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FUORIPAGINA
15/04/2010
  •   |   Andrea Palladino
    La bugia del cardinale

    La messa del 29 gennaio 2006 nella chiesa di S. Francesco di Sales con padre Marco (con la barba, a sinistra) e il vescovo Luigi Moretti.

    Il lungo e strettissimo viale Alessandrino a Roma taglia in due una delle periferie più abbandonate della capitale. Venendo dalla via Prenestina per chilometri non appare un solo angolo che possa richiamare i giovanissimi, che si trovano a scegliere tra i bar o le chiese. Sarà anche per questo che nella periferia estrema di Roma - tra la Casilina e la Prenestina - si concentrano due parrocchie, un seminario, una casa per religiosi venezuelani e un bel po' di altri edifici religiosi.
    La parrocchia di San Francesco di Sales è un edificio moderno e gigantesco. Il suo parroco appartiene alla congregazione degli Oblati e qui è arrivato i primi giorni del gennaio 2006. C'è una data ufficiale, il giorno della celebrazione solenne, il 29 gennaio del 2006. Era una domenica importante per questa diocesi di periferia, la chiesa era piena, c'era il coro dei giovanissimi, le famiglie con l'abito buono in prima fila. C'era anche un pezzo importante, il vescovo gerente, monsignor Luigi Moretti. C'era il festeggiato, padre Giovanni Cannone, provinciale degli Oblati di San Francesco di Sales, destinato a dirigere questa parrocchia. «E c'era anche lui - racconta un giovane ragazzo, che in questa storia rimarrà anonimo - padre Marco Agostini, che distribuiva l'eucarestia e concelebrava». Un prete che in quella festa non doveva esserci.
    E' questa la scena che smentirebbe un comunicato ufficiale del Vaticano, arrivato alle agenzie la scorsa settimana, firmato direttamente dal cardinale vicario di Roma. Marco Agostini - arrestato qualche mese dopo la celebrazione - era stato indicato quattro anni prima da un gruppo di una ventina di ragazzi come un pedofilo, l'uomo violento che li aveva molestati pesantemente per almeno sette anni, fin da quando erano poco più che bambini. Non doveva essere lì padre Marco, perché, secondo quanto ha riferito il cardinale vicario di Roma Agostino Vallini, era stato sospeso a divinis e allontanato. «Immediatamente» ha specificato il comunicato venuto dalla Santa sede.
    Padre Marco Agostini è morto suicida nel 2006 pochi mesi dopo l'arresto, lasciando un biglietto mai divulgato. Nessuno ha mai messo in dubbio le accuse dei giovani, che frequentavano la sua parrocchia a Pomezia, vicino Roma, tanto che ancora oggi è in corso un processo penale contro un altro sacerdote per favoreggiamento. Il vero nodo, oggi, risiede nelle eventuali coperture, omissioni, insabbiamenti che, secondo le vittime, avrebbero garantito una impunità ecclesiastica al sacerdote accusato di molestie. «Il primo settembre del 2002 - racconta una delle vittime, il principale accusatore, che venne molestato per la prima volta quando era tredicenne - accompagnato da degli amici rilascia una testimonianza al vescovo di Albano, Agostino Vallini». Fu infatti l'attuale Cardinale vicario - all'epoca alla guida della diocesi di Albano - ad ascoltare il racconto crudele del ragazzo. «Rilasciai anche una dichiarazione - prosegue il racconto fatto nel 2004 davanti agli agenti della Questura di Roma - al responsabile del Tribunale Ecclesiastico don Felicetto Gabrielli». Dunque una denuncia interna alla chiesa, formalizzata davanti agli organi giurisdizionali previsti dal diritto canonico. «Don Felicetto mi chiese di tenere nascosta questa storia - spiega il ragazzo - dicendo di avere già altre deposizioni». Il problema è che dopo quasi nulla accadde. Padre Marco venne spostato ad Assisi, assegnato ad un ostello della sua congregazione, gli Oblati di San Francesco di Sales. Ma, secondo il racconto delle vittime, continuò a vedere molti ragazzi e a celebrare la messa. Cadrebbe, così, la versione ufficiale del Vaticano, arrivata la settimana scorsa, come smentita delle parole delle giovanissime vittime.
    A supporto del racconto fatto dai ragazzi molestati in passato da padre Marco Agostini c'è anche un cd rom con le fotografie realizzate il 29 giugno 2006, durante la messa solenne di insediamento del parroco di San Francesco di Sales a Roma. Fotografie consegnate alla Questura durante le indagini, ma che i difensori non hanno ancora consultato, dove appare padre Marco concelebrando la messa. Ed è un punto fondamentale, visto che la causa civile contro la diocesi di Albano potrebbe essere la prossima mossa della parte civile, che si dovrà basare su l'eventuale comportamento omissivo della gerarchia ecclesiastica.
    Non è un'accusa da poco per il cardinale Vallini. L'inchiesta della Polizia di Roma - poi sfociata in un'ordine di custodia cautelare emesso dal Gip del Tribunale di Velletri - non è nata da una denuncia dell'allora vescovo di Albano, che oggi siede su una delle poltrone cardinalizie più importanti. Anzi, ai ragazzi venne chiesto il silenzio. E la risposta che diede il cardinale Agostino Vallini agli investigatori che lo ascoltarono informalmente è sconcertante: «L'alto prelato - si legge in una informativa dell'agosto del 2004 - (...) non ha ritenuto opportuno notiziare l'autorità giudiziaria in quanto, ha precisato, i ragazzi che testimoniarono, nell'estate 2002 erano tutti maggiorenni». Vero, come è vero che gli episodi di abusi duravano da almeno sette anni, da quando «i ragazzi» avevano poco più di tredici anni.
    C'è infine la questione - ancora poco chiara - dell'iter che ha seguito il processo ecclesiastico avviato dal cardinale Vallini. L'unico atto concreto venne demandato alla congregazione di appartenenza di padre Marco Agostini, gli Oblati, che lo inviarono in un ostello ad Assisi. Un passo assolutamente inutile, visto che - secondo quanto ricostruito anche dalla Polizia - continuò a vedere i ragazzi della sua parrocchia. Il vero atto, la riduzione allo stato laicale e l'espulsione dalla chiesa, non sarebbe mai avvenuto, almeno fino al gennaio del 2006. Che accadde, dunque, al fascicolo che arrivò in Vaticano. Seguì la strada che Ratzinger aveva indicato nel 2001, quella cioè della centralizzazione nel suo ufficio di tutti i processi ecclesiastici per pedofilia? Il silenzio venuto dopo il suicidio di padre Marco Agostini aveva chiuso il caso. E nel processo penale delle carte del Vaticano non c'è traccia.


I COMMENTI:
  • Come mai non avete postato il mio post? 17-04-2010 16:03 - Mario Rossi

    la redazione: Tutti i commenti ricevuti vengono pubblicati, a meno che non contengano espressioni gravemente ingiuriose e offensive per altre persone.
  • I preti sono esseri umani!
    Un prete ha i stessi diritti di ogni cittadino e nessuno deve spingere il prossimo al suicidio.
    La chiesa cattolica è marcia e vecchia, al mondo contemporaneo.
    Le religioni estremiste,sono fatte dagli uomini e non da DIO!
    Questi uomini antichi che fanno morire la religione e gli uomini che l'avvicinano è una cosa orribile!
    Il Papa e tutti i cardinali,si devono riunire e rivedere la loro religione e i comportamenti da seguire per servirla.
    I talebani,in certe cose sono molto più avanti della chiesa di San Pietro.
    Se lo stato pontificio,non riunisce tutto il concistoro e modifica le leggi della chiesa,arriverà il giorno che la chiesa sarà superata dagli uomini civili.
    Ta terra è rotonda,e nessuno lo può confutare! 16-04-2010 12:20 - maurizio mariani
  • domando!, ma le alte gerarchie cattoliche sono cristiane? io la risposta, con grande presunzione, ce l'ho. no, non sono cristiane. 15-04-2010 23:55 - roberto grienti
  • chi sbaglia deve pagare, ovunque. so di alcuni sacerdoti in carcere per omicidio. la verità fa male ma serve come il vaglio per ripulire il buon grano dalla pula. e ci sarà per tutti! nessuno escluso. i farisei – che si sentono sempre a posto e con livore giudicano gli altri – per primi saranno messi al vaglio. e avverrà presto; la vita è tanto breve. 15-04-2010 18:56 - ezzekkiele
  • Prima sprofonda quest'istituzione omertosa e corrotta, che é il Vaticano, con il potere temporale dei papi, meglio é per la democrazia italiana. La fede cristiana non c'entra niente con tutto questo...di confessioni cristiane ce ne sono tantissime (qualche migliaio almeno) che non hanno legami con il Vaticano o il papa (copti, melkti, caldei, ortodossi, melchiti, vaie confessioni protestanti...valdesi...): tutti credono in Cristo...il Papa e il Vaticano non hanno mica il monopolio del cristianesimo...tutt'altro... 15-04-2010 17:22 - Verda Soriano
  • NULLA PASSERA' IN SECONDO PIANO....NOI CRESCIUTI PRONTI A TUTTO!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
    POTRANNO INFANGARE IL PROCESSO MA NON LA VERITA......PRONTI A TUTTO!!!!!!!!! 15-04-2010 16:46 - XXXXXXXXXXXXXXXXXXXX
  • trovo molto triste il modo goffo di difendersi che utilizza la chiesa; ma comprendo i motivi dopo aver letto un libro scritto "dall'interno" di un seminario; il titolo è "Il Collegio dei Preti"; lo consiglio per capire 15-04-2010 16:41 - paolo bozzato
  • Si affannano a minimizzare, a rassicurare che hanno agito nel modo più sollecito e riparatore del danno enorme causato dalla loro cupa libidine, ma ciò che emerge è un atteggiamento omertoso e mafioso, che la dice lunga sulla scarsa dimestichzza che possono avere col trascendente e col divino. Sempre lì a mettere pezze, incuranti delle vittime, restii ad ammettere e a risarcire. Questi, ammesso che da qualche parte ci sia, non ci tragheteranno mai nel regno dei cieli, ma molti di loro sarebbero un ornamento necessario delle patrie galere. 15-04-2010 16:24 - Luigi Martinetti
  • La fede è una cosa e il Vaticano è un altra cosa. 15-04-2010 15:55 - carpette
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