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FUORIPAGINA
13/05/2010
  •   |   Maurizio Matteuzzi
    «Zapatero sbaglia tutto: ci vuole un New Deal»

    «Esattamente l'opposto della politica economica che andrebbe fatta in una crisi così drammatica». Il professor Vicenç Navarro, politologo ed economista catalano, non lesina giudizi sul premier spagnolo Rodriguez Zapatero, anche se allarga il suo discorso oltre i confini spagnoli, all'Europa e alle sue istituzioni. Navarro è una figura singolare. Attualmente insegna Scienze politiche e sociali all'universita Pompeu Fabra di Barcellona ed è professore di Politiche pubbliche alla Johns Hopkins di Baltimora, ma in passato, dopo la laurea in medicina e chirurgia nell'ateneo catalano nel '62, andò in esilio per via della sua opposizione al franchismo. Trascorse molti anni in Svezia (Uppsala e Stoccolma), Gran Bretagna (London School of economics, Oxford, Edimburgo) e Stati uniti passando agli studi economici. Ha assessorato governi e organismi molto diversi fra loro: dall'Unità popolare di Allende in Cile (sulla riforma sanitaria) e dal governo castrista cubano a quello di Bill Clinton e alle Nazioni unite.
    E' stato in questi anni una delle poche voci critiche, da sinistra, di Zapatero e dello zapaterismo, anche quando entrambi andavano per la maggiore in Spagna e in Europa.
    Perché è così critico, professore?
    Le misure annunciate ieri e più in generale la politica economica di Zapatero riflettono l'enorme potere della finanza e della banca in Europa, non solo in Spagna. Di recente l'ex premier socialista Felipe Gonzalez, che certo non si può definire un radicale, ha ricordato l'allarme lanciato dal presidente degli Stati uniti, il repubblicano Eisenhower, nel momento di accomiatarsi dalla Casa bianca, quando mise in guardia dall'enorme potere del complesso militare-industriale Usa (strano per uno come lui che era un generale). Bene, Felipe ha fatto lo stesso denunciando l'enorme dominio del potere della finanza e delle banche in Europa.
    Ma più in particolare rispetto alla crisi attuale?
    Il Consiglio europeo, la Commissione europea, la Banca centrale europea si preoccupano solo del deficit di bilancio e del debito quando invece di fronte a questa crisi, che è una crisi della domanda e del credito, ci vorrebbe una politica basata sugli stimoli all'economia. Qualcosa come fu il New Deal negli Stati uniti dopo la grande depressione e il Piano Marshall in Europa dopo la seconda guerra mondiale. Una strada che è esattamente l'opposto di quella seguita. Anche da Zapatero.
    Che succederà adesso, professore?
    Qui in Spagna molto dipenderà dai sindacati. Che hanno ora più di prima un'infinità di ragioni per mobilitarsi.
    Ma finora Zapatero è riuscito a stabilire eccellenti rapporti sia con i socialisti della Ugt sia con i comunisti e affini delle Comisiones Obreras...
    Ma ora la Spagna si ritrova in una situazione che così drammatica non si vedeva da molto tempo. Zapatero è astuto ed è riuscito in questi anni a tenersi buoni i sindacati con il sussidio di disoccupazione. Ora però non basta più.
    Con una crisi così profonda i sindacati hanno ancora una presa reale sui lavoratori o anche in Spagna hanno perso peso e spinta?
    E' chiaro che con una disoccupazione al 20% si sono debilitati. Poi in questi anni di governo socialista erano coscienti che l'alternativa rappresentata da Rajoy e dai popolari sarebbe stata peggiore. Ma hanno ancora capacità di mobilitazione. Io credo che il loro sarà un ruolo-chiave per capire cosa succederà nei prossimi mesi in Spagna.
    E' ipotizzabile il ricorso a elezioni anticipate rispetto al 2012?
    Assolutamente no. Zapatero non è stupido. Se sta perdendo la fiducia degli spagnoli, Rajoy non l'ha mai avuta. Tanto peggio sarà la situazione, tanto meglio sarà per lui; ma nonostante questo, con tutti i problemi di corruzione che ha dentro il suo partito, come dimostrano i sondaggi, sono praticamente pari.


I COMMENTI:
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  • Vedete, gentili compagni, la onnipresenza degli schiavetti dell'impero...vedete noi mai scriveremmo a RAISET o ai media delle numerosissime testate del duce raiset..Loro no arrivano in mezzo a noi.. quattro gatti per sabotare, insultare,provocare, col loro livello da curva sud ..Per quanto riguarda pseudo- commenti fatti da gente in pantofole verdi padane, tranquillamente sedute in comodi salotti di Bergamo Alta,un consiglio: prima di parlare, mangiatevene di sudore, polvere, fatica nel continente Sud Americano, vivete anni in sudice abitazioni infestate di cuccarachas, in quartieri senza luce dove camminerete in mezzo a moltitudini di pandillas,di poveri indigenti affamati , di senza casa prodotto della brutalita' dell'impero Yanqui europeo...viggiate spezzandovi la schiena, mesi o anni in sfasciati bus assieme agli indios di montagna od in Amazzonia, o con i neri del Pacifico....Mangiatene di polvere prima di aprire bocca su FIDEL, su RAUL che milioni di Cubani sono pronti a difendere anche con la vita...I nostalgici di Caracas quando governavono i mafiosi, i piduisti, i fascisti terroristi
    o le famiglie siculo italiane Cuntrera e Caruana ,SONO FINITI PER SEMPRE!!!! GRAZIE AL NOSTRO FERREO COMANDANTE CHAVEZ CHE STA PROFONDIZZANDO CON SUCCESSO IL SOCIALISMO BOLIVARIANO!!!!!
    Vorrei concludere con un tocco spagnolo, ricordando la storica frase della indimenticabile e luminosa dirigente comunista di Spagna, compagna Dolores Ibarruri, il cui figlio cadde come volontario nella madre di tutte le battaglie antifasciste: la battaglia di STALINGRADO.. : NO PASARAN!!!!!! 14-05-2010 12:14 - RICK
  • Ha ragione Lpz al 100%! La sinistra torni a fare la sinistra: è vano, per quanto dettato dalla disperazione, pensare che si possa uscire dalla crisi con aiuti alle aziende in crisi o sperando che al posto del vecchio padrone 'incapace' ne arrivi uno 'capace'o con tanti soldi (magari cinese); la crisi è di sistema e non se ne può uscire che tornando ai fondamentali: lavoro per tutti ed economia indirizzata ai bisogni che realmente costituiscono il benessere sociale (istruzione, sanità, difesa del territorio e dell'ambiente, informazione democratica, ecc.). In una parola: attrezzarsi, in quanto necessità sociale(anche se APPARENTEMENTE può sembrare utopia), per la fuoriuscita dal capitalismo. 14-05-2010 10:34 - bike
  • Leggendo quanto scrive Rick mi vien voglia di camminare a quattro zampe. Chavez, Raul...come diceva Totò : ma mi faccia il piacere ! 14-05-2010 08:55 - ANDREA
  • Direi che i commenti sono molto piu' interessanti dell'articolo. Non sono in grado di dare opinioni motivate sulla Spagna ma il quadro generale mi sembra chiaro.
    Da una parte chi vorrebbe stimolare l'economia con i soldi dei contribuenti (proposte keynesiane tipo Obama) e dall'altro chi vuole un capitalismo autosufficiente o tale in apparenza. E' da notare che il capitalismo e' sempre stato finanziato con i soldi dei contribuenti attraverso appalti pubblici o spese militari per esempio. Piccola diversione: se gli USA non avessero fatto le due guerre, tra le piu' costose della Storia, la crisi economica sarebbe stata vicina al baratro.
    Poi si intravede una terza ipotesi che si fonda su una visione del mondo alternativa al capitalismo e che cerca di analizzare i fatti. In soldoni le conclusioni sono che ormai i rapporti tra finaza "pulita" e finanza "sporca/mafiosa/" sono completamente sfumati. I denari ripuliti sono puliti e le mafie sono in grado di procurare moli enormi di denaro, anche contante che deve essere piazziato in attivita' di tipo produttivo o finanziario.
    In tutto questo la/e chiesa/e ha un ruolo enorme sia in Spagna che in Italia ed e' una dei principali intermediari tra soldi sporchi e soldi puliti.
    Ricordo che la mafia e' ormai in grado di creare stati, come il Kosovo, a proprio uso e consumo. Che si fanno guerre che sono di fatto congrue con i desideri dei narcotrafficanti mafiosi, vedi la guerra in Afghanistan con l'enorme stimolo alla produzione di oppio che da quasi zero in era Talibana ha ora raggiunto i massimi storici. 13-05-2010 21:06 - murmillus
  • Per dirla allla napoletana: MA CHI E' STU SCEMO E' BISI? Dalla terminologia (il compagno con k), dalla rozzezza linguistica e concettuale e, non ultimo dal cognome BISI, mi puzza tanto di di leghista. Ficarra e Picone dicevano che darel del deficiente a un leghista è una ripetizione: avevano perfettamente ragione!! 13-05-2010 20:26 - Andrea Zucca
  • new deal, stimoli all'economia, come no. Per il professor Navarro basterebbe magari immettere liquidità nel mercato, keynesianamente, e ripartirebbero i consumi e quindi la crescita. In realtà è il contrario: sovraproduzione e bassi salari non sono la causa, bensì l'effetto della crisi del plusvalore. Cioè nell'economia reale non si realizza abbastanza plusvalore e quindi i salari sono compressi. Il professor Navarro alimenta invece l'erratissima convinzione che la crisi sia determinata dallo strapotere delle banche e degli istituti finanziari, come se la finanziarizzazione dell'economia non fosse stata la conseguenza proprio dall'impossibilità di estorcere plusvalore dall'economia reale. Ciò che è avvenuto perchè le potenzialità tecnologiche odierne sono, rispetto al passato, più rapide nel razionalizzare la produzione, e quindi nell'eliminare lavoro, di quanto lo siano nell'aprire nuovi settori e nuovi mercati. I prodotti cioè competitivi sul mercato sono quelli in cui la manodopera è minima rispetto all'unità di prodotto, ma la manodopera (il lavoro vivo) rimane comunque la fonte di estrazione del plusvalore. In mancanza di questa possibilità di investimento produttivo, il capitale si è rifugiato nelle borse. Finchè non si è arrivati agli scoppi delle bolle, perchè i titoli in borsa, swap, derivati, futures e altre diavolerie, sono valori finti, a cui non corrisponde sostanza, ma solo promesse, promesse di crescita che non ci sarà. In questo senso le bolle speculative hanno quindi ritardato la crisi. E' per queste ragioni che la crisi di oggi non è passeggera, non è una crisi ciclica a cui seguirà una nuova espansione come in passato, quando cioè questo problema intrinseco al capitalismo (secondo la famosa legge della caduta tendenziale del saggio di profitto) veniva superato proprio attraverso questo unico modo possibile: l'apertura e l'espansione di nuovi settori produttivi. Oggi piuttosto siamo al collasso della modernità. E' proprio questo che Marx aveva previsto: lo sviluppo delle forze produttive entra in contrasto con i rapporti di produzione preesistenti, cioè la potenza sociale non può più essere rappresentata dal valore: si produce enormemente ma non si lavora (lo vediamo: disoccupazione, tra l'altro ben più alta di quella ufficiale, precariato, lavoro nero, bassi salari). Marx può aver sbagliato a farne una legge generale della storia, ma per il capitalismo, oggi più che mai, tutto sembra rendergli ragione. Che poi la misura keynesiana è stata ovunque seguita, a dire il vero: i soldi per dare impulso all'economia gli stati li hanno erogati eccome, solo che lo hanno fatto per tappare le falle dei bilanci delle imprese in dissesto. Si è quindi realizzata la fusione a freddo tra keynesianismo e neoliberismo. Questo per dire anche che se si pensa che al fondo dei problemi ci sia la 'volontà' di potenti lobbies finaziarie internazionali che complottano per parassitare sull'onesto lavoratore produttivo...il passo verso argomentazioni in stile "la rapace finanza giudaica" è davvero breve. 13-05-2010 20:08 - Lpz
  • kompagno rick! la tua analisi e' degna di un fumetto con protagonista tex willer!!..mi permetta di dirle che ha mancato pero' di nominare il Presidente Berlusconi che sicuramente e' colpa sua del governo barzelletta di zapatero!!... poi pero' questo e' vera storia, i savoia, che sono stati con i loro macellai gallonati i veri massacratori del sud d'italia, pero' a voi kompagni questo non va giu' perche' siete dei prodi difensori dell'unita d'italia, fatta di massacri di civili atti di terrorismo comandati da un terrorista massone in esilio e un mercenario massone anch'esso! 13-05-2010 19:51 - Angelo Bisi
  • Ho paura che qui l'economia c'entri poco. Il catalano Navarro se la prende con il castigliano Zapatero semplicemente perchè da sempre in quella zona sono sempre incazzati a morte con il governo di Madrid. Tipo i nostri leghisti lumbàrd ostili al governo di Roma. Passiamo oltre. 13-05-2010 18:57 - gianni
  • Per anni Zapatero ha vissuto di rendita sulla politica economica di Aznar (che non era la mia preferita).
    Ora arriva il conto.
    Sia alla politica economica fatta di investimenti esteri, relativamente basso costo della manodopera, crescita del debito – statale, dei privati e con l’estero, crescita drogata da bolle speculative (mobiliari ed immobiliari).
    Sia alla sostanziale inconsistenza di Zapatero.
    Non è una battuta: alla Spagna servirebbero Prodi + Padoa Schioppa. 13-05-2010 18:32 - Marco Daz
  • New deal è una grande idea di crescita.
    Rompere la crisi attaccando la depressione che crea.
    Ma oggi,non c'è più il capitalismo in crisi.
    Oggi stiamo vivendo una sopraproduzione assoluta di capitali che non riescono a ricollocarsi all'interno del sistema produttivo.
    Oggi e come se Paperon De Paperone,che ha rastrellato tutte le società e tutte le ricchezze della terra nel suo forziere,non riesca a trovare nuovi tesori da incrementare le sue ricchezze e nello stesso tempo non riesce a far funzionare una macchina che ormai dissanguata di denaro,non lavora più.
    Dovrebbe prendere un pò dei suoi soldi e immetterli nel circolo produttivo.Ma lui non è mica un benefattore e i soldi che ha li vuole per se.
    Insomma,il mondo è bloccato perche Paperone ha troppi soldi e noi tutti siamo al verde.
    Paperone però non sa che se muore la ricchezza sociale,muore anche la sua ricchezza.
    Nessuno ha mai detto a quel Paperone che Marx aveva già previsto questa fine.
    Basta leggere le prime righe del Capitale.
    Ora senza soldi,le fabbriche di Paperone producono meno e devono licenziare.
    Si prosciugano i "mari" e anche quelle montagne di oro e diamanti in cui si tuffa l'avaro imperialista,stanno diventando merci inutili,perche non scambiabili.
    Come la legenda del Re Mida; l'imperialista,quando vuole una pera,l'ha si, ma di oro!
    Il contadino ha lasciato la terra e ora non lavora più.
    A questo punto potrebbero sopravvivere se si ritorna allo schiavismo.
    Forse è questa la strada di Zapatero... 13-05-2010 18:11 - mariani maurizio
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