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Raffaele Mastrolonardo
Ipad da isteria
Non gli è bastato bivaccare da martedì davanti al negozio Apple situato sulla Quinta Avenue di New York per mettere le mani prima di tutti sulla tavoletta delle meraviglie, quella che promette di innescare una rivoluzione nell'elettronica di consumo ed è già diventata oggetto di desiderio globale. Nella sera di venerdì, dopo che i media di mezzo mondo lo avevano già dato per vincitore in questa sfida, l'amara sorpresa: la precedenza nell'accesso allo store andava a chi aveva già effettuato l'acquisto online e doveva ritirare il dispositivo. Packer ha così dovuto cedere il passo a Richard Gutjahr giunto dalla Germania e, fino a quel momento, secondo nella fila.
È toccato dunque a un tedesco l'onore di mettere piede per primo dentro il cubo di vetro che caratterizza lo store newyorchese, una sorta di Mecca per gli adoratori del marchio della Mela morsicata. E forse è più giusto meglio così viste le ambizioni globali del marchio. Ad accompagnare il prescelto, gli applausi prolungati, le urla di giubilo e gli high-five dei dipendenti Apple. Si è consumato così, con un colpo di scena e con la gratificazione di chi ha mostrato perseveranza e fedeltà, il secondo atto del rito dell'iPad, l'oggetto tecnologico più chiacchierato e discusso -ma anche meno usato visto che solo pochissimi, fino a ieri, avevano potuto maneggiarlo - degli ultimi mesi.
Il primo atto risale al 27 gennaio scorso a San Francisco quando Steve Jobs, numero uno della Apple, ha dispiegato le sue virtù di ammaliatore per presentare al mondo una tavoletta lunga e larga come un libro ma sottile un centimetro e con un'interfaccia simile a quella rivoluzionaria dell'iPhone. Si era seduto comodamente su un divano e aveva cominciato a «sfogliare» giornali elettronici e libri di bit, guardare video digitali e giocare ai videogiochi. Con l'aiuto del linguaggio del corpo Jobs cercava di comunicare l'ambizione della sua ultima creatura: trasportare in un contesto accogliente e rilassante le attività di intrattenimento che fino ad ora, su un computer, erano fruibili solo seduti su una sedia e davanti ad una scrivania.
In quel sofà e in quelle gambe accavallate è racchiuso il salto di paradigma che il guru propone alla comunità dei devoti «maccofili» e al mondo intero. 66 giorni dopo le folle in coda all'apertura dei negozi americani e la corsa all'iPad sono la prima risposta concreta dei fedeli alla proposta programmatica del numero uno di Apple. Le stime di vendita per il weekend oscillano tra i 200 e i 300 mila dispositivi, in linea con il primo iPhone (270 mila telefonini venduti).
Resta ora da vedere se, dopo il nucleo duro dei credenti, anche il mercato di massa sarà disposto ad abbracciare quest'oggetto ibrido, un po' laptop (per le dimensioni), un po' iPhone (interfaccia e connettività 3G, ma solo in alcuni modelli), un po' computer (ci sono anche i software per la produttività in ufficio). Tecnicamente, nel gergo informatico, si tratta di un tablet, categoria di prodotti che fino ad ora non è decollata. La scommessa del demiurgo Jobs è che l'iPad invertirà la tendenza creando il bisogno di una nuova specie tecnologica che fino ad ora gli utenti non avevano immaginato (e tanto meno chiesto). Ai recensori delle grandi testate, nel complesso, è piaciuto. Agli analisti anche. Le stime di vendita per il 2010 vanno dai 2,8 milioni di pezzi previsti da Piper Jeffrey, società di analisi e consulenza, ai 7,1milioni vaticinati da iSuppli, che si spinge fino a pronosticare 20,1 milioni di iPad venduti nel 2012. Se così fosse sarebbe un successo.
Ancora più importante dei pronostici degli esperti sarà la reazione dei programmatori, ovvero di coloro che devono progettare quelle applicazioni che renderanno interessante l'iPad. Così come è accaduto per l'iPhone (150 mila applicazioni in catalogo), il successo dell'ultimo dispositivo Apple dipenderà dalla capacità di creare un ampio mercato di programmini pensati per il nuovo ambiente e in grado di sfruttare lo schermo ampio (9,7 pollici) e le potenzialità del multi-tocco. I primi numeri fanno sorridere Jobs. Negli ultimi due mesi, secondo Flurry, azienda che monitora il mercato dei gadget mobili, il 22 per cento delle nuove applicazioni prodotte erano pensate per l'iPad, una percentuale seconda solo a quella del telefonino di casa Apple. Ancora più confortante per l'azienda americana la presenza, fin dall'inizio, dei grandi nomi dell'informazione e dell'intrattenimento. Electronic Arts, leader nei videogiochi, Marvel Comics, Wall Street Journal e New York Times hanno tutti risposto all'appello con applicazioni nuove di zecca. Senza dimenticare l'emittente Abc che consentirà di vedere su iPad episodi di Desperate Housewives e Lost.
Tutti, insomma, sembrano (voler) credere che anche questa volta il tocco magico di Steve Jobs darà i suoi frutti. L'unico scontento, nel gran giorno del debutto, resta Gregory Packer a cui la palma di primo acquirente del gioiellino della Mela è sfuggita sul più bello. E mentre il rivale Gutjahr si vanta su Twitter («Sì! Il primo iPad va alla Baviera»), a Packer non resta che consolarsi ricordando che è stato proprio lui il primo americano ad acquistare un iPhone nel 2007. Dopo tutto, non si può vincere sempre. A meno che non ti chiami Steve Jobs, certo.
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La qualità è una questione che facilmente si può mettere in discussione, ma avendo un iPhone (strumento utilissimo per me che lavoro costantemente con internet) posso dire che di software utili ce ne sono decine. Non 150 mila, ma almeno mezzo centinaio. E nessun altro "negozio online" per dispositivi mobile fornisce tanto. Capisco che il tutto è dipendente dall'utilizzo che se ne fa dell'applicativo, per questo relativamente all'iPad sono cauto ma non scettico. Ma, e preferisco parlare solamente per esperienza personale, avere uno strumento che mi permette di sincronizzare note, testi e contatti, accedere a directory remote, a server via FTP e SSH, al desktop via VNC, che abbia gli accessi ai social network e agli strumenti di comunicazione più diffusi, che abbia il navigatore satellitare, la possibilità di utilizzare il voip, ascoltare le stazioni radio, accedere al mio conto corrente bancario, effettuare pagamenti via paypal, fare acquisti online e tutta un'altra serie di cose di cui non entro nel particolare perché magari sono di utilizzo un po' più professionale, beh è una manna dal cielo. Dire che la qualità non c'è è azzardato. Dire che spesso è scadente e che la stragrande maggioranza di applicazioni sono fesserie sviluppate per ottenebrati, te ne do ragione. :)
@ Orlo
Ho usato Linux per anni. Mandriva, Slackare - mia adorata, Debian, Gentoo e Ubuntu. Conosco bene il mondo del pinguino e posso dire che resta il miglior sistema operativo per quanto riguarda la stabilità e la customizzazione. Ma per usi professionali spesso ha dei limiti enormi, che ahimè non sono dettati dalle distro ma dalle software house che si fermano davanti alla scrittura di programmi per il pinguino. Visto anche la spesso enorme diversità che esiste tra i pacchetti di una distribuzione e l'altra. Quando hai necessità di lavorare col computer e sai che il Mac ti aiuta a far tutto senza dover sopportare le rotture di scatole di un PC, né i limiti di un PC con linux, i soldi spesi sono benedetti. Lo dico con tristezza, vista la mia adorazione per il mondo linux. Ma lo dico con certezza. 05-04-2010 14:54 - lumoz
Non sono un neoluddista ne tantomeno uno che odia i prodotti apple solo perchè portano il marchio della mela. Semplicemente non tutto quel che porta il marchio della mela brilla.
Per Lumoz "visto ... la quantità e la varietà del software", hai visto bene manca appunto la parola qualità.
e ora leggete pure questo articolo:
http://www.8bitrocket.com/newsdisplay.aspx?newspage=38929 05-04-2010 12:14 - milingo
che poi potrà servire in alcune questioni professionali può essere, ma mi sembra un mercato troppo piccolo perché apple abbia deciso d'investirci.
in passato apple è stata spesso in grado di portare rivoluzioni software e hardware. in questo caso non mi pare sia così. avrei visto con favore una sorta di nuovo DUO, per chi lo conosce. magari uno schermo che si toglie dal portatile e vive di luce propria per le cose che fa ipad. quello mi sarebbe sembrato più utile e innovativo. sarebbe stato una di quelle cose per cui "devi" comprare ipad perché altri non fanno questo.
a me pare che apple in passato abbia sfornato strumenti di questo tipo ma al momento ipad non è di questa pasta. riconosco che è bello come altri oggetti di apple e questo potrebbe essere alla base dell'innamoramento. ma è scomodo da trasportare come un portatile e più ingombrante di un iphone. tutto questo potrebbe scoraggiare qualcuno dopo l'amore a prima vista. tutti quelli che non vorranno portarsi dietro 3 oggetti e pensano che uno solo di questi non sostituisca in maniera adeguata gli altri. 05-04-2010 12:04 - flavio gori
bene, io da vecchio e felicissimo cliente apple dico che ipad, nonostante le attuali isterie, non serve a nulla che non si possa fare (e meglio) con altri attrezzi della mela. immagino che oltre ad apple gli unici a sperare nella vendita siano gli editori di giornali e libri, mentre invidio quei lettori che non solo riescono a leggerci un giornale ma addirittura i libri. io dopo 10' di lettura su monitor mi arrendo. i miei occhi mi ringraziano spesso. 04-04-2010 22:44 - flavio gori
L'ipad non serve a molto, una persone con qualche minima conoscenza tecnica senza il prosciutto con il marchio della mela sugli occhi questo lo sa bene. La Apple attua una politica aziendale che oserei definire addirittura peggiore di Microsoft e Google, totale chiusura del software e hardware, assurde clausole nelle licenze dei suoi software e tentativo di indicare o dettare con imperativi quale sarà la tecnologia del futuro.
Fatevi un favore, non compratelo! O forse anche voi crederete che girare con un pezzo di plastica bianco/nero metallizzato con sopra una mela sia cool?
La gente sviluppa software per iPhone perchè è consapevole del fatto che chi compra apple c'ha li sordi e li spende, non si cura di quello che compra, quanto piu costa, meglio è.
Uno sviluppatore indipendente fece un esperimento, creò un mini gioco e lo mise in vendita per 99 centesimi, in pochi lo acquistarono, ma osservò una cosa curiosa, alzando il prezzo dell'applicazione sena cambiarne il contenuto il numero degli acquisti saliva in maniera esponenziale. Un altro esempio fu iRich, forse ne avrete sentito parlare, ma ne dubito...
adoratori della mela? branco di fessi. 04-04-2010 19:06 - milingo