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Simone Pieranni
Com'è rischioso arricchirsi in Cina
«Arricchirsi è glorioso», disse Deng Xiao Ping, ma nella Cina odierna è sempre meglio andarci cauti. Chissà cosa pensa in proposito Huang Guangyu, 41 anni, ex miliardario cinese. Proprio quando la Hurun Rich List lo aveva messo tra gli uomini più ricchi del mondo, con un patrimonio di oltre sei miliardi di dollari, nel novembre del 2008 fu arrestato con l'accusa di avere truccato alcuni movimenti borsistici per favorire l'azienda del fratello: insider trading. Giovedì si è aperto il processo a suo carico a Pechino.
Il processo fa clamore. Huang Guangyu rischia vent'anni di carcere per le accuse di corruzione, aggiotaggio e varie scorrettezze fiscali. Sotto processo sono anche sua moglie, Du Juan e Xu Zhongmin, a capo di una delle aziende create dal miliardario cinese. Secondo voci, coinvolti e quindi in pericolo, ci sarebbero anche molti tra poliziotti e ufficiali cinesi.
Huang fu definito per la prima volta nel 2004 l'uomo più ricco della Cina: di origini umili, nato da una famiglia contadina del sud, dal niente aveva creato un impero dell'elettronica, la Gome Electronics, facendo affari record, aprendo oltre cinquecento negozi, con un giro d'affari esorbitante. Nel 2008 è stato il primo cinese a realizzare un accordo con la Dell per vendere computer made in Usa nei propri negozi. Alla fine però, si è scoperto solo. Molti ritengono che a portarlo dritto in tribunale sia stata proprio la sua mancanza di un paracadute politico. In Cina fare impresa senza contatti con i politici non è facile e la scalata solitaria di Huang ha raggiunto il limite.
Di formazione cattolica, Huang Guangyu ha rappresentato per molto tempo il nuovo sogno cinese: negli anni '80, quando la Cina si apre all'impresa privata, esordisce a Pechino con bancarelle di radio, orologi e apparecchi elettronici da quattro soldi. Poi capisce che si può aspirare a qualcosa di più, sfruttando la «fabbrica del mondo» delle regioni costiere per costruire un impero commerciale - e arrivare così alla Mercedes gigante, cosa per cui i suoi vicini di casa (stranieri) si divertivano a spiarlo, raccontando poi le imprese sui propri blog. Anche nella disgrazia, il miliardario fatto da sé continua a suscitare curiosità: uno straniero finito nelle carceri cinesi scrisse tempo fa una lettera al popolare sito danwei.org, vero e proprio ponte tra Cina e resto del mondo, descrivendo le condizioni di vita all'interno dei penitenziari locali. Disse di essere circondato da colletti bianchi e segnalò la muta passeggiata in cui ogni tanto vedeva Huang Guangyu. L'immagine era quella di un uomo solo, seppure in carcere insieme al proprio ex direttore finanziario. Abbandonato, e senza santi in paradiso.
Il processo dovrebbe concludersi in pochi giorni e come la prima udienza è stata blindata: gli unici che sono potuti entrare in aula sono stati i giornalisti di Xinhua, l'agenzia governativa. Segreti da difendere, anche in un'aula di tribunale.
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Chissà che invece non farà il reportage il 40 enne Manifesto! 27-04-2010 18:07 - Claudio
un po' di obiettivita' e meno vendolismo!"
ahahah in cina se non hai un appoggio col governo non diventi ricco, l'articolo dice, giustamente, questo.
fatti un giro in cina e poi vediamo che cosa capisci
Lu Xiao 27-04-2010 18:06 - Lu Xiao
,importantissimo è capire come si possa riuscire ad arricchirsi diventando gloriosi, senza avere una coerenza ideologica,ma il salvadanaio del manifesto non potrà permettersi una inchiesta così lunga e dispendiosa, ci resta come al solito la giusta valutazioni delle notizie riportate dalle agenzie,o aspettare che finalmente l'economia popolare orientale pieghi definitivamente l'economia capitalista occidentale, lunga vita al patito comunista cinese 27-04-2010 13:43 - stefano
Ma scherziamo? Tutte le possibili critiche alla cina e alla sua economia assolutamente non comunista, ma criticare (tra le righe, ipocritamente, da buoni borghesi...) chi condanna le truffe e paventare legami religiosi o politici... prima ancora che di festeggiare per una vera politica contro l'arricchimento di pochi!
un po' di obiettivita' e meno vendolismo! 27-04-2010 12:14 - due calzini
Uno come Berlusconi,non potrebbe mai investire in quel paese,perche rischierebbe di essere fucilato sulla piazza più importante del paese.
I capitalisti vivono con molta difficoltà.
Tanto è vero che il PCC,ha chiesto formalmente aiuto agli ex comunisti italiani e a Prodi,per far diventare la Cina un paese democratico come l'Italia.
Solo dopo che Prodi e tutti i revisionisti della sinistra,riusciranno a mettere il linea la Cina,Berlusconi con tutto il suo impero e con tutti i suoi colleghi scenderanno nella terra cinese e si rimetteranno i vestiti da mandarini e imperatori. 27-04-2010 09:31 - mariani maurizio