-
|
Guido Ambrosino
La "Linke" cresce ma con dei problemi
Oskar Lafontaine è soddisfatto del risultato della Linke alle elezioni regionali del 9 maggio in Nordreno-Vestfalia: i socialisti hanno superato la soglia di sbarramento del cinque per cento nel Land più popoloso della Repubblica federale, con 18 milioni di abitanti. Sono entrati nel Landtag col 5,6 per cento e undici deputati.
«Il sistema politico tedesco è ormai stabilmente passato da quattro a cinque partiti», ha constatato lunedì scorso Lafontaine alla Karl-Liebknecht-Haus, la centrale del partito a Berlino, che si affaccia - e la toponomastica non è un caso - su piazza Rosa Luxemburg.
La Linke, ha proseguito, è ora presente in sette Landtage occidentali, nonché in tutti i sei parlamenti delle regioni orientali. In tredici parlamenti regionali siedono anche i verdi, «ma noi abbiamo raggiunto questo traguardo in tre anni, non in trenta come i verdi».
Ora, conclude Lafontaine, sta ai Grüne e soprattutto alla Spd decidere se vogliono o meno una maggioranza a sinistra della Cdu, con i socialisti.
Oskar Lafontaine, condotta in porto l'operazione di radicamento dei socialisti a ovest, si appresta a passare la mano al congresso convocato a Rostock per il prossimo fine settimana, il 15 e il 16 maggio. Né lui - che tre anni fa aveva portato la Wasg (un raggruppamento di dissidenti socialdemocratici e sindacalisti di sinistra) a fondersi con la Pds, il partito del socialismo democratico - né il copresidente Lothar Bisky, si ricandideranno. La guida della Linke passerà a un tandem più giovane, con il sindacalista della Ig-Metall Klaus Ernst a rappresentare il filone Wasg, e la deputata berlinese Gesine Lötsch. Lafontaine non avrà più incarichi nella politica federale. Si limiterà a dirigere il gruppo della Linke nel Landtag della Saar, la sua regione.
Molti sostengono che il ritiro di Lafontaine faciliterà un'intesa politica con la Spd. Certo, verrà a cadere l'animosità dei dirigenti socialdemocratici contro l'ex presidente del loro partito, che dopo aver portato la Spd alla vittoria elettorale nel 1998 le voltò le spalle, in rotta con le scelte neoliberiste del cancelliere Schröder. Quando Lafontaine tornò sulla scena come leader dei socialisti, a molti socialdemocratici sembrò un «tradimento». Se le ferite personali potranno cicatrizzarsi, restano però molti nodi politici ingarbugliati.
Sulla carta socialdemocratici, verdi e socialisti avrebbero una larga maggioranza in Nordreno-Vestfalia. In un Landtag di 181 seggi, occorrono 91 deputati per eleggere un nuovo ministro-presidente. La Spd ne ha 67, i verdi 23, i socialisti 11. Una coalizione rosso-rosso-verde potrebbe contare su 101 seggi, dieci più del necessario.
Ma in campagna elettorale sia la capolista socialdemocratica Hannelore Kraft, sia i verdi, hanno preso le distanze dai socialisti. «Per il momento i socialisti non sono in grado di governare, e neanche vogliono governare», ripeteva come un mantra Kraft.
A urne chiuse il tono è cambiato. I socialdemocratici dicono di voler parlare «con tutti». Retrospettivamente l'accento cade sulla locuzione avverbiale «per il momento», che fa apparire meno categorico il rifiuto di alleanze in campagna elettorale.
Ma i socialisti del Nordreno-Vestfalia non hanno fatto molto per facilitare un avvicinamento. In questa regione è confluito nella Linke un conglomerato di reduci dalle più disparate esperienze della vecchia e nuova sinistra: ex brezneviani della Dkp (il micropartito comunista filosovietico), trotzkisti, radicalpacifisti e radicalecologisti delusi dai verdi. L'intesa con gli ex-socialdemocratici e con i sindacalisti sindacalisti non è facile.
Il programma per le elezioni regionali era infarcito di richieste radicali, che hanno fatto accapponare la pelle ai compagni di partito «realpolitici», forti nelle regioni dell'est. I socialisti di Düsseldorf si proponevano la nazionalizzazione delle grandi imprese e il ritorno in mani pubbliche di tutti i servizi fondamentali, la settimana lavorativa di 30 ore a parità di salario, la creazione di 300.000 nuovi posti di lavoro nei servizi pubblici.
Chiedevano di mettere al bando l'insegnamento della religione dalla scuola pubblica, da sostituire con corsi laici di etica. Dalla bozza del programma è stato tolto il «diritto all'estasi», ma è rimasta la richiesta di legalizzare la coltivazione e il consumo di cannabis. Non c'è da stupirsi se i socialdemocratici arricciano il naso.
- 31/05/2010 [56 commenti]
- 31/05/2010 [1 commenti]
- 31/05/2010 [78 commenti]
- 30/05/2010 [19 commenti]
- 30/05/2010 [10 commenti]
- 29/05/2010 [9 commenti]
- 29/05/2010 [2 commenti]
- 28/05/2010 [3 commenti]
- 28/05/2010 [5 commenti]
- 27/05/2010 [26 commenti]
- 27/05/2010 [3 commenti]
- 26/05/2010 [5 commenti]
- 26/05/2010 [32 commenti]
- 25/05/2010 [16 commenti]
- 25/05/2010 [15 commenti]
- 24/05/2010 [8 commenti]
- 22/05/2010 [12 commenti]
- 22/05/2010 [10 commenti]
- 21/05/2010 [11 commenti]
- 21/05/2010 [6 commenti]
- 21/05/2010 [1 commenti]
- 20/05/2010 [10 commenti]
- 20/05/2010 [8 commenti]
- 20/05/2010 [4 commenti]
- 19/05/2010 [18 commenti]
- 19/05/2010 [16 commenti]
- 18/05/2010 [22 commenti]
- 18/05/2010 [2 commenti]
- 18/05/2010 [2 commenti]
- 18/05/2010 [8 commenti]
- 17/05/2010 [12 commenti]
- 17/05/2010 [33 commenti]
- 16/05/2010 [12 commenti]
- 16/05/2010 [7 commenti]
- 15/05/2010 [2 commenti]
- 15/05/2010 [48 commenti]
- 14/05/2010 [10 commenti]
- 14/05/2010 [3 commenti]
- 13/05/2010 [12 commenti]
- 13/05/2010 [1 commenti]
- 12/05/2010 [33 commenti]
- 12/05/2010 [5 commenti]
- 11/05/2010 [5 commenti]
- 11/05/2010 [12 commenti]
- 10/05/2010 [1 commenti]
- 10/05/2010 [13 commenti]
- 10/05/2010 [5 commenti]
- 09/05/2010 [5 commenti]
- 09/05/2010 [4 commenti]
- 08/05/2010 [12 commenti]
- 08/05/2010 [14 commenti]
- 08/05/2010 [4 commenti]
- 07/05/2010 [6 commenti]
- 07/05/2010 [5 commenti]
- 06/05/2010 [8 commenti]
- 06/05/2010 [22 commenti]
- 05/05/2010 [48 commenti]
- 05/05/2010 [0 commenti]
- 04/05/2010 [48 commenti]
- 04/05/2010 [10 commenti]
-
La Somalia va a pesca
| di Giorgia Fletcher del 21.12.2012 -
La termoelettrica di Huexca
| di Fulvio Gioanetto del 20.12.2012
-
Bob Lutz in Gm, l'eterno ritornoBob Lutz è tornato. 80 anni il prossimo 12 febbraio, Robert Anthony “Bob” Lutz non è mai andato via davvero. Viene anzi il sospetto che forse non se ne andrà mai, come quegli highlander celebrati in un fortunato film, destinati a combattere nei secoli con gli spadoni per la loro immortalità. Le spade di Lutz sono le sue amate automobili.7 novembre 2011
-
Lezioni di dissensoDomenica Robert Reich ha aggiunto il proprio nome alla lunga lista di luminari e intellettuali di sinistra che hanno apportato la propria solidarieta’ negli accampamenti di occupy wall street. Reich, prolifico corsivista liberal (spesso tradotto sul Manifesto), professore di publci policy a Berkeley e ministro del lavoro nell’amministrazione Clinton, ha partecipato al “teach-in” – la assemblee-simposio durate tutto il weekend a Occupy Los Angeles.7 novembre 2011
-
Gentile cavaliere, scenda dalla sella
di Luisa Betti - 15.02.2013 18:02
-
Sulla gerontocrazia e i “grandi vecchi”
di massimozucchetti - 14.02.2013 22:02
-
Scuola: “Concorso-truffa”, seconda parte
di Roberto Ciccarelli - 13.02.2013 09:02
-
Fanaticolandia 2
di luca celada - 13.02.2013 07:02
-
Matrimonio per tutti: l’Assemblée approva, 329 a favore, 299 contro
di Anna Maria - 12.02.2013 18:02
-
Dead Writers, annusa il profumo della letteratura
di arianna - 08.02.2013 09:02
-
Revolution: J.J. Abrams e i suoi errori
di nefeli - 04.02.2013 08:02
-
Full Metal Jacket, il diario in una App per Ipad
di Filippo Brunamonti - 02.02.2013 20:02
-
Metti Jac all’Ara Pacis: quadretti di un’esposizione
di Andrea - 20.01.2013 19:01
-
Un mezzo trasloco
di a. d. - 16.01.2013 15:01
-
Gomorra2, e che fiction sia
di francesca - 13.01.2013 16:01
-
I comunicati zapatisti / 2 e fine
di gianni - 10.01.2013 03:01
-
Ford Fiesta, MyKey è la tua
di fpaterno - 26.11.2012 19:11











Per molti anni le varie formazioni di sinistra hanno avuto rappresentanti al Parlamento Europeo e dunque hanno avuto modo di conoscere i rappresentanti dei movimenti sociali e della sinistra europea; ecco dunque il momento di mettere a profitto quei contatti e cominciare ad elaborare una tale piattaforma: altrimenti a cosa serve avere "rappresentanti' a Strasburgo/Bruxelles?
Per esempio mi risulta che Vittorio Agnoletto, eletto parlamentare nel 2004 nel gruppo Sinistra-Europea-Sinistra-Verde- Nordica, abbia aiutato i compagni NoDalMolin di Vicenza a stabilire contatti con altre formazioni europee, contatti che hanno portato anche ad una partecipazione internazionale a quella straordinaria mobilitazione (grazie Agnoletto)!
Ora pero` oltre alle campagne poacifiste ed ecologiste, c'e` il bel problema della risposta alla crisi finanziaria, all'attacco al salario ed alle politiche razziste; non e` affatto una buona IDEA perseguire il radicamento nel territorio, mandando al diavolo il resto del mondo, radicalizzarsi nella propria purezza antagonistica -- una tentazione sterile gia`al tempo degli Esseni e degli Zeloti e certo non c'e` alcuna purezza rivoluzionaria nel farsi con l'Estasi. Peccato che alle ultime elezioni europee la sinistra italiana abbia preferito la contemplazione dell'ombelico e delle proprie identita` perdute alla fatica di andare nel Parlamento Europeo (se non altro per imparare qualcosa e poi stabilire contatti tra i movimenti). Invece ci hanno privato anche di questi strumenti.
Avanzerei l'ipotesi che i leader della "sinistra antagonista" abbiano scelto di litigare invece che farsi eleggere per paura di trovarsi al parlamento Europeo come degli scemi senza saper cosa fare e cosa dire. D'ora in poi dovremmo rifiutarci di votare in qualsiasi elezione chi ha cosi poca fiducia nella propria intelligenza e tanta arroganza nella propria purezza identitaria. Ma non sono solo i deputati europei che possono stabilire contatti internazionalisti e dunque facciamoci coraggio! 15-05-2010 18:34 - candide
PER OTTENERE QUALCOSA BISOGNA VOLERE TUTTO... 14-05-2010 13:45 - pietro