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Emanuele Giordana*
Emergency sotto arresto
È ancora una brutta storia quella che proietta Emergency sulla linea del fronte afghano. E c'è ancora una volta la polizia segreta di Karzai a coinvolgere la Ong italiana in una polemica che ha molto a che vedere con le ragioni della guerra.
Tre operatori italiani dell'ospedale di Lashkargah, nella provincia meridionale di Helmand, sono stati arrestati ieri dalle forze di sicurezza afghane con l'accusa di essere coinvolti in un complotto per organizzare attentati suicidi e per assassinare il governatore locale, Gulab Mangal. Assieme a loro sono stati fermati altri sei dipendenti afghani dell'ospedale. All'inizio sembra che si tratti di un'operazione congiunta con Isaf Nato ma poi l'Alleanza smentisce anche se Emergency non molla e insiste: anche la Nato c'entra con l'operazione che ha alla base quell'accusa infamante e che deriverebbe dal fatto che le forze di sicurezza che hanno fatto irruzione nell'ospedale di Emergency avrebbero trovato nel magazzino dell'ospedale due giubbotti esplosivi, granate e armi da fuoco che sarebbero serviti a preparare gli attentati. Terrorismo dunque. Fiancheggiamento dei talebani.
A Milano, dove si trova il quartier generale dell'organizzazione sono esterrefatti. Ma non riescono a parlare coi loro uomini in Afghanistan. Al telefono dell'ospedale, dicono ad Emergency, ha risposto un soldato che si è qualificato come di Isaf e ha riattaccato. Non è chiaro dunque se i militari Nato abbiano o meno partecipato o se, come parrebbe secondo altre fonti, c'erano ma si sono limitati a stare fuori dal centro. A tarda sera comunque ancora non si sa dove siano gli arrestati e cosa sarà di loro.
Ci si aspetta un intervento del governo italiano. Lo chiedono anche alcuni esponenti della sinistra (da destra silenzio totale). Frattini assicura che la Farnesina sta seguendo la cosa ma, incredibilmente, preferisce comunque ribadire «la linea di assoluto rigore del governo italiano contro qualsiasi attività di sostegno diretto o indiretto al terrorismo in Afghanistan, così come altrove». E ancora che «i medici italiani in stato di fermo lavoravano in una struttura umanitaria non riconducibile né direttamente né indirettamente alle attività finanziate dalla cooperazione italiana». Una presa di distanza incredibile in questo clima di tensione.
Che alle autorità afghane Emergency non sia mai piaciuta non è una novità. E che anche alla Nato (e probabilmente al governo italiano) sia indigesta appare altrettanto vero. Gli americani la detestano cordialmente e il motivo è semplice. Emergency ha sempre scelto in Afghanistan non solo di stare dalla parte delle vittime (come impone, senza distinzione l'imperativo umanitario) ma di denunciare costantemente i bombardamenti chiedendo il ritiro dei soldati. Una posizione che non piace e che durante l'Operazione Moshtarak, iniziata dalla Nato in febbraio, fa molto rumore quando Emergency denuncia (qualcuno dice esagerando) che non esistono sufficienti corridoi umanitari e che le vittime dell'offensiva di Isaf o dei talebani non riescono a raggiungere i centri di salute. Ma la ruggine è antica. Bisogna tornare a tre anni fa.
Nell'aprile del 2007 lo staff internazionale di Emergency a Kabul decide di lasciare il paese e nemmeno due settimane dopo la Ong annuncia che si ritira dall'Afghanistan. Non ci sono, dice Strada, le garanzie per il personale umanitario. Tutto è stato originato dalla brutta vicenda di Ramatullah Hanefi, l'uomo di Emergency a Lashkargah che ha avuto un ruolo chiave nella liberazione dell'inviato di Repubblica Daniele Mastrogiacomo sequestrato dalla guerriglia. Hanefi infatti è stato arrestato dalla sicurezza afgana, ossia dagli stessi uomini che ora hanno messo sotto chiave lo staff di Laskargah. E con la stessa infamante accusa: connivenza col nemico. Un'accusa che, ieri come oggi, passa dal personale locale o impegnato in loco all'organizzazione stessa. Uno scontro che, allora, si risolverà dopo due mesi col proscioglimento di Ramatullah e la sua partenza per la Germania.
Intanto però le cose tra Emergency e Kabul si sono molto deteriorate: corrono voci che la sanità pubblica afghana voglia mettere le mani sul suo «tesoretto»: le cliniche di Anabah, Kabul e Lashkargah, il centro di maternità e medicina in Panjshir, una trentina di centri di salute. Lo scontro è aperto ma poi rientra.
Adesso l'intera vicenda sembra riproporsi lasciando aperti dubbi e sospetti. Tutto si può dire di Emergency ma non si può negare il fatto che le armi non hanno accesso nei suoi locali. La consegna è rigidissima come è rigidissimo l'impegno a curare chiunque è ferito: talebano, civile, soldato Nato o afghano. Il momento in Afghanistan è difficile. Karzai, che si sente sotto tiro, alza la posta ogni giorno. Gli americani, che lo hanno prima messo in un angolo e che adesso però se ne stanno pentendo, non sanno che fare. E in questa situazione ogni variabile può aggiungersi e impazzire.
*Lettera22
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Ho il diritto di pensarlo visto che tu puoi scrivere certe tremende bestialità.
Consensi, parli di consensi e quindi di automatica ragionevolezza... anche Hitler aveva grande consenso! 13-04-2010 19:10 - Simone
Non riuscite proprio ad accettare che il santone del pacifismo a senso unico (Gino Strada), possa essere criticato. Chi lo fà è come minimo un idiota, un lobotomizzato, un servo delle multinazionali, uno sceeeemoo!....sceeemooo! Ma come si fà a parlar male dell'angelo laico che apre l'ospedale a karthoum ma dice che il genocidio del darfur è un'invenzione della stampa borghese! che l'europa e gli stati uniti sono terroristi come al quaeda! e via così con altre perle del pacifismo!...
Anche in questa occasione dimostrate di che pasta siete: estremisti, illiberali, arroganti..per questo perdete sempre più consensi. A proposito avete sentito i risultati dei ballottaggi? ...altra mazzata a sinistra! 13-04-2010 16:17 - giovanni L.
A CHI?
AI PORTATORI DI PACE?
LE PICCOLE VITTIME SARANNO LE LORO LUNGHE OMBRE, LE PAROLE DI GINO STRADA IERI SERA HANNO SPIEGATO PERHCE' TUTTO CIO' E' SUCCESSO. CONCORDO SU TUTTO CIO' CHE HA DETTO.
IO STO CON EMERGENCY 13-04-2010 14:13 - saby2964
Ho senito e letto stupidaggini inaudite uscire da cervelli oramai lobotomizzati e incapaci di funzionare. Paragoni assurdi, opinioni strampalate, racconti falsi e ignobili di chi non sa minimamente di cosa stia parlando e chi stia accusando.
Questo Feltri, Belpietro e tutto il sistema Berlusconiano hanno voluto e ottenuto.
Leggo commenti qui sul Manifesto di gentaglia squallida che riesce a dire scemenze con una facilità allarmante... Silvia, Avogrado, Max, Pietro... robe da mimini cerebrali incapaci di avere una minima visione della realtà e di rispettare persone innocenti e una organizzazione che ha curato ad oggi circa 2.500.000 persone, vittime di quelle armi occidentali e di quei soldati che vengono idolatrati da una parte del paese vigliacca e disumana.
A Frattini e a questa gente dico che è più facile difendere e proteggre MERCENARI e FASCISTI, occultare gli omicidi dei nostri militari e censurare i filmati delle azioni dell''Arma dei Carabinieri.
Pure a me ha ricordato tanto la scuola Diaz questa vicenda, mi ha ricordato che la P2 non è certo morta e che i servizi segreti sanno portare ancora avanti molto bene il lavoro sporco dei potenti.
Leggo titoli agghiaccianti su "Libero" e su "il Giornale" e vedo gente che appoggia questi attacchi indegni.
Stanno inquinando l'aria che respiriamo e offendendo il nobile lavoro dei nostri veri eroi, di medici, dottori, infermieri; attaccati e diffamati perchè, solo perchè, hanno un'altra visione dell'umanità... UNA VISIONE VERA, GIUSTA... UGUALE!
Mi viene da piangere... MI FATE SCHIFO! 13-04-2010 12:59 - Simone