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FUORIPAGINA
06/04/2010
  •   |   Antonello Mangano, Claudio Metallo
    Dove il kebab fa più paura della lupara

    Letizia Moratti ha chiesto al ministro Maroni un decreto legge per permettere di perquisire le case dei migranti a Milano. Anche senza mandato, per individuare i "clandestini". Siamo ritornati a un clima da nazifascismo e alle leggi razziali che creano ghetti e schiavi. L'ordinanza "antidegrado" per via Padova prevede la chiusura alle 22 per le rivendite di kebab e i phone center, cioè luoghi in cui si comunica con i paesi d'origine, di diverso fuso orario, e che spesso stanno aperti a qualunque ora. Per i "centri massaggi" il coprifuoco scatta alle 20, alle 2 per le discoteche, alle 24 per i ristoranti. Norme da tempo di guerra, ma anche gli ultimi di una lunga serie di provvedimenti e proposte di stampo nazista. Autisti Atm italiani. Vagoni del metro riservati agli stranieri. Autobus con le grate ai finestrini usati per rinchiudere migranti senza documenti.

    Curiosamente il sindaco di Milano, come il ministro Maroni e il presidente della regione Formigoni, non si preoccupa minimamente delle mafie che in Padania ormai sono entrate negli appalti e nelle forniture pubbliche e che hanno preso residenza nei comuni attorno a Milano, Varese, Brescia. Che spesso impongono il pizzo ai negozianti, senza che siano nate associazioni antiracket. Anzi, si risponde che la mafia non esiste al nord. Il problema mafioso non è entrato nella campagna elettorale delle elezioni regionali. È chiaro che al Sud il problema è gigantesco, ma non bisogna sottovalutare le candidature e la pulizia delle liste in nessuna parte d'Italia.
    A Legnano, roccaforte della Lega Nord, nel 2008 è stato ucciso con un colpo alla nuca e abbandonato nelle campagne Cataldo Aloiso, genero di Giuseppe Farao della cosca Farao-Marincola di Cirò Marina, in Calabria. Il 25 aprile del 2007 viene ucciso a Tagliuno (Bergamo) Leone Signorelli, raffinatore di cocaina colombiana che rivendeva alla 'ndrangheta. Cinque mesi dopo i killer aspettano davanti casa Giuseppe Realini, artigiano del legno bergamasco.
    «Si ammazzano tra loro?». Non è così semplice. Secondo la procura Realini sarebbe stato ucciso perché unico testimone del delitto Signorelli, a cui erano legati altri due morti ammazzati: Cataldo Murano e Giuseppe Russo, a loro volta connessi al clan Filippelli, alleati ai Rispoli che controllano proprio Legnano. Il cerchio si chiude proprio dove fu ucciso Aloisio: il suo cadavere fu fatto ritrovare di fronte al cimitero dove è sepolto Carmelo Novella, esponente dell'omonimo clan catanzarese di Guardavalle, ucciso al bar in un pomeriggio d'estate a San Vittore Olona, a metà strada tra Milano e Varese. Tutto ciò è avvenuto non alle falde dell'Aspromonte o sulle coste calabresi, ma nel cuore della cosiddetta "Padania". Il settimanale l'Espresso ha recentemente ricostruito ben 25 omicidi di mafia compiuti nel Nord negli ultimi 10 anni. Questi fatti non hanno richiesto nessuna ordinanza comunale, riunioni straordinarie in Prefettura e nemmeno decreti d'urgenza. Nessuna emergenza sicurezza.

    Se sei nero cambia tutto
    La commissione antimafia presieduta da Francesco Forgione, quella della legislatura del secondo governo Prodi (2006/2008), è riuscita a mappare le famiglie mafiose operanti in Italia e ha prodotto una dettagliata relazione in meno di due anni di lavoro. L'attuale commissione deve ancora battere un colpo per capire se è in vita. Secondo l'ente presieduto da Forgione, dunque, in Lombardia operano, con tutta probabilità, le famiglie De Stefano, Morabito-Bruzzaniti-Palamara, Farao-Marincola, Sergi, Mancuso, Iamonte, Falzea, Arena, Mazzafferro, Facchineri, Bellocco, Mammoliti, Imerti-Condello-Fontana, Paviglianiti, Piromalli, Ursini-Macrì, Papalia-Barbaro, Trovato, Latella, Versace, Morabito-Mollica.
    Il paese dove si sono insediati i Papalia-Barbaro - Buccinasco - viene chiamato la Platì del nord. Al sindaco di centrosinistra, Maurizio Carbonera, è stata incendiata la macchina tre volte, tra il marzo del 2003 e il novembre 2005, mentre era impegnato nell'approvazione del nuovo piano regolatore, non gradito alla cosca. Per tutta risposta, la regione Lombardia ha promulgato una legge che impedisce di cucinare kebab nei centri storici.
    Ad Adro (Brescia), c'è una taglia di 500 euro che verrà versata a ogni vigile che catturerà un clandestino. A Voghera si è deciso che non si ci può sedere sulle panchine in più di tre persone, per evitare assembramenti di stranieri. In altre regioni del Nord, afflitte comunque dal problema mafia, tutta l'attenzione è sulle panchine: a Vicenza devi avere almeno 70 anni se vuoi sederti, se no stai in piedi. A Sanremo devi avere tra 0 e 12 anni oppure più di sessanta. Si potrebbe continuare con l'elenco di queste soluzioni per la sicurezza: ad esempio il "White Christmas" di Boccaglio, comune a sindacatura leghista, dove entro Natale 2008 si volevano stanare i migranti per cacciarli dal paese. Per sfuggire a questo clima razzista, spesso gli stranieri scappano verso sud. Dove trovano, ancora una volta, la ferocia italiana, fatta di mafia e sfruttamento.

    La mafia non esiste
    Secondo Libera, che ha tenuto a Milano la propria giornata nazionale antimafia 2010, sono 665 gli immobili e 165 le aziende confiscate in Lombardia, che la collocano al quinto posto tra le regioni italiane, preceduta solo da Sicilia, Campania, Calabria e Puglia. Nel rapporto "Ombre nella nebbia", Libera sottolinea che occorre superare il vecchio luogo comune delle aree non tradizionali come zone di riciclaggio. Ormai anche lì si punta al controllo del territorio: ci sono clan insediati stabilmente da decenni e la reattività antimafiosa dei cittadini locali è spesso pari a zero. Nel giugno 2008, trecento poliziotti appoggiati da un elicottero hanno circondato i palazzi di Quarto Oggiaro, periferia milanese, all'alba. L'operazione ha messo in evidenza una situazione gravissima. Piazze-roccaforti e squadre di giovanissimi spacciatori con turni di lavoro precisi. Un "mercato a cielo aperto" con un giro d'affari di 800 mila euro al mese. Ma non a Scampia, bensì nella capitale della "Padania", la terra che ha scatenato una guerra ideologica contro il pericolo islamico ma che non sa nulla dei potentissimi clan crotonesi (quelli che investivano i proventi del crimine in Fastweb, per intendersi). Le "profezie" sulla presenza mafiosa nei prossimi cantieri milanesi nell'Expo non hanno generato alcun provvedimento, anzi la tendenza è la riduzione nei controlli sugli appalti legati ai "grandi eventi". Le cosiddette "infiltrazioni" mafiose nei cantieri Tav del settentrione non hanno prodotto neppure un editoriale sdegnato.

    Leggi criminogene
    È facile diventare "clandestino" al tempo della crisi. Basta un licenziamento. Le settimane passano inesorabili verso lo scivolamento nell'irregolarità, ovvero uno status che è diventato reato col pacchetto sicurezza. Anche se rimani onesto, comunque rischi di finire dentro. Alla fine, una regola nata col pretesto della sicurezza potrebbe trascinare tante persone nell'illegalità e creare maggiore insicurezza.
    La Bossi-Fini impedisce, nei fatti, l'arrivo in forme regolari. Nessun imprenditore assume un lavoratore dall'altra parte del mondo, senza averlo mai visto. E chi lo fa non può adattarsi ai tempi lunghi della burocrazia. Dunque si parte sempre più spesso con falsi contratti di lavoro, su cui ha già messo le mani la mafia. Nel salernitano, dove tanti marocchini sono stati fatti arrivare così e poi resi irregolari da imprenditori che si sono volatilizzati. A Reggio Calabria, dove le cosche Iamonte e Cordì hanno fatto entrare centinaia di indiani per poi condannarli alla condizione di invisibili.
    La mafia ingrassa, la Lega costruisce immeritate carriere politiche. Il reato non è etnico, e non avrebbe senso sostituire alle campagna contro i migranti quella contro i meridionali, che segnarono gli esordi dei leghisti. L'unica lotta è quella contro il crimine organizzato e lo sfruttamento, come dimostrano le rivolte di Castelvolturno e Rosarno fatte dagli africani. Al contrario, la mancata reazione contro il crimine organizzato è la cartina di tornasole di società malsane, che non vogliono sicurezza ma semplicemente scaricare - con viltà - paure e incertezze sui più deboli. Oltre che clan italiani, nelle città del Nord ci sono gruppi stranieri sempre più forti: albanesi e soprattutto nigeriani. Ma a questi si sono opposti eroicamente solo le centinaia di donne - quasi sempre ex prostitute - che hanno denunciato i loro aguzzini nell'ambito dei programmi dell'articolo 18, rischiando la pelle. E che non hanno mai ottenuto un ringraziamento, una medaglia, un titolo in cronaca, una stretta di mano.
    www.terrelibere.org


I COMMENTI:
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  • Ambrogio Brambilla,
    La tua idiozia e le tue fette di salame davanti agli occhi sono meravigliose. Capisco che sei immensamente ignorante e per questo parli così. Le culture (comprese quelle culinarie) si intrecciano si mescolano per far nascere nuove culture. Questa è storia. Per fare la Polenta se non erro ci vuole la farina di mais no? Forse tu non sai che il mais non era conosciuto dai longobardi o dai celti o da chi altro tu credi di discendere (ahahaha... i celti....hahahahah). 07-04-2010 11:20 - Mirko84
  • ma di cosa vi meravigliate, una volta il mafioso che faceva lo stalliere ad Arcore era sempre ricordato nei comizi di Bossi.
    Da quando sono tornati pappa e ciccia, parlare di mafia in Lega è come sparlare della linea politica scelta dal capo padano. 07-04-2010 08:53 - alvise
  • Murmillus, caro compagno sveglione, nessuno ti ha informato che Moro e' stato ucciso da rasta-brigatisti sovietico-maoisti e non da democristiani casa-chiesa ?? Prima di fare il filosofone so-tutto-io cerca di studiare e documentati, somarone. 07-04-2010 08:36 - Ambrogio Brambilla
  • Purtroppo i negozi etnico-rasta-alternativi sono effettivamente molto puzzolenti. Tanti poveracci che abitano in zona non possono aprire le finestre per non farsi ammorbare dai fetidi effluvi di rasta-kebab ed altro. Per intenderci sono piu' puzzolenti di McDonald, e credo di essere stato chiaro. 07-04-2010 08:31 - Ambrogio Brambilla
  • Non è che il kebabfaccia paura; fa schifo. Ma voi non eravate contrari ai MacDonald's nei centri storici? Voi la polenta non ve la meritate. 07-04-2010 08:03 - Piero
  • Credo che in merito al boom di consensi che la Lega ed il centro-destra ottiene tra gli operai e tra i lavoratori dipendenti italiani ci sia da fare una considerazione. Senza tornare sulle evidenti responsabilità dei partiti o del sindacato che dovrebbero essere i loro (meglio dire i nostri dal momento che chi vi scrive è un lavoratore dipendente, precario, over 40 con un diploma di media superiore) naturali punti di riferimento vorrei soffermarmi un attimo su questi milioni di lavoratori/elettori . Dopo due decenni di quasi ininterrotto governo di centro-destra che hanno portato alla progressiva perdita oltre che del potere d’acquisto del lavoro dipendente e quindi al progressivo impoverimento di una larga fascia del Paese (rispetto al 1990 ho perso circa il 25% del valore del mio stipendio di 1.000 euro), all’ erosione inesorabile di ogni diritto (con contratti a tempo determinato che vengono prorogati grazie alle innumerevoli possibilità che la Legge 30 consente alle aziende è di fatto impossibile qualsiasi iscrizione al sindacato) non ultimo l’attacco all’articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori ( “rinviato” da Napolitano ma vista la composizione del nostro Parlamento non bloccato temo) e il deterioramento della Cosa pubblica a vantaggio del privato e di chi se lo può permettere (che chi ha già perso il diritto all’acqua). Dicevo, se dopo quasi due decenni di questo attacco alla classe lavoratrice dalla quale, con la tassazione alla fonte derivano la maggior parte delle entrate fiscali, dopo l’evidente arricchimento della grande e media borghesia che ha beneficiato di innumerevoli condoni concessi “dall’illuminato” Tremonti, dopo l’uso falso e strumentale delle “emergenze sicurezza” per distogliere i penultimi dalla vera causa del loro impoverimento (banche e sistema liberista) e dalle vere emergenze (metà del Paese in mano ad italianissime cosche mafiose ) e scatenarli contro gli ultimi, i migranti, in una guerra tra poveri, dopo tutto questo ed altro ancora che tralascio bisognerebbe aver il coraggio di inchiodare alle loro responsabilità i lavoratori che disertano le urne o peggio votano Lega (fedele alleato di governo della peggior destra lobbista) o centro-destra appunto, e denunciare il disastro al quale stanno dando un contributo decisivo, scrivere e gridare che purtroppo negli uffici, nelle fabbriche e nel Paese in genere, viviamo con milioni concittadini lobotizzati dalle televisioni berlusconiane e, parafrasando Luttazzi, sodomizzati dalle sue fallaci sirene. 07-04-2010 07:44 - gianclaudio
  • Se vivi nel mare non puoi lamentarti se ci sono i pesci 07-04-2010 05:50 - lestrer
  • non oso immaginare 40 anni fa...vedere dei manifesti con su scritto "WANTED" su una foto segnaletcia di un bel PANZEROTTO PUGLIESE!!!

    piu che difendere il territorio,,o voi xenofobi e razzisti dovreste difendere l' ultimo neurone che si dibatte con affanno in quel mare di m...che vi ostentate a denominare cervello. 07-04-2010 00:46 - rafox
  • Insomma, se a qualcuno piace mangiare il kebab a Milano, in nome di che cosa glielo si vieta?
    Dobbiamo per forza mangiare solo polenta, risotto e panettone?
    Che razza di mondo stiamo costruendo? 06-04-2010 22:50 - Vargas
  • Divieto di cucinare cibi etnici, tornare a parlare i dialetti padani nelle scuole,telegiornali in bergamasco o bresciano,sono solo specchietti per le allodole che fingono ipocritamente di occuparsi di sicurezza e territorio!Penso comunque che in definitiva la colpa non è soltanto nella vergognosa politica che i vari Maroni,Moratti,Formigoni portano subdolamente avanti ma bensì di tutte quelle ormai migliaia di IDIOTI che li hanno votati e che continuano a votarli,la cosa brutta è che ci rimette anche quella gente che credeva e crede nella tolleranza,nell'onestà,nell'integrazione!!!!! 06-04-2010 19:46 - bertini alessandro
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