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FUORIPAGINA
06/05/2010
  •   |   Pavlos Nerantzis
    In Grecia tutti accusano tutti

    La partecipazione di massa allo sciopero di 48 ore dei dipendenti pubblici, come del resto i vari e successivi scioperi di categoria proclamati negli ultimi mesi, dopo l'annuncio del programma «lacrime e sangue» del governo socialista di Papandreou, ha messo in evidenza non solo la rabbia e la rassegnazione per ciò che si sta realizzando nel paese contro le classi economicamente più deboli, ma anche le carenze della società greca.
    I sindacati ellenici mostrano un attivismo contro le «crudeli e brutali misure senza precedenti», ma anche una imperdonabile passività nell'elaborazione della situazione. Giorno dopo giorno cresce la rabbia, ma anche la conflittualità sociale.
    L'immagine del paese in questo periodo potrebbe essere paragonata a quella di una nave pochi istanti prima del naufragio. I passeggeri di prima classe, quelli che hanno già esportato 10 miliardi di euro in banche estere, si allontanano sani e salvi e nel resto della nave c'è il panico. O meglio il disorientamento. Si salvi chi può. Unico mezzo di reazione rimane lo sciopero, «ma scioperare per chi e per cosa» è la frase che spesso si sente. «Per difendere i propri salari nel momento in cui ci siamo già sottomessi al controllo dell'Ue e del Fondo monetario internazionale?».
    I dipendenti pubblici ce l'hanno con quelli del settore privato. «Noi siamo gli unici a pagare le tasse, mentre loro evadono», dicono. I liberi professionisti sono arrabbiati con quelli del settore pubblico, considerandoli responsabili della crisi economica, «o perché non lavorano, o perché sono stati assunti grazie ai loro rapporti clientelari con un parlamentare».
    Il clientelismo, che ha fatto ingigantire il settore pubblico, gonfiando anche il debito, l'evasione fiscale (15 miliardi di euro all' anno con un economia sommersa pari al 25-30% del Pil), gli scandali e la corruzione, che parte dal parlamentare mai incriminato grazie alla legge sulla immunità parlamentare e arriva alle bustarelle che caratterizzano quasi ogni operazione dei cittadini con lo stato, sono le cause principali di questa crisi ellenica. Come del resto l'alterazione dei dati statistici greci, la speculazione dei mercati, le avidità dei banchieri, il comportamento scoordinato delle istituzioni europee e l'ostilità dei tedeschi, che hanno alla fine creato una miscela esplosiva che sta scoppiando.
    L'arrivo del Fmi ha aggravato ulteriormente le carenze di una società già in crisi non solo economica, ma anche politica ed istituzionale da anni. Il fatto che nel programma «lacrime e sangue» non ci sia una equa distribuzione degli oneri, in modo che lavoratori e pensionati non paghino il prezzo per una crisi che non hanno creato loro, mette in evidenza la frammentazione della società greca.
    Il costo politico della conservazione del consenso elettorale, che ha impedito per quasi due decenni a tutti i governi di promuovere le riforme necessarie, di mettere ordine nella propria casa, ora sta cadendo sulle spalle di tutti i greci. Ed è questo costo politico che tuttora impedisce ai sindacati di andare oltre la giusta denuncia delle misure draconiane.
    Tutti scioperano. Non solo chi giustamente si sente colpito perché gli è stata abolita la tredicesima, e si sente vittima di questa ingiustizia sociale, ma anche chi è abituato a evadere, come i medici, gli avvocati e i tassisti, chi, come i doganieri e altre categorie di lavoratori «privilegiati», si vedono tolta un'indennità «regalata» da un ministro. Anche chi è stato assunto grazie ai propri rapporti clientelari, ma dopo anni sta ancora in un ente pubblico senza fare niente; e ancora chi, come migliaia di insegnanti che hanno ottenuto un trasferimento privilegiato grazie a qualche conoscenza politica, ora hanno annunciato uno sciopero di categoria, proprio nei giorni in cui ci sono gli esami di ingresso alle università. Gli studenti delle scuole superiori diventeranno ostaggi delle loro rivendicazioni.
    Ora che il nodo è arrivato al pettine nessuno, e tantomeno i sindacati, è disposto a dire la verità, ad assumere le proprie responsabilità. I sindacalisti aderenti al partito governativo non vogliono perdere il loro elettorato e i comunisti del Pame vorrebbero una rivolta generale. La colpa è tutta e sempre dello stato. Cioè degli altri.


I COMMENTI:
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  • 1) clientelismo
    2) corruzione
    3) evasione fiscale

    Se 2 + 2 fa ancora 4, non è difficile comprendere che inevitabilmente tra poco tocca anche all'Italia... 07-05-2010 16:38 - Stefano
  • articolo per certi versi coraggioso, cosciente della crisi sociale ma allo stesso tempo lontano dal populismo, dalla divisione manichea in buoni e cattivi. anche se la conclusione dell'articolo, mi sembra sia, nei toni desolati, l'invito ad accettare indeterminatamente sacrifici, 'espiare' in attesa di una rinnovata prosperità. siccome è come minimo dubbio che crescita e prosperità saranno prima o poi all'orizzonte, da un lato provo disincanto per la rabbia popolare perchè so che a protestare c'è anche tanta bigiotteria umana, l'assenteista del pubblico impiego col doppio lavoro, l'improduttivo che incamera finanziamenti in enti del tutto insignificanti e inutili, il qualunquista servile e mobber, quello che si monopolizza gli straordinari in complicità con tal sindacato, quello che non ha mai scioperato in vita sua e che si incazza solo adesso, il pensionato che continua a lavorare in nero, il rappresentante sindacale che t'ha piazzato qui e lì fratelli, cugini e nipoti, la spia aziendale etc etc...
    d'altro canto non c'è focalizzazione su obiettivi immediati di lotta e, insieme, di prospettive trascendenti questo sistema marcio (in Grecia evidentemente a un grado, per ora, di più elevato marciume). In assenza di ciò, inevitabilmente la rabbia esprime una nostalgia per la relativa sicurezza sociale che fino a ieri esisteva (un lavoro purchessia, un abbondante accesso ai consumi etc) e quindi i soggetti in lotta non rappresentano per ora una vera e propria alterità, cioè la costituzione di un nuovo soggetto (che è o sarà comunque sempre relativamente graduale). Rimane a mio avviso da apprezzare l'invito alla sollevazione dei popoli europei da parte dei comunisti greci. Non si va oltre il puramente simbolico, ma uno scorcio di orizzonte almeno è stato aperto. Inoltre c'è da riflettere sul fatto che se la Grecia sarà seguita da altri paesi europei seguirà a ruota pure la Germania che vedrà in rovina le sue esportazioni. 07-05-2010 16:01 - Lpz
  • Paragoni storici.
    Parteggio per gli iloti,(sempre trattati da idioti).
    Spartani o persiani erano comunque oppressori. 07-05-2010 14:31 - t.o.
  • Chiaro è che tra noi compagni vi è una divergenza di vedute sul tema in questione,e non solo,certo il clientelismo le amicie importanti fanno ed hanno fatto danni rilevanti,ma si puo rinunciare ad una rivolta in una situazione disperata come quella Greca?Dobbiamo aspettare il totale collasso,che tra l'altro è già arrivato,per iniziare a mobilitarci?Va bene la moderazione e l'analisi critica delle cose ma ciò mi pare troppo,prendiamo esempio dai compagni attivi nella lotta ,si è arrivati a tali punti anche per colpa del nostro immobilismo ,il nostro tapparci naso e orecchi e cio' di piu' antisociale che esista. Bisogna pur rischiare qualcosa per ottenere seppur piccoli risultati. 07-05-2010 14:17 - lorenzo L.
  • Strano,ma i borghesi,sempre con la birra,cercano di accattivarsi la gente.Anche a Berlino quando un operaio pittore,che parlava della sua Germania,gli offrivano birra per farlo star zitto!
    Ma poi...! 07-05-2010 13:47 - mariani maurizio
  • Grazie, compagni di questa possibilta di commentare...alcune riflessioni sulla grave situazione di guerra civile in Grecia
    1)La responsabilita e' dell'apparato finanziario-politico-militare dell'impero Yanqui-europeo che ha provocato
    peggioramento: delle condizioni di vita delle masse, disoccupazione, aumento della criminalita, spostamendi di milioni di poveri da est ad ovest, guerre imperialista ed occupazioni in altre parti del mondo...I responsabili, dunque ci sono...
    2)E'chiaro che in una situazione di insurrezione popolare...ci siano tragicamente vittime anzi molte vittime..come diceva il Compagno MaoTseTung:le rivolte dei popoli non sono un pranzo di gala, ma un atto di insurrezione delle masse contro una elite' al potere, nazionale ed internazionale...Io non mi meraviglio, alla fine degli anni 80 mi trovavo a Caracas durante l'insurrezione popolare chiamata "Caracazo" in cui milioni di diseredati scesero disperatamente per le strade a protestare ,e le truppe e l'esercito della oligarchia fascista dell'impero ammazzarono in pochi giorni piu' di 3000 TREMILA PERSONE INNOCENTI E CARACAS FU DISTRUTTA!!!!!mentre i ricchi miliardari, i finanzieri mafiosi, i piduisti, i narcos delle famiglie siculo-italiane cuntrera e caruana e la allegra oligarchia putrida e corrotta...scorrazzavano a Caracas in Piazza Altamira in Jaguar, e frequentavono le piu lussuose discoteche e bars del sud america!!!!A me Atene non pare molto differente da Caracas o Buenos Aires ovviamnte in quei tempi dato che il pènsiero bolivariano sta cambiando il continente.Grazie 07-05-2010 11:50 - rick
  • leggendo maurizio mariani, gli offrirei un birra purchè risparmiasse ai lettori le sue baggianate prese da un contesto e riportate su un altro. Maurizio, vai a lavorare che è meglio 07-05-2010 10:30 - stefano
  • Alle riunioni di condominio, quando a qualcuno salta in mente di rifare la facciata, beh - ci manca poco che venga linciato seduta stante. Questo perchè la gente si rende conto che deve "cacciar fuori la biada". Quando si parla della cosa pubblica, invece, sembra che le persone siano convinte che i soldi dello stato si generino dal nulla, così il
    candidato che piu' promette in termini di spesa ed elargizioni varie, è quello che
    ha piu'probabilità di essere
    eletto.
    Poi dopo anni e anni, quando saltano fuori i bubboni, le tasse diventano altissime o la baracca crolla come in Grecia,
    tutti si meravigliano e s'incazzano.
    Beh, forse era meglio pensarci
    prima. 07-05-2010 10:05 - Jizzy
  • GRECIA: COLPITA ED AFFONDATA




    1) Molto dottamente recrimina Lorenzo Bini Smaghi:
    "Ci sono voluti circa tre mesi all'Unione Europea per decidere di aiutare la
    Grecia.
    Molti - incluso chi scrive - avrebbero preferito una procedura più rapida ed
    efficiente" [1].
    In verità, in verità, noi pensiamo che Bini Smaghi sia più smagato/ disincantato
    di quanto risulti dal Suo articolo; in ogni caso, ne forniamo un'interpretazione.
    2) L'Unione Europea ha, comprensibilmente, impiegato tre mesi, non per
    aiutare la Grecia, bensì per trovare i modi più idonei per privarla della sua
    sovranità nazionale, poiché di questo si è trattato.
    D'altra parte, l'11 Febbraio 2010, cioè proprio tre mesi fa, un altro molto illustre
    mago della finanza internazionale, Tommaso Padoa Schioppa, aveva
    "profetizzato":
    "... lasciare cadere la Grecia non è saggio, come sarebbe irresponsabile lo Stato
    che facesse fallire una sua regione.
    Ma attenzione: né lasciar naufragare, né fare salvataggi gratis: la Grecia deve
    accettare una limitazione della sua sovranità" [2].
    Pertanto, tutti i Bini Smaghi ed i Padoa Schioppa di questo mondo sanno
    benissimo che non vi erano procedure più rapide ed efficienti, per piegare non i
    Politici greci, sia della maggioranza che dell'opposizione, poiché tutti questi
    sono già dei loro im-piegati, bensì un intero popolo, tra l'altro molto
    combattivo.
    Per piegare le donne e gli uomini della Grecia è stato, infatti, necessario
    piagarle/i con la speculazione internazionale, che ha trasformato i titoli di Stato
    in carta igienica, con un aumento spaventoso della disoccupazione, con un
    peggioramento costante del già precario tenore di vita e, soprattutto, con
    un'incessante guerriglia psicologica da parte della "libera" stampa
    internazionale.
    Quest'ultima, infatti, ha quotidianamente agitato di fronte alla "malata grave"
    Grecia lo spettro dell'inferno economico in cui sarebbe precipitata, se la sua
    popolazione avesse "irrazionalmente" rifiutato il piano di salvezza proposto dal
    vero Dio in terra: il Capitale.
    A titolo puramente esemplificativo di questo terrorismo psicologico e di
    killeraggio massmediatico, citiamo il "... messaggio chiaro e terribile ..." [3],
    lanciato Domenica, 2 Maggio 2010, proprio dal Primo Ministro, George
    Papandreou:
    "... non avevamo alternative: o così o la bancarotta, perciò la catastrofe ..." [4].
    3) Alle anime belle, che ritengono esagerato parlare di perdita della sovranità
    nazionale, sottoponiamo l'edificante ed istruttivo quadretto del cosiddetto
    Piano di salvataggio annunciato proprio da Papandreu:
    - i salari saranno congelati fino al 2014; saranno eliminate la tredicesima e la
    quattordicesima mensilità per i funzionari, che guadagnano più di tremila Euri
    al mese e per i pensionati;
    - l'età minima per le pensioni sarà fissata a 60 anni (il limite era 53 anni),
    mentre gli anni di lavoro, per avere diritto alla pensione piena, saliranno da 37
    a 40 entro il 2015;
    - l'Iva passerà dal 21% al 23%; a Marzo, era già aumentata del2%;
    - le tasse su carburanti, alcolici e tabacchi saliranno di un altro 10%;
    - sarà rivista la legislazione, che vieta alle società di licenziare più del 2% degli
    effettivi al mese [5].
    Tutte queste misure, che definire draconiane [6] è il minimo, sono state pretese
    dalla "salvifica" Unione Europea, per allentare i cordoni della borsa; in altri
    termini, sono state dettate da Bruxelles.
    Comunque, se neppure questo fosse sufficiente, leggiamo quanto scrive
    l'ineffabile Bini Smaghi, membro del Comitato esecutivo della Banca centrale
    Europea:
    "Non ci si può meravigliare se alcuni governi dei Paesi membri, riflettendo il
    disagio dei propri cittadini, abbiano esitato a lungo prima di dare il loro accordo
    solo in ultima istanza, di fronte alla crisi che si stava generalizzando e
    condizionato a forti tutele nei confronti di quel Paese" [7].
    "Naturalmente", il Piano di salvataggio non parla di blocco dei prezzi, poiché
    questa espressione suonerebbe stonata alle delicate orecchie sia dei
    Governanti greci, sia dei membri della Banca centrale Europea; così, nei
    prossimi anni, la popolazione, con salari congelati e pensioni decurtate, dovrà
    fronteggiare prezzi in costante ascesa.
    4) Comunque, nessuno immagini i Governanti greci per conto della BCE intenti
    a strapparsi i capelli per la perdita di sovranità del Loro Paese.
    Essi, infatti, grazie alle "ineluttabili" imposizioni dell'UE, potranno torchiare le
    masse popolari in un modo che neanche nei loro più osceni sogni avrebbero
    osato immaginare.
    Inoltre, non rischiano in alcun modo la disoccupazione, poiché, ora più che mai,
    c'è bisogno di Loro sia per imbonire/persuadere le/i cittadine/i a "comportarsi
    bene", ovvero a trangugiare l'amara medicina, sia per reprimere tutte/i coloro
    che protesteranno "irrazionalmente" contro le "necessarie" misure della
    cosiddetta austerità.
    "Naturalmente", i ribelli verranno presentati come "sabotatori dell'immane
    sforzo compiuto dalla Nazione tutta per uscire dalla crisi" e saranno guai per
    coloro che oseranno chiedere se fanno più danni coloro che lanciano i sassi o
    quelli che hanno falsificato i conti della Grecia.
    Sì, perché di questo si è trattato:
    "Il precedente governo greco aveva infatti più che raddoppiato il deficit
    pubblico, dal 6% del Prodotto lordo a oltre i 13%, senza dichiararlo, nel 2009 -
    un anno elettorale" [8].
    Essendo il Governo artefice di questa frode di Centrodestra ed essendo quello
    attuale di Centrosinistra, l'anima bella di turno si attenderà che il secondo
    abbia preso, anche per un proprio tornaconto politico-elettorale, chissà quali
    sanguinosi provvedimenti contro il primo!
    L'anima bella si rassicuri:
    "... si sa che, al di là delle condanne morali, in Grecia i due grandi partiti - il
    socialista Pasok e il liberal-conservatore Nuova democrazia - hanno sempre
    evitato di affrontarsi in battaglie politiche senza quartiere.
    Il centrodestra non affondò contro Andreas Papandreu, padre dell'attuale
    premier, quando fu coinvolto nello scandalo finanziario Koskotas.
    E Andreas restituì il favore a Nuova democrazia, adottando una linea morbida
    nella commissione parlamentare che cercava la verità sulla poco trasparente
    vendita del cementificio Aget Heracles all'italiana calcestruzzi" [9].
    Questa è vera politica bipartisan!
    E noi in Italia ci attardiamo a chiedere le dimissioni di quel poveraccio di
    Scajola, che, contraendo un mutuo, si era onestamente e soffertamente
    comprato un appartamento con vista sul Colosseo!
    Il Ministro, evidentemente amante della Storia antica, non aveva compreso
    che, oggi, le persone non vengono più sbranate dai leoni, ma sono spolpate
    dalla BCE e dai suoi dipendenti, facenti funzioni di Governanti dei vari
    protettorati.
    5) Comprensibilmente, l'essere umano, fors'anche quello animale, è portato ad
    immaginare che sarà risparmiato da quanto di negativo, a partire dalla morte,
    accade nel mondo; pertanto, ognuno di noi, magari nel proprio inconscio,
    coltiva la speranza che il cordone sanitario steso intorno alla Grecia arresti la
    "peste ellenica".
    Ma la Cancelliera Merkel, consapevole di questa umana debolezza, si è
    incaricata di spazzar via questa molto pia illusione:
    "... le «misure dolorose» imposte ad Atene in cambio dei prestiti devono essere
    d'esempio" [10].
    E, con germanica precisione, ha fatto pure i nomi:
    "Tutti gli esperti ritengono che Portogallo, Spagna e Irlanda siano in condizioni
    migliori della Grecia.
    Questi Paesi possono vedere che il cammino intrapreso dalla Grecia non è
    facile.
    Di conseguenza faranno tutto il possibile per evitare di ritrovarsi nella stessa
    situazione" [11].
    Stando agli economisti più accreditati, Merkel non ha nominato l'Italia, poiché il
    nostro Paese è ormai in pieno rigor (Tre)mortis, cosicché a livello internazionale
    neppure se ne parla più.
    6) A nostro avviso, il mattatoio, che l'Unione Europea ha aperto in Grecia, per
    macellarne metodicamente la popolazione, è la prima emblematica tappa di
    quel Tour, sapientemente studiato a tavolino dagli strateghi del Capitale
    multinazionale per giungere al traguardo di quella che possiamo definire la
    Terzomondizzazione dell'Europa occidentale.
    Naturalmente, a questa popolazione europea verrà riservato un trattamento di
    favore, non foss'altro perché è, comunque, parte integrante della "superiore
    razza bianca", cosicché non sarà ridotta nella condizione degli Africani o degli
    abitanti delle favelas brasiliane; tuttavia, dovrà far proprio lo stile di vita
    (sopravvivenza) dei Romeni o, al massimo, dei Russi.
    Proponiamo un paragone storico: non si giungerà alla schiavizzazione riservata
    alle masse delle colonie dell'Impero Romano, bensì alla riduzione di quelli che
    erano dei cittadini in plebei, con tutte le conseguenze del caso: zero diritti,
    lavoro precario ed esistenza terremotata, dipendenza dalla benevolenza del
    potente di turno e, nei giorni di festa: panem et circenses (pane e spettacoli del
    circo ... televisivo).
    Comunque, in questo momento, uno dei più tragici dell'inimitabile storia della
    Grecia, il minimo che possiamo fare è dedicare al Suo popolo, ribellatosi, a suo
    tempo, ai Turchi ed ai Nazifascisti, ed ora in piazza contro la dittatura del
    "Libero" Mercato, gli immortali versi di "Termopile":
    "Onore a quanti nella loro vita/ decisero difese di Termopile.
    Mai dal loro dovere essi recedono; in ogni azione equilibrati e giusti,
    con dolore, peraltro, e compassione;/ se ricchi, generosi; anche nel poco
    generosi, se poveri; solerti/ a soccorrere gli altri più che possono,
    capaci solo della verità,/ senza neppure odiare i mentitori.
    E di più grande onore sono degni/ se prevedono (e molti lo prevedono)
    che spunterà da ultimo un Efialte (Papandreu)
    e i Persiani, alla fine, passeranno" [12].



    Valerio Bruschini


    valerio.b ruschini@gmail.com - www.valeriobruschini.info

    NOTE
    [1] Bini Smaghi Lorenzo, Gli errori dell'Europa, Corriere della Sera, pp. 1,2,3,
    Lunedì, 3 Maggio 2010.
    [2] Riva Orsola, Padoa-Schioppa: niente salvataggi gratis Ma l'Europa non può
    abbandonare Atene, Corriere della Sera, p. 15, Giovedì, 11 Febbraio 2010.
    Per un'analisi di questa Schioppata, si veda: In morte della foglia di fico, in:
    www. valeriobruschini.info.
    [3] Ferrari Antonio, Atene punisce l'accordo È subito sciopero generale, Corriere
    della Sera, p.5, Lunedì, 3 Maggio 2010.
    [4] Ibidem.
    [5] Corriere della Sera,p. 2.
    [6] Draconiano ... molto severo ... di Dracone, legislatore ateniese noto per il
    rigore delle sue leggi (VII secolo a. C. ) ...; Il grande dizionario Garzanti della
    lingua italiana, p.795, Garzanti, Milano, 2009.
    [7] Bini Smaghi, cit. .
    [8] Ibidem.
    [9] Ferrari Antonio, cit. .
    [10] Caizzi Ivo, Moneta unica, si cambia, Corrire della Sera, p.3, Lunedì, 3
    Maggio 2010.
    [11] Ibidem.
    [12] Kavafis Costantino, Poesie, p. 8, Arnoldo Mondadori Editore, Milano, 1994.
    Efialte fu il traditore, che guidò i Persiani, per una scorciatoia, all'imboccatura
    del passo guardato dagli Spartani di Leonida.
    Secondo alcuni insigni Grecisti, si scrive Efialte, ma si pronuncia Papandreu. 07-05-2010 09:13 - Stefano GORETTI
  • mi fa impressione che un giornale comunista come il manifesto pubblichi una analisi dei fatti greci cosi fredda e distaccata. in italia dormono tutti anche i comunisti che ormai non credono piu a niente, solo se la prendono con berlusconi come se se ne andasse via questo la sinistra avrebbe delle proposte valide da dare. il manifesto in tasca e un caffe al bar questo vi e rimasto. tanti saluti da atene , orgoglioso di essere in strada a manifestare e a combattere contro un sistema che ormai comanda in tutto il mondo. io ancora ci credo in un'altra societa. svegliatevi!!!! 07-05-2010 08:01 - malatesta
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  • Bob Lutz in Gm, l'eterno ritorno
    Bob Lutz è tornato. 80 anni il prossimo 12 febbraio, Robert Anthony “Bob” Lutz non è mai andato via davvero. Viene anzi il sospetto che forse non se ne andrà mai, come quegli highlander celebrati in un fortunato film, destinati a combattere nei secoli con gli spadoni per la loro immortalità. Le spade di Lutz sono le sue amate automobili. 
    7 novembre 2011
  • Lezioni di dissenso
    Domenica Robert Reich ha aggiunto il proprio nome alla lunga lista di luminari e intellettuali di sinistra che hanno apportato la propria solidarieta’ negli accampamenti di occupy wall street. Reich, prolifico corsivista liberal (spesso tradotto sul Manifesto), professore di publci policy a Berkeley e ministro del lavoro nell’amministrazione Clinton, ha partecipato al “teach-in” – la assemblee-simposio durate tutto il weekend a Occupy Los Angeles.
     
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