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FUORIPAGINA
09/04/2010
  •   |   Andrea Palladino
    Aprilia, l'acqua torna pubblica

    Nelle sede del comitato acqua pubblica di Aprilia oggi ci sono almeno una trentina di persone in attesa. Una fila paziente, silenziosa, con le cartelline in mano, davanti al lungo tavolo bianco dove i militanti del comitato preparano le contestazioni della gestione di Acqualatina. Una scena che si ripete da quattro anni, da quando settemila famiglie decisero di non pagare l'acqua al gestore privato, ma di versare i soldi sul conto corrente del Comune. «Verificammo che il conto corrente della gestione comunale dell'acqua era ancora attivo - ricordano oggi - facendo un versamento di un euro». Poi fu una valanga: contestazione della bolletta inviata dai privati e, contestualmente, pagamento dell'acqua al Comune, con le tariffe che erano state decise dal consiglio comunale.
    Oggi, però, è una giornata differente e in molti sorridono. Mostrano le decine di assegni firmati Acqualatina, simboli dei tanti ricorsi già vinti dal comitato, dalle settemila famiglie, avendo come controparte un colosso come Gerit Equitalia, il riscossore che sta cercando di recuperare i soldi per conto di Acqualatina.
    Ma c'è di più. Il presidente del consiglio comunale ha convocato le principali tre commissioni, con all'ordine del giorno «la riconsegna dell'impianto idrico comunale da parte di Acqualatina S.p.a.». L'amministrazione comunale - fatta di liste civiche elette un anno fa dopo un lungo governo del centrodestra - ha dunque deciso: la prossima settimana chiederà indietro le chiavi dell'acquedotto al gestore partecipato dalla multinazionale francese Veolia. E loro, i settemila firmatari delle contestazioni, che per anni hanno denunciato le conseguenze della gestione privata dell'acqua, continuando a pagare a quel comune fatto di rappresentanti eletti e non nominati dai consigli di amministrazione francesi, hanno raggiunto un traguardo neanche immaginabile fino a poco tempo fa. Hanno dimostrato che la mobilitazione dei cittadini - al di fuori dei partiti, basata solo sul senso civico e su quel sentimento profondo che respinge le ingiustizie - può cambiare le cose, può rimandare a casa una multinazionale potente come la Veolia.
    Tecnicamente la decisione che verrà discussa dal consiglio comunale di Aprilia la prossima settimana è l'attuazione di una sentenza del Consiglio di Stato depositata lo scorso anno. Parole scritte dai giudici amministrativi che riconoscono alcuni principi fondamentali sulla gestione dei beni comuni. Primo, i cittadini non sono semplici sudditi e hanno tutto il diritto - in gergo giuridico si chiama legittimazione - di chiamare in causa una multinazionale quando questa non rispetta i diritti fondamentali. Secondo, l'acqua non è un bene qualsiasi, gode di una tutela superiore. E, terzo, i comuni hanno il pieno titolo di decidere come gestire le risorse idriche, senza dover subire interventi dall'alto. Dunque, conclude il Consiglio di Stato, il comune di Aprilia può decidere a chi affidare la propria acqua senza doversi inchinare alle decisioni prese dalla Provincia di Latina - che di fatto ha voluto imporre la scelta di un gestore privato - guidata dal centrodestra.
    La sentenza ha segnato positivamente la storia della gestione dei beni comuni in Italia, ma mancava il primo e fondamentale passo. Da mesi il comitato acqua pubblica chiedeva alla giunta e al consiglio quella decisione che attendeva pazientemente da anni e che ora sta per arrivare. E Aprilia apre la strada a tantissimi comuni, stretti tra acquedotti che non possono più governare e una popolazione sempre più inferocita, che in ogni caso continua a rivolgersi ai primi cittadini, ai loro eletti. È questo il vero paradosso della privatizzazione, che non potrà che peggiorare con il decreto Ronchi. Cosa farsene della mera proprietà delle reti se l'acqua che scorre è gestita da consigli di amministrazione non eletti dai cittadini e non sottoposti ai principi della democrazia rappresentativa?
    Acqualatina non ha commentato la decisione del Comune di Aprilia. Fino ad oggi l'azienda ha risposto duramente alle contestazioni: prima mandando pattuglie con vigilantes per ridurre l'acqua a chi contestava, poi affidando ad Equitalia la riscossione delle bollette. In entrambi i casi a nulla è servita la mano pesante, mentre il comitato acqua pubblica si è rafforzato, arrivando a determinare - nelle ultime comunali - la sconfitta del Pdl. E la decisione di riprendersi gli impianti idrici rappresenta un precedente estremamente pesante per la società controllata per il 49% da Veolia. Dunque, la partita non sarà semplice.
    Il Comune di Aprilia si prepara a riprendere la gestione degli acquedotti e delle fognature con un vantaggio venuto proprio dagli utenti. Oggi nei bilanci comunali ci sono più di un milione di euro versati dalle settemila famiglie in questi anni. Soldi che se fossero finiti ad Acqualatina oggi sarebbero assorbiti da un bilancio dove pesano i debiti con la banca Depfa, lo stesso istituto sotto inchiesta a Milano per i derivati venduti all'amministrazione comunale. Quei soldi potranno da domani essere immediatamente usati dalla giunta di Aprilia per riavviare la gestione del servizio idrico integrato. Un vero tesoretto messo da parte con determinazione da chi non ha mai accettato le multinazionali e la gestione privata del bene più prezioso. Ad Aprilia da domani la parola democrazia tornerà ad avere senso.


I COMMENTI:
  • Lo stato italiano è in vendita.
    Un cartello con la scritta vendesi è appoggiato al palazzo del Quirinale.
    I capi di questa repubblica vogliono fare cassa.
    Tutti indaffarati a vendersi il nostro paese.
    Ma la gente di Aprilia,ha detto no!
    Il popolo italiano,non vuole che questi quattro briganti si vendno il nostro paese.
    Cosa fare?
    Bisogna che tutti i cittadini di questa nazione,superino per un momento le divisioni politiche e si sentano per un minuto patrioti.
    Ci vorrebbe che invece,di parlare di Padania o del giardino di casa,si ricominciasse a sentire l'amore per la patria.
    Non come il principino,che canta,ma non smette di mangiarsi il paese.
    Lui alla RAI,a farci ridere come il nonno nano che con il saccone pieno di tesori scappava a Bari dagli italoamericani come Luciano e Frank Coppola.
    No,amare la patria come i partigiani che si sono fatti ammazzare per questa terra.
    Come i garibaldini e i carbonari che per darci una nazione,non hanno esitato un minuto a farsi staccare la testa dal Papa Re.
    Patrioti come i prigionieri italiani in Germania che non hanno aderito alla Repubblica di Salò e sono morti di stenti e di fatica insieme ai comunisti, zingari e ebrei.
    Abbiamo fatto tanto per questa patria e oggi una banda di malfattori di destra e di sinistra,che pretestuosamente si sono messi a fare politica,stanno sbranando il nostro paese.
    Quando Berlusconi calpesta la mia terra,mi scuoto tutto.
    Ma non vi sentite,mai, Patria? 10-04-2010 08:21 - maurizio mariani
  • "Hasta la victoria siempre" era il motto del grande rivoluzionario CHE GUEVARA.Icittadini di Aprilia hanno vinto una grande battaglia di civilta' e allo stesso tempo e'stata una rivoluzione contro i padroni dell'acqua. Questa lezione di democrazia diretta debba essere di monito ai partiti di sinistra i quali debbono fare politica in mezzo al popolo il quale vuole essere ascoltato per quei bisogni che debbono essere soddisfatti per continuare a vivere in una societa' libera fatta di cittadini liberi e con una democrazia dove l'unico potere e' quello legittimo del popolo. 09-04-2010 18:53 - euclide
  • Quella di Aprilia è una grande vittoria. Anche a Formia si stava procedendo su quella strada, salvo poi, con la vittoria del centrodestra alle comunali di due anni fa, fare immediata marcia indietro, visto anche che il movimento popolare non è mai stato così partecipe come ad Aprilia. E, per ringraziamento, Acqualatina ha sancito, lo scorso gennaio, un ulteriore aumento del 5,8% delle bollette, altro che inflazione all'1%!!!! 09-04-2010 15:52 - felipe78
  • e come la mettiamo con il decreto ronchi sulla privatizzazione della gestione dell'acqua? 09-04-2010 15:29 - francescoo
  • nell'articolo oltre ad essere stati estromessi i rappresentanti di dx pare che sia accaduto lo stasso a sx ed è meraviglioso che semplici cittadini si organizziono combattano e vincano quando i partiti per garantirsi la sopravvivenza ci vogliono convincere che siamo soli senza di loro condannandoci alla solitudine individualistica stessa logica che premia nelle urne mafie e camorre varie 09-04-2010 15:20 - gervasi
  • Vabbè, consoliamoci pure con i risultati in controtendenza come quelli del comune di Lecco e quello di Aprilia. A me sembrano solo delle gocce nel mare nero nero della politica italiana. Temo che le amministrazioni progressiste avranno vita dura, perchè verranno sistematicamente sabotate dal governo centrale e da quelli regionali tutti in mano al centro-destra. Sono molto pessimista. 09-04-2010 14:45 - gianni
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