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Guglielmo Ragozzino
Il vulcano anti inquinamento e l'Europa
Il settimanale Internazionale pubblica online una illustrazione tratta dal sito "Information is beautiful" con la quale suggerisce un diverso parere, in tema di inquinamento vulcanico, il caso del giorno. O, chissà, dell'anno. È difficile raccontare una vignetta, ma questa è semplicissima.
Si tratta di tre triangoli, non di uno soltanto, come nell'immagine famosa di El Lissitzky: il primo triangolo dei tre, il più grande, rosso, rappresenta l'inquinamento giornaliero originato in Europa dal traffico aereo: 349 mila tonnellate di CO2. A fianco un triangolo minuscolo e rosso anch'esso: 15 mila tonnellate della stessa CO2, causate in un giorno dall'eruzione del vulcano islandese Eyjafjallajokull.
Sotto, il terzo triangolo, di colore nero, al contrario degli altri due. Anch'esso è molto corposo, rappresenta 206 mila tonnellate di CO2 e sono quelle risparmiate per la cancellazione del 60% dei voli in Europa, il primo giorno del disastro. Ancora ieri però in Europa si contavano tra 8.000 e 9.000 voli, il 30% del traffico normale. Se la lotta principale è contro l'inquinamento, ci vogliono venti vulcani per causare i danni degli aerei in Europa, a ranghi completi.
Non tutto il male viene per nuocere, potrebbe notare un irriducibile ecologista; e potrebbe fare lo stesso anche uno spiritoso no global. Del resto la velocità e la possibilità di spiazzamento rapido offerta dai voli, per affari, per turismo, per noia, è un elemento portante della globalizzazione.
Quest'ultima sarebbe molto diversa, o forse non esisterebbe affatto nei modi e nei tempi cui siamo abituati, senza aerei, aeroporti, terminali. Sugli aerei, di linea contraddistinti da tre classi, o anche quattro classi, se si comprende anche il popolo di paria che si accalca nei low-cost, o peggio, i paria - a giudizio dei ricchi delle classi opulente - che si accalcano nei viaggi charter. Al di sopra di tutto e di tutti, l'iperclasse che si crede padrona del mondo e vola con jet privati, personali o aziendali e sceglie gli orari e non deve aspettare mai e aggira i controlli che valgono per il pubblico pagante.
Poi risulta che metà delle persone che conosciamo sono disperse in qualche aeroporto per via di questo blocco vulcanico dei voli; e stese per terra, senza conforti, imparano a fare i profughi, a vivere la vita dei migranti, sia pure con disagi molto ridotti e la sicurezza di arrivare - prima o poi - a destinazione. Avviene di tutto, in pochi giorni. Si direbbe che si impara di nuovo a vivere, andando piano. Ma sono le storie esemplari che danno il senso dell'effimero a una costruzione che credevamo - o temevamo - fortissima. C'è il temutissimo Leo Messi che arriva in torpedone, viaggiando un paio di giorni, per giocare una decisiva partita di calcio a Milano; e c'è un'immagine, che forse commuove il pubblico femminile: la figurina, davvero emblematica, anche se sembra inventata di sana pianta, di Danilo Taino sul Corriere della Sera. E' Angela Merkel, seduta sul guard-rail, lungo l'Autostrada del Sole, in attesa che sia cambiata la gomma al torpedone adibito al trasporto del suo seguito, stampa compresa. Viaggia, la donna più potente del mondo - verso Cracovia, o forse verso Berlino - dopo essere atterrata a Pisa, proveniendo dalla California, via Lisbona. Un viaggio da valigia sperduta.
L'uno e l'altra di questi grandi personaggi, per l'impossibilità di volare, sono costretti a terra; e certo non sono i soli. Questo mette in crisi tutto il sistema di protezione e di premure, e di privilegi che circonda la vita dei vip e li rende per una volta un po' più simili ai comuni mortali. Questo vuol dire che il vulcano islandese dal nome indicibile è un vero democratico?
Quando la crisi bancaria ha fatto fallire l'Islanda che è stata ricomprata dalle banche inglesi, in Europa e nel mondo c'è stato un disinteresse totale. Un'isola inutile, da riportare al baratto - baratto di cosa, oltretutto? - comunque da escludere dai fastigi della globalizzazione. Un'ironia della storia, ed ecco che l'Islanda, mettendo in campo uno solo dei suoi mille vulcani, mette in forse tutto il castello della globalizzazione. E in Islanda i cieli sono limpidi e i voli per il resto del mondo - Europa a parte - proseguono.
Occorrerebbe ripensare alla nostra costruzione, tanto avida e tanto fragile. Un Islandese, un grande viaggiatore che ha incontrato nell'Africa profonda la gigantesca Natura «bella e terribile, di occhi e capelli nerissimi» ci potrebbe aiutare, solo che riflettessimo sulla sua storia. L'Islandese di cui racconta il giovane, ventiseienne, Giacomo Leopardi era viaggio, cercando di sfuggire alla Natura. «Così fugge lo scoiattolo dal serpente a sonaglio, finché gli cade in gola da sé medesimo. Io sono quella che tu fuggi». L'Islandese spiega lungamente alla Natura che lo ascolta perché non gli vada bene niente: «sono stato arso dai tropici, rappreso dal freddo verso i poli.... In altri luoghi la serenità ordinaria del cielo è compensata dalla frequenza dei terremoti, dalla moltitudine e dalla furia dei vulcani, dal ribollimento sotterraneo di tutto il paese». E poi parla delle malattie che lo hanno assalito, «nonostante che io fossi, come sono ancora, non dico temperante, ma continente dei piaceri del corpo...». La Natura lo sta a sentire, e poi gli risponde. Credi che io mi occupi di te, ma sono indifferente alla tua sorte. «Immaginavi tu forse che il mondo fosse fatto per causa vostra?» Quando «vi offendo in qualunque modo e con qual si sia mezzo io non me ne avveggo». E in cambio «se io vi diletto o vi benefico, non lo so». L'Islandese replica, disperato: è colpa tua, tu mi hai fatto e ora devi aiutarmi. Ma lei non gli dà scampo: «...la vita di questo universo è un perpetuo circuito di produzione e distruzione»; tu ne sei parte. Quindi non lamentarti. A questo punto intervengono due leoni macilenti che «ebbero appena la forza di mangiarsi quell'Islandese; e presone un poco di ristoro, si tennero in vita per quel giorno». Ma forse non è andata così, Leopardi stesso è incerto. «Un fierissimo vento» avrebbe coperto di sabbia come in un «altissimo mausoleo» l'Islandese che divenuto perfetta mummia «fu poi ritrovato da certi viaggiatori e collocato nel museo di non so quale città d'Europa».
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Concordo totalmente con quanto scritto da Mirko e concordo anche con chi ha detto che questo episodio è la dimostrazione della viltà delle classi dirigenti che non sono capaci di prendersi una pur minima responsabilità; è molto facile bloccare la economia di mezzo mondo, facendone pagare i prezzi agli altri, oltre tutto è anche molto "politicamente corretto" e si fa la figura degli amanti della Natura.
Vi siete dimenticate di tutte le bufale che da qualche tempo ci vengono propinate? l'allarme per le cosiddette "pandemie" che provocano una mortalità nemmeno paragonabile a quella stradale (pero' fanno vendere vaccini), i mutamenti climatici (come se sulla Terra non ci fossero mai stati) e via di seguito.
Anche sul blocco del traffico ho seri dubbi
Sono i sedicenti "esperti" la rovina dei nostri tempi
Basta con un certo ambientalismo: la Natura è al nostro servizio e trova da essa gli equilibri necessari; è stato cosi' per millenni e continuerà ad essere cosi'. 21-04-2010 13:50 - aiace
Chiama globalizzazione la possibilitá degli abitanti del pianeta di muoversi agevolmente, e le dá una connotazione negativa al pari della globalizzazione economico-finanziaria. Fa ragionamenti da ecologista luddista della prima ora, poi lo vorrei vedere il giorno in cui deve volare chissádove in tutta fretta. Cosa dovrebbe fare l'umanitá, caro Ragozzino, sopprimere il 90% dei voli fino a che non si trova una energia pulita che faccia muovere gli aerei? Se ti sta tanto a cuore l'impronta umana sul pianeta, allora smetti di scrivere sulla carta stampata, che per quel che ne so é una delle cause della deforestazione. 21-04-2010 12:01 - Riccardo
Il passo avanti lo faresti tu se invece di stigmatizzare il mio intervento con VERE frasi fatte e luoghi comuni, lo facessi argomentando. Il tuo intervento è semplicemente ridicolo. Dici che CHIARAMENTE (?!?) io parlo di cose che non conosco. E da cosa nasce in te tutta questa sicumera? Ti prego se puoi di illuminarmi. Se avessi letto con più attenzione il mio testo, avresti notato che ciò che ho scritto non sono "frasi fatte" ma elementi riscontrabili in qualsiasi testo di biologia e antropologia, basta andarseli a leggere. Quindi la prossima volta che senti il bisogno di intervenire, ti consiglio di farlo citando fonti attendibili e ragionamenti che screditino sul serio i miei eventuali errori nozionistici e logici, piuttosto che minimizzare con un metodo questo sì colmo di luoghi comuni e frasi fatte.Grazie.
E per la cronaca, la frase di marco resta una cazzata, una paralogismo senza senso. Come se dicessi: " La violenza è il prodotto della natura umana, quindi la guerra è un fenomeno naturale, così come un omicidio e uno stupro". Se questo metodo di ragionamento ti sembra "lucido" allora fai paura. 21-04-2010 09:31 - jack
Come quando si fanno le pentole e non i coperchi.
Gli uomini,con la rivoluzione industriale,non hanno più considereto gli ostacoli naturali.
il pensiero umano ha visto il mondo come una grande forma di formaggio da attaccare e modificare.
Montagne traforate,fiumi deviati,laghi artificiali e cavi,grattacieli,aerei e onde magnetiche che violano giorno dopo giorno la natura.
Poi un giorno questa natura da un segno della sua vitalità e tutti i sogni del parassita umano si mettono in crisi.
Noi umani siamo come quei pidocchi che vivono sul cane o su una pianta.
Prima di tutto,dovremmo pensare che se muore il cane,moriremo anche noi.
Una zecca,cade dal cane e va su un altro cane,ma un umano dove va?
Quando due vulcani buttano un po del loro fumo ecco che tutto il mondo degli umani entra in crisi.
Perche,ci siamo dimenticati di essere degli ospiti della terra.
Noi faremo la fine dei dinosauri,ma la terra rimarrà,perche anche quando l'uomo non c'era,lei era quì.
Non siamo indispensabili a nessuno e il giorno che la terra si stancherà e con un cataclisma un po più forte ci distruggerà,non sarà una cosa cattiva e innaturale.
Poi se oltre che violarla pretendiamo che questa stia tranquilla è come dire al cane di non grattarsi,quando gli succhiamo il sangue. 21-04-2010 08:44 - maurizio mariani
dal manifesto commenti del genere sono particolarmente sgradevoli da leggere... 20-04-2010 22:44 - ledi