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FUORIPAGINA
08/05/2010
  •   |   Micaela Bongi
    Bossi benedice Giulio Giulio benedice Silvio

    Ci mancava Serena Dandini. I nervi sono già a fior di pelle, e a Silvio Berlusconi tocca pure vedere, a Parla con me, Ascanio Celestini che fa un monologo su «Toni corrotto e Toni mafioso», il primo «capo del governo», l’altro «presidente della camera»... E così, in consiglio dei ministri, il premier tuona: «E’ veramente incredibile come un servizio pubblico possa continuare a fare queste aggressioni». Lo dice, evidentemente, anche da nuovo titolare del dicastero - quello dello sviluppo economico - che ha competenza sulle tv. E poco importa
    se, secondo il metro del premier-ministro, dovrebbe sentirsi «aggredito» anche Gianfranco Fini...
    Il diversivo su Raitre praticamente viene inserito nella discussione a palazzo Chigi al posto dell’altro argomento che avrebbe dovuto essere affrontato, dopo la Grecia. Quello della sostituzione di Claudio Scajola. La soluzione non è a portata di mano, Ignazio La Russa lo dice chiaramente quando sostiene che i
    papabili sono «sei o sette». Non solo c’è la Lega che incalza, ma se diventasse
    ministro Paolo Romani gli appetiti si sposterebbero sul posto da viceministro alle comunicazioni che oltretutto Sua emittenza vuole resti affidato a una persona di massima fiducia - come è appunto Romani. L’ipotesi è quindi quella di fare ministro quest’ultimo lasciandogli la delega attuale, ma nominando
    a questo punto un altro viceministro. E qui tornerebbe in pressing la Lega, oltre al fatto che la soluzione non convince tutti e insomma le grane non finiscono mai.
    Certo, Umberto Bossi, dopo aver confermato, l’altroieri, che il Carroccio stava pensando a riprendersi il ministero dell’agricoltura con lo spostamento di Giancarlo Galan allo sviluppo economico, ieri si mostrava poco concentrato sulle poltrone: «Per adesso all’agricoltura resta Galan», perché «non ho sentito
    qualcuno interessato a andare» al posto di Scajola. Non per questo il senatur allenta la presa, anzi.
    Il leader delle camicie verdi si presenta insieme al ministro dell’economia a Roncade, nel trevigiano, a un convegno di Confindustria, accolto da un’ovazione della platea: «Sono qui perché sono stato rapito da Tremonti alla fine del consiglio dei ministri...», risponde a chi gli chiede spiegazioni sul suo arrivo a
    sorpresa. E a conferma della solidità dell’asse con l’uomo che, negli ipotetici scenari di crisi di governo, sembra al momento il più accreditato come nuovo inquilino di palazzo Chigi, il senatur si lancia in un’ode a Giulio: «Abbiamo qui il salvatore. E’ lui che ha tenuto i soldi per i momenti più difficili». Per finire, il leader del Carroccio stringe i tempi sul federalismo fiscale: «Tra una settimana
    sarà cosa fatta», assicura, in attesa del primo provvedimento, quello sul federalismo demaniale, ma anche dei conti che deve presentare proprio il ministro dell’economia. Da Tremonti, invece, un incoraggiamento per il premier - in vista dell’incontro a Bruxelles con i capi di stato e di governo dell’Eurogruppo
    - che suona un po’ sinistro: «Chiedo che nell'interesse di tutti il patriarca di Venezia Angelo Scola gli indirizzi una benedizione».
    Non si riferiva alle traversie politiche del governo e della maggioranza, Tremonti, ma certo il Cavaliere ne ha su più fronti. Se con Gianfranco Fini sarebbe in corso un’offensiva di pace, resta il fatto che dalla minoranza non riconosciuta il premier si aspetta più compostezza. Del presidente della camera e dei suoi fedelissimi si occupa Gaetano Quagliariello, e anche lui - come il
    premier in consiglio dei ministri - lancia l’allarme piccolo schermo. Il vicepresidente dei senatori pidiellini dà voce a una delle nuove ossessioni
    del Cavaliere: la presenza, nei programmi televisivi, di due esponenti del Pdl, uno della maggioranza e uno della minoranza a fare il controcanto. Appellandosi a non meglio precisate regole che le trasmissioni dovrebbero «tornare a rispettare», Quagliariello dunque intima: «Non possiamo pensare che da adesso in avanti diventi un'abitudine che due persone elette tra le file
    dello stesso partito vengano invitate nei salotti del piccolo schermo in quanto portatori di due posizioni diverse».
    Un diktat che i finiani respingono al mittente tra le battute. Ma i berlusconiani fanno sul serio, conferma la fedelissima Debora Bergamini (che della Rai è stata anche dirigente), tuonando contro la «sovraesposizione mediatica che svela le
    reali intenzioni della cosiddetta minoranza costruttiva: indebolire il progetto del Pdl alla Rai e il patto sottoscritto con gli elettori».


I COMMENTI:
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  • "mica ci staranno prendendo per il culo?"

    Ma no. Sono solo "gli ultimi giorni di Pompei". Il bello deve ancora venire ;) 09-05-2010 16:00 - Harken
  • Preciso che il mio unico commento è quello breve dell' 8-5-2010 delle 18:19. Eventuali altri "marco" sono soltanto miei omonimi. Non ci saranno altri miei commenti a questo articolo. 09-05-2010 14:10 - marco
  • Ma allora vogliono proprio che si torni alla guerriglia di strada… se tolgono agli ultimi “sinistri” anche le poche (solo su RAI3) trasmissioni di satira, se zittiscono Ascanio Celestini, se vogliono tappare la bocca a Michele Santoro, a Fabrizio Gatti, a Milena Gabanelli, a tutti quei giornalisti (ce ne sono altri) che fanno il loro lavoro senza condizionamenti, allora vogliono appiattire tutto al “ben pensare” non rendendosi conto che più si estende la censura più si estende la ribellione. Non è detto che gli ottocenteschi “moti carbonari” abbiano fatalmente a ripersi. Se non resta altro… 09-05-2010 12:14 - aldofedericopetrella
  • qualcuno presti un dizionario al nano!
    LA SATIRA è LIBERA PER DEFINIZIONE. 09-05-2010 12:12 - daria
  • Lo so che non centra qui ma volevo fare una precisazione a proposito della Grecia e della speculazione. Quando si specula al ribasso non lo si fa solo contro un continente (in questo caso l?Europa ) ma a livello globale. D'accordissimo con Mario Pianta a proposito della tassazione delle transazioni finanziarie globali e se non si puo' introdurre una nuova tassa basterebbe aumentare un po' quelle che già ci sono e controllare che banche e co. le paghino... 09-05-2010 11:42 - thor
  • ascoltando la storiella di Ascanio Celestini dovrebbero indignarsi tutti tranne tony mafioso e tony corrotto, i quali dovrebbero solo vergognarsi...ma è l'italia baby... 09-05-2010 10:58 - max
  • Siamo in mano ad un cabarettista delinquente col parrucchino e ad un cerebroleso ignorante che si vanta di non aver mai letto un libro .....e si capisce perchè il figlio è una trota 09-05-2010 08:07 - emanuele
  • Sono mesi che Ascanio Celestini racconta queste favole del Piccolo presidente del piccolo paese .. chissa perche' questa volta se l'e' presa tanto. 08-05-2010 21:17 - Paolo
  • silvio ha pure la coda di paglia 08-05-2010 20:01 - alberto
  • In assenza di una opposizione, fin troppo scopertamente di facciata, la Destra fa finta di fare l'opposizione a se stessa. Se ci riuscisse, Fini farebbe della destra italiana l'imitazione del gollismo francese, tanto ammirato al suo inizio e che, in realtà è sempre stato un fascismo edulcorato..dalla cultura, che a noi mancherebbe. Purtroppo, differenze sostanziali nei programmi fra Destra e Sinistra non ne esistono più e dobbiamo sperare che si affermi, sotto l'impeto anche politico della Magistratura quella noiosa e speculativa società regolamentare, nella quale trovare identità con gli strumenti del sovrastrutturale Diritto. Con una riforma profonda dell'Ordine giudiziario, non nel senso auspicato da Berlusconi. Utopistico, del resto, una volta sistemate le sue pendenze..per prorogatio, fino a decesso. 08-05-2010 19:42 - Riccardo Geri
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