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Anna Donati
Meno passeggeri, più automobili
Leggera discesa del numero di passeggeri per chilometro, aumento dell'uso dell'auto (che interessa il 65,3% delle persone che si spostano), nuove motivazioni e antiche richieste. L'istituto di formazione e ricerca per i trasporti (Isfort), ha presentato i risultati dell'Osservatorio Audimob sulle dinamiche della mobilità degli italiani negli ultimi dieci anni, dal 2000 ad oggi. Secondo i risultati dell'indagine gli italiani si muovono di più, ma in modo diverso rispetto al passato. Si allungano i km percorsi ogni giorno e di conseguenza anche il tempo dedicato al trasporto aumenta, cresce anche l'uso dell'automobile, nonostante i tanti proclami per la mobilità sostenibile, ma cambiano anche le motivazioni degli spostamenti e il loro carattere sistematico.
In dieci anni aumentano del 17,8% i passeggeri/km (...). È interessante analizzare la distribuzione degli spostamenti sulla base della lunghezza chilometrica. Gli spostamenti fino a 2 km passano dal 2000 al 2009 dal 37,7% al 31,1%, quelli di corto raggio tra 2 e 10 km restano stabili intorno al 42%, crescono invece in maniera decisa quelli di media distanza tra 10-50 km che passano dal 18,1% al 24%. Infine quelli oltre 50 km hanno un peso molto limitato, il 2,1% nel 2000 diventato il 2,8% nel 2009.
Questi numeri inducono due riflessioni immediate: il 73,3% dei cittadini che si spostano non fa più di 10 km ma la spesa per gli investimenti per soddisfare questa domanda di mobilità urbana non supera il 6% degli investimenti della legge obiettivo, perché vengono privilegiate nuove autostrade che incrementano il traffico motorizzato e nuove tratte ad alta velocità ferroviaria (...). Scelte ponderate alla domanda effettiva degli spostamenti dovrebbe invece privilegiare investimenti sui nodi per ferrovie urbane, metropolitane e tramvie, il cui funzionamento interessa più dei due terzi delle persone. (...)
Lo studio Isfort passa poi ad analizzare i mezzi utilizzati per gli spostamenti che confermano un crescente dominio dell'automobile, la diminuzione percentuale di chi usa bus e tram e metropolitano e di quelli che si spostano a piedi e in bicicletta. Infatti l'auto passa dal 59,3% degli spostamenti nel 2000 al 65,3% del 2009 e di questi ben il 57,7 viaggia solo. Nello stesso periodo chi si sposta a piedi passa dal 21,4% degli spostamenti al 17,3%, chi usa la bicicletta dal 3,8% al 3,7%, chi usa bus/tram/metropolitane passa dal 5,3% al 4% degli spostamenti così come è diminuito chi usa il treno, ma cresce la quota di spostamenti con più mezzi in combinazione, dall'1,8% al 3,6%. È chiaro dai dati che c'è stato negli anni un «travaso» di viaggi dalle singole modalità di trasporto, per la gran parte collettivi, alle combinazioni di mezzi, la cui spina dorsale è rappresentata da un vettore pubblico, e questo è l'unico dato positivo delle tendenze in atto.
Nello studio sono anche visibili significative differenze tra piccole e grandi città, dove l'auto prevale in modo deciso nelle prime, mentre la congestione delle seconde induce un uso maggiore del trasporto pubblico. L'automobile consolida la sua posizione e anche i dati delle emissioni nei trasporti di Co2, nonostante l'efficienza dei veicoli sia migliorata, è cresciuta al 28% mentre nel 1990, anno della sottoscrizione del protocollo di Kyoto, era il 23%, quindi è di tutta evidenza il fallimento delle politiche italiane nel contenimento delle emissioni nei trasporti.
(la versione completa dell'articolo su www.sbilanciamoci.info)
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io dico ma vi servono gli spunti televisivi per fare i vostri servizi? per un problema
talmente scandaloso e mortale:LE LOBBY delle AUTOMOBILI E L'INQUINAMENTO AMBIENTALE. 10-05-2010 09:13 - Paolo Giabardo+artigiano
Tutti sulle macchinette perche i servizi sono sempre più da terzo mondo.
Tutti sulle macchinette ,dove ci si fa l'amore e ci si vedono le partite.
Una grande giostra dove non si mettono gettoni, ma si caricano con 10 litri di preziosa benzina.
Tuti sulle macchinette.
La 500 e la panda,che sembrano salottini con le ruote.
Tanto che facciamo la fila per andare a fare i schiavi in qualche ufficio o qualche officina,possiamo stare anche d'avanti al televisore a sentire le stronzate della D'Urso e dei suoi invitati.
Padani che negano il pane ai figli dei stranieri.
Ballerine che mostrano le natiche e parlano di civiltà.
Sgarbi che si denuta,per pochi euro.
Tutto mentre facciamo la fila per andare a lavorare.
Se poi non funziona il televisore possiamo guardare fuori dal finestrino che ci istruimo sulle mutande e sui biscotti,grazie ai cartelloni che coprono tutto il nostro orizzonte.
ma soprattutto siamo soli.
Soli con noi stessi.
Isolati da un vetro che ci separa dal resto del mondo.
Immersi,nel mondo,ma nello stesso tempo isolati come dentro un preservativo!
Noi dobbiamo affollare le strade,ma NON DOBBIAMO MAI TOCCARCI,ALTRIMENTI.... 09-05-2010 19:07 - maurizio mariani