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Paolo Ferrero*
Unità a sinistra e opposizione
La delusione delle aspettative riposte nel voto delle regionali è forte. L'oltranzismo eversivo di una destra che attacca la democrazia e il lavoro, gli scandali continui e le divisioni interne, la disoccupazione e il disagio sociale crescente, non hanno prodotto la sconfitta di questa destra. Siamo ancora dentro la fase politica segnata dalle elezioni del 2008, e dalla delusione dell'esperienza di governo dell'Unione. In Italia non soffia dunque il vento della Francia. L'astensionismo si spalma su tutti i partiti.
L'erosione di consensi che pure la destra registra nonostante la crescita in valore percentuale della Lega, non impedisce la conquista di nuove regioni. Anche se va ricordato che se non fossimo in presenza di un sistema maggioritario, Berlusconi non avrebbe la maggioranza in Parlamento.
Si rafforza l'asse tra Berlusconi e la Lega Nord dentro un esito complessivo che stabilizza il governo. Gli scenari che si aprono sono assai bui. È evidente l'offensiva che si rischia su tutti i fronti: quello istituzionale, in particolare di uno scardinamento costituzionale che intreccia presidenzialismo, federalismo egoista e rottura del bilanciamento dei poteri. Quello sociale, dove il governo cercherà di scaricare i costi della crisi e del debito nel pesante attacco alle pensioni e al welfare. Proseguirà l'aggressione contro il lavoro e il sindacalismo di classe, con il disegno di usare la crisi per modificare in senso regressivo l'insieme dei rapporti di forza sociali e smantellare il contratto nazionale con un salto di qualità della precarizzazione e della polverizzazione dei rapporti di lavoro. Sul piano delle culture politiche, assistiamo a un perverso intreccio tra ideologie sessiste di origine vaticana, razzismo ed esaltazione dei ricchi che diventa ogni giorno di più pratica di governo.
Il primo problema che ci dobbiamo porre è quindi di sconfiggere questa incivile azione governativa. La prima considerazione è che le destre non si sconfiggono oggi nel cielo delle alchimie politiche ma nella società. Senza la consapevole costruzione di un movimento di opposizione non si sedimenteranno nuove adesioni e passioni, non si romperà la solitudine con cui vengono vissuti i drammi occupazionali e il disagio sociale, non si riconquisteranno energie per il cambiamento. In questi due anni l'opposizione non ha vissuto nella società. Le manifestazioni e gli scioperi fatti non sono sufficienti. Per questo il cambio di passo è obbligatorio. La proposta che abbiamo avanzato il 13 marzo di dare seguito a quell'appuntamento, di concordare alcuni obiettivi chiari sulla redistribuzione del reddito e del lavoro, sulla lotta alla precarietà, sulle politiche economiche e ambientali, sui diritti civili, per determinare una mobilitazione duratura nel paese, è oggi tanto più necessaria. L'obiettivo di una prima mobilitazione unitaria di tutte le forze di opposizione contro la manomissione dell'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori e dei diritti del lavoro, avanzata ieri da Vendola sul manifesto è la stessa che abbiamo proposto come Federazione della Sinistra a tutti i partiti che hanno indetto la mobilitazione del 13 e proponiamo di perseguirla con tenacia. Come torniamo ad avanzare l'obiettivo di un impegno comune e unitario di tutta l'opposizione per costruire una primavera refendaria che sostenga il referendum promosso dai comitati per l'acqua pubblica, promuova unitariamente referendum contro il nucleare, contro la precarietà e la legge 30.
Un impegno unitario in questa direzione permetterebbe di sbloccare l'attuale situazione. Ci permetterebbe di ricostruire quel clima che da Genova nel 2001, passando per la mobilitazione della Cgil sull'articolo 18, per il movimento antirazzista e contro la guerra, costruì le condizioni per sconfiggere il governo Berlusconi nelle elezioni del 2006. Per poter sconfiggere Berlusconi nelle urne - obiettivo che tutti quanti condividiamo - dobbiamo prima metterlo in crisi nel suo rapporto con la società, dobbiamo incrinare il suo blocco sociale, dobbiamo costruire l'opposizione.
In questo quadro proponiamo di lavorare da subito all'unità delle forze della sinistra. Le elezioni evidenziano come il peso delle forze a sinistra del Pd non sia per nulla irrilevante anche se oggi è assai frammentato e privo di rappresentanza palamentare. L'esperienza elettorale delle Marche di unità tra Federazione della Sinistra e SeL - che noi avremo voluto praticare anche in Lombardia e in Campania - ci parla in modo embrionale di una forte potenzialità per una sinistra autonoma dal Partito democratico. Noi della Federazione proponiamo di aggregare questo campo di forze per unire la sinistra - dentro e fuori i partiti - imparando dai compagni e dalle compagne dell'America Latina che a partire dall'opposizione al neoliberismo hanno saputo costruire una sinistra plurale, federata, popolare. Mettere al centro la democrazia partecipata contro ogni forma di plebiscitarismo è la condizione per costruire un'alternativa sul piano sociale, politico e culturale. Oggi nessuna forma in cui si organizza l'attività politica è esaustiva della stessa: partiti, sindacati, comitati, associazioni, aggregazioni sulla rete, sono tutte forme parziali e non esiste una palingenesi a portata di mano. Occorre quindi tessere e federare, cucire legami politici nel pieno rispetto della dignità di ognuno e di ogni esperienza. Proponiamo quindi a tutta la sinistra di aprire un percorso di confronto e di unità che sappia ricostruire la speranza e il senso della lotta.
* portavoce della Federazione della Sinistra<//font>
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Si continua a parlare di Chianciano?!..Al congresso c'erano due idee ben precise sul destino di Rifondazione e democraticamente si sono distinte due strade che poi sciaguratamente hanno portato ad una scissione evitabile ma tant'è. Ora però è davvero inutile continuare a ripetere accuse, offese, frasi divinatorie del tipo: voi politici siete la rovina della sinistra..Chiunque è in grado di capire quanto sia difficile guidare un partito della sinistra in questa fase storica!..qualsiasi scelta si faccia viene sempre osteggiata da una parte...nessuno sa veramente come uscire da questa crisi, per questo bisogna provare diverse strade evitando di scindersi, scannarsi a vicenda, o peggio ancora individuare un capro espiatorio..la responsabilità non è certo solo di Ferrero o di Vendola, siamo tutti responsabili, dai segretari di partito passando per i militanti e sopratutto per chi si limita ad essere un elettore..ma in particolare è responsabile chi continua a calare critiche dall'alto, chi non capisce l'importanza di iscriversi ad un partito e militare..forse le cose vanno male perchè non si ha la voglia di partecipare attivamente alla politica ma solo di dare sfogo ad un semplice esercizio di critica spesso tanto insensata quanto improduttiva..
Unità vuol dire anche avere la capacità e l'intelligneza di mettere da parte questioni personali e risentimenti, prendere atto degli errori fatti in passato e tornare a riempire i partiti, che rischiano davvero di diventare solo vuoti contenitori. Nelle parole di Ferrero, e anche in quelle di Vendola da quest'ultime interviste apparse sul manifesto intravedo la possibilità di una svolta e l'intenzione di aggregare quel mondo di particelle subatomiche che dai partiti alle associazioni compongono la sinistra di oggi.
Il progetto della Federazione mi sembra quello più adeguato per rispondere a quest esigenza e ne sono entusiasta ma proprio per non alimentare le facili accuse, a mio giudizo del tutto prive di senso, rivolte in questi commenti a Ferrero (accusato di fanatismo ideologico, di estremismo,...), la mia proposta è quella di rivedere il simbolo della federazione e per aggragare il più possibile, a malincuore, rinunciare alla falce e martello. Oppure, con l'augurio che il rpogetto si allarghi, fare coesistere nel simbolo della federazione i simboli dei diversi partiti che vi aderiscono e tra i quali mi auguro di vedere presto anche quello di Sinistra e Libertà.
Per un'opposizione forte a Berlusconi, ci vuole una sinistra unita e per una sinistra unita è necessario un nuovo slancio partecipativo e se vogliamo anche un po' più di fiducia e speranza! 06-04-2010 14:51 - arsenio
L'intenzione è quella di far si che l'esperienza di unità dei partiti della sinistra che ha portato alla candidatura di Massimo Rossi venga rilanciata e prosegua anche nel corso della legislatura. 06-04-2010 14:39 - Fabio Rossi
Vi credete insostituibili, ecco l'errore della sinstra che non capisce cke la classe operaia non cè più. Distinti saluti 05-04-2010 11:30 - enio calamante
C'e' Vendola che e' un ottimo leader e un vincente. Ferrero e Diliberto, con tutto il rispetto, si dovrebbero fare da parte. Fuori i quadri e dentro la societa', i giovani, i senza tessere. 05-04-2010 10:01 - Alessio
Egli sà che la gente vive di pubblicità, di slogan di fotogrammi e lui lancia sempre qualcuno positivo per sè e denigratori per la concorrenza.
La sua guida serve, guardate le leggi che vengono varate, a chi servono?
Alla malavita, agli evasori, alla corruzione, al cittadino onesto, al lavoratore autonomo?
Rientro capitali, intercettazioni, processo breve, ampliamento fabbricarti, sostegno banche, responsabilità operai per gli incidenti sul lavoro, impunibilità falso in bilancio, acqua privatizzata, ponte sullo stretto, centrali atomiche, precarizzazione del lavoro ed erosione delle tutele a chì servono?
E la sx che fà, contro chi combatte?
Ci sono certi sindacalisti che vendono gli operai per farsi la macchinina nuova, firmano contratti con la propietà contro gli stessi operai, incentivano l'esodo di chi non è iscritto al loro sindacato, gli operai chiedono tutela, si rivolgono ad avvocati che gli spellano vivi e li lasciano nella M e nessuno divce niente, come mai?
Quel sindacalista è solko venduto o si può dire che è in un sistema mafioso che la sx non ha ben delineato e che stà combattendo con uno personifica questa situazione senza avere il senso della effettiva portata di tale personalizzazione?
E' evidente che il dipendente che non ha o non trova interlocutori validi, capaci di tutelarlo ha solo una possibilità e vi lascio immaginare quale.
La mafia istituzionale non si lotta con le belle parole, con le passerelle in Tv caro Ferrero ma con i fatti con il sostegno effettivo perchè buon aprte degli operai, dei dipendenti, sono allergici a vedere i politici ed i sindacati avvicinarsi quando manifestano perchè pensano: "è venuto a cercare di apparire un pò, deveno essere un pò giù nei suoi sondaggi!"
Auguri agli operai e dipendenti certo non a quelli che non li difendono o sfruttano. 05-04-2010 08:14 - Groniko