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FUORIPAGINA
18/05/2010
  •   |   Niva Lorenzini
    È scomparso Edoardo Sanguineti, politico prestato alla poesia

    non dico avere pena, compassione,
    pietà, cordoglio, commiserazione,
    misericordia con compatimento,
    con condoglianza, con rincrescimento:
    non dico avere tormento, corruccio,
    tristezza, angoscia, lutto, pianto, cruccio:
    ma goduria e tripudio, in buona fede,
    perché solo chi muore si rivede...

    L’estremo sberleffo, Edoardo. Poco può la morte contro chi la sa costringere, come in questa ottava del tuo Novissimum Testamentum, a uscire allo scoperto, esibire il proprio cerimoniale di lutto in rime baciate, sfidando il tragico sino a depotenziarlo, a consegnarlo inebetito, parodizzato, al ribaltamento irriverente.

    Non so perché mi sono venuti in mente quei versi mentre cercavo conforto alla notizia, e mentre cerco ora di scrivere queste righe difficili. Non so scriverle senza il tuo aiuto. Ho conosciuto l’intellettuale di caratura rarissima, il letterato dalla cultura senza confini e insieme il politico prestato alla letteratura, come amavi definirti, tu che non tolleravi la desolazione dei tempi, la osteggiavi con ferocia, indignato contro il revisionismo ipocrita, la svendita delle ideologie.   
    Ti amavano per questo, i giovani, sentendoti giovane con loro, disposto come loro a reinventare ogni volta il mondo, in odio ai conformismi. Magari era giunta sino a loro l’eco mediatica di chi ti identificava con l’enfant terrible della letteratura, e stigmatizzava le tue prese di posizione drastiche. Ma poi ti leggevano e imparavano davvero a conoscerti, e ti fermavano per strada – è successo ancora pochi giorni fa a Bologna – chiamandoti per nome, per farsi firmare da te un foglietto strappato lì per lì.
    Tu eri felice di questo. Avevi attraversato il Novecento da protagonista, venendo a contatto con i più grandi artisti e intellettuali del secolo, amato da musicisti, da Luciano Berio a Stefano Scodanibbio, registi come Luca Ronconi, pittori come Enrico Baj. Ungaretti aveva sponsorizzato il tuo Laborintus presentandolo e sostenendolo per il premio Viareggio, Roland Barthes aveva steso una presentazione per te, nel catalogo Feltrinelli 1967, Enzesberger aveva collaborato alla traduzione tedesca di Purgatorio de l’Inferno. E ci sono state le tue straordinarie traduzioni per teatro, dai classici greci a Shakespeare, Brecht, Goethe, e a traduzioni stavi ancora adesso lavorando, e le tue finissime pagine di critico letterario, esperto di tutto lo sviluppo secolare della cultura, da Dante a Leopardi a Foscolo al pieno Novecento.
    Non si può raccontarti così, racchiudere in parole tirate via la tua passione di vivere, che conosceva abissi di depressione e momenti di assoluta accettazione fisica, corporea, dell’esistere. L’insensatezza della felicità, ci  eravamo scritti: tu la sapevi trasmettere, al di là delle regole, fino a godere infantilmente di una torta Sacher e commuoverti – come ancora pochi giorni fa – leggendo una tua traduzione di Neruda.
    Devo scriverlo che ci mancherai? In questi casi si dice che resta l’opera, e quella resterà, di sicuro. Ma mancherà l’umanità, mancherai all’umanità, dove questa ancora si annidi. Mancherà la tua straordinaria capacità di usare la parola, da lessicologo magistrale, trasformarla in gesto, in sonorità, farne vibrare la corporeità e poi spegnerla nel silenzio, nientificarla. Edoardo Sanguineti è “il più musicale, il più musicato e possibilmente anche il più musicista dei poeti”, ha scritto con felice invenzione Scodanibbio.
    Ora si è fatto buio in scena, come nella tua Commedia dell’Inferno. Ma sarà ancora un travestimento. Ti aspettiamo, Edoardo, ti seguiremo, ti chiederemo lumi.   


I COMMENTI:
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  • L'avremmo voluto avere con noi a genova al nostro arrivo,
    la nave dei diritti di barcellona
    www.losbarco.org 25-26-27 giugno 2010
    sarà comunque con noi! andrea 19-05-2010 17:21 - Andrea De+Lotto
  • Un forte dolore, un senso di smarrimento e di profondo vuoto mi ha oppressa alla notizia(repentinamente fornita da DirePoesia) della scomparsa del Poeta. Avevo avuto il privilegio qualche settimana fa di ascoltare dalla sua bocca il sonetto/acrostico giocoso che aveva composto espressamente per la città del Palladio: solo adesso comprendo appieno il significato di quella commozione che gli aveva velato gli occhi e rappreso per un istante l'inconfondibile voce monocorde alla fine della lettura ..
    Un uomo veramente grande se ne è andato in silenzio,lasciandoci in eredità un esempio alto di vita. 19-05-2010 16:27 - Gabriella Bertizzolo
  • leme lemme, la luna lenta lenta lecca me, lappa te, la lutulenta:le lonze, le leone, le lupesse limano lingue di licantropesse:lancia la lancia, lussuria loschissima, lenza di lombi, lama labilissima:libera nos, lucina limacciosa, lasciva mia lucerna silenziosa ( L di edoardo sanguineti) 19-05-2010 16:26 - giorgio
  • Solo un comunista vero poteva morire come morirebbe n qualsiasi uomo del popolo, senza scorciatoie e con una dignità inarrivabile da molti, nelle maglie di un sistema inumano e intollerabile il quale non riconosce la sofferenza umana nè il diritto di cura e d' asilo. 19-05-2010 14:56 - Maximilian
  • Nessun rimpianto...un simile esempio di vita e coerenza vale per sempre! A presto, compagno 19-05-2010 14:53 - Maximilian
  • Laude al poeta scrittore Edoardo Sanguineti di cultura marxista di estrazione Gramsciana che lascia un vuoto incolmabile per la sua dipartita. Siamo rimasti orfani di un maestro di vita , un uomo di vastissima cultura che seppe farci amare la letteratura come se fosse una parte di noi stessi. 19-05-2010 14:49 - ETAIROS
  • Appena ho saputo che era morto Edoardo Sanguineti, uno dei più grandi intellettuali del secolo ventesimo, ho subito pensato al Ministro Italiano della Cultura, il molto poco onorevole Sandro Bondi. Mi pareva di setirlo chiedere ai suoi collaboratori: " Edoardo chi ? Ah, si, quel comunista!....". Forse avrà pure pensato " Meglio così, uno di meno" come si usa dalle sue parti. Intanto il quotidiano " Libero " esce oggi, 19 maggio, con una prima pagina esultante. Finalmente Santoro se ne va, liquidato a suon di milioni. AnnoZero chiude e fra poco toccherà pure a Ballarò. "Basta con il comizi politici nella TV pubblica !" tuona il quotidiano diretto da Vittorio Feltri. E poi va avanti con le solite polemiche,gli insulti, le insinuazioni, le calunnie, le offese e gli sbeffeggiamenti a non finire. Intanto di Edoardo Sanguineti non si ricorda già più quasi nessuno. 19-05-2010 14:32 - gianni
  • Brutta notizia, davvero. Forse siamo molto vicini alla fine da lui prospettata, più vicini di quel che non sembri. 19-05-2010 11:19 - lorenzo
  • Un grande poeta , un intelletuale, che sapeva trasmettere il sapere con saggezza a chi lo ascoltava. Marxista,e Gramsciano nella convinzione analitica del superamento del capitalismo costruendo una nuova societa' di uomini liberi ed uguali. Il sommo poeta e scrittore ci ha lasciato, ma sara' sempre con noi con le sue riflessioni e i suoi insegnamenti. Ci lascia in eredita' moltissime opere letterarie che saranno insegnamento per le generazioni attuali e future perche' sono patrimonio dell'umanita'. 19-05-2010 11:05 - euclide
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