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Roberto Silvestri
L'Aquila e il ballo dei vampiri
Sabina Guzzanti, cacciata dalle tv, risponde con un film dell'orrore (nelle sale il 7, a Cannes il 13), munita di martello e paletto. Draquila L'Italia che trema è un'inchiesta sul dolore di una terra martoriata. Un film serio. Ciò che altri soffrono può essere sperimentato solo attraverso l'arte. Ma anche comico, che fustiga chi trasformò in super affare edilizio la catastrofe per moltiplicar consensi e profitti: la protezione civile, braccio armato, Spa del governo, succhia commesse e denaro, grazie a normative straordinarie molto ben congegnate. È un film dell'orrore. Protagonisti Dracula, gli adepti e i loro servi, a caccia di sangue umano. Un documento agghiacciante che riguarda non solo l'«invasione degli ultracorpi» a L'Aquila e dintorni dopo il terremoto. Ma l'espandersi a macchia d'olio di una nuova, sottile, ancora poco visibile forma di stato parallelo se non di dittatura, magari per ora obliqua e in doppio petto... Ma intanto. Oltre 300 morti, per una sciagura annunciata. Una delle nostre dieci, splendenti, città d'arte, da oltre un anno ridotta a ghost town, dagli accessi militarizzati. Stato di evacuazione permanente. Le luci nelle case vuote sono tuttora spettralmente accese, ogni notte...
Il valore di quello che si è sfasciato è immenso. È patrimonio dello stato e lo stato dovrebbe rimetterlo a posto. Ma due terzi della città è ancora fuori casa (quella vera, quella sua). Sabina Guzzanti in Draquila L'Italia che trema, indossa solo per pochi secondi i panni del presidente del consiglio, ma questa volta non è più lui né la sua inurbanità comportamentale, l'oggetto della satira. Il Duomo in faccia ha sciupato il gioco? E neanche il vuoto spirituale dell'opposizione è deriso più di tanto, basterà una tenda elettorale del Pd perennemente chiusa e vuota, d'inverno e d'estate. Anche se la società civile, dal basso, a forza di cariole sappiamo che si farà sentire...
E non si tratta neppure di un Bertolaso and Me. La satira si fa teorema meditabondo, e commosso, più vasto. Serio. Risponde ai fatti (le Case) con i fatti. L'economista Joan Robinson ricordava un pensiero di Mao Tse Tung incomprensibile, prima dell'avvento di Berlusconi. Il suo pensiero farebbe «crescere le messi su una collina sassosa». Adesso che vediamo quelle colline sassose sappiamo cosa aveva prefigurato il grande timoniere... Fatti? La costruzione, come spiega Guzzanti «di una sorta di esercito in mano alla presidenza del consiglio, con licenza non di uccidere ma di spendere, di dare, di assumere senza concorso di andare in deroga a tutte le leggi, di autorizzare costruzioni abusive, di elargire fondi extra al Vaticano». Come una puntata di Report. Volontariamente comica solo a flash, quando alla moviola si scoprono i lapsus sublimi e criminali di Dell'Utri o del suo padrone. Oppure quando qualche sinistrato è convinto di essere un miracolato di Lourdes scampato al supplizio del camper. O quando la grafica d'animazione scandisce i vari capitoli della nostra hilarotragedia, dai soldi buttati alla Maddalena alle escort, dal processo di secondo grado a Dell'Utri alla testimonianza di Ciancimino figlio che svela finalmente, lo ha letto nelle carte di Ciancimino padre, il segreto dei fondi utilizzati da Silvio Berlusconi per realizzare Milano 2. Mafia. Dal divieto bulgaro di attaccare chiodi alle pareti delle nuove case al vaso di plastica della protezione civile «regalato» ai nuovi inquilini, assieme a lenzuola, pentole e spumante italiano (da restituire intatti all'uscita) con le scritte «Protezione civile», progetto Case e Repubblica Italiana. Attraverso la costruzione di case, la Protezione civile diventerà sinonimo di Stato, ci spiegherà il semiologo. Intanto quel vaso tutti hanno paura di buttarlo. Dovessero rimborsarlo....
Perché si vuole distruggere per sempre L'Aquila? Non sarà perché, come ci ricorda Guzzanti, L'Aquila fu costruita da Federico II per contrapporre a Roma corrotta, a «Roma ladrona», una città elegante, colta, con splendide fontane pubbliche collettive, e onesta come quell'unico abitante che è riuscito a non farsi sbattere fuori dalle sue mura, niente affatto pericolanti? La popolazione abruzzese del capoluogo è stata invece immediatamente deportata sull'Adriatico o «imprigionata» nelle tendopoli. E viene, poco a poco, ingabbiata in case asettiche, costruite su terreni agricoli non edificabili, e trasformata da comunità vivente accentrata in «mera unità di consumo», decentrato e segmentato. Si chiama sadismo urbanistico.
E, nel settembre scorso, tutti via dalle tende, a costo di essere sbattuti con le cattive nei suburbi o a 70, 80 chilometri dalla città. Impossibile lamentarsi, manifestare, contraddire, neppure fischiare, scrivere cartelli sembra più permesso. «Niente container, sono un ex costruttore edile, io. Farò un miracolo!». Vietati intanto alcolici, caffè e coca cola nelle tendopoli e riunioni di ogni tipo e megafoni. Ecciterebbe gli animi. La Protezione civile, intanto, mentre i palazzinari a essa collegati sghignazzano pregustando la notte della catastrofe affari d'oro, sveltisce gli appalti e triplica così i costi delle case antisismiche, perché si triplicano inutilmente i dispositivi anti-sismici.
Bertolaso prende il controllo della situazione, esautora le istituzioni democraticamente elette. Può farlo. È lo «stato d'eccezione». Un'espressione che da ora in poi, c'è la crisi, no? potremmo usare indefinitamente. È l'ideale politico e giuridico di chi non sopporta contraddittorio, né avversari, né giudici né stampa, non controllata direttamente. Se dalle sciagure, meglio se «pilotate», si passasse a gestire i grandi eventi, la visita del papa e le manifestazioni sportive, e ci trasformassimo in Spa? L'idea era perfetta, qualche intercettazione sciagurata l'ha per ora fermata. In Draquila l'Italia che trema c'è poco da ridere. La Michael Moore italiana Sabina Guzzanti, meno giornalista di lui, ma più comica (solitamente) si fa sopraffare dal dolore.
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ahahah. Certo, così efficiente che piuttosto che spendere 10.000 euro per salvare un palazzo danneggiato si è preferito spendere 20 volte tanto per costruire una 'new town' modello ZEN in colline meravigliose e magari, SENZA NEANCHE LE FOGNE.
Quanto alla prevenzione dei terremoti, si dimentica che l'Aquila ERA SOGGETTA A FENOMENI SISMICI DA QUATTRO MESI PRIMA DI QUEL 6 APRILE.
E appena 6 giorni prima, la commissione Grandi fiaschi c'ha messo mezz'ora per discutere la (non esistenza del) pericolo.
Questo non ha niente si scientifico, ma molto a che fare con il menefreghismo e l'incompetenza che caratterizza la gestione del territorio. E poi dopo ogni disgrazia sempre a dire 'come potevamo sapere'?
Eh già, infatti la PC era a stronseggiare con i mondiali di nuoto, padre Pio e il G8 sardo. Sono solo dei buffoni e mr. Fantomas o chi per lui (Bertolaso?) andasse a spiegarlo agli aquilani. Ma è uguale che per i rifiuti napoletani. emergenza così 'risolta' che l'intera Campania è oramai una bomba ecologica pronta ad esplodere da un momento all'altro! 05-05-2010 15:56 - Rasta
se non ci fosse Berlusconi Sabina potrebbe lavorare in TV...
...ma purtroppo c'è la dittatura soft di stampo piduista... 05-05-2010 09:15 - Mirco
Su questo anche una persona di destra, ma obiettiva, non può non concordare. 05-05-2010 08:38 - Jizzy
So che Silvestri è critico severo e spesso controcorrente. Penso che Bertolaso rappresenti la sintesi più compiuta (e pericolosa) del berlusconismo: emozioni ed affari, populismo ed autoritarismo e soprattutto la grande capacità di trasformare in terreno politico a lui favorevole ciò che per sua natura dovrebbe collocarsi (ed era collocato) al di qua della politica come le catastrofi, il volontariato, i "grandi eventi", i sentimenti di solidarietà ecc. Con grande spiazzzamento ed afasia di gran parte della sinistra.
In sostanza aspetto con ansia di potermi gustare "Draquila L'Italia che trema."
Aspettando che la sinistra pensi a costruire l'alternativa (di idee e di progetti) invece di litigare e/o rincorrere i Casini e i Fini. 05-05-2010 01:31 - Gianmaria Ottolini
- www.3e32.com, il sito del vivacissimo comitato 3e32 (v. anche le pagine vecchie e i link)
- Comitatus Aquilanus "L'Aquila. Non si uccide così anche una città?" introd. di Salzano, Clean edizioni: per capire come la speculazione edilizia della "cricca" ha stravolto il territorio devastando quanto risparmiato dal terremoto
- Luca Cococcetta "Il popolo delle carriole": bel video su cosa finalmente si è mosso, malgrado tutto
- A. Puliafito "Comando e controllo" (video) e M. Bonaccorsi "Potere assoluto. La protezione civile ai tempi di Bertolaso" (libro): cosa è diventata la protezione civile sotto Bertolaso e cosa ha veramente fatto in occasione del terremoto 05-05-2010 00:13 - alessia
Seria e piena di iniziative.Sono sicuro che di questo film,ne farà una cosa seria.
Sabina,è stata un portento della natura e suo fratello che gli compete,è anche lui un pilastro.
Questo paese ha troppa poca satira e tanto meno satira politica.
Tutti fanno satira,ma pochi sono all'altezza di farla che colpisce al cuore.
Berlusconi nano,che ruba,che si tromba le ragazzine,che vuole essere un grande.un duce,un comico e uno statista.
Un Berlusconi che si incazza e salta sulle spalle di Brunetta.
Un Berlusca che si costruisce una nuova villa.Uno che canta come Nerone.
Uno che si mette il bodulino sulla faccia.
Uno che fa lo stupido con le donne e poi la moglie gli mette le corna con il poliziotto di turno.
Solo la Guzzanti ha saputo incarnare un Berlusconi più vero di quello che oggi è.
Quando vedo il vero Berlusconi,lo confondo sempre con quello della Guzzanti e delle volte,quado dice quelle stronzate pazzesce,ho il dubbio che sia proprio lui.
Solo la Guzzanti è stata in grado di clonare in meglio quella chiavica di essere umano.
Non sono un benestante,ma ho già scansato una piccola parte della mia pensione per andarmi a gustare la sua ultima opera.
Grazie Sabina,di esistere! 04-05-2010 19:11 - maurizio mariani