-
|
Anna Maria Merlo
Cavaliere allo specchio
Modello francese, ma con grande beneficio di inventario. Silvio Berlusconi, dopo
il brevissimo incontro con Nicolas Sarkozy per il 28esimo vertice franco-italiano liquidato in non più di un’ora, si è dedicato a tracciare le grandi linee della riforma costituzionale che ha in testa per l’Italia. La Costituzione è sorpassata,
ha detto in sostanza, perché il sistema «era nato dopo vent’anni di regime
fascista», si trattava di «un sistema assembleare» che è «andato un po’ troppo in là», ma allora la cosa poteva spiegarsi per il timore di nuove derive autoritarie. La conseguenza è che oggi, per Berlusconi, la Costituzione italiana «dà troppo potere al parlamento e nessuno all’esecutivo». Ma adesso siamo «in un’epoca di decisioni tempestive ed efficaci», afferma. E già precisa che, tra queste, c’è il ritorno al nucleare, visto che «le centrali oggi sono assolutamente sicure»: la tecnologia sarà francese, la collaborazione sempre più stretta, è stato deciso ieri, anche se i particolari ancora non sono stati definiti.
Per Berlusconi, il modello francese va bene, «ma non tutto»: mentre in Francia, in occasione dell’ultima riforma costituzionale del luglio 2008, nessuno ha voluto mettere mano al sistema elettorale, che resta a suffragio universale a due turni, Berlusconi vuole un election day - presidenziale più legislativa - a un solo turno. Anche Sarkozy sogna questa riforma. Berlusconi lo esorta: «Se cambi qualcosa, dimmelo». Sarkozy vorrebbe imporre il turno unico alle regionali: con questo sistema, il 14 marzo scorso, avrebbe vinto dieci regioni, invece di perderne ventuno contro una. In Francia, su questo punto è guerra con
l’opposizione, ma è chiaro che Sarkozy ha perso potere con la sconfitta.
La riforma istituzionale di Sarkozy del 2008 è stata presentata in Francia come una decisione per riequilibrare il troppo potere che era stato accumulato nelle mani del presidente, dopo l’introduzione del quinquennato (al posto dei sette anni di presidenza) e l’inversione della sequenza elettorale: ormai, in Francia prima c’è l’elezione presidenziale, seguita a ruota dalle legislative. Questo sistema permette di evitare con grande probabilità che si verifichino delle nuove coabitazioni, che avevano limitato i poteri sia di Mitterrand che di Chirac, quando i due presidenti erano stati costretti a nominare un primo ministro del campo opposto (ultimo è stato il socialista Lionel Jospin con Jacques Chirac all’Eliseo) perché l'opposizione aveva vinto le legislative. Con il quinquennato, il ruolo del primo ministro è diminuito e nel primo periodo di presidente Sarkozy è praticamente sparito. L’arrivo all’Eliseo di un iper-pesidente che si dichiarava tale, che mostrava i muscoli del «volontarismo» in politica, dove «basta volere
per potere», aveva preoccupato non poco i francesi. La riforma di 47 articoli della Costituzione su 89 è stata fatta per rassicurare. Ma l’opposizione non ci ha creduto: la riforma è passata per un solo voto (quello del socialista Jack Lang, che non ha seguito le indicazioni del suo gruppo).
Il parlamento ha ottenuto un maggiore controllo dell’ordine del giorno delle due assemblee e la limitazione del ricorso al decreto-legge da parte del governo. Inoltre, c’è ormai l’obbligo di informare - ma senza che questa informazione sia
seguita da un voto - le assemblee «entro tre giorni» dopo una decisione di impegno militare all’estero. Il presidente, però, ha rotto una tradizione repubblicana vecchia di 135 anni: ormai, può esprimersi di fronte al parlamento riunito. Nel 1873, era stata proibita la presenza fisica di un presidente in parlamento, per evitare derive populiste e troppa influenza sui deputati.
Quello che ancora manca nella riforma francese è la strutturazione di forti contro-poteri. Ma la riforma oggi rischia di trasformarsi in una trappola per Sarkozy, che da iperpresidente si sta trasformando in un perdente. La prima decisione presa dal governo dopo la sconfitta dell’Ump (il partito di maggioranza) alle regionali, è stato di mettere nel cassetto la carbon tax, peraltro presentata da Sarkozy solo qualche mese fa come una «svolta storica». I deputati dell’Ump non l’avevano mai voluta. Adesso, rischia di fare
la stessa fine la riforma della giustizia, contestata da tutto il mondo giudiziario, perché accentua la dipendenza del potere giudiziario dall’esecutivo, con l’abolizione del giudice istruttore indipendente.
I deputati rialzano la testa, in questo periodo di debolezza dell’Eliseo. Chiedono ora anche di soprassedere alla prevista abolizione della pubblicità sulle televisioni pubbliche (ora limitata a dopo le ore 20), a causa di un costo troppo alto per le finanze pubbliche in rosso.
- 30/04/2010 [14 commenti]
- 30/04/2010 [1 commenti]
- 29/04/2010 [2 commenti]
- 29/04/2010 [9 commenti]
- 28/04/2010 [17 commenti]
- 28/04/2010 [6 commenti]
- 27/04/2010 [1 commenti]
- 27/04/2010 [2 commenti]
- 27/04/2010 [14 commenti]
- 26/04/2010 [7 commenti]
- 26/04/2010 [28 commenti]
- 25/04/2010 [14 commenti]
- 25/04/2010 [11 commenti]
- 24/04/2010 [4 commenti]
- 24/04/2010 [0 commenti]
- 23/04/2010 [27 commenti]
- 23/04/2010 [11 commenti]
- 23/04/2010 [4 commenti]
- 22/04/2010 [3 commenti]
- 22/04/2010 [5 commenti]
- 22/04/2010 [1 commenti]
- 21/04/2010 [0 commenti]
- 21/04/2010 [8 commenti]
- 20/04/2010 [3 commenti]
- 20/04/2010 [12 commenti]
- 19/04/2010 [4 commenti]
- 19/04/2010 [5 commenti]
- 18/04/2010 [31 commenti]
- 18/04/2010 [4 commenti]
- 17/04/2010 [12 commenti]
- 17/04/2010 [19 commenti]
- 16/04/2010 [9 commenti]
- 16/04/2010 [8 commenti]
- 15/04/2010 [29 commenti]
- 15/04/2010 [9 commenti]
- 14/04/2010 [14 commenti]
- 14/04/2010 [8 commenti]
- 13/04/2010 [18 commenti]
- 13/04/2010 [9 commenti]
- 12/04/2010 [14 commenti]
- 11/04/2010 [75 commenti]
- 11/04/2010 [3 commenti]
- 10/04/2010 [16 commenti]
- 10/04/2010 [17 commenti]
- 09/04/2010 [6 commenti]
- 09/04/2010 [4 commenti]
- 08/04/2010 [28 commenti]
- 08/04/2010 [11 commenti]
- 07/04/2010 [44 commenti]
- 07/04/2010 [5 commenti]
- 06/04/2010 [31 commenti]
- 06/04/2010 [4 commenti]
- 05/04/2010 [23 commenti]
- 05/04/2010 [11 commenti]
- 04/04/2010 [8 commenti]
- 03/04/2010 [61 commenti]
- 02/04/2010 [1 commenti]
- 02/04/2010 [57 commenti]
- 01/04/2010 [4 commenti]
- 01/04/2010 [16 commenti]
-
La Somalia va a pesca
| di Giorgia Fletcher del 21.12.2012 -
La termoelettrica di Huexca
| di Fulvio Gioanetto del 20.12.2012
-
Bob Lutz in Gm, l'eterno ritornoBob Lutz è tornato. 80 anni il prossimo 12 febbraio, Robert Anthony “Bob” Lutz non è mai andato via davvero. Viene anzi il sospetto che forse non se ne andrà mai, come quegli highlander celebrati in un fortunato film, destinati a combattere nei secoli con gli spadoni per la loro immortalità. Le spade di Lutz sono le sue amate automobili.7 novembre 2011
-
Lezioni di dissensoDomenica Robert Reich ha aggiunto il proprio nome alla lunga lista di luminari e intellettuali di sinistra che hanno apportato la propria solidarieta’ negli accampamenti di occupy wall street. Reich, prolifico corsivista liberal (spesso tradotto sul Manifesto), professore di publci policy a Berkeley e ministro del lavoro nell’amministrazione Clinton, ha partecipato al “teach-in” – la assemblee-simposio durate tutto il weekend a Occupy Los Angeles.7 novembre 2011
-
Cosa significa “centro antiviolenza”? (DL femminicidio IV parte)
di Luisa Betti - 17.09.2013 02:09
-
La terra dei fuochi come il Vajont
di francesca - 16.09.2013 21:09
-
Ridiamoci sopra, Alberto Perino
di massimozucchetti - 16.09.2013 12:09
-
Larry Summers fuori
di luca celada - 16.09.2013 08:09
-
E’ morto il biologo Albert Jacquard, un grande umanista
di Anna Maria - 12.09.2013 14:09
-
Le sigle televisive – una carrellata
di nefeli - 11.09.2013 11:09
-
Scuola: precari assunti con lo stipendio bloccato
di Roberto Ciccarelli - 11.09.2013 10:09
-
Metà fumetto e metafisica: Valvoline e dintorni sotto il segno inquietante di Giorgio De Chirico
di Andrea - 05.09.2013 16:09
-
Egitto: da Tahrir a Otranto
di giuseppe.acconcia - 05.09.2013 15:09
-
Ghosn, un uomo (sempre più) solo al comando
di fpaterno - 04.09.2013 17:09
-
Sal – Conversazione con l’attore Salvatore Ruocco
di Filippo Brunamonti - 26.08.2013 18:08
-
La foto
di giuliasiviero - 17.08.2013 22:08
-
Arrivano i vostri ovvero la sindrome di Sansone
di gianni - 06.08.2013 06:08











Il problema energetico è drammatico, ma l'energia nucleare non è la soluzione. Quello servirebbe solo come finanziamento a fondo perduto per l'industria, come il G8 de la Maddalena che adesso serve da yacht-club alla Marcegaglia.
Ma chi vogliamo prendere il giro con queste panzane?
Quanto all'esecutivo 'con le mani legate' magari, in un altro Paese (normale) a quest'ora Mr. B sarebbe in galera, altro che storie. 11-04-2010 23:15 - Rasta
una forma adeguata di presidenzialismo? e che significa? forse prima di farsi beffe della passione civile di chi ti risponde sarebbe meglio studiare un poco: quindi comincia dalla voce "forme di governo" di Elia nell'Enciclopedia del Diritto o quella "forme di d stato e forme di governo" di Rescigno su Treccani giuridica..che ne ricaveresti? un buona lezione su come certi delicati equilibri sanciti con la forma di governo razionalizzata scelta nel 1948 siano stati grandemente sottovalutati da tutti i 'novelli costituenti' che hanno allegramente giocato con la Carta del 1948.. a partire da quelli che hanno permesso che con le varie riforme elettorali si sancisse non la governabilità ma l'eliminazione brutale della rappresentatività del Parlamento..il governo in carica ha 'sequestrato' il Parlamento (basta vedere come gestisce l'uso della fiducia) e tu ancora stai lì a corre appresso alla favoletta che il governo ha le mani legate...per favore cerca di essere serio!!! 11-04-2010 23:05 - kikko
Condivido il tuo commento che mi sembra realista e di buon senso. 11-04-2010 15:13 - ivano
Ma chi ti manda qui? Dai, la Costituzione italiana è equilibarta e democratica, una delle migliori in giro e si sono seduti in tanti per farla, tante anime e mente e idee, ma tutte democratiche, le anime uscite da una guerra che ha fatto milioni di morti, scatenata dal nazifascismo, non dimenticartelo. milioni di morti. E' berlusconi sarebbe meglio ci pensasse su prima di disfarla solo per tutelare i privilegi suoi e della sua banda, che gli italiani sono buoni e fessi, ma mica tutti ci stanno a 'sta vergogna. Certo la Costituzione italiana è dalla parte di tutti, anche dei più deboli. Giù le mani dalla Costituzione, enrico, dillo anche a chi ti manda. E se sei venuto da solo ringrazia iddio che c'è questa Costituzione che tutela anche gente reazionaria come te. 11-04-2010 10:32 - contro