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FUORIPAGINA
12/04/2010
  •   |   Daniela Preziosi
    Inciucio-sanità nel Lazio

    Alemanno e Gramazio mangiano mortadella...

    La linea ufficiale Pd è non votare Domenico Gramazio - uno dei protagonisti della stagione più nera della sanità laziale, quella di Francesco Storace - all'Asp, l'agenzia della sanità regionale del Lazio. Ma il presidente uscente, ex dc, non ci sta. E fa capire che domani, alla riunione del cda dell'ente, se non si trova «un altro raffinato éscamotage giuridico» che eviti il commissariamento, non si adeguerà. Anche se contro di lui ormai mezzo partito invoca l'espulsione.
    La prima nomina alla sanità laziale da parte della neopresidente Renata Polverini si trasforma nel segnale della resa dei conti nel Pd post-voto. Lucio D'Ubaldo, presidente in carica dell'ente di programmazione della sanità (strumento delicato a disposizione dell'assessore, che occupa 200 persone), all'indomani della sconfitta del centrosinistra, «per correttezza» si dimette. Al suo posto Polverini designa l'eminenza ex Msi. Cui però, per essere eletto, serve un voto dell'attuale maggioranza Pd. D'Ubaldo (che con Gramazio ha una storia di cortesie) si dichiara disponibile, per evitare il caos dell'ente.
    Nel Pd scatta il sospetto di inciucio e la rivolta contro il centrista, che è anche senatore e nella geografia interna al Pd è braccio destro di Beppe Fioroni e sodale di Franco Marini: purissima dc. Lui oppone che nel merito una linea del partito non c'è, e se c'è non è far commissariare l'ente. Ieri il segretario bersaniano Alessandro Mazzoli batte finalmente un colpo: no «netto» all'ipotesi di favorire l'elezione dell'ex braccio destro storaciano, «inaccettabile ritorno agli anni in cui il centrodestra ha provocato un debito da 10 miliardi nella sanità».
    Ma nel Pd laziale volano stracci da prima del voto. Come a livello nazionale, nell'esplosione dell'opposizione interna anche qui gli ex dc hanno preso le distanze da veltroniani e franceschiniani, e dato una mano alla traballante maggioranza bersaniana. Così alcuni di loro (Riccardo Milana, lo stesso D'Ubaldo) sono stati nominati nel comitato Bonino. E ora sono accusati dell'immobilismo del Pd in campagna elettorale.
    E non è un problema locale. Dietro di esso c'è il malessere di parte del centro cattolico. Nel Lazio ha appoggiato Bonino e perso a valanga (a Viterbo, feudo di Fioroni, il Pd è crollato). Ieri D'Ubaldo, con un'arzigogolata nota sul Velino, solleva il problema politico di 'quale opposizione' deve fare il Pd: «Se astio e impotenza diventano i cardini dell'agire, vuol dire che le cataratte di una sinistra invecchiata velano lo sguardo di una nuova generazione di democratici». Tradotto in greve: intransigenti o consociativi? Dice Lazio, pensa al parlamento nazionale. Dove appunto D'Ubaldo siede. Difficile pensare che Fioroni e Marini non siano d'accordo con lui. Domani l'elezione di Gramazio. Uno degli artefici della stagione più nera della sanità laziale potrebbe tornare in sella con un voto Pd. E pure in nome «di una nuova generazione di democratici»


I COMMENTI:
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  • pinguino alla sanita'? basta sti vecchioni...proviamo a cambiare...! Dai Renata, manda a casa i vecchioni e scegli i giovani.... 15-04-2010 09:59 - gnagno tuo
  • Al Segretario Bersani : presentarsi alle 5 del mattino ai cancelli di Termini imerese in campagna elettorale e poi non farsi più vedere fino alla prossima è il modo migliore per far arrabbiare i lavoratori Presentarsi almeno 1 volta alla settimana per un anno. 13-04-2010 15:42 - pierino balducci
  • effettivamente non bisognerebbe perdere le speranze e il controllo di se' in politica e nel sociale. Pero' un vaffanculo di tutto cuore il pd deve prenderselo e calci, tanti calci dovunque intendano mettere le loro schifose zampe.
    In mancanza di calci che' le gambe scarseggiano, almeno facciamo chiarezza e consideriamoli come parte attiva dell'attuale stato dell'arte. Colpevoli, senza appello. 13-04-2010 15:15 - shangu
  • Per Paul Trevor:a mare no,c'è già troppo inquinamento!Prendiamo,piuttosto,esempio dai Thailandesi.Quì non cambia mai nulla e la colpa è solo nostra perchè siamo dei codardi pusillanimi.Naturale,quindi,che questi maialoni continuino indisturbati e tranquilli vista la nostra imperdonabile e colpevole accidia.Quando faremo qualcosa di pesante?Saluti! 13-04-2010 08:33 - Mario Poillucci
  • Sinceramente? Non ho capito l'articolo.... Mi spiace, perché sono al corrente di molte cose ma, ripeto, avrei voluto leggere una sintassi più chiara. Buona giornata 13-04-2010 08:21 - Tica
  • non moriremo (in un ospedale) democristiani! 13-04-2010 01:20 - klaus mondrian
  • Chi controlla l'ASP controlla l'accreditamento delle strutture private, tutti i sistemi informativi della sanità regionale, e i controlli dell'appropriatezza dei ricoveri ospedalieri pubblici e privati (ricordate la Tosinvest dello scandalo Marrazzo?). Denaro e potere politico.
    L'ASP ha 55 dirigenti rispetto ad un comparto di circa 120 unità, quasi uno a due. Gli ultimi avvisi per dirigenti, usciti sotto Pasqua, elargiscono ben 300.000 euro ai fortunati vincitori del concorso interno, mentre il Lazio è strangolato dal piano di rientro.
    L'ASP per quasi vent'anni ha avuto un solo dipendente a tempo indeterminato, tutti gli altri erano ricattabili cococo con contratti a uno, tre, sei mesi, un anno.
    L'ASP è l'unica struttura regionale con un Consiglio di amministrazione di ben 5 membri.
    L'ASP spende 600.000 euro l'anno per l'affitto della sede al protettorato di S. Giuseppe, più costosi lavori strutturali di adeguamento a spese dei cittadini.
    L'ASP val bene un inciucio, se la torta è questa.
    Vorrei tanto che l'ASP si occupasse di quel che dovrebbe fare: monitorare, sostenere e promuovere la migliore sanità pubblica. 12-04-2010 23:17 - cisco
  • Il baratro del PD non conosce fine. Noi operatori della scuola, cosa potevamo aspettarci dal Ministro Fioroni subentrato alla Signora Moratti e ai suuoi colpi d'ariete sulla scuola pubblica? Infatti non ha fatto altro che tenere la poltrona in caldo per la signora Gelmini, aumentando, di suo, i contributi alle scuole cattoliche. La scuola pubblica è distrutta, la sanità verrà spolpata definitivamente. Qualche volta, qualcuno in questo cavolo di PD si chiede cosa verrà scritto sui libri di storia di cotanta formazione politica? E poi hanno il coraggio di incolpare Peppe Grillo se perdono voti! Siamo andati oltre la frontiera dell'inciucio adesso si porta acqua addirittura a certi cascami (ex o in servizio attivo) fascisti che in qualsiasi posto al mondo sarebbero semplicemente considerati impresentabili. 12-04-2010 22:01 - cristina
  • Grazie Cicciobello Rutelli, grazie di cuore per i liquami democristiani buttati nella discarica abusiva gestita dai cattolici del PD, grazie davvero.E poi si chiedono dove sono i voti di sinistra. Ma buttatevi a mare. 12-04-2010 21:06 - paul trevor
  • sbaglio ma gramazio era già stato a capo dell'asp del lazio e credo di ricordare fosse stato coinvolto in una rissa con un suo camerata
    cmq è bello sapere ke il pd ha dei dubbi se appoggiare o meno il"pinguino" di piazza tuscolo... 12-04-2010 20:16 - leo
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