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Francesco Piccioni
Governo, attacco agli statali
La «manovra correttiva» prende corpo. E a vederla fa un po' senso. Il maxi-piano europeo per salvare le banche rischia di affossare i bilanci dei vari stati. A pagarne il costo vengono così chiamati soprattutto statali e pensionandi, mentre si coglie l'occasione del dover «far cassa» per strizzare ancora una volta l'occhio agli evasori fiscali.
Su tutto aleggia il condizionale. Dal ministero dell'economia - previo incontro segreto, mercoledì scorso, tra Giulio Tremonti, la presidente di Confindustria Emma Marcegaglia, e i segretari dei due sindacati più disponibili con il governo (Cisl e Uil, ovvero Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti) - filtrano come sempre indiscrezioni che alimentano una specie di «sondaggio mediatico». Un po' per valutare le possibili reazioni e selezionare più attentamente le varie ipotesi, un po' per «abituare» la popolazione a quel che sta per accadere. Salvo smentita.
I rumors hanno ormai un contenuto chiaro. L'ipotesi di un altro condono fiscale «è allo studio», ma si preferisce non sottolinenarla troppo. Mentre l'idea di condonare i due milioni e passa di «immobili fantasma» è praticamente a un passo dall'esser messa nero su bianco. Si tratta di quelle case costruite senza alcuna autorizzazione né denuncia al catasto - su cui non è mai stata pagata una lira di Ici - e che sono state «scoperte» negli ultimi anni grazie a rilevazioni aeree o satellitari. Persino Google avrebbe avuto un ruolo decisivo, certificando agli occhi di chiunque nel mondo quel che le autorità locali non erano mai riuscite a vedere. Naturalmente non si pensa a un lungo percorso di «regolarizzazione» di questi immobili, magari facendo pagare per intero gli arretrati. No. Una bella autodenuncia, una cifra forfettaria da versare (poco più che simbolica: in media 1.000 euro a immobile), e via. L'utile vero si vedrebbe sui conti degli anni successivi, quando entrerebbe a regime il pagamento dell'Ici.
Si sa persino quali siano le regioni più «ricche» di questa risorsa irregolare. Il Piemonte, un po' a sorpresa, è in testa, seguito da Lombardia, Campania ed Emilia Romagna. Il dato ha suscitato l'interesse degli enti locali, che vi vedono la possibilità ora di rimpinguare le case svuotate dai tagli governativi. Il «federalismo demaniale», infatti, può aprire la strada alla svendita ai privati di pezzi interi di patrimonio pubblico («beni comuni» come terreni, spiagge, boschi, laghi, ecc). Per aumentare la dose, il governo sta cercando di censire gli immobili delle amministrazioni pubbliche che «non servono più».
Persino il «concordato fiscale» potrebbe essere riaperto, visto che nel «decreto incentivi» figura già una sanatoria per i «contenziosi fiscali» giunti in Cassazione e liquidabili con il pagamento del 5% del dovuto (un'offerta votiva, insomma).
Al contrario, sugli statali sta per calare «la mannaia», come l'ha definita la nuova segretaria della Funzione pubblica Cgil, Rossana Dettori. In sintesi. Ai dipendenti pubblici verrà imposto il congelamento dei salari, senza rinnovo del contratto scaduto a fine 2009. Il blocco del turnover verrà prorogato di altri due anni. Ciliegina sulla torta, le liquidazioni potranno essere erogate dall'Inpdap anche sei mesi dopo l'uscita dal lavoro (oggi deve farlo entro 90 giorni, altrimenti scatta un tasso di interesse del 5%). Nella furia sforbiciatoria cadrebbe anche un «pilastro» della riforma fortemente voluta dal ministro Renato Brunetta: spariscono i fondi per incentivare la «produttività» in ministeri, agenzie, ecc.
Per i pensionabili sia «pubblici» che «privati», invece, si prevede di ridurre le «finestre» di uscita (quattro o due l'anno, a seconda delle anzianità individuali o dei settori) a una sola. E sullo sfondo c'è di nuovo l'ipotesi di aumentare l'età pensionabile di due anni, come chiede il Fondo monetario internazionale a tutto il mondo; nonché la «parificazione in peggio» delle donne. Nel pubblico impiego l'innalzamento è già avvenuto; ora potrebbe toccare alle donne del «privato». Un insieme di misure che fanno dire a Paolo Leonardi (coordinatore nazionale RdB, ormai vicina al congresso di unificazione di gran parte del sindacalismo di base nell'Usb) «trovo incredibile che mentre emerge un quadro parziale di corruzione nel mondo politico e nel governo, invece di prender soldi dall'evasione fiscale o dalla tassazione delle rendite finanziarie, si vada come sempre a colpire i ceti più deboli: dipendenti e pensionati».
Addirittura «oscena» (per la Dettori è comunque «patetica e francamente risibile») la pretesa di «dare l'esempio della disponibilità ai sacrifici» da parte dei ministri, che si dicono tutti d'accordo con un taglio del 5% dei propri emolumenti. Addirittura Michela Brambilla vorrebbe che queste risorse (non un granché, come cifra globale) venissero «destinate a i più deboli». Buon cuore a buon mercato, si fa notare. Al massimo 500-600 euro mensili a testa. Le cronache di queste settimane mostrano invece una «classe dirigente» capace di monetizzare con ben altre cifre «fuori bilancio» la propria posizione.
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Negarlo? Beh, ci vuole del coraggio!!! 17-05-2010 17:42 - giordano
dalemiani saluti.
E auguri per la figlia sfortunata...
Comprendo. 17-05-2010 17:19 - francesco
è un classico: ogni volta che sento qualcuno difendere i dipendenti pubblici in generale e gli insegnanti in particolare si scopre che o appartiene alla stessa categoria o è un parente.
Tua moglie non ha fatto la stessa scelta di vita delle sue amiche: bene, ma questo cosa vuol dire?
e' vero o no che quando ci sono i concorsi pubblici devono affittare i palazzetti dello soprt tanti sono i concorrenti ?
le amiche di tua moglie sono andate in pensione a 50 anni pur lavorando nel privato ? vuol dire che hanno iniziato a lavorare in giovanissima età e sicuramnete devono avere fatto almeno 35 anni di lavoro; di sicuro c'e' che fino a qualche anno fa le insegnanti potevano, volendo, andare in pensione dopo 16 anni 6 mesi e 1 giorno mentre le donne che avevano sputato sangue nelle tessiture, sui telai, nelle fabbriche alle catene di montaggio, negli uffici privati sotto l'occhio del principale, pulendo i pavimenti, ecc ecc dovevano fare 35 anni di lavoro (sperando che il padrone non avesse rubato i contributi)
io c'e' l'ho contro coloro che sono entrati nella PA per "merito o per altro"? per merito, no, per altro ( cosa altro? raccomdandazioni ?) si, assolutamente si.
io sono entrato in una azienda privata superando una dura selezione (i padroni non regalano posti di lavoro) ho lavorato per 35 anni e mi ricordo quando mia figlia veniva a casa piangendo perche' la professoressa era una emerita ignorante e sapevamo, io e sua madre, che sarebbe stato inutile andare a protestare; sicuramente mia figlia è stata sfortunata perche' non ha avuto come insegnante tua moglie ma lascerei giudicare ai genitori il valore del corpo insegnante italiano in generale. 17-05-2010 17:01 - aiace
Io credo che il tuo problema sia un livore nei cfr di chi per merito o per altro ha il posto fisso, mentre non ti scandalizza per niente il fatto che ci sia tutta una categoria di lavoratori autonomi che evadono le tasse, non ti scandalizza la corruzione politica dilagante, non ti scandalizzano gli abusi fiscali, edilizi i condoni, le società off-shore etc... Eh no amico mio, non ci sto.Allora visto che preferisci metterla in rissa eccoti servito. A mia moglie il posto da insegnante è costato 5 anni di liceo più 5 di università, più tre (a pagamento) di specializzazione più la partecipazione e il superamento di quattro concorsi pubblici e otto gradi di miopia. Il tutto per 1250 euro al mese, comunque benedetti perchè sudati euro per euro. Mentre lei sudava sui libri le sue amiche sono andate al lavoro, sono diventate autonome si e sono comprate la macchina a cinquant'anni anni sono andate in pensione mentre lei andava in autobus e in pensione non ci andrà mai ed ha sempre studiato, ha sempre lavorato a casa e a scuola. Ebbene il tuo problema è lei è una professoressa in via di estinzione? Cosa vuoi toglierle ancora, la vita? Se avessi avuto la possibilità me la sarei tenuta a casa, perchè c'è un momento in cui bisogna fermarsi, stare a casa per far capire a certi imbecilli e arroganti quanto vale un lavoro. Insegna tu ai toui figli a leggere a scrivere a far di conto e tutto il resto. 17-05-2010 16:08 - francesco
per chi non teme di mangiarsi il fegato vada sul sito dell' Istat ( Istituto nazionale di Statistica) che illustra l'andamento delle retribuzioni del settore pubblico dal 2001 al 2007 e poi faccia il confronto con il proprio stipendio dello stesso periodo.
Se nel frattempo ha perso il lavoro il confronto sarà ancora più facile.
http://www.istat.it/salastampa/comunicati/non_calendario/20080926_01/ 17-05-2010 15:56 - aiace
come me la pensa moltissima gente altrimenti non si spiegherebbe perche' ai concorsi (quando ci sono) si presentino 100 o mille concorrenti per un posto e perche' la gente faccia carte false per entrare nella PA come precari, magari a condizioni iniziali non ottimale ma sempre con la speranza di passare a ruolo;
non ho mai detto che le mie idee siano di sinistra; ho detto invece che se la siniatra non abbandona la protezione dei ceti privilegiati, e tali sono i dipendenti pubblici, sarà sempre più ininfluente; d'altra parte su questo stesso sito ritorna periodicamente la stessa domanda: perche' la gente che votava a milioni il PCI oggi non c'e' piu? io dico: anche per questo, perche' i veri lavoratori, quelli che lavorano con la minaccia costante del licenziamento sulla loro testa, si sono accorti che ci sono due pesi e due misure e chi li dovrebbe tutelare (è difficle, lo so, ma qualcuno le deve fare) non lo fa e continua a proteggere chi non ha bisogno di protezione. 17-05-2010 15:43 - aiace