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Adriana Pollice
Chiaiano, tolleranza zero
Incendio, violenza o minaccia a pubblico ufficiale, interruzione di pubblico servizio, furto sono le accuse mosse ieri dalla procura di Napoli a cinque protagonisti delle proteste contro l'apertura della discarica di Chiaiano del maggio 2008. Si sono mossi gli uomini della Digos per irrompere di mattina molto presto nelle case di tre attivisti del centro sociale Insurgencia e in quella di due ragazzi residenti nella zona dello sversatoio, per uno di loro gli arresti domiciliari e per altri quattro l'obbligo di firma. L'impianto accusatorio è di quelli a tinte forti: incendi, esplosione di ordigni con la partecipazione di frange del tifo organizzato e di pregiudicati. «Gli indagati - riferiscono fonti di polizia - sono coinvolti in numerose altre indagini e gravati da pregiudizi penali».
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Un dispiegamento di forze che arriva dopo due anni. «In due anni 15 processi con accuse assurde e tutte da provare, oltre 40 le persone rinviate a giudizio a vario titolo, una schedatura di massa con richieste a comparire in questura senza fondamento giuridico, che si è arrestata grazie all'intervento degli avvocati» ricorda Antonio Musella, portavoce di Insurgencia, che prova a raccontare un'altra storia, quella di un presidio capace di fare esposti in procura contro gli sversamenti abusivi di rifiuti, di smascherare l'occultamento dell'amianto mai bonificato e lo smaltimento illegale di rifiuti speciali.
«I fatti contestati - spiega Antonio - riguardano il presunto danneggiamento di un autobus avvenuto durante le violentissime cariche della polizia del 23 maggio 2008. Furono feriti dai manganelli decine e decine di cittadini che protestavano a mani alzate contro l'avanzata della polizia. Lo stesso Romolo Sticchi, giornalista del Tg3, fu manganellato e gli fu distrutta la telecamera». Stesso clima il giorno successivo, le successive cariche provocarono la caduta di due ragazzi da un muretto, un volo di oltre dieci metri che provocò loro la rottura di entrambe le gambe. Picchiate anche una donna anziana trascinata via di peso, anche la nipote adolescente che mangiava un gelato, finita in ospedale con la frattura del braccio. L'esercito schierato, gli elicotteri e la zona militarizzata. Berlusconi con il consiglio dei ministri a Napoli ogni due settimane per varare le leggi speciali, mentre Bertolaso sfoggiava il piglio decisionista. Prima degli scandali che hanno investito la protezione civile, le sanzioni della comunità europea e i rifiuti che riappaiono in Campania da sotto il tappeto.
Tra gli attivisti da isolare a tutti i costi, secondo la procura, Egidio Giordano, Davide Brignola e Pietro Spaccaforno, quest'ultimo il più temuto con l'obbligo di firma quotidiano. Cosa lo rende così pericoloso? «Il sei maggio facemmo un blocco stradale - racconta - una signora ci diede una vecchia auto che non usava più. Mi hanno accusato di furto e processato per direttissima e hanno minacciato la signora di accusarla di complicità. Il 23, poi, ero pericolosamente armato con un megafono, ero 10 metri dietro le donne sedute a terra e dicevo loro di non alzarsi, di non lanciare nulla. Mi presero e trascinarono nella camionetta. Mi lasciarono libero solo la sera alle 21, accusandomi di aggressione, lesione e resistenza. Impossibile che fossi fuori a mettere bombe esplosive, come sostengono loro». Accanimento evidente anche per Egidio, arrestato a L'Aquila dalla Digos locale su delega della procura di Torino per l'inchiesta sugli scontri nel capoluogo piemontese precedenti il G8 abruzzese. «Aveva appena smesso di andare a firmare e gli ricomunicarono la stessa misura» commenta ironico Pietro. Il presidio però non disarma: ieri hanno occupato l'ottava municipalità con lo slogan «giù le mani dai nostri figli».
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Inoltre non capisco come abbiano fatto al Nord a votare Lega , che affrontando alcuni temi caldi di ordine pubblico, non abbia mai denunciato che le associazioni camorriste gestiscono totalmente la situazione in Via Anelli a Padova e la licenza delle attività straniere in Via Padova a Milano. Come molte situazioni, rientrate poi nelle leggi speciali di emergenza, sono state solo affrontate dai due ultimi governi solo come slogan e mantenute tali per continuare ad esercitare il loro potere amministrativo e clientelare , tramite il consenso elettorale. 31-03-2010 17:13 - pepperepe'
http://pensareinprofondo.blogspot.com/2010/03/il-voto-in-piemonte.html
Domandona: se sono contro la TAV perché dovrei aver votato la Bresso? 31-03-2010 15:42 - mario
Sarebbe bello se altrettanta solerzia fosse applicata nella repressione della criminalita' organizzata e degli evasori fiscali. 30-03-2010 23:06 - Luigi
Da non votare.
Ci stiamo sempre più allontanando tra paese reale e istituzioni.
Un mare di persone non crede più in questo stato e si sta organizzando per farne a meno.
Vedo una Italia come la Yugoslavia prima del grande disastro.
Chi lotta contro le discariche in casa e chi è contento che la gente venga arrestata per difendere un diritto sacrosanto come quello dell'ambiente.
Un nord con mille ospedali e un sud arretrato che affoga nella mondezza che viene anche dal nord.
Un Berlusconi che continua a far buttare la monnezza nelle discariche abusive,in barba delle leggi nazionali e estere.
Ma fino a quando?
Ci stiamo dividendo.
Non siamo noi solo a volerlo!
Anzi bisogna ringraziare la Lega che ci sta dando un grande aiuto per il superamento di questo stato con altri.
Ci stiamo organizzando in modo trasversale.
Tra italiani che credono nella patria, contro italiani che non amano la patria.
Noi patrioti,faremo come i partigiani e ci stringeremo intorno ai nuovi CLN,per difendere la costituzione e cacciare tutti i ladri che ammorbano il potere e le opposizioni finte.
Noi italiani patrioti,non permetteremo agli antipatrioti di dividere lo stato italiano nato dalla resistenza.
La Lega ha chiaramente manifestato le sue intenzioni.
Il torinese ha detto che le tasse saranno solo per Torino e per i torinesi.
Non c'è più una patria per questi nuovi amministratori.
Bisogna riconoscere che quelli della Lega sono onesti e ci hanno detto da subito le loro intenzioni.
Ora dobbiamo dire le nostre.
Noi Italiani abbiamo fatto i partigiani in montagna per dare a questo paese una repubblica e una costituzione.
Torino è una città dell'Italia e tale deve rimanere.
Combatteremo con tutte le armi e in tutti i modi possibili per la sovranità della nazione.
Quindi tutti i leghisti si sentano,da oggi i nemici del nuovo CLN,che chiama a raccolta tutti i patrioti italiani.
Patria o morte!VINCEREMO! 30-03-2010 16:58 - mariani maurizio
Ci fosse sempre questa serietà vivremmo molto meglio !! 30-03-2010 15:28 - Paolo