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FUORIPAGINA
17/05/2010
  •   |   Maurizio Matteuzzi
    La destra di Spagna e lo scomodo Garzon

    Una condanna (probabilmente) a vita che ha fatto saltare di gioia la destra in tutte le sue varianti qui in Spagna - da quella moderata del "Partido popular" a quella estrema dei nostalgici del franchismo - e di certo acceso l'invidia di Berlusconi e soci in Italia che pagherebbero chissà cosa perché anche da noi ci fossero dei magistrati così "responsabili" da espellere un giudice troppo impiccione e troppo protagonista. Un giudice che nel corso degli ultimi vent'anni ha sempre messo i bastoni fra le ruote e negato l'impunità-immunità ai partiti politici (sia i socialisti sia i "popolari"sia i nazionalisti radicali baschi vicini all'Eta) intervenendo in tutti i casi più clamorosi e spinosi. Dal terrorismo (di Stato e islamico, spagnolo e internazionale) al narcotraffico, alla corruzione. Baltasar Garzón, titolare dal 1988 dell'ufficio d'istruzione numero 5 della Audiencia nacional, giovedì è stato messo sotto processo dal giudice del Tribunale supremo Luciano Varela e immediatamente dopo sospeso, secondo quanto prevede la legge, dal Consejo general del poder judicial (Cgpj, l'organo di autogoverno della magistratura paragonabile al nostro Csm), che ha voluto anche infliggergli l'umiliazione ulteriore di rinviare a una prossima riunione la decisione sulla sua richiesta di andare all'Aja dove il presidente della Corte penale internazionale, l'argentino Luis Moreno Ocampo, l'aveva invitato in qualità di "consulente esterno" nel tentativo estremo di salvarlo. Garzón doveva bere la cicuta qui in Spagna, fino in fondo. E ora l'attende il processo davanti al suo nemico Varela - che per capire fin dove possa arrivare l'invidia e il rancore personale, è uno dei fondatori di Jueces para la democracia, la corrente progressista dei giudici corrispondente grossomodo a Magistratura democratica - e al Tribunale supremo - con cui in questi 20 anni ha avuto un'infinità di problemi e di scontri. Per l'accusa di "prevaricazione" rischia una sospensione da 12 a 20. Avendo lui 55 anni (è nato in Andalusia nel '55), nel caso al momento più che probabile, di condanna, sarà una condanna a vita. E (in)giustizia sarà stata fatta nel nome di un garantismo capzioso e distorto che arriva a toccare il suo opposto. Dal corporativismo più becero della magistratura all'impunità ritrovata dei politici in servizio attivo («lasciateci lavorare») o della riserva («chi ha avuto ha avuto e scordiamoci il passato»).
    In 20 anni Garzón ha messo le mani su tutti i casi più clamorosi, attirandosi grandi lodi e grandi odii, ma quelli che l'hanno perduto sono stati due. Il primo e il più grave, aver doverosamente e finalmente aperto il capitolo e rotto il tabù delle atrocità commesse dal vincitore della guerra civile sui vinti. Il secondo, aver avviato le indagini sulla rete di colossale corruzione politica e affaristica - il "caso Gürtel" - che sta scuotendo il Pp. Varela - che non si vergogna di aver avviato il processo contro Garzón sulla base delle denunce presentate da tre gruppi fascisti: uno pseudo-sindacato dell'ultradestra chiamato "Manos limpias", un movimento dal nome significativo di "Libertad y Identidad" e la Falange, l'erede del partito unico del franchismo e massimo responsabile della sue atrocità - lo accusa di avere "coscientemente" aggirato la legge d'amnistia del '77 su cui s'imperniò la transizione, accettando e accelerando la richiesta di giustizia dei familiari delle vittime e delle associazioni per la memoria storica. Ma dopo aver perseguito dittatori e genocidi dell'America latina (fu il clamoroso arresto del cileno Pinochet nell'88 a Londra a dargli una fama mondiale) sulla base della giurisdizione universale rispetto ai crimini, imprescrittibili, di lesa umanità, Garzón aveva capito di non potere più sottrarsi al dovere di agire contro i crimini - impuniti - di Franco e del franchismo, anche a costo di "riaprire le ferite" (e le fosse comuni) della guerra civile. Quanto al "caso Gürtel" che gli ha fatto piovere un'altra accusa di "prevaricazione" da parte di Varela (il pretesto garantista sono state le intercettazioni dei colloqui fra i principali accusati in carcere e i loro difensori, poi annullate come prova), i "popolari" e i giornali della destra che ieri esultavano hanno dimenticato di quando e quanto esaltavano negli anni '90 l'implacabile azione di Garzón contro la corruzione del governo socialista di Felipe González e il terrorismo di stato (il caso dei Gal, gli squadroni della morte anti-Eta), che contribuì non poco alla prima sconfitta di Felipe a favore del "popolare" Aznar nel '96 e portò in galera un ministro degli interni e un sottosegretario del Psoe.




I COMMENTI:
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  • ...come al solito. Quando si cerca di capire quanto siano stati responsabili Falangisti e Clero....ecco la sollevazione della destra che grida al complotto e delegittima.
    Come in Italia...la seconda guerra mondiale non é conclusa. 18-05-2010 14:46 - Valentino
  • per Buenavantura

    ti ringrazio per le precisazioni; sono stato a Madrid pochi giorni, ho cercato di proposito i ricordi della guerra civile e non li ho trovati; mia ignoranza; sapevo dell'Arco della Vittoria ma anche che era stato chiuso.

    Cmq sono d'accordo: Madrid è bellissima. Spero di ritornarci. 18-05-2010 14:29 - aiace
  • Aiace, noto che non conosci granché la situazione in Spagna con riferimento alla guerra civile.
    Ho vissuto a Madrid e ci torno spessissimo.
    É una cittá belllissima con gente estremamente aperta e simpatica. Peró non é vero nella maniera piú assoluta che ci sia "l'assoluta assenza di monumenti, targhe o vie che ricordassero la guerra civile, sia da una parte che dall'altra".
    Una statua equestre di Franco é stata rimossa dal centro di Madrid solo tre ani fa tra le consuete proteste di politici del partito popolare. É ancora presente un grandissimo Arco della Victoria che celebre la "vittoria" di Franco a cento metri dal Palazzo della Moncloa. Ci sono ben 37 viali, strade o piazze intitolate al fratello Franco, Generali, alla divisione Blu (volontari che andarono a combattere per Hitler in Russia) militari e persone collegate al regime franchista.
    Allo stesso tempo centinaia di migliaia di vittime del regime sono tuttora seppelite in migliaia di fosse comuni. Alcune addirittura sono state disotterate ai tempi del regime e risepolte accanto ai loro stessi aguzzini contro la volontá dei loro familiari nella valle dei caduti che commemora la vittoria dei golpisti nella guerra civile .
    I familiari si tanno battendo da anni per una degna sepoltura delle vittime del regime e perché venga finalmente accertata la veritá su eccidi commessi dal regime e per determinare finalmente la dinamica degli eventi e responsabili. Non mi sembra che accertare finalmente la verita su episodi tanto importanti sia un fatto che debba ferire o spaventare alcuna persona, e anzi sia un fatto doveroso. Se non si accerta finalmente la veritá su tragici storici si rende un disservizio alle generazioni del passato, presente e futuro.
    Come disse Garzón proprio oggi: "Le ferite che non si puliscono si riaprono".

    Ecco un elenco de "El Callejero de la Vergüenza" (aggiornato al 2004) di strade intitolate solo nella capitale a persone del regime franchista:

    Militari:

    Calle Almirante Francisco Moreno

    Avenida Arco de la Victoria

    Avenida Comandante Franco

    Calle Batalla de Belchite

    Calle Caídos de la División Azul

    Calle Capitán Haya

    Avenida Comandante Franco

    Calle García Morato

    Calle General Aranda

    Calle General Asensio Cabanillas

    Calle general Dávila

    Avenida General Fanjul

    Calle General García Escámez

    Calle General García de la Herranz

    Calle General Millán Astray

    Pasaje General Mola

    Calle General Moscardó

    Calle General Orgaz

    Calle General Saliquet

    Calle General Varela

    Calle General Yagüe

    Calle Héroes del Alcázar

    Paseo Muñoz Grandes

    Calle Teniente Coronel Noreña



    Polítici:

    Calle Alberto Martín Artajo

    Calle Calvo Sotelo

    Parque Carlos Arias Navarro

    Calle Eduardo Aunós

    Plaza Fernández Ladreda

    Calle José Luis Arrese

    Plaza Juan Antonio Suances

    Calle Ministro Ibañez Martín

    Plaza Teniente de Alcalde Pérez pillado

    Altri:

    Calle Agustín de Foxá (Scrittore)

    Calle Almagro Basch (archeologo)

    Calle David Lara (falangista)

    Calle Dionisio Ridruejo (Scrittore)

    Calle Doctor Vallejo Nájera (psichiatra)

    Calle José María Pemán (Scrittore)

    Plaza Luca de Tena (Giornalista)

    Calle Martín Mora (falangista)

    Calle Mártires Concepcionistas

    Calle Mártires Maristas

    Calle Mártires de Paracuellos

    Avenida Padre Huidobro

    Calle Pedro Muñoz Seca (Scrittore)

    Calle Pilar Millán Astray (Scrittora) 18-05-2010 14:04 - Buenaventura
  • Forse il caso Garzon apre un problema immenso.

    La genesi e la natura dei poteri. 18-05-2010 14:03 - miria
  • Nell'analisi manca una considerazione (a maggior ragione visto che si tratta di un giornale vicino ai movimenti come il manifesto). Garzon non ha operato sempre solo contro i poteri di ogni tipo (dal psoe al pp), ma ha anche condotto indagini discutibili contro i movimenti sociali (in particolare dei paesi baschi) portando alla chiusura di giornali e di partiti politici. Questo non toglie i suoi meriti relativi alle indagini sul franchismo, ma dipingerlo come un paladino delle libertà civili è fuorviante, visto che in molte indagini ha chiuso gli occhi sulle torture e sugli abusi commesse dalla polizia a danno degli attivisti.
    (Aggiungo un link per un maggior approfondimento del tema http://diagonalperiodico.net/Garzon-un-heroe-de-los-derechos.html?var_recherche=garzon) 18-05-2010 12:39 - gio
  • sono stato recentemente a Madrid

    a parte

    1) i servizi di trasporto pubblico: metro, treni, aautobus, stazioni, tutto modernissimo, efficientissimo,e pulito e coordinato

    2) l'altissimo numero di cartelli "vendesi" e "affittasi" sugli edifici (conseguenze della bolla immobiliare)

    mi ha colpito l'assoluta assenza di monumenti, targhe o vie che ricordassero la guerra civile, sia da una parte che dall'altra.

    Evidentemente è stata fatto da tutte le forze politiche della nuova Spagna una scelta ben precisa: l'oblio, premessa per la riconciliazione nazionale

    Rimettere in discussione tutto cio' mi sembra sbagliato. 18-05-2010 12:38 - aiace
  • Al commento di fantomas aggiungo che da come lo ho capito io, il patto dell'oblio condanna gli eventi senza assolve i criminali, e semplicemente evita che la guerra civile continui a tutt'oggi come in Italia dove la seconda guerra mondiale non e' ancora finita. 18-05-2010 11:05 - Franco
  • A differenza di fantomas, credo che l'azione giudiziaria contro Garzon sia ingiusta. Il fatto di riportare alla luce ed indagare su crimini nascosti in nome di un nebuloso "interesse nazionale" mi sembra doveroso per qualunque magistrato. La verità è sempre dura e difficile da accettare, ma non possono esistere in uno Stato democratico zone d'ombra inaccessibili. Il risentimento verso Garzon covato dall'estrema destra e dalla sinistra spagnole testimoniano la trasversalità dell'interesse politico a coprire i crimini del passato. Un Paese non si fonda sulle menzogne e sulle fosse comuni di corpi senza nomi.
    Garzon è sicuramente un giudice "da prima pagina", dotato di un carattere spigoloso, ma nn dimentichiamoci come fosse la P2 a sponsorizzare la completa spersonalizzazione dei magistrati indaganti in modo da renderli facilmente eliminabili. Solo un testardo, egocentrico rompiballe poteva pensare di riaprire indagini che, seppur dolorose, servono a rendere giustizia a chi non l'ha mai avuta . 18-05-2010 11:05 - Denis
  • un puro trova sempre un più puro che lo epura, la destra che non ammette di essere gidicata esulta , che tristezza , forse il sig.Fantomas non ha capito che l'amnistia la fanno sempre quelli di cui sopra . ulisse 18-05-2010 07:51 - ulisse rossi
  • Aggiungo una considerazione sul concetto di crimini contro l'umanità. Non c'erano sudamericani tra le vittime di Franco? Che cosa succede se un cileno chiede di processare uno spagnolo per crimini contro l'umanità? Gli spagnoli accettano il principio che i crimini contro l'umanità sono perseguibili anche dal Cile alla
    Spagna o con pretesti plausibili o meno plausibili garantiscono l'impunità agli scagnozzi di Franco dopo avere processato Pinochet e i suoi? 17-05-2010 23:13 - fantomas
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