrisi presenti in sala. L’intimità di un teatrino off avrebbe consentito la risata liberatoria in cui sfocia, spesso terapeuticamente, l’imbarazzo. Ma la dimensione non era quella. Luttazzi ha preso una stecca. Poco male: la serata era una sinfonia di umori diversi e ben armonizzati. Dalla denuncia all’analisi, dalla satira (che sempre nasce da un profondo disagio) alla rivolta morale. Naturalmente quelli che non sopportano Santoro e tutti gli altri solisti della banda dei «non allineati», fingono di aver sentito soltanto la stecca. Meglio per loro.
www.lidiaravera.it 27-03-2010 16:00 - paul trevor
- ha un'impresa
- assume solo extracomunitari o studenti
- non paga le tasse
- ha il suv
- la lega in fondo lo affascina 27-03-2010 12:03 - milingo
questo Giornale(comunista?)
da 40 anni è : americanista,liberista,anticomunista,antisindacalista ... inoltre è per il bipartitismo all'americana e pure a favore di Israele.Ma scherziamo?!Il fatto che sia anticlericale non è affatto sufficiente. 26-03-2010 16:37 - unverocomunista
NON E' VERO FORSE?
Scusate, dimenticavo che, voi, siete comunisti riformisti........
La Rossanda e' gia' arrivata da Parigi per votare la Compagna
Bonino?
E la Norma ci vendichera'? O e'
ancora sconvolta per le volgarita' di Luttazzi?
E Vauro il grande Compagnone
e' un comunista riformista? o un Comunista?
BOOOHHHH....forse lo sapremo dopo le elezioni..... 27-03-2010 01:20 - Caneliberonline.blogspot.com
Per fortuna io non sono un vero comunista. 26-03-2010 23:48 - BernardoR.
Un saluto a tutti
Alfredo
Gentile redazione del 'manifesto'
Sono un vostro lettore da tanti anni e abito ad Albano Laziale, poco a sud di Roma. Per la prima volta da quando ho l'età per votare domenica annullerò la scheda per l'elezione del presidente nella Regione Lazio, mentre voterò per il candidato sindaco di centosinistra. Con grande amarezza ho vissuto in questi anni la vicenda dell'inceneritore di Albano, fortemente voluto da Marrazzo, un impianto che nascerebbe già vecchio, su un territorio esausto, molto densamente popolato, inquinato e con forti carenze idriche: non c'è alcuna garanzia sulle caratteristiche di quanto vi verrebbe smaltito, giacché nella nostra regione e in particolare nel nostro territorio siamo ancora molto indietro nella raccolta differenziata. Si tratta, in sostanza, di un grosso affare per i soliti noti: Ama, Acea e Cerroni (ricordate? il compagno di 'coda alla vaccinara' dell'assessore Di Carlo, in una memorabile intervista del 'Report' di Milena Gabbanelli), che è stato portato avanti da Marrazzo aggirando una Valutazione d'Impatto Ambientale negativa e nonostante il parere parimenti negativo della ASL competente, RmH (qui c'è stato veramente il capolavoro politico di Marrazzo: alla Conferenza dei servizi del 21 aprile 2009, che ha dato il via libera alla costruzione dell'impianto, è stata presentata da parte di una ASL terza, RmE, una relazione che confutasse l'inquietante quadro di previsione epidemiologico in precedenza presentato dalla ASL RmH: non mi risulta che rappresentanti di quest'ultima azienda fossero presenti alla Conferenza). Di fronte alla protesta delle popolazioni locali, e in vista delle elezioni, i buoni amministratori di centrosinistra della Regione (Montino in primo luogo) hanno pensato bene di fare i pesci in barile, sospendendo per il momento i lavori di costruzione fino alla sentenza del TAR del Lazio, che deve giudicare su un ricorso presentato dai cittadini dei Castelli Romani e sospendendo però, nel frattempo e in fiduciosa attesa, anche ogni giudizio e commento sull'argomento: la sentenza doveva essere emessa il 24 marzo, ma non mi risulta che ciò sia stato fatto, consentendo così anche ai vari candidati di sinistra (Emma Bonino inclusa) di non pronunciarsi chiaramente sul delicato problema. Chiunque venga interpellato sull'argomento (ripeto, Bonino inclusa) fornisce risposte interlocutorie: aspettiamo la sentenza del TAR, si dice, come se un giudizio politico dipendesse da una sentenza di tribunale, come se non fosse il momento di riflettere seriamente sugli errori fatti con protervia e disprezzo della volontà dei cittadini da Marrazzo e dai suoi allegri e folkloristici assessori. E sui giudizi politici, c'è di che stare poco allegri: Emma Bonino giudica 'serio ed adeguato' il piano elaborato dalla Regione Lazio sullo smaltimento dei rifiuti. Non mi aspetto nulla da lei: e per le vie di Roma vedo nuovamente sui manifesti il faccione di Di Carlo che senza pudore invita a votarlo in quanto persona 'di parola' e altre amenità. Mi dispiace molto, sono comunista da quando ho l'età della ragione ma questa volta non voterò, non firmo più assegni in bianco e sempre più mi convinco di quello che, in realtà, penso da sempre: solo la lotta, fatta con l'impegno personale da chi vive sulla propria pelle il disagio, paga.
Un abbraccio a tutto il collettivo
Alfredo Morelli 26-03-2010 20:24 - alfredo
Non trovo nessuna forza politica degna della pur minima fiducia. Non sono in grado di scegliere il meno peggio: per me son tutti peggio! Forse questo è l' unico modo per dimostrare tutto il mio dispezzo per l' intera orribile ed impresentabile classe politica italica. Infine, questa campagna elettorale è stata persino peggio delle altre, già orrende ed assurde: zero proposte, nessuna idea e nemmeno un pur vago programma. Solo propaganda, insulti, colpi bassi, ecc ecc. Quando vedo questi politici in TV mi verrebbe solo da VOMITARE (in realtà, cambio subito canale). Domenica pensateci bene e poi ... fatevi una bella gita fuori porta (le previsioni danno anche bello)... 26-03-2010 20:04 - Fabio Vivian