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Maurizio Matteuzzi
La destra di Spagna e lo scomodo Garzon
Una condanna (probabilmente) a vita che ha fatto saltare di gioia la destra in tutte le sue varianti qui in Spagna - da quella moderata del "Partido popular" a quella estrema dei nostalgici del franchismo - e di certo acceso l'invidia di Berlusconi e soci in Italia che pagherebbero chissà cosa perché anche da noi ci fossero dei magistrati così "responsabili" da espellere un giudice troppo impiccione e troppo protagonista. Un giudice che nel corso degli ultimi vent'anni ha sempre messo i bastoni fra le ruote e negato l'impunità-immunità ai partiti politici (sia i socialisti sia i "popolari"sia i nazionalisti radicali baschi vicini all'Eta) intervenendo in tutti i casi più clamorosi e spinosi. Dal terrorismo (di Stato e islamico, spagnolo e internazionale) al narcotraffico, alla corruzione. Baltasar Garzón, titolare dal 1988 dell'ufficio d'istruzione numero 5 della Audiencia nacional, giovedì è stato messo sotto processo dal giudice del Tribunale supremo Luciano Varela e immediatamente dopo sospeso, secondo quanto prevede la legge, dal Consejo general del poder judicial (Cgpj, l'organo di autogoverno della magistratura paragonabile al nostro Csm), che ha voluto anche infliggergli l'umiliazione ulteriore di rinviare a una prossima riunione la decisione sulla sua richiesta di andare all'Aja dove il presidente della Corte penale internazionale, l'argentino Luis Moreno Ocampo, l'aveva invitato in qualità di "consulente esterno" nel tentativo estremo di salvarlo. Garzón doveva bere la cicuta qui in Spagna, fino in fondo. E ora l'attende il processo davanti al suo nemico Varela - che per capire fin dove possa arrivare l'invidia e il rancore personale, è uno dei fondatori di Jueces para la democracia, la corrente progressista dei giudici corrispondente grossomodo a Magistratura democratica - e al Tribunale supremo - con cui in questi 20 anni ha avuto un'infinità di problemi e di scontri. Per l'accusa di "prevaricazione" rischia una sospensione da 12 a 20. Avendo lui 55 anni (è nato in Andalusia nel '55), nel caso al momento più che probabile, di condanna, sarà una condanna a vita. E (in)giustizia sarà stata fatta nel nome di un garantismo capzioso e distorto che arriva a toccare il suo opposto. Dal corporativismo più becero della magistratura all'impunità ritrovata dei politici in servizio attivo («lasciateci lavorare») o della riserva («chi ha avuto ha avuto e scordiamoci il passato»).
In 20 anni Garzón ha messo le mani su tutti i casi più clamorosi, attirandosi grandi lodi e grandi odii, ma quelli che l'hanno perduto sono stati due. Il primo e il più grave, aver doverosamente e finalmente aperto il capitolo e rotto il tabù delle atrocità commesse dal vincitore della guerra civile sui vinti. Il secondo, aver avviato le indagini sulla rete di colossale corruzione politica e affaristica - il "caso Gürtel" - che sta scuotendo il Pp. Varela - che non si vergogna di aver avviato il processo contro Garzón sulla base delle denunce presentate da tre gruppi fascisti: uno pseudo-sindacato dell'ultradestra chiamato "Manos limpias", un movimento dal nome significativo di "Libertad y Identidad" e la Falange, l'erede del partito unico del franchismo e massimo responsabile della sue atrocità - lo accusa di avere "coscientemente" aggirato la legge d'amnistia del '77 su cui s'imperniò la transizione, accettando e accelerando la richiesta di giustizia dei familiari delle vittime e delle associazioni per la memoria storica. Ma dopo aver perseguito dittatori e genocidi dell'America latina (fu il clamoroso arresto del cileno Pinochet nell'88 a Londra a dargli una fama mondiale) sulla base della giurisdizione universale rispetto ai crimini, imprescrittibili, di lesa umanità, Garzón aveva capito di non potere più sottrarsi al dovere di agire contro i crimini - impuniti - di Franco e del franchismo, anche a costo di "riaprire le ferite" (e le fosse comuni) della guerra civile. Quanto al "caso Gürtel" che gli ha fatto piovere un'altra accusa di "prevaricazione" da parte di Varela (il pretesto garantista sono state le intercettazioni dei colloqui fra i principali accusati in carcere e i loro difensori, poi annullate come prova), i "popolari" e i giornali della destra che ieri esultavano hanno dimenticato di quando e quanto esaltavano negli anni '90 l'implacabile azione di Garzón contro la corruzione del governo socialista di Felipe González e il terrorismo di stato (il caso dei Gal, gli squadroni della morte anti-Eta), che contribuì non poco alla prima sconfitta di Felipe a favore del "popolare" Aznar nel '96 e portò in galera un ministro degli interni e un sottosegretario del Psoe.
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Come in Italia...la seconda guerra mondiale non é conclusa. 18-05-2010 14:46 - Valentino
ti ringrazio per le precisazioni; sono stato a Madrid pochi giorni, ho cercato di proposito i ricordi della guerra civile e non li ho trovati; mia ignoranza; sapevo dell'Arco della Vittoria ma anche che era stato chiuso.
Cmq sono d'accordo: Madrid è bellissima. Spero di ritornarci. 18-05-2010 14:29 - aiace
Ho vissuto a Madrid e ci torno spessissimo.
É una cittá belllissima con gente estremamente aperta e simpatica. Peró non é vero nella maniera piú assoluta che ci sia "l'assoluta assenza di monumenti, targhe o vie che ricordassero la guerra civile, sia da una parte che dall'altra".
Una statua equestre di Franco é stata rimossa dal centro di Madrid solo tre ani fa tra le consuete proteste di politici del partito popolare. É ancora presente un grandissimo Arco della Victoria che celebre la "vittoria" di Franco a cento metri dal Palazzo della Moncloa. Ci sono ben 37 viali, strade o piazze intitolate al fratello Franco, Generali, alla divisione Blu (volontari che andarono a combattere per Hitler in Russia) militari e persone collegate al regime franchista.
Allo stesso tempo centinaia di migliaia di vittime del regime sono tuttora seppelite in migliaia di fosse comuni. Alcune addirittura sono state disotterate ai tempi del regime e risepolte accanto ai loro stessi aguzzini contro la volontá dei loro familiari nella valle dei caduti che commemora la vittoria dei golpisti nella guerra civile .
I familiari si tanno battendo da anni per una degna sepoltura delle vittime del regime e perché venga finalmente accertata la veritá su eccidi commessi dal regime e per determinare finalmente la dinamica degli eventi e responsabili. Non mi sembra che accertare finalmente la verita su episodi tanto importanti sia un fatto che debba ferire o spaventare alcuna persona, e anzi sia un fatto doveroso. Se non si accerta finalmente la veritá su tragici storici si rende un disservizio alle generazioni del passato, presente e futuro.
Come disse Garzón proprio oggi: "Le ferite che non si puliscono si riaprono".
Ecco un elenco de "El Callejero de la Vergüenza" (aggiornato al 2004) di strade intitolate solo nella capitale a persone del regime franchista:
Militari:
Calle Almirante Francisco Moreno
Avenida Arco de la Victoria
Avenida Comandante Franco
Calle Batalla de Belchite
Calle Caídos de la División Azul
Calle Capitán Haya
Avenida Comandante Franco
Calle García Morato
Calle General Aranda
Calle General Asensio Cabanillas
Calle general Dávila
Avenida General Fanjul
Calle General García Escámez
Calle General García de la Herranz
Calle General Millán Astray
Pasaje General Mola
Calle General Moscardó
Calle General Orgaz
Calle General Saliquet
Calle General Varela
Calle General Yagüe
Calle Héroes del Alcázar
Paseo Muñoz Grandes
Calle Teniente Coronel Noreña
Polítici:
Calle Alberto Martín Artajo
Calle Calvo Sotelo
Parque Carlos Arias Navarro
Calle Eduardo Aunós
Plaza Fernández Ladreda
Calle José Luis Arrese
Plaza Juan Antonio Suances
Calle Ministro Ibañez Martín
Plaza Teniente de Alcalde Pérez pillado
Altri:
Calle Agustín de Foxá (Scrittore)
Calle Almagro Basch (archeologo)
Calle David Lara (falangista)
Calle Dionisio Ridruejo (Scrittore)
Calle Doctor Vallejo Nájera (psichiatra)
Calle José María Pemán (Scrittore)
Plaza Luca de Tena (Giornalista)
Calle Martín Mora (falangista)
Calle Mártires Concepcionistas
Calle Mártires Maristas
Calle Mártires de Paracuellos
Avenida Padre Huidobro
Calle Pedro Muñoz Seca (Scrittore)
Calle Pilar Millán Astray (Scrittora) 18-05-2010 14:04 - Buenaventura
La genesi e la natura dei poteri. 18-05-2010 14:03 - miria
(Aggiungo un link per un maggior approfondimento del tema http://diagonalperiodico.net/Garzon-un-heroe-de-los-derechos.html?var_recherche=garzon) 18-05-2010 12:39 - gio
a parte
1) i servizi di trasporto pubblico: metro, treni, aautobus, stazioni, tutto modernissimo, efficientissimo,e pulito e coordinato
2) l'altissimo numero di cartelli "vendesi" e "affittasi" sugli edifici (conseguenze della bolla immobiliare)
mi ha colpito l'assoluta assenza di monumenti, targhe o vie che ricordassero la guerra civile, sia da una parte che dall'altra.
Evidentemente è stata fatto da tutte le forze politiche della nuova Spagna una scelta ben precisa: l'oblio, premessa per la riconciliazione nazionale
Rimettere in discussione tutto cio' mi sembra sbagliato. 18-05-2010 12:38 - aiace
Garzon è sicuramente un giudice "da prima pagina", dotato di un carattere spigoloso, ma nn dimentichiamoci come fosse la P2 a sponsorizzare la completa spersonalizzazione dei magistrati indaganti in modo da renderli facilmente eliminabili. Solo un testardo, egocentrico rompiballe poteva pensare di riaprire indagini che, seppur dolorose, servono a rendere giustizia a chi non l'ha mai avuta . 18-05-2010 11:05 - Denis
Spagna o con pretesti plausibili o meno plausibili garantiscono l'impunità agli scagnozzi di Franco dopo avere processato Pinochet e i suoi? 17-05-2010 23:13 - fantomas