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FUORIPAGINA
10/05/2010
  •   |   Ugo Mattei
    Il Pd e la battaglia sull'acqua

    Oggi si può contribuire a invertire la rotta per fermare il saccheggio dei beni comuni andando a firmare i tre referendum sull' acqua. Lo hanno capito in tantissimi accalcati ogni giorno ai banchetti di raccolta firme. Il movimento referendario intorno all'acqua "bene comune" costituisce il più entusiasmante segnale di vitalità politica da molto tempo a questa parte. Lo hanno capito centinaia di migliaia di persone, pur frastornate dalle imitazioni fasulle come il referendum dell' Idv o la petizione del Pd che "il meglio è nemico del bene", soprattutto quando a proporre soluzioni migliori rispetto ai tre referendum è chi per anni non ha fatto nulla di concreto per fermare la deriva liberista, la privatizzazione, il saccheggio in cui il nostro paese si è abbandonato. A partire dalla "fine della storia" e dal collasso della prima repubblica.
    La battaglia referendaria sull' acqua come bene comune, è oggi una civilissima epifania italiana di un violento scontro globale prodotto da una nuova grande trasformazione che, come quella descritta da Polanyi agli albori della modernità, cerca sempre più di concentrare nelle mani di pochi la ricchezza di tutti. Intorno ai nostri banchetti si sta svolgendo la battaglia antropologica fra la persona, dotata di diritti e doveri costituzionali, e l'homo oeconomicus, furbo, speculatore, irresponsabile e pronto a tutto pur di arricchirsi ancora un po'. Una battaglia furibonda che, in una diversa e più drammatica declinazione, abbiamo visto in questi giorni nelle piazze di Atene. Da una parte comunità di persone in carne ed ossa, portatrici di diritti e di preoccupazioni politiche e culturali che affondano le radici nel passato e gettano ponti verso il futuro. Dall'altra le corporation, realizzazione mostruosa dell' homo oeconomicus, che massimizzano il profitto di brevissimo termine senza scrupoli né preoccupazioni per il bene comune, per la storia, per la natura, per la stessa sopravvivenza.
    E' la battaglia dell' interesse privato contro il bene comune, qualcosa di ben più grande e ben diversamente complesso rispetto alla riduzione, utilizzata da tanti politici in Italia ed Europa, dell' economia e della finanza contro la politica. Lo scontro è quello fra una retorica bipartisan sulla crescita, lo sviluppo, l'efficienza, la meritocrazia, che altro non è che arbitrio dei Consigli di Amministrazione e una realtà di lavoratori di migranti di persone ordinarie sempre più soccombenti e spremute da processi sociali determinati solo dal profitto. Quasi sempre politica e capitale finanziario stanno dalla stessa parte, che non è quella delle persone.
    In questa battaglia non è ammesso non schierarsi, perché la scelta è tra aprire la via a nuovi modelli di governo democratico ed ecologico dell' economia o rilegittimare il modello dominante in crisi e collocarsi così dalla parte del capitale anziché delle persone e delle comunità.
    Caro senatore Della Seta, cercare di delegittimare come "schematiche" le posizioni chiare e oneste di quanti dicono «solo chi firma i tre referendum vuole l' acqua bene comune», costituisce una strategia che non sta dalla parte delle persone e dei loro bisogni ma da quella dei Consigli di Amministrazione e del chiacchiericcio da super-vertici tecnocratici. Suvvia! Ha firmato perfino Franceschini!
    Oggi, dopo vent'anni, siamo finalmente giunti alla fine della fine della storia. Le code ai banchetti referendari in Italia, come i lavoratori disperati nelle piazze in Grecia, dicono al mondo che bisogna invertire la rotta.


I COMMENTI:
  • siete sempre i mejo eh!!!!! 10-05-2010 17:37 - masimo
  • Ieri al mio paese c'era una sagra: ci siamo messi in un cantuccio, io ed altri, compagni ed in poche ore abbiamo raccolto circa 300 firme! Questo vuol dire che sulle cose concrete la gente si mobilita: questa é la politica di sinistra, non le stanze delle segreterie o i talk show in tv. Riprendiamoci il territorio: noi che veniamo dal PCI non abbiamo da imparare niente da nessuno. 10-05-2010 16:49 - SALVATORE
  • dopo l'acqua l'aria cominceranno col dirci che la gestione dei boschi e delle foreste costa che il privato la fa meglio del pubblico ecc..ecc.. e così come in un bellissimo fumetto di paperino qualcuno potrà dire respirucci dollarucci respironi dollaroni e ci sarà qualcuno del PD che dirà che tra far pagare l'aria che respiriamo e non farla pagare ci sono posizioni intermedie come quelle delle cooperative che gestiscono una parte delle aree verdi che danno lavoro a soggetti deboli - pare che una volta hanno assunto una donna che forse avrebbe potuto partorire - e ci spiegherà che .... be la mia fantasia non arriva a tanto però tutti sappiamo che la realtà supera la fantasia
    ps. mi raccomando firmiamo e impegniamoci nella raccolta firme 10-05-2010 16:21 - jangaderop
  • IL PD STA ANCORA DELUDENDO.SPERO CHE LA SINISTRA,QUELLA VERA,SI UNISCA A SOSTENERE NICHI VENDOLA PREMIER.N.B.LE FABBRICHE DI NICHI A QUOTA,QUASI,300.FORZA VENDOLA PREMIER E W LA SINISTRA. 10-05-2010 16:19 - marcox
  • fermiamo il mafioso raccontafrottole 10-05-2010 15:18 - Mat02
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