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Giulia D'Agnolo Vallan
L'America che odia
Fondato nel 1971 da un gruppo di avvocati attivi nella lotta per i diritti civili, il «Southern poverty law center» (Splc) è una delle organizzazioni che più efficacemente ha documentato e contrastato le attività dei gruppi che promuovono discriminazioni etniche, razziali, di genere o di orientamento sessuale. Quelli cioè che in America chiamano hate groups. Negli anni '90, il monitoraggio del Splc si è concentrato sulla nascita e crescita del movimento dei Patriots, di cui fanno parte milizie come quella degli Hutaree, un gruppo di fondamentalisti cristiani armati, alcuni esponenti dei quali sono stati arrestati due settimane fa con l'accusa di «complottare per uccidere agenti del Fbi». Sullo sfondo di una Washington sempre più polarizzata, sulla strana onda del Tea Party e di un partito repubblicano sempre più incline ad abbracciare la retorica dell'estrema destra, ci ha colpito l'ultimo rapporto rilasciato dal Spl. Ne abbiamo parlato con l'analista Mark Potok, dalla sede del centro a Montgomery, in Alabama.
Il vostro rapporto rileva una forte crescita dei gruppi di estrema destra in America. Può descriverci le sue caratteristiche?
Si tratta di una crescita senza precedenti, registrata a partire dagli ultimi 12-18 mesi. Parliamo di cifre record per gli hate groups - oggi sono quasi 1000; di un'impennata dell'80% delle organizzazioni di attivisti anti-immigrazione e di una vera e propria esplosione dei gruppi di Patriots e milizie, con una crescita del 244%. Il che evidenzia la grande sensazione di rabbia che attraversa il paese. In effetti, citare solo questi tre gruppi non rende nemmeno giustizia al fenomeno, dato che alcune delle loro ideologie stanno sconfinando in formazioni diverse, come per esempio il Tea Party.
Che però è un fenomeno spurio, non assimilabile semplicemente all'estrema destra.....
Oggi non credo che il Tea Party sia interamente composto di estremisti di destra - in esso è confluito per esempio anche anche certo populismo di sinistra, quello del risentimento nei confronti di Wall Street e delle banche. Secondo me la maggioranza dei membri del Tea Party sono persone che sono state spaventate a morte, da politici come Sarah Palin o commentatori televisivi come Lou Dobbs. Persone spaventate a arrabbiate, a cui sono state raccontate un mucchio di frottole - per esempio che la riforma sanitaria ti ammazza la nonna. Ma è innegabile che la straordinaria crescita dei gruppi di destra abbia determinato un fenomeno di contaminazione reciproca molto rapido. Quindi ci sono vene di razzismo e di tendenze anti-immigrazione all'interno del Tea Party. Per esempio alcuni dei loro membri credono in un piano segreto dei messicani per riconquistare il Sudovest degli Stati Uniti. Si tratta di una teoria inventata qualche tempo fa da un piccolissimo gruppo di suprematisti bianchi dell'Arizona, e poi adottata dall'organizzazione estremista anti-immigrazione dei Minutemen. Adesso è arrivata anche all'interno del Tea Party. Come d'altra parte la dottrina fondante dei Patriots - secondo cui il governo federale sta creando campi di concentramento segreti in cui rinchiudere l'opposizione a un ordine mondiale di matrice socialista di cui gli Stati Uniti finiranno per fare parte. Non dico che tutti i membri del Tea party sposino queste bugie, ma sono idee si stanno facendo largo anche tra di loro.
Le stragi di Waco, Ruby Ridge e Oklahoma City hanno alimentato la diffidenza nei confronti del governo federale e la crescita del movimento delle milizie, nato alla fine degli anni novanta. Quali sono le differenze con allora?
La differenza fondamentale è che un numero scioccante di personalità ufficiali funge da tramite tra le ideologie e le teorie radicali degli estremisti e il pubblico di massa. Mi riferisco a popolari commentatori di tv via cavo, come Lou Dobbs, Glenn Beck e a rappresentanti del governo. Vent'anni fa c'era una deputata dell'Idaho, la famigerata Ellen Chenoweth, che parlava della minaccia degli elicotteri neri dell'Onu. Oggi ci sono più deputati che avvallano l'idea dell'invasione dal Messico. C'è Steve King, dall'Iowa, che racconta di come gli immigrati illegali sarebbero responsabili della morte di 25 americani al giorno. Michelle Bachman, del Minnesota, garantisce che Obama ha campi di concentramento per trasformare i bambini americani in robot. Sono tutte cose clamorosamente false, ovvio. Ma che hanno l'effetto di demonizzare gruppi specifici di persone (i messicani, i membri del Congresso, il presidente). In passato non ci sarebbero mai stati 50 deputati che sostengono che Obama sia marxista. E mentre questi personaggi pompano propaganda del genere nel mainstream, i cosiddetti «leader responsabili» non fanno nulla per fermarli, o smentirli.
A cosa attribuisce la grossa crescita dei gruppi di estrema destra?
Il principale fattore determinante del loro avanzamento è il cambio della demografica delle razze. Il censo ha predetto che, entro il 2050, I bianchi costituiranno meno del 50% della popolazione. È una data importantissima e che fa paura a numerosi bianchi. L'elezione di Barack Obama è stata il riflesso simbolico di questa svolta inevitabile. La globalizzazione - con il suo impatto su importanti settori dell'industria - e la crisi economica, hanno fatto il resto.
Tra le promesse di Barack Obama c'è la riforma dell'immigrazione. Harry Reid stesso l'ha riproposta ieri. La crede possibile quest'anno?
È il grosso punto interrogativo. I progressisti se l'aspettano. Ma considerando quanto è stato difficile passare la riforma sanitaria, quella dell'immigrazione sembra sempre più lontana.
Che ruolo crede potrebbero avere gruppi come il Tea Party nelle elezioni di novembre?
Difficili prevedere. Oggi i repubblicani stanno cavalcando l'onda del Tea Party, quindi ne assumono l'aspetto. Ma il fenomeno del Tea Party tra sei mesi potrebbe non esistere più. Sono molto disorganizzati e dilaniati da battaglie interne - tra chi vuole portare il movimento nel mainstream e chi rifiuta a priori ogni contatto coi partiti. Non sono solo o repubblicani a voler sfruttare il potere del Tea Party, anche i Patriots sono interessantissimi. Potrebbe anche trasformarsi in un gruppo simile ai seguaci di Ross Perot, l'industriale che si candidò come indipendente per le presidenziali del 1992 e del 1996. Quantificare la loro reale forza voto oggi è impossibile.
Il 19 aprile è prevista a Washington una marcia per il secondo emendamento, quello che sancisce il diritto al porto d'armi....
Non le sarà sfuggito che il 19 aprile è il giorno dell'anniversario sia di Waco che di Oklahoma City. Il movimento fiorisce, e marcia su Washington! Lo stesso giorno, in Virginia è prevista in un parco nazionale una marcia «armata». Eventi del genere esemplificano quella contaminazione di cui parlavo prima. Tra gli speaker non ci saranno solo attivisti del secondo emendamento, ma anche leader delle milizie e così via.
Come vede Barack Obama in questo contesto?
Quando il presidente affronta esplicitamente l'argomento, parlando di chi lo chiama nazista o marxista, la fa con un certo umorismo, mettendo nella giusta prospettiva, e quindi in ridicolo, quella accuse. Ed è piuttosto efficace. Ma l'amministrazione dovrebbe ascoltare di più i suoi esperti. Esattamente un anno fa, in aprile, il dipartimento della sicurezza interna ha rilasciato un rapporto simile a quello che abbiamo preparato noi quest'anno sulla crescita della destra radicale. Appena diffuso, il documento è stato criticato dai gruppi conservatori come un attacco contro contro i veterani di guerra, perché notava come i soldati che rientrano dal fronte vengano spesso presi di mira dalle campagne di arruolamento delle milizie. Il risultato delle accuse è stato che Janet Napolitano ha ritirato il rapporto e si è scusata. Un gesto di vergognosa codardia politica. E i fatti degli ultimi 12 mesi hanno dimostrano quanto quel rapporto fosse accurato.
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Da una parte abbiamo chi fà affari d'oro e dall'altra chi deve lottare per sopravvivere ed è quì il terreno fertile in cui và gettato e ben coltivato il seme dell'odio, e certi stati come certi politici sono felici di farlo con amore (trionfo dell'amore sull'odio, dice niente, è in voga) perchè garantisce loro lauti guadagni! 15-04-2010 14:13 - Gromyko
Non lo dico per essere pro-americano ma per riconoscere che la societa' statunitense e' molto piu' avanti della nostra in quanto a neri o ispanici emancipatisi. Tenete inoltre presente che chiunque nasca nel suolo americano acquisisce direttamente la cittadinanza statunitense. In Italia e' cosi'? Non mi sembra. 15-04-2010 00:58 - Marco
La 'marcia su Washington'.. anno domini 2010 (God save us) 14-04-2010 21:11 - Rasta
Di cosa vi volete stupire se i padroni hanno buttato fuori dalle loro fabbriche mezza America,per convenienze di "Capitale".
Di cosa vi stupite se gli operai americani, come quelli italiani,si stanno mettendo intorno ai razzisti.
La Lega in Italia,i partiti fascisti che si stanno riprendendo tutta l'Europa e l'America.
Gli ebrei che ammazzano i palestinesi.
I banchieri che per una rata non pagata ti mettono in vendita la casa e ti riducono a mendicare.
La crescita di prodotti di lusso e il calo vertiginoso dei beni di prima necessità.
Ma non vedete che gli americani,ora odiano Obama?
I capitalisti hanno votato il "nero" per buttagli addosso tutti i loro problemi.
Gli afroamericani,dopo che il loro presidente ha disertato tutti gli impegni, si sentono traditi e non reagiscono più alla avanzata del nazzismo.
Gli ebrei pagheranno,ancora una volta questa loro politica.
Stanno credendo di nuovo alla "razza bianca".
Attenzione,questa volta non ci sarà Stalin e la sua Stalingrado a fermare le camicie grige,verdi,nere o bianche con cappuccio,a seconda del paese.
Avete combattuto gli uomini sbagliati e vi siete messi con le persone che presto vi scaricheranno tutto a dosso.
Obama (ZIO TOM)ebrei(piccoli usurai) irlandesi (umbriaconi e cattolici e anche pedofili.)
Vi hanno già etichettato.
Ora cominciano i pogrom. 14-04-2010 18:54 - mariani maurizio