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Cinzia Gubbini
«Stefano poteva essere salvato»
Negligenti, incapaci di comprendere il quadro clinico del paziente quando è entrato in ospedale, incuranti di un quadro clinico in rapido peggioramento. E' un atto di accusa durissimo contro i medici del Pertini la perizia del collegio di consulenti che la procura di Roma ha incaricato di spiegare cosa abbia ucciso Stefano Cucchi, il geometra 31enne arrestato per spaccio di stupefacenti e morto dopo quattro giorni di ricovero nell'ospedale carcerario. La perizia è stata illustrata ieri mattina dal professor Paolo Arbarello, che ha guidato il pool di esperti. La sintesi del lavoro - un centinaio di pagine - è presto detta: «Cucchi poteva salvarsi se gli interventi dei medici fossero stati adeguati», ha detto Arbarello. Sostanzialmente scagionati, invece, i tre agenti di polizia penitenziaria che avrebbero pestato Stefano nelle aule del tribunale e che sono al momento indagati per omicidio preterintenzionale: secondo i consulenti non ci sono lesioni che possano essere ricollegate a delle percosse, fatta salva una ferita sopra l'occhio. E per quanto riguarda le due lesioni alle vertebre solo una sarebbe «recente», e determinata probabilmente da una caduta. Tutto da vedere se sia stata accidentale o provocata. In ogni caso la frattura avrebbe avuto una prognosi tra i venti e i quaranta giorni. Insomma, stando ai dati della perizia il reato contestato agli agenti potrebbe essere tranquillamente derubricato a lesioni, anche se per ora la procura non avrebbe intenzione di alleggerire la loro posizione. I pm Vincenzo Barba e Francesca Loy si apprestano invece oggi ad effettuare un sopralluogo al Pertini. D'altronde è chiaro dove voglia andare a parare la perizia dei consulenti: chi porta la responsabilità della morte di Stefano sono esclusivamente i medici.In sei sono indagati per omicidio colposo e a sfogliare la perizia l'accusa sembra persino lieve. Tant'è che ieri si sono rincorse le dichiarazioni sulla necessità di sospendere immediatamente i sanitari e l'Ordine ha avviato un'indagine amministrativa interna. «Ci fanno apparire come Mengele - ha detto il primario del Pertini Aldo Fierro - né io né i miei collaboratori ce lo meritiamo». Ma per quanto gli esperti della procura siano precisissimi nell'elencare le negligenze dei medici, non lo sono altrettanto nell'individuare le cause della morte del ragazzo. Intanto sono state smentite le indiscrezioni trapelate prima della conferenza stampa: Stefano non è morto per disidratazione, come aveva sostenuto la commissione parlamentare presiduta dal senatore Ignazio Marino, visto che la sua vescica era piena e la sera prima di morire aveva addirittura bevuto tre bicchieri d'acqua. Il ragazzo sarebbe morto per un arresto cardiocircolatorio dovuto a una marcata bradicardia (cioè un ritmo cardiaco molto basso), una glicemia bassissima, un'alterazione degli elettroliti e un aumento verticale delle transaminasi, della birilubina, dell'azotemia e degli enzimi pancreatici. Insomma, un collasso che ha determinato «una forte turbativa della funzione fisiologica di diversi apparati, segnatamente di quello cardiovascolare». Un quadro clinico disastroso di cui i medici del Pertini si sono disinteressati senza controllare in modo adeguato e costante i valori che risultavano fuori norma e senza informare adeguatamente il paziente, che viene più volte definito «poco collaborativo» , di cui si dice rifiuti continuamente le visite specialistiche senza che però questo risulti in alcuna documentazione ufficiale. Ma che cosa abbia determinato in ultima analisi un tale sconvolgimento dei valori vitali di un ragazzo di 31 anni non viene specificato. I consulenti sottolineano più di una volta la magrezza del soggetto, il suo scarso tono muscolare. Torna in auge la tesi già lanciata qualche mese fa dal sottosegretario alle politiche familiari Carlo Giovanardi, che infatti ieri è tornato a ribadire: «Cucchi è morto in quanto soggetto fragile che era all'interno di un circuito di tossicodipendenza». Il legale della famiglia Cucchi, Fabio Anselmo annuncia la presentazione della perizia di parte per domani e sottolinea: «Stefano era un ragazzo che fino al giorno dell'arresto camminava sulle sue gambe e andava ogni giorno in palestra».
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e allora si va contro il destino,vedi ALDROVANDI CUCCHI L'ULTIMO PESTAGGIO,IN DIRETTA.ma
non è solo la violenza fisica che determina la fine dell'esistenza terrena,
uomini che sopra a tutte le gerarchie civili religiose militari impunemente protetti da i loro mandanti(LO STATO)
la passano sempre liscia.nel nostro piccolo paese che non è MILANO per creare l'argmento del BAR un giovane si tolse la vita ,e per sfortuna sua non fù
arrestato ,pechè in possesso di hashis non so quanto ,messo in prima pagina dal non sò come definirlo,ALBERTO MERCURIALI vistosi messo alla gogna mediatica dal resto del carlino cronaca di forlì con la benedizione deiCC.si tolse la vita a 29 anni.grazie al sig(.Giovanardi e alla sua legge)scsate spero tanto che questa mia serva almeno a poco ma a qualcosa! 10-04-2010 15:19 - giuseppe gorra
Se la polizia,non aveva picchiato il ragazzo,non ci sarebbe stato tutto questo casino.
Il giovanotto andava in una prigione per spaccio e la polizia avrebbe fatto un lavoro per cui è pagata.
Invece gli uomini con la divisa si sono messi a picchiare il giovane.
Lo hanno portato all'ospedale dopo avergli fatto il famoso SanAntonio e all'ospedale,gli altri hanno fatto il resto.
Ma perche?
Ubidivano a un comando?
Il ministro,voleva che gli uomini in divisa "corcassero" la gente?
Chi ha detto che quello era il trattamento giusto?
Abuso di potere o scrupolosi agenti repressivi?
Io vorrei sapere perche la polizia uccide?
Se è un ordine,i poliziotti sono innocenti.
Se invece è una iniziativa loro e il ministro non aveva chiesto,il pugno duro,allora che vadano in priggione e buttino la chiave.
Fare il poliziotto,la guardia carceraria,il carabiniere e il medico dei carcerati è un lavoro e se hanno fatto questo lavoro,anche se infame,ma comandati,vanno giustificati e tutto diventa politica.
Se invece questo gruppetto di persone in divisa, ha fatto tutto da soli e il ministro non ne sapeva nulla,che vadano in galera e licenziati! 09-04-2010 18:57 - maurizio mariani