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FUORIPAGINA
30/04/2010
  •   |   Eleonora Martini
    Obiezione di coscienza anche per i farmacisti

    «Anche i farmacisti hanno il diritto personale di dichiararsi obiettori di coscienza e di essere perciò esentati dall'obbligo di vendere medicinali di contraccezione d'emergenza». È un attacco diretto alla cosiddetta «pillola del giorno dopo», il ddl presentato dalla senatrice cattolica del Pdl Ada Spadoni Urbani («con il permesso del capogruppo», assicura), che questa mattina verrà formalmente depositato ma che al momento sembra non aver spopolato nemmeno tra i banchi del centrodestra, tanto da aver raccolto per ora non più di una manciata di firme. Ma l'intenzione, esplicitata dalla stessa senatrice - ex imprenditrice spoletina al suo primo mandato in Parlamento dopo l'esperienza amministrativa come vice presidente della Regione Umbria -, è quella di «riconoscere il diritto di ciascuno a vedere rispettato il proprio convincimento religioso, etico e scientifico», riguardo «al momento in cui viene concepita la vita». Contraccezione d'emergenza, dunque, ma non solo. È il via libera verso l'obiezione di coscienza alla vendita di contraccettivi in genere, o perfino di qualunque farmaco, sia pure dietro presentazione di prescrizione medica.
    «Non sono un medico, ho studiato fisica, ma la mia è una legge laica che vuole solo mettere i farmacisti nelle stesse condizioni di medici e infermieri, la cui libertà di coscienza è garantita dalle leggi sull'aborto, la 194, e sulla fecondazione artificiale, la 40, assicurando però contemporaneamente al paziente - puntualizza Spadoni Urbani - il diritto di procurarsi i farmaci legittimamente richiesti».
    Infatti, se il primo comma del testo di legge riconosce ai «farmacisti interni ed esterni alle strutture sanitarie pubbliche e private» il diritto a non vendere «farmaci che hanno lo scopo di bloccare l'ovulazione o di impedire l'impianto dell'ovocita eventualmente fecondato» - basandosi sull'assunto che «la società scientifica è divisa» nel considerare la "pillola del giorno dopo" un vero contraccettivo piuttosto che un abortivo («è una questione di tempi entro i quali si assume il farmaco», spiega Spadoni Urbani che però non fa nomi di scienziati pronti a confutare il meccanismo d'azione del farmaco riconosciuto come contraccettivo dal Sistema sanitario nazionale e mondiale) - è il comma numero 7 quello che dovrebbe garantire il diritto della paziente. Peccato che la norma preveda già il modo di aggirare la legge stessa. A spiegarlo bene è la stessa senatrice pro-life: «Se il farmacista ha il diritto di seguire la propria coscienza, la farmacia pubblica o privata che sia deve garantire la dispensazione dei medicinali anche attraverso farmacisti non obiettori presenti nell'organico. Nel caso in cui una farmacia ne fosse sprovvista, come è possibile in molte piccole realtà, il personale ha l'obbligo di fornire le opportune informazioni sulla dislocazione delle più vicine strutture ove operano farmacisti non obiettori». Dovrebbe funzionare così anche per l'interruzione di gravidanza eppure è sotto gli occhi di tutti l'impossibilità ormai di trovare negli ospedali pubblici di molte regioni d'Italia, soprattutto al sud, medici che non si dichiarino antiabortisti, la maggior parte delle volte solo per esigenze di carriera.
    Il ddl sembra non dispiacere alla Federazione degli Ordini dei farmacisti italiani, il cui presidente Andrea Mandelli, dopo aver annunciato di essere in contatto «con la classe politica e con le autorità competenti del Vaticano», chiede che la questione venga «risolta a livello politico». Il senatore Ignazio Marino (unica voce forte ad essersi alzata dalle fila del Pd), invece, avverte dei pericoli a cui si esporrebbe lo Stato laico accettando un simile criterio: «Allora chi per motivi religiosi è contrario alla contraccezione dovrebbe allora avere il diritto di non vendere un profilattico o la pillola anticoncezionale; oppure come ci comporteremmo nei confronti di un dipendente di una banca del sangue che si converte ad una confessione contraria alle trasfusioni: accetteremmo il rifiuto di dispensare sangue ad un emorragico per motivi di coscienza?» «E l'obiezione di coscienza dei militari, allora? Avreste impedito anche il no alla leva?», ribatte la senatrice pro-life Spadoni Urbani, degna esponente del Popolo delle libertà. E il dubbio, a sentirla fare certi paragoni, è che ci creda davvero.


I COMMENTI:
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  • AL SIG... GIOVANNI L... LEI DICE CHE IL MIO SCRITTO E' CONFUSONARIO, MA LEI SI RENDE CONTO DI COSA SCRIVE? CRITICA ALTRE PERSONE CHE ESPRIMONO LA LORO OPINIONE SU DI UN FATTO, MENTRE LEI SCRIVE IL NULLA, RISPONDE CON DELLE BAGIANATE A SCRITTI CHE HANNO UN SENSO COMPIUTO. IL SUO PENSIERO NON E' FILANTROPICO MA ESPRIME IL PENSIERO UNICO DELL'ANTICOMUNISTA VISCERALE CHE NON SA QUELLO CHE DICE, PERCHE E' ACCECCATO APPUNTO DALL'ANTICOMUNISMO.VORREI LEGGERE UN SUO COMMENTO ESAUSTIVO SE NE E' CAPACE. 03-05-2010 09:45 - PRICKLY
  • Stimolato dalle notizie sull’obiezione di coscienza dei medici e più recentemente dei farmacisti ho deciso di scrivere la mia opinione. Parto dalla definizione che ne fornisce l’enciclopedia Wikipedia: “Si definisce obiezione di coscienza il rifiuto di assolvere a un obbligo di legge gli effetti del cui espletamento si ritengano contrari alle proprie convinzioni ideologiche, morali o religiose. Colui che pratica tale opzione si chiama "obiettore di coscienza". Caratteristica saliente dell’obiezione di coscienza è l’assunzione in prima persona delle conseguenze civili e penali che derivano dall’obiezione”. Io che ho un’età tale da ricordare che per sostituire il militare con un anno di servizio civile si poteva “obiettare”. Ricordo anche che l’obiezione portava delle conseguenze, anche gravi. Ricordo l’impossibilità di partecipare ai concorsi per essere assunti in polizia o nei carabinieri o a richiedere il porto d’armi. Insomma era una scelta che ti segnava, che prevedeva delle conseguenze. Ecco perché storco il naso quando sento i medici parlare di obiezione di coscienza. Se un medico obietta sull’erogazione di determinate prestazioni mediche previste per legge, che cosa rischia? Quali sono le conseguenze che è disposto a sopportare per dimostrare la reale convinzione della sua scelta? Nulla! Anzi vale il contrario; se un medico si dichiara obiettore trova più facilmente lavoro o è favorito nella carriera. Risulta dalle cronache che sono stati scoperti medici che erogavano privatamente quelle prestazioni per cui avevano obiettato in ospedali pubblici. È automatico essere indotti a pensare che, per la maggior parte, si tratta di false obiezioni, dichiarate per motivi di convenienza. Tanto cos’hanno da perdere?
    Ciliegina sulla torta è la notizia che anche i farmacisti rivendicano, al pari dei medici, il diritto di obiezione alla vendita di determinati farmaci. Per loro vale la stessa riflessione fatta per i medici; che cosa ci rimettono? Come intendono “risarcire” la società civile dal danno che provoca la loro scelta? È dunque stabilito per definizione che in assenza di conseguenze in prima persona derivanti dall’esercizio dell’obiezione il termine “obiezione di coscienza” è improprio, a mio avviso usurpato.
    Signori medici e farmacisti, o vi inventate una nuova definizione senza svalutare quella originale, o accettate di pagare delle conseguenze in prima persona. Per me un medico che non eroga tutte le prestazioni mediche previste per legge non dovrebbe fare il medico. Per me un farmacista che non vende tutti i presidi sanitari autorizzati per legge non può fare il farmacista. Se la loro coscienza non gli consente di erogare tutte le prestazioni che prevede la legge avrebbero dovuto mettere in preventivo l’opportunità di fare un altro mestiere. 02-05-2010 23:10 - Paolo
  • il mio pensiero si può definire: anticomunista filantropico. Nel senso che ho deciso di adoperarmi per convincere anche gli ultimi trinariciuti a disertare l'obsoleta e nefasta ideologia.
    Dato lo spazio esiguo a disposizione, mi sembra doveroso sintetizzare, a volte anche utilizzando battute telegrafiche. Comunque, basta leggere altri miei commenti per trovare pezzi più articolati.
    Tornando a quelli di questo articolo, ho definito comico il commento che esalta i farmacisti cubani della sierra.
    Ma chi sono? ma chi li ha mai visti? Ma che c'azzeccano con la pillola in questione e con la libertà di coscienza? una prof di lettere delle medie lo avrebbe definito "fuori tema".
    Il commento giudicato demenziale è invece dovuto essenziamente alla forma sintattica, arruffata e confusionaria, che affatica molto la lettura. E'meglio poche parole chiare che tante che non si capiscono (catalano) 02-05-2010 10:01 - giovanni L.
  • NON SONO D'ACCORDO CON GIOVANNI. L..... COMICO E DEMENZIALE PER I DUE COMMENTI PRIMA DEL NON COMMENTO DI L. GIOVANNI E' UN PO TROPPO E SA DI EDONISMO QUALUNQUISTA. SI PUO' CRITICARE SU TUTTO PERCHE' LA CRITICA E' ALLA BASE DELLA DEMOCRAZIA, MA QUANDO SI PROPONE DI DELIGITTIMARE PERSONE CHE ESPRIMONO SCRIVENDO COMMENTI LE LORO OPINIONI E' ALLORA CHE INTERVIENE IL GIUDIZIO NEGATIVO. MI PERMETTO DI DARE UN SUGGERIMENTO ALL'EGREGIO sig. GIOVANNI L..NEL MOMENTO CHE LEI PENSA DI SCRIVERE UNA CRITICA AD ALTRI COMMENTI SI FACCIA UN ESAME DI COSCIENZA E NON SCRIVA DUE RIGHE CON DEGLI EPITETI INFELICI COSI' PRIVANDOCI DI LEGGERE I SUOI SCRITTI....SI PRESUME QUESTA VOLTA CON MOTIVAZIONI INTERESSANTI......VALERE JOHANNES L. NOSTRAM IUBEO. 01-05-2010 18:08 - VIRGIS
  • RISPONDO AL sig GIOVANNI.VORREI SAPERE DA LEI CHE COSA CI TROVA DI COMICO NELLA PARTE IN COMMEDIA DEI FARMACISTI CHE IL GOVERNO COINVOLGE FACENDO LEVA SULLE LORO COSCIENZE . COSI' DA UNA PARTE LE COSCIENZE LAICHE DEI DEPUTATI DELLA MAGGIORANZA SONO SALVE; DALL'ALTRA LA LEGGE E' MONCA PERCHE' DELEGA ALLE LIBERTA' DI COSCIENZA DEI FARMACISTI CHE SARANNO ARBRITI DI DARE O NO LA PILLOLA AFTER DAY ALLA RICHIEDENTE. FORSE IL sig.GIOVANNI NON SA SPIEGARSI L'ARCANO, BENE SE LE COSE STANNO COSI'SPERO DI ESSERE STATO CHIARO . VORREI CHE IL sig.GIOVANNI INVECE DI DARE GIUDIZI IMPONDERATI SUGLI SRITTI ALTRUI PROVASSE A CERCARE DI DIMOSTRARE LA SUA "SERIETA'". ---Yours truly ..... 01-05-2010 16:09 - PRICKLY
  • Farmacisti obiettori. Al peggio non c'è mai fine.
    Che poi, passi per la RU-486, ma la pillola del giorno dopo non è abortiva. 01-05-2010 15:01 - paolo1984
  • Io, che sono un operaio,potrei benissimo aprire e gestire una farmacia italiana...complimenti!mi auguro che conosca la differenza o la definizione di farmaci colinergici,adrenergici,dopaminergici...se vengo da lei e le dico che voglio un farmaco dopaminergico mi auguro che non mi dia una fetta di salame...prima di parlare o di voler fare il farmacista vai a studiare chimica e farmacologia ,farmaceutica in tutte le salse 01-05-2010 13:03 - farmc
  • l farmacista è il professionista che si occupa della corretta dispensazione dei medicamenti e che dispone di una preparazione scientifica che gli consente di consigliare e svolgere educazione sanitaria presso la popolazione, nonché di preparare nella loro forma farmaceutica, di fabbricare e controllare i farmaci (secondo Farmacopea); in sostanza può essere considerato il vero "esperto del farmaco".PIU RISPETTO PLEASE. 01-05-2010 12:53 - gino
  • Sogno un Paese nel quale dottori e farmacisti siano tenuti a curare i pazienti facendo uso di tutti i mezzi disponibili; un Paese nel quale al paziente sia effettivamente spiegato non solo come funziona una terapia, ma anche come prevenirla; un Paese nel quale il paziente abbia ancora dignità - per es. quella di non dover spiegare a un farmacista fanatico che quando un dottore prescrive una terapia non lo fa per gioco. Che i contraccettivi vengono prescritti pure per ragioni mediche (ad es. per evitare una gravidanza immediatamente dopo un cesareo d'urgenza), non per appoggiare una fantomatica cultura ninfomane. 01-05-2010 12:04 - Lidia
  • @giovanniL.
    Prima di esprimere giudizi, documentati. Altrimenti fai la figura dell'ignorante saccente ed arrogante: Cuba, nonostante l'embargo, nel campo della ricerca farmaceutica non è seconda a nessun paese avanzato, anzi!
    I cattolici sono in crisi di identità e cercano visibilità ad ogni costo anche a quello di danneggiare la salute pubblica. 01-05-2010 11:54 - francesco
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