mercoledì 18 settembre 2013
Abbonamenti 2012

 
Forum
 
LA ROTTA D'EUROPA
Le crisi senza Unione
di Rossana Rossanda
OGGI IN EDICOLA
giornale mercoledì 18 settembre 2013
ACQUISTA IL PDF
Ottobre 2011
 
 
 
In edicola
dal 18 Ottobre

a 3€ con il manifesto, a 1,70€ più il prezzo del giornale negli altri giorni
 
Tunisia, la vertigine di poter scegliere
di SERGE HALIMI
Fissione nel cuore del nucleare francese
di TRISTAN COLOMA
 
 
Condividi su facebooktwitteraddthis.com
FUORIPAGINA
23/04/2010
  •   |   Mariuccia Ciotta
    La scienza dilaniata nel corpo di Ipazia

    Sulla scia di un doppio mistero arriva finalmente sui nostri schermi, Agora del regista nato a Santiago del Cile (padre cileno, madre spagnola) Alejandro Amenabar, 37 anni, autore di The Others (2001) e Mare dentro (Oscar miglior film straniero 2004). Presentato fuori concorso a Cannes l'anno scorso, il film, molto atteso, era svanito nel nulla e un tam tam della Rete avvertiva che «non lo vedrete mai». Agora è dedicato a Ipazia, filosofa e astronoma egiziana (numero speciale di Alias del 10 aprile 2010) nata a metà del IV secolo, avvolta nell'enigma di una morte violenta per mano dell'integralismo cristiano. Rachel Weisz indossa un'espressione fiera e tuniche leggere, bellissima come l'originale, icona di donna laica e maestra del cielo.
    Ipazia si dedicò alla relazione tra filosofia e scienza e per prima scoprì - un'intuizione poetica di Amenabar - che i pianeti compiono un'ellissi intorno al sole. Nel 1600 Keplero arrivò allo stesso risultato. Ma solo adesso Ipazia diventa una «star» nel kolossal che le rende per la prima volta omaggio, un film da 50 milioni di euro, tutto di produzione europea.
    A prima vista, Amenabar segue un modello hollywoodiano, ma non siamo dalle parti di Cleopatra (gli egiziani però dovevano avere tutti la pella candida?), il set è uno spazio chiuso nel perimetro che circonda la Biblioteca di Alessandria, scrigno della cultura greca e pre-greca, una delle meraviglie del mondo e che sarà ancora una volta distrutta. Istruita dal padre Teone, la giovane scienziata, che preferisce la passione astrale a quella maschile, è l'anima della biblioteca, eccentrica e provocante con il suo fazzoletto intriso di sangue mestruale per far desistere gli allievi adoranti. Un fazzoletto che cade, attratto dalla forza di gravità, fenomeno inspiegabile al pari della terra rotonda, da cui nessuno miracolosamente, si chiedono gli scolari, precipita nell'universo.
    La vediamo nel suo peplum bianco insegnare che la verità non è un dogma divino, che nella multietnica Alessandria elleni, egizi, ebrei possono convivere creativamente ma l'onda del cristianesimo conquista la città sotto i kaftani neri dei parabolani, anticristi capeggiati da un feroce saltimbanco (cammina sul fuoco per testimoniare la superiorità del suo dio). E lei, che si è sempre sottratta alla corte insistente dell'amico e allievo Oreste, diventato prefetto sotto il dominio romano, resterà sola. Abbandonata anche dallo schiavo Davus, devastato dall'amore impossibile per la sua «padrona» e passato nelle fila dei parabolani.
    Il film (distribuito dalla Mikado) è stato tagliato dallo stesso regista di venti minuti rispetto alla versione passata sulla Croisette. Così le «lezioni» di Ipazia si alleggeriscono, ma soprattutto ne risente la sequenza dove i parabolani massacrano a colpi di pietra un gruppo di ebrei riuniti in una cerimonia festosa. La spedizione punitiva ebraica risulta così sproporzionata (Amenabar ha seguito qualche suggerimento dall'alto?).
    L'atto d'accusa però resta. È guerra di religione ad Alessandria, le squadre sotto il segno della croce infiammano Alessandria in una caccia all'eretico, guidate dal patriarca Cirillo che rivolgendosi ai suoi sgherri pronuncia l'anatema contro i giudei: «Piangete per loro, gli assassini di Cristo, perché saranno perseguitati in eterno» e dà il via al primo pogrom. E se per i film di Ron Howard sul Codice da Vinci la Chiesa poteva invocare la fanta-religione, qui siamo nella Storia. Precursori dei talebani, gli incappucciati neri allagano nel sangue la città, dopo aver elargito il pane ai poveri e la libertà agli schiavi, sistema caritatevole facilmente strumentalizzato dai «moralizzatori» integralisti di ogni latitudine. «Solo Gesù poteva perdonare perché è Dio, non vorrai paragonarti a lui?», risponde l'invasato capo parabolano a Davus, l'ex schiavo arruolato nelle file cristiane, vacillante di fronte ai corpi degli ebrei in fiamme. In mezzo alle carneficine, di anno in anno, Ipazia, seguace del neoplatonismo, fa appello alla filosofia, all'amore per la conoscenza scientifica, alla convivenza religiosa. È uno spazio «teatrale», l'agora, il luogo dove Amenabar concentra azione e pensiero (mentre le scene di massa sono elaborate al computer) e nei meravigliosi interni della biblioteca, dove statue e papiri, bassorilievi e arazzi saranno devastati dalle orde cristiane.
    L'ultimo ostacolo sarà Ipazia, la donna che «parla», che insegna agli uomini. Lei che osserva il cielo e traccia nella sabbia le parabole rivelatrici. Anche il devoto Oreste dovrà piegarsi alla legge della curia che ha declassato le donne a sottospecie umana, e l'innamorato Davus alla furia assassina dei parabolani, Hypatia invece non si piega, conferma la sua laicità. Nel marzo del 415 viene trascinata al tempio, denudata e uccisa. È la mano di Davus, incapace di ribellarsi a un'altra schiavitù, a soffocarla prima che gli incappucciati di Cristo la massacrino a colpi di pietra (in realtà, fu accecata e scorticata viva con pezzi di conchiglie, le armi erano un'esclusiva dei romani).
    Il corpo di Ipazia straziato come la Biblioteca di Alessandria. Resta la memoria di tanta bellezza più delle macerie e del sapere bruciato, quasi una poesia quella di Amenabar alla vagabonda delle stelle, e un risarcimento alla filosofa indimenticabile.


I COMMENTI:
  pagina:  1/2  | successiva  | ultima
  • concordo in pieno con il giudizio di RosaRossa. Però penso che i cattolici di sinistra farebbero bene ad interrogarsi come mai oggi la gente che a vedere Ipazia percepisca la religione cattolica come una minaccia. Una minaccia contro l'umanità. Contro l'uomo. Ogni volta che nasce questa minaccia è sempre emerso l'umanesimo come reazione. E' un paradosso ma il pensiero di Gesù era umanista. Nasceva proprio come reazione all'assoggettamento dell'uomo al potere dello Stato imperiale. L'umanesimo marxista fu il primo ad affermare che la teoria non può essere separata dalla pratica. Ancora oggi viviamo in una società totalmente disumanizzata e il potere temporale della religione cattolica di certo non allieva i suoi difetti. 14-05-2010 00:03 - Michele
  • cazzo, compagni, fu Marx che disse che la religione è l'oppio dei popoli!(no, non groucho, karl, il filosofo, appunto..)e riprendeva, se non sbaglio, un passo di Orazio, il poeta latino. Hasta siempre Resistenza! 26-04-2010 00:20 - contro
  • La storia di Ipazia è emblematica della violenza pscurantista delle religioni.
    Spero che questo film abbia il successo che merita. 25-04-2010 11:47 - paolo1984
  • la storia è ambientata all'epoca di Teodosio, l'imperatore che proclamò il cristianesimo religione dell'Impero. Una tragedia sociale che completò il danno già fatto da Costantino, perché sancì l'equivalenza religione=potere, che ancora ci assilla. Viceversa per Gesù di Nazareth i suoi seguaci avrebbero dovuto essere "il sale della terra" cioè pochi e parsimoniosi...
    Quanto alle religioni hanno effettivamente tutte oppresso o dimenticato le donne: tranne quel Gesù di nazareth che le aveva come discepole itineranti, fin dagli inizi della sua missione... Anche se i vangeli canonici sembrano dimenticarlo o trascurarlo, e ci parlano dei 12, come se davvero fossero solo 12 e solo uomini... leggere i vangeli apocrifi, per documentarsi, e anche un po' più attentamente Luca (che qualcosa se la fa scappare, non volendo). Purtroppo ha vinto la Chiesa degli apostoli maschi, e le Marie, le Giovanne, le Susanne e le "molte altre" sono diventate le "pie donne"... buone per piangere o per cucinare nei banchetti...
    Quanto a Ipazia, è la prima strega di una serie troppo lunga... e ben lontana dall'esaurirsi. 25-04-2010 01:37 - Luisa
  • Giusto criticare le religioni monoteiste ma quelle politeiste sono anche peggio.storicamente esse han no, a cominciare dall'ebraismo, permesso di pensare l'eguaglianza fra gli uomini. O e' meglio il sistema castale induista?
    Il film e' deludente anche se il momento di passaggio del cristianesimo da religione emancipatrice degli oppressi ad alleata del potere imperiale avrebbe meritato un film più problematico. 24-04-2010 16:01 - rosarossa
  • Era stato Lenin a dire "la religione è l'oppio dei popoli".
    Le religioni monoteistiche non sono state repressive nei confronti della donna ma nei confronti dell'umanità, di cui la donna è sempre stata la parte più debole. 24-04-2010 14:42 - Davide
  • Le tre grandi religioni monoteistiche, ebraismo, islam, cristianesimo, sono sempre state fobiche e repressive nei confronti delle donne 24-04-2010 13:06 - gloria
  • come diceva un filosofo di cui non ricordo il nome,la religione è l0'oppio dei popoli. Basta guardare quello che fà la chiesa in Italia, esempio dei bimbi lasciati senza pranzo ma con un panino, sul razzismo sempre più estremo della lega, pensiamo cosa sarà l'italia quando la lega sarà riuscita a dividerla,,e in tutto questo non una parola dal vaticano. Ho sempère visto la chiesa come il partito più fascista che questopaese abbia mai avuto, e finchè avremo in casa il vaticano, questo paese potrà solo regredire,perchè approffitteranno dell'ignoranza di questo poplo. 24-04-2010 12:48 - vito
  • ma Herby49, a quei tempi l'Islam non esisteva ancora, Ipazia non era quindi mussulmana, il discorso è che il fanatismo religioso, frutto delle religioni monoteiste, può (non è detto), ma può provocare massacri in nome della VERITA rivelata, stando alle vicende storiche 24-04-2010 12:23 - Adriana
  • Ma come sono cattivi questi cristiani! Certo che il buon Islam tutto unaltra cosa fatta soltanto di canzoni,balli e amore e per finire in pace vanno acoppare ognitanto qualche cane infedele! Pace e bene fratelli! 24-04-2010 11:07 - herby49
I COMMENTI:
  pagina:  1/2  | successiva  | ultima
INVIA UN COMMENTO
* richiesto
Nome   *
E-mail  
Immagine CAPTCHA per prevenire lo SPAM
Se non riesci a leggere la parola, clicca qui.
Codice   *
Commento   *
 
INDICE
freccia
ottobre 2011 [ 106 ]
freccia
freccia
agosto 2011 [ 112 ]
freccia
luglio 2011 [ 111 ]
freccia
giugno 2011 [ 129 ]
freccia
maggio 2011 [ 132 ]
freccia
aprile 2011 [ 100 ]
freccia
marzo 2011 [ 99 ]
freccia
freccia
gennaio 2011 [ 100 ]
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
marzo 2010 [ 62 ]
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
TERRA TERRA
  • Bob Lutz in Gm, l'eterno ritorno
    Bob Lutz è tornato. 80 anni il prossimo 12 febbraio, Robert Anthony “Bob” Lutz non è mai andato via davvero. Viene anzi il sospetto che forse non se ne andrà mai, come quegli highlander celebrati in un fortunato film, destinati a combattere nei secoli con gli spadoni per la loro immortalità. Le spade di Lutz sono le sue amate automobili. 
    7 novembre 2011
  • Lezioni di dissenso
    Domenica Robert Reich ha aggiunto il proprio nome alla lunga lista di luminari e intellettuali di sinistra che hanno apportato la propria solidarieta’ negli accampamenti di occupy wall street. Reich, prolifico corsivista liberal (spesso tradotto sul Manifesto), professore di publci policy a Berkeley e ministro del lavoro nell’amministrazione Clinton, ha partecipato al “teach-in” – la assemblee-simposio durate tutto il weekend a Occupy Los Angeles.
     
    7 novembre 2011
MANIFESTO BLOG
ANTIVIOLENZA Luisa Betti
freccia
NAPOLI CENTRALE Francesca Pilla
freccia
LO SCIENZIATO BORDERLINE Massimo Zucchetti
freccia
LOSANGELISTA Luca Celada
freccia
FRANCIAEUROPA Anna Maria Merlo
freccia
POLTERGEIST Nefeli Misuraca
freccia
QUINTOSTATO Roberto Ciccarelli
freccia
NUVOLETTA ROSSA Andrea Voglino
freccia
STREET POLITICS Giuseppe Acconcia
freccia
AUTOCRITICA Francesco Paternò
freccia
HORROR VACUO Filippo Brunamonti
freccia
ANZIPARLA Giulia Siviero
freccia
  • La foto
    di giuliasiviero - 17.08.2013 22:08
POPOCATÉPETL Gianni Proiettis
freccia
SERVIZI