domenica 17 febbraio 2013
Abbonamenti 2012

 
Forum
 
LA ROTTA D'EUROPA
Le crisi senza Unione
di Rossana Rossanda
OGGI IN EDICOLA
giornale domenica 17 febbraio 2013
ACQUISTA IL PDF
Ottobre 2011
 
 
 
In edicola
dal 18 Ottobre

a 3€ con il manifesto, a 1,70€ più il prezzo del giornale negli altri giorni
 
Tunisia, la vertigine di poter scegliere
di SERGE HALIMI
Fissione nel cuore del nucleare francese
di TRISTAN COLOMA
 
 
Condividi su facebooktwitteraddthis.com
FUORIPAGINA
03/04/2010
  •   |   Paolo Ferrero*
    Unità a sinistra e opposizione

    La delusione delle aspettative riposte nel voto delle regionali è forte. L'oltranzismo eversivo di una destra che attacca la democrazia e il lavoro, gli scandali continui e le divisioni interne, la disoccupazione e il disagio sociale crescente, non hanno prodotto la sconfitta di questa destra. Siamo ancora dentro la fase politica segnata dalle elezioni del 2008, e dalla delusione dell'esperienza di governo dell'Unione. In Italia non soffia dunque il vento della Francia. L'astensionismo si spalma su tutti i partiti. 
    L'erosione di consensi che pure la destra registra nonostante la crescita in valore percentuale della Lega, non impedisce la conquista di nuove regioni. Anche se va ricordato che se non fossimo in presenza di un sistema maggioritario, Berlusconi non avrebbe la maggioranza in Parlamento.
    Si rafforza l'asse tra Berlusconi e la Lega Nord dentro un esito complessivo che stabilizza il governo. Gli scenari che si aprono sono assai bui. È evidente l'offensiva che si rischia su tutti i fronti: quello istituzionale, in particolare di uno scardinamento costituzionale che intreccia presidenzialismo, federalismo egoista e rottura del bilanciamento dei poteri. Quello sociale, dove il governo cercherà di scaricare i costi della crisi e del debito nel pesante attacco alle pensioni e al welfare. Proseguirà l'aggressione contro il lavoro e il sindacalismo di classe, con il disegno di usare la crisi per modificare in senso regressivo l'insieme dei rapporti di forza sociali e smantellare il contratto nazionale con un salto di qualità della precarizzazione e della polverizzazione dei rapporti di lavoro. Sul piano delle culture politiche, assistiamo a un perverso intreccio tra ideologie sessiste di origine vaticana, razzismo ed esaltazione dei ricchi che diventa ogni giorno di più pratica di governo.
    Il primo problema che ci dobbiamo porre è quindi di sconfiggere questa incivile azione governativa. La prima considerazione è che le destre non si sconfiggono oggi nel cielo delle alchimie politiche ma nella società. Senza la consapevole costruzione di un movimento di opposizione non si sedimenteranno nuove adesioni e passioni, non si romperà la solitudine con cui vengono vissuti i drammi occupazionali e il disagio sociale, non si riconquisteranno energie per il cambiamento. In questi due anni l'opposizione non ha vissuto nella società. Le manifestazioni e gli scioperi fatti non sono sufficienti. Per questo il cambio di passo è obbligatorio. La proposta che abbiamo avanzato il 13 marzo di dare seguito a quell'appuntamento, di concordare alcuni obiettivi chiari sulla redistribuzione del reddito e del lavoro, sulla lotta alla precarietà, sulle politiche economiche e ambientali, sui diritti civili, per determinare una mobilitazione duratura nel paese, è oggi tanto più necessaria. L'obiettivo di una prima mobilitazione unitaria di tutte le forze di opposizione contro la manomissione dell'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori e dei diritti del lavoro, avanzata ieri da Vendola sul manifesto è la stessa che abbiamo proposto come Federazione della Sinistra a tutti i partiti che hanno indetto la mobilitazione del 13 e proponiamo di perseguirla con tenacia. Come torniamo ad avanzare l'obiettivo di un impegno comune e unitario di tutta l'opposizione per costruire una primavera refendaria che sostenga il referendum promosso dai comitati per l'acqua pubblica, promuova unitariamente referendum contro il nucleare, contro la precarietà e la legge 30.
    Un impegno unitario in questa direzione permetterebbe di sbloccare l'attuale situazione. Ci permetterebbe di ricostruire quel clima che da Genova nel 2001, passando per la mobilitazione della Cgil sull'articolo 18, per il movimento antirazzista e contro la guerra, costruì le condizioni per sconfiggere il governo Berlusconi nelle elezioni del 2006. Per poter sconfiggere Berlusconi nelle urne - obiettivo che tutti quanti condividiamo - dobbiamo prima metterlo in crisi nel suo rapporto con la società, dobbiamo incrinare il suo blocco sociale, dobbiamo costruire l'opposizione.
    In questo quadro proponiamo di lavorare da subito all'unità delle forze della sinistra. Le elezioni evidenziano come il peso delle forze a sinistra del Pd non sia per nulla irrilevante anche se oggi è assai frammentato e privo di rappresentanza palamentare. L'esperienza elettorale delle Marche di unità tra Federazione della Sinistra e SeL - che noi avremo voluto praticare anche in Lombardia e in Campania - ci parla in modo embrionale di una forte potenzialità per una sinistra autonoma dal Partito democratico. Noi della Federazione proponiamo di aggregare questo campo di forze per unire la sinistra - dentro e fuori i partiti - imparando dai compagni e dalle compagne dell'America Latina che a partire dall'opposizione al neoliberismo hanno saputo costruire una sinistra plurale, federata, popolare. Mettere al centro la democrazia partecipata contro ogni forma di plebiscitarismo è la condizione per costruire un'alternativa sul piano sociale, politico e culturale. Oggi nessuna forma in cui si organizza l'attività politica è esaustiva della stessa: partiti, sindacati, comitati, associazioni, aggregazioni sulla rete, sono tutte forme parziali e non esiste una palingenesi a portata di mano. Occorre quindi tessere e federare, cucire legami politici nel pieno rispetto della dignità di ognuno e di ogni esperienza. Proponiamo quindi a tutta la sinistra di aprire un percorso di confronto e di unità che sappia ricostruire la speranza e il senso della lotta.
    * portavoce della Federazione della Sinistra<//font>


I COMMENTI:
  pagina:  3/7  | prima  | precedente  | successiva  | ultima
  • L' ideologia della sinistra, una volta, consisteva nel bene comune. Da quando c'è Berlusconi ha imparato piano piano senza accorgersene a farsi i fatti suoi come fanno tutti i proprietari di aziende, faccendieri da strapazzo e quant'altro. Questo la gente l'ha capito, perciò perchè accontentarsi di una loro fotocopia, tanto vale starsene con chi ha più potere e più soldi. Le scuole private sono gestite dalla chiesa cattolica ricchissima già in partenza e tiene per le palle anche il potere politico. Vanno ad arraffare i voti dei poveri cristi che lavorano e pagano le tasse sforzandosi di rendere la vita sempre più gaudente ai magnaccioni. Mi limito qui anche se ce ne sarebbero tante da dire. E poi ci chiediamo perchè stà franando tutto e cosa dobbiamo fare se in galera ci finiscono solo i drogati e i contestatori col rischio di finire ammazzati dallo stesso stato padrone. Il mio ragionamento un pò confuso vuole esprimere tutta la mia solidarietà a tante persone perbene che nonostante tutto si impegnano per raddrizzare la sorte questo fottuto paese. paese. 04-04-2010 18:18 - Raffa
  • "fusione (e non federazione) sotto la guida di Vendola! Che è l'unico che (a quanto pare) riesce a comunicare qualcosa. Qui non è questione di idee (che non mancano) , ma di CO-MU-NI-CA-ZIO-NE! 04-04-2010 02:43 - pippo vinci"
    sì, sono d'acccordo anch'io. 04-04-2010 18:12 - li.deste
  • "costruire una sinistra plurale, federata, popolare"
    che mandi a casa quel leader volgare che piace alla gente volgare. 04-04-2010 17:54 - francesco
  • Quando si nomina fabbrica si pensa subito al Nord.ed è qui che dobbiamo radicarci.I numeri di queste regioni sono impietosi.In queste regioniFed+ SEL hanno ottenuto:
    Piemonte:2,64+1,43%
    Lombardia:2,04+1,38%
    Liguria:3,90+2,46%
    Veneto:1,56+1,22(con il PSI)
    Emilia Romagna:2,79+1,78%(con i Verdi)
    In queste regioni gli elettori assommano a 20.113.000 il 40% dell’intero elettorato italiano.Ma sarebbe illusorio vincere puntando su una semplice operazione aritmetica.Dobbiamo coinvolgere senza annessioni egemoniche,quella vasta platea di astenuti i quali non si sentomo coinvolti in quanto sanno perfettamente che la loro partecipazione si riduce al semplice voto.Fintanto i partiti non si rinnoveranno al proprio interno dando rappresentanza alla cosidetta società partecipativa,è inutile parlare di federazioni.Abbiamo davanti a noi 3 anni per non commettere gli errori passati.Basta con le parole,iniziamo a contaminarci ed a contaminare. 04-04-2010 17:07 - Spartaco Innocenzi
  • intanto tengo a precisare una cosa oggi i vero sconfitto delle elezioni è il governo che vede il peso della lega enormemente cresciuto. Allora cè da chiedersi perchè la sinistra non ha vinto, be a mio giudizio è semplice dove la sinistra proponeva qualcosa di credibile, un alternativa reale come in Puglia ha vinto, dove invece proponeva un candidato ambiguo come la Bonino che ha fatto anche parte di un vecchio governo Berlusconi ha perso. Non basta che il governo perda le elezioni per vincerle perchè può anche capitare che gli elettori di fronte alla mancanza di una alternativa reale non vadano a votare. Però non basta criticare quello che fanno gli altri bisogna anche essere peopositivi, bisogna tornare tra la gente ascoltarla e avere il coraggio anche di prendere qualche fiscio, Riguardo a Vendola ora spero che faccia il presidente della regione Puglia perchè è cosi che si guadagnano i voti, e spero che proponga perchè no una giovane come segretaria del partito, questo sarebbe un segnale di discontinuità rispetto agli altri partiti. 04-04-2010 16:40 - massy
  • Attenzione all'ambivalenza del PD, come nel caso dell'apertura alle riforme nella direzione presidenzialista, anzi meglio all'americana, come propone Violante del Pd. 04-04-2010 16:27 - pepperepe'
  • Prospettare l' unione delle sinistre per avere come traguardo un secondo G8 di Genova non è entusiasmante e non credo sia la via per la costruzione del futuro. Lasciando da parte i veilletarismi, si dovrebbe aspirare, come nelle democrazie collaudate, a ricercare il possibile. Per questo occorrerebbe entrare nel PD e cercare di spostarne il baricentro. In Inghilterra la sinistra sta nel Labur perchè partecipa con i fatti alla costruzione del bene comune. 04-04-2010 12:45 - a.chico
  • - Chi vota a destra sa per chi vota: finché ci sarà Lui non pagherà una lira di tasse. Che le tasse le paghino i poveri a reddito fisso !
    Parlare di puttane, minorenni, orge, corruzione non paga semplicemente perchè in Italia bastano adesso un milione di voti per decidere chi vince. chi vota per Lui ha buoni motivi per farlo.
    Roma mostra che i temi etici non decidono niente, a destra come a sinistra.
    I moderati di Lucia A non esistono, solo nella mente di Di Al emah.
    I poveri sono tanti e ricattabili. votano dove gli si chiede, quando lo fanno perchè hanno bisogno di una speranza di essere aiutati 04-04-2010 12:24 - Alala
  • Ci si innamora di qualche leader che riesce a bucare il video e a creare delle aspettative di cambiamento, per poi accorgerci dopo qualche anno che i disastri prodotti sono nella sinistra di alternativa. Ieri si chiamava Fausto Bertinotti e ha portato un partito che aveva quasi il dieci per cento a un consenso da prefisso telefonico. Però parlava bene. Oggi si chiama Vendola e i disastri li vedremo tra qualche anno. Mi sapete dire se in Puglia ci sono i Cie? Quello che mostra il consenso a Grillo è che assumendo un profilo piuttosto uniforme in tutto il paese (in sostanza Pd e Pdl sono la stessa cosa), alla fine si viene premiati. 04-04-2010 12:07 - lorenzo ciampi
  • Bisogna riunire tutte le forze della sinistra radicale e poi fare un programma alternativo a l liberalismo, perche tutto si parla forche programma differente di quello che c'impone il Trattato di Lisbona. 04-04-2010 10:56 - carpette
I COMMENTI:
  pagina:  3/7  | prima  | precedente  | successiva  | ultima
INVIA UN COMMENTO
* richiesto
Nome   *
E-mail  
Immagine CAPTCHA per prevenire lo SPAM
Se non riesci a leggere la parola, clicca qui.
Codice   *
Commento   *
 
INDICE
freccia
ottobre 2011 [ 106 ]
freccia
freccia
agosto 2011 [ 112 ]
freccia
luglio 2011 [ 111 ]
freccia
giugno 2011 [ 129 ]
freccia
maggio 2011 [ 132 ]
freccia
aprile 2011 [ 100 ]
freccia
marzo 2011 [ 99 ]
freccia
freccia
gennaio 2011 [ 100 ]
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
marzo 2010 [ 62 ]
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
marzo 2009 [ 27 ]
freccia
freccia
TERRA TERRA
  • Bob Lutz in Gm, l'eterno ritorno
    Bob Lutz è tornato. 80 anni il prossimo 12 febbraio, Robert Anthony “Bob” Lutz non è mai andato via davvero. Viene anzi il sospetto che forse non se ne andrà mai, come quegli highlander celebrati in un fortunato film, destinati a combattere nei secoli con gli spadoni per la loro immortalità. Le spade di Lutz sono le sue amate automobili. 
    7 novembre 2011
  • Lezioni di dissenso
    Domenica Robert Reich ha aggiunto il proprio nome alla lunga lista di luminari e intellettuali di sinistra che hanno apportato la propria solidarieta’ negli accampamenti di occupy wall street. Reich, prolifico corsivista liberal (spesso tradotto sul Manifesto), professore di publci policy a Berkeley e ministro del lavoro nell’amministrazione Clinton, ha partecipato al “teach-in” – la assemblee-simposio durate tutto il weekend a Occupy Los Angeles.
     
    7 novembre 2011
MANIFESTO BLOG
LOSANGELISTA Luca Celada
freccia
ANTIVIOLENZA Luisa Betti
freccia
LO SCIENZIATO BORDERLINE Massimo Zucchetti
freccia
QUINTOSTATO Roberto Ciccarelli
freccia
FRANCIAEUROPA Anna Maria Merlo
freccia
ROVESCI D'ARTE Arianna Di Genova
freccia
POLTERGEIST Nefeli Misuraca
freccia
HORROR VACUO Filippo Brunamonti
freccia
NUVOLETTA ROSSA Andrea Voglino
freccia
ESTESTEST Astrit Dakli
freccia
NAPOLI CENTRALE Francesca Pilla
freccia
POPOCATÉPETL Gianni Proiettis
freccia
AUTOCRITICA Francesco Paternò
freccia
SERVIZI