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Arianna Di Genova
Bondi al Colosseo
Per Sandro Bondi sarebbe stato meglio avere sott'occhio monumenti di polistirolo, almeno se si fossero sbriciolati, i suoi tecnici (parrucchieri o estetisti, per esempio) avrebbero potuto rimetterli su in un solo giorno e rifare dei lifting al bacio. Al ministro per i beni culturali, che si vanta – anche ieri l'ha fatto! - dell'aver commissariato siti importanti come Pompei, i Fori, gli Uffizi e Brera, sta cadendo tutto in testa, compreso l'anfiteatro Flavio sopravvissuto a due millenni di storia accidentata. Prima ancora era venuta giù parte della Domus Aurea e ci si attende, nei prossimi giorni, un fantastico tracollo del Palatino. Maltempo, certo. Le piogge mandano la cultura alle ortiche. Bondi, paladino della «sorveglianza» made in Bertolaso, che salta tutte le procedure così da avere soldi freschi per le emergenze, si prepara a gestire macerie. E a regalare il Colosseo (quel che che rimarrà) a cordate di sponsor privati, italiani e stranieri, che potranno offrire in futuro ottimi giochi gladiatori, con le comparse di Cinecittà cacciate dai set e dalle produzioni a secco. C'è voluto il trauma del Colosseo che perde pezzi per far capire a tutti cosa è stato messo a fare lì un ministro come Sandro Bondi. Non a tutelare un patrimonio che è un bene dell'umanità intera, ma a manovrare gli affari degli altri intorno a quei tesori. Restauri inopportuni, grandi opere e sblocco dei finanziamenti grazie ai commissariamenti e all'urgenza, privata della rete di controllo dei sovrintendenti (ma le sovrintendenze li hanno già i fondi per agire e Roma ne ha non pochi). Soldi che però, misteriosamente, finiscono per non tutelare un bel niente, ma solo le tasche degli imprenditori, chissà se compagni di cricca... Nessun allarmismo dicono dal dicastero, il restauro è la «nostra priorità». Chiamando chi? Nella migliore delle ipotesi un artista del trompe l'oeil così da reinventare i monumenti spariti? Speriamo solo che Bondi, di fronte ai ripetuti crolli e alla morte della cultura da lui decretata con vigore, sia diventato un po' rosso di vergogna. Ma è una vana speranza. Sicuramente dedicherà qualche distico poetico alla «pompei» che si sta preparando...E la pubblicherà sul sito «Patrimonio Sos».
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Anche se ha una testa pelata e parla come se avesse un enfisema polmonale,lui è giovanissimo.
Io lo ricordo quando con altri giovani contestava tutto.
Il giovane bondi se prende il Bondi di oggi gli spacca la pelata.
Noi che eravamo più grandi e più giudiziosi,gli dicevamo sempre di stare calmo e di non fare l'estremista.
Il piccolo Bondi voleva tutto e subito e gridava,padroni borghesi ancora pochi mesi.
Cosa direbbe se per uno scherzo temporale,questo Bondi precipiterebbe in quel clima dove il "vecchio" Bondi contribuiva ad alimentare.
Mi immagino il bondi che viene assalito dal giovane Bondi che con il sangue agli occhi lo sputazza e lo percuote,chiamandolo servo dei padroni.
Un servo che si appecorona al potere in un modo che anche Emilio Fede,avrebbe un po di scrupoli a imitarlo.
Quel giovane Bondi che rifila pignazzi antifascisti e proletari al volto del vecchio Bondi,inriconoscibile al giovane.
Dopo che si sono sfogati,io andrei dai due e gli direi che era uno schero e che si erano menati da soli...
Che scherzo temporale! 10-05-2010 17:56 - maurizio mariani