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Matteo Bartocci
Pedofilia, il papa purga la vecchia Curia
Il terremoto pedofilia continua a scuotere la chiesa cattolica. E si intreccia alla riorganizzazione della curia con cui Ratzinger sta preparando la sua successione. I due eventi insieme producono un regolamento di conti senza precedenti, almeno in età moderna, al vertice della chiesa e tra vescovi delle varie nazioni e Vaticano.
Il papa ha accolto ieri le dimissioni del vescovo di Augusta Walter Mixa, da lui stesso nominato nel 2005. Sul presule, oltre a sospetti di malversazione e maltrattamenti su minori, pesa soprattutto un'accusa di pedofilia vera e propria, su cui la giustizia tedesca ha avviato un'indagine preliminare.
La notizia arriva proprio mentre in Vaticano è iniziata la visita quinquennale ad limina dei vescovi del Belgio, altra nazione scossa un mese fa dalle dimissioni di un altro prelato, Joseph Vangheluwe, reo confesso di aver «abusato sessualmente di un giovane». Mixa e Vangheluwe sono i primi due vescovi che lasciano per aver commesso abusi. Altri - in Irlanda - si sono dimessi «solo» per aver coperto casi di violenza da parte di preti delle loro diocesi.
Il braccio di ferro ai vertici della chiesa ormai infuria in tutto il mondo. Il cardinale e vescovo di Vienna Christoph Schönborn, allievo e amico di Ratzinger, ha accusato con nome e cognome l'ex segretario di stato vaticano, cardinal Angelo Sodano, di aver offeso le vittime nel suo discorso senza precedenti durante la messa di Pasqua a San Pietro, in cui solidarizzando col papa riduceva lo scandalo pedofilia a un semplice «chiacchiericcio». Shönborn lo ha rimproverato apertamente di essersi opposto, 15 anni fa, a un'inchiesta sugli abusi compiuti dall'allora vescovo di Vienna Grör. E ha alluso al ruolo negativo di Sodano facendo riferimento a una sorta di «partito» diplomatico della curia contrario all'allora prefetto della Congregazione per la dottrina della fede Joseph Ratzinger. Da Sodano nessuna replica. Ma su di lui incombe anche l'aver coperto per anni gli abusi indicibili commessi dai «legionari di Cristo».
E' in questo clima ben poco «cattolico» che il papa prepara la chiesa che verrà dopo di lui. Pochi giorni fa ha già nominato il cardinale australiano George Pell capo della congregazione dei vescovi come successore dell'italiano Re. Una casella chiave per le gerarchie ecclesiali di tutto il mondo insomma sfugge agli italiani e alla curia woytiliana. Allo stesso tempo girano Oltretevere voci di tagli alle sedi cardinalizie residenziali (com'è noto decisive per l'elezione del papa) che penalizzano fortemente lo stivale e il partito «ruiniano» della Cei. In Italia passerebbero da 8 a 5 (-40%): via Bologna (Caffarra), Firenze (Betori) e Torino (Poletto). Il tutto mentre sullo sfondo infuria la guerra di successione alla presidenza della fondazione Toniolo, la cassaforte fin qui «ruiniana» che tra l'altro controlla l'Università cattolica.
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finchè "le mani se le mettono nelle loro mutande!" ma non sui nostri figli: è indecente che nessuno li abbia fermati, pur sapendo le loro colpe! Anzi: Crimen sollicitationis impone di mettere a tacere le vittime MINORI di abusi da parte del clero.
Marco: "cose che questo papa dice e fa che possono non piacere (neppure a me)"
Ha autorizzato dei preti a nascondersi e a contnuare a maltrattare dei bambini con documenti scritti! Che razza di persona è?! 18-05-2010 12:30 - Desirée
Ma i preti (e non dimentichiamo le suore)sono esseri umani e devono subire la tentazione della carne.
E' impensabile e impossibile che la Chiesa possa risolvere questo tipo di conflittualità... 10-05-2010 14:13 - Gian
Da cattolico di sinistra trovo questo tipo di ironia francamente offensivo.
Credo invece che l'articolo di Matteo Bartocci ci aiuti a mettere in luce anche gli aspetti positivi di questo papa. Se ci sono anche cose che questo papa dice e fa che possono non piacere (neppure a me), ce ne sono altre che bisogna obiettivamente apprezzare, come questa. 10-05-2010 10:01 - marco
Non si può far una chiesa contronatura,ecco i risultati.
La chiesa cattolica e quella talebana sono rimaste troppo indietro e oggi non riescono a ricollogarsi nel contesto civile.
I talebani con la loro guerra santa,vedono diavoli anche dove non ci sono e combattono il progresso insieme al malcostume e ai crimini.
La chiesa cattolica con i suoi preti scapoli,che devono stare tutta la vita senza vedere una donna.
Vi immaginate il povero Don Camillo oggi?
Ieri magari, con il sindaco comunista come Peppone che anche lui apparteneva a una società moralista,dove le donne erano madri e sottoposte al mascio comunista e non era permesso comportamenti o abigliamenti troppo appariscenti,il mondo del prete era più vivibile di ora.
Oggi al posto di quel sindaco,c'è un leghista che parla di morale e di croci,ma nello stesso tempo va dalla D'Urso a fare l'esaminatore di chiappette di "pupe".Vedere il povero Don Camillo oggi è terribile.Non riesce ad andare a comperare l'osservatore Romano,perche l'edicolante lo ha messo vicino alla stampa pornografica.
Il povero Don Camillo quando le ragazzine, che fanno il seminario per la comunione,si presentano all'oratorio con le loro vite basse e con tutta la pancetta di fuori,al curato gli si muove qualcosa .
Lui prega e si mette il cilicio,ma le ragazzine con le loro magliette trasparenti....
Le mamme poi,che le vogliono future veline e future pupe.
Come può il povero pretino rimanere fedele al suo credo?
Fate sposare i preti che solo così si salverà questa chiesa.
Tutti con i culi di fuori.
Tutti a fare i porcellini in una società dove anche Pasolini,rimarrebbe scandalizzato.
Una società che assomiglia sempre di più a una Sodoma,non può dire al quel povero pretino di stare con le mani in mano.
Lui al minimo le mani se le metterà nelle sue mutande! 10-05-2010 08:32 - maurizio mariani