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FUORIPAGINA
30/03/2010
  •   |   Francesca Mannocchi
    Diario di una scrutatrice

    Vivo e voto nel XX Municipio di Roma, uno storico fortino di destra, più finiano che berlusconiano e piegato al berlusconismo dal vento dominante. Un municipio dove Previti, candidato nel 2000 prese una percentuale bulgara (quasi il 70%). Un municipio popolare, che negli anni è diventato povero.

    Sono aumentati gli immigrati, per lo più dell’est, per lo più manovali, che alla giunta circoscrizionale piace nascondere, fomentando contemporaneamente, la paura di quei nuovi poveri che per ammazzare il tempo, altro non possono se non guardare la tv. Nelle loro case popolari. E poi l’altra faccia del municipio, le zone residenziali e abusive nel Parco di Veio, che ospita oltre alle tante, troppe ville dei commercianti di Roma Nord, la villa che fu di Livia, moglie di Augusto. Ormai abbandonata.

    Il municipio di via Gradoli, anche. Dei trans.

    Il municipio, insomma, del caso Marrazzo. 

    Non avrei voluto fare la rappresentante di lista questa volta. Avrei voluto osservare i dati, capirli. Poi la notizia dello spiegamento di forze dei ‘gladiatori della libertà’ mi ha spinto a chiedere un seggio di cui occuparmi ad un partito di coalizione.

    Mi è stato assegnato un seggio nella zona di via Gradoli.

    Prima di attraversare la campagna per raggiungere quel limbo di Cassia che ha smesso di evocare Moro, per evocare le morti misteriose di Cafasso e Brenda, sono andata a votare nel mio seggio di appartenenza (accanto al ‘bar dei rumeni’- così lo chiamano gli abitanti del quartiere) dove gli ex dc, ora berlusconiani la fanno da padroni.

    Alla consegna del documento di identità il mio nominativo risultava aver già votato.

    I cinque giovanissimi che, per effetto di una legge che forse non conoscono, in quella sede sono pubblici ufficiali mi dicono: “Sarà stato un errore, può votare comunque!”. E dunque voto. Chiamo il messo comunale e denuncio la vicenda, riportandola nel verbale. Mentre mi sposto verso via Gradoli penso che avranno sbagliato riga, confondendomi con una parente, penso che gli scrutatori siano stati  distratti, penso che gli scrutatori non dovrebbero essere distratti, perché anche un banale broglio può passare per distrazione e solo a Roma ci sono 2600 seggi, che 2600 distrazioni sono potenzialmente 2600 voti persi, o guadagnati.

    Alle tre di ieri pomeriggio è iniziato lo scrutinio. Nel  seggio oltre a me, un rappresentante di lista dell’Udc, uno del Pd. Una presidente ostile e cinque scrutatori appena ventenni.

    Solo una contestazione, la mia. Mi trovo di fronte una scheda con due liste sbarrate, la lista ‘Polverini’, l’Udeur. Accanto alla prima era scritto a matita il nome della candidata presidente, il che costituisce già un’irregolarità perché Renata Polverini non è inserita nella sua lista ( “è un rafforzativo del voto” dice la presidente, prendo tempo). Ma era sbarrata anche la lista dell’Udeur, con accanto il nome di un candidato non presente nella lista elettorale.

    Ricapitolando: due liste sbarrate invece di una, con due nomi non presenti nelle reciproche liste.

    Una scheda nulla per il buon senso, ma nulla anche in osservanza del fonogramma ministeriale spedito il 27 marzo per evitare che i nomi dei candidati esclusi del Pdl potessero essere conteggiati come preferenze: “nella pubblicazione n°7  per le elezioni regionali è rappresentato testualmente che la giurisprudenza di prevalente del consiglio di stato è comunque ferma nel ritenere che è nullo il voto che contenga l’espressione di preferenza per un nominativo che non corrisponde a quello di nessuno dei candidati costituendo siffatta erronea indicazione un palese segno di riconoscimento del voto”. Schede analoghe nei due seggi accanto al nostro, sono state annullate senza troppe discussioni.

    Leggiamo il fonogramma una , dieci, venti volte. Per la presidente è valida, per me no. Le chiedo di chiamare il Ministero dell’interno. Ma si rifiuta. Chiedo al poliziotto presente nella scuola di entrare ed essere testimone. Il poliziotto chiede alla presidente se debba allontanarmi dal seggio. È in suo potere farlo. Spiego al poliziotto che quella aveva tutta l’aria di essere una intimidazione abbastanza manifesta. Quando lo vedo in estrema difficoltà, chiamo io, in viva voce, il Ministero dell’interno. Spiegato il caso mi dicono che l’ultima parola è della Prefettura. Così chiamo l’ufficio elettorale della Prefettura che ammette l’inammissibilità del voto. La presidente si ostina. Ripetendo che nel seggio, l’ultima parola spetta a lei.

    Questa storia finisce così, con un voto convalidato e contestato da un lungo verbale. Ma questa storia, per me, rappresentante di lista di una lista che neppure mi rappresenta, finisce negli occhi dei cinque giovani ventenni scrutatori che non hanno espresso un’opinione su quella scheda, che erano indispettiti con me, perché mi ha detto una di loro: “stasera c’è la finale di Amici, pensavo di tornare a casa presto”, questa storia finisce negli occhi del rappresentante di lista dell’Udc che dopo essere stato zitto per due giorni e per tutto lo scrutinio mi dice “ sai che c’è? Udc? Pdl? io vado con chi mi dà di più, almeno non lavoro per due giorni e guadagno pure”.

    Negli occhi di tutti loro ho visto l’ignavia. E io, che trent’anni ancora non ce l’ho, mi sono preoccupata.

    Questa storia finisce in una sconfitta. Non solo elettorale. La sconfitta, fuori da ogni demagogia, è non aver insegnato a quelli che ci sono e a quelli che stanno sostituendo quelli che si sono stati, che il voto è espressione prima che di una opinione, di una responsabilità. Ma gli elettori-scrutatori- telespettatori esprimono solo lo spirito del tempo. 

     


I COMMENTI:
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  • Purtroppo posso assicurare che è un comportamento diffuso. Anche leggendo i commenti (chi dice che "una così a rompere nel mio seggio l'avrei fulminata"), ritornano tutti i comportamenti che ho visto nel mio seggio. Purtroppo, il presidente fa il bello e il cattivo tempo. Gli altri poco hanno da dire. Tanto non serve. Il seggio viene vissuto come una proprietà, e si dimentica che in quel momento si è pubblico ufficiale, non re con uno scettro in mano. Chi contesta, è una "rogna" (parole del mio presidente) perché costringe a SCRIVERE IL VERBALE (la motivazione è questa). Ho assistito a un'ingiustizia enorme, e non ho potuto fare niente, oltre ad essermi presa una ramanzina per avere obiettato che il regolamento diceva di risolverla in un modo ben preciso. Ancora ci lamentiamo se l'Italia è corrotta? Basta dare a un cittadino qualunque 3 giorni di potere, e vedete che ciò che si manifesta in larga scala, si ripresenta, con la stessa arroganza e gravità, in scala minore.

    E aggiungo che purtroppo certa gente esiste di tutti gli orientamenti politici, che è un cancro sociale e che si dovrebbe fare qualcosa, perché in questo modo chissà quanti voti vengono falsati ad ogni elezione. 31-03-2010 13:52 - Elisa
  • Questo paese è infetto,e ne è orgoglioso.Scambia l'infezione per sanità e lo urla in giro.Caliamo il sipario,và. 31-03-2010 13:49 - Stefano
  • Complimenti a Francesca. E' una fotografia perfetta di quel che siamo e di dove siamo. Non la ragione della sconfitta della sinistra, ma un modo di essere, di percepire. Non c'è più neppure la "gloriosa macchina del pci" capace di fornire ed elaborare i dati elettorali prima del ministero. E se davvero la pratica di taroccamento del voto fosse più
    diffusa di quanto si crede? 31-03-2010 13:45 - Max
  • Cosa dobbiamo augurarci, un collasso economico che serva a dare una scossa alla società intorpidita da questa destra?E a chi gioverà questo collasso? 31-03-2010 12:43 - martino
  • Il problema dei blog che consentono di far passare le proprie fantasie per verità e addirittura verità popolari.
    maurizio mariani che si proclama disoccupato,sfrattato, con moglie straniera e fieramente sgrammaticato potrebbe essere un fine politologo che si vuole divertire ad analizzare le reazioni che cita.chi scrive che quando era scrutatore (nei bei tempi che furono?)dei voti dubbi si faceva uno a te e uno a me e poi tutti a mangiare un bel panino con il bicchierozzo di vino,semplicemente non dice il vero. l'amarezza per una sconfitta grave e che ci sarebbe voluto poco a contenere va superata. ma chi non ha votato o ha votato grillo e scrive su un blog e quindi non e' un emarginato ma uno che crede cosi' di fare politica alternativa dovrebbe riflettere sul piemonte in mano alla lega...
    credetemi gli scrutatori di una volta, del vecchio pci avrebbero potuto fare i consulenti del consiglio di stato..
    per una volta sono d'accordo con cacciari. 31-03-2010 12:43 - irisblu
  • Io credo che al di la di ciò che Francesca scrive, ed è lodevole che qualcuno come te si indigni ancora, il problema sta nel fatto che non ci siamo mai liberati dal fascismo. Parlo di quello culturale e mentale. Purtoppo siamo un popolo che non ha preso a calci nel sedere quell'imbecille di Mussolini e tutti i suoi scagnozzi, non ci siamo liberati da soli, ci hanno dovuto liberare. Pochi intimi Italiani partigiani, e l'esercito alleato. Un popolo che non si libera da solo dei propri tiranni prima o poi ricadrà negli stessi errori, e noi ci siamo ricaduti con tutte le scarpe. In quest'ottica Berlusconi può e deve vincere, fino a quando non ci ribelleremo da soli a questo stato di cose. Non so se avverrà mai, ma se non dovesse accadere non varrà la pena essere liberati da chi che sia. 31-03-2010 12:39 - Belli
  • “stasera c’è la finale di Amici, pensavo di tornare a casa presto”.
    Povera Italia. 31-03-2010 12:29 - Ricky
  • ""W Bossi, W la lega, spacchiamo l'Italia sotto il Po e facciamola andare alla deriva delle coste africane. Veneto libero! Leghista Vincente""

    Si libero dai coglioni come te... 31-03-2010 11:54 - Robin
  • BRAVO TOMMASO, COSì SI FA! DISTRUGGERE CHI CERCA LA VERITà! VIVA SILVIO! 31-03-2010 11:26 - CRISTIANO
  • A Paul Trevor:Per l'appunto,si tratta di(pre)giudizi di un paese"piccolo",che tale resterà! 31-03-2010 10:51 - enrico
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