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Anna Maria Merlo
Il furto d'arte del secolo
Mega-furto al Musée d’Art Moderne de la Ville de Paris, il museo che dal ’61 occupa l’ala est del Palais de Tokyo, costruito per l’Esposizione universale del ’37. Nella notte tra mercoledì e giovedì sono stati rubati cinque quadri: Piccione con piselli di Picasso, La pastorale di Matisse, L’ulivo vicino all’Estaque (quartiere di Marsiglia che ha ispirato numerosi pittori) di Braque, Natura morta con candelabro di Léger e Donna con ventaglio di Modigliani. La «sparizione» è stata scoperta dai custodi verso le 6,50 di ieri mattina. Il museo è stato chiuso al pubblico per permettere alla polizia di condurre le indagini. Secondo la registrazione del video di sorveglianza, una persona, vestita di nero e con un passamontagna in testa, si è introdotta nelle sale, dopo aver infranto il vetro di una finestra e sezionato un catenaccio di protezione. Il ladro ha poi tagliato le tele con un cutter e le ha arrotolate per portarle via.
Immediatamente, sono esplose le polemiche sulla sicurezza di questo importante museo, che conserva più di ottomila opere che illustrano le diverse correnti artistiche del XX secolo. Difatti, nessun allarme ha disturbato il ladro. Secondo i dipendenti del museo, «l’allarme non funzionava da due mesi»: il guasto era stato segnalato al comune di Parigi e nessuno sa spiegare come mai non ci siano stati interventi per ripararlo. Il sindaco di Parigi, il socialista Delanoë, si è detto «scioccato da questo furto che rappresenta un danno intollerabile per il patrimonio culturale universale di Parigi».
Le foto dei quadri rubati sono state diffuse su tutti i database delle forze dell’ordine del mondo, attraverso Interpol. I servizi specializzati della polizia, a varie riprese, avevano sottolineato la mancanza di protezione dei musei in Francia. Complici in questo, anche i tagli alla spesa pubblica, decisi dal governo nell’ambito del piano di rigore appena varato per far fronte all’eccesso di debito. La giustizia parla di un valore di 500 milioni di euro per i quadri rubati, mentre il Musée de la Ville riduce questa cifra a 100 milioni. Ma al di là di queste querelle, gli specialisti concordano sul fatto che sarà impossibile mettere sul mercato dipinti così conosciuti. Resta l’ipotesi di un furto su commissione, ordinato da un collezionista. Oppure quella di una possibile richiesta di riscatto. Dal ’75, in Francia esiste un servizio di polizia giudiziaria specializzato, l’Ocbc (Ufficio centrale di lotta contro il traffico di beni culturali), che alimenta una schedatura chiamata Treima (Thesaurus di ricerca elettronica e di immagini in materia artistica), che ha già recensito circa 80mila opere rubate. Una raccolta analoga di dati viene gestita anche da Interpol, che ha schedato circa 26mila immagini delle «opere d’arte più ricercate al mondo».
Il furto al Musée d’Art Moderne è il record del secolo. Si tratta del più ingente dopo quello avvenuto nel ’76 al Palazzo dei Papi di Avignone, dove vennero sottratte 118 tele di Picasso. L’anno scorso c’erano già stati due episodi in Francia: tra l’8 e il 9 giugno 2009, era scomparso un carnet di disegni di Picasso, valutato tra i 3 e gli 8 milioni di euro, rubato da una vetrina del museo omonimo a Parigi, mentre il palazzo era in ristrutturazione, quindi con un sistema di sicurezza debole. E il 30 dicembre era stato portato via un Degas (I coristi), prestito del Musée d’Orsay al Cantini di Marsiglia, valore 800mila euro.
Nel 2007, cinque uomini armati avevano assaltato il Musée des Beuax Arts di Nizza, portando via 4 quadri (2 Bruegel, 1 Sisley, 1 Monet), poi ritrovati 4 mesi dopo, con l’arresto dei responsabili. Nel maggio 2007 l’Institut du Monde Arabe, a Parigi, aveva denunciato la scomparsa, dai depositi, di 80 opere di arte moderna e islamica. Un Picasso, rubato al Centre Pompidou nel gennaio 2004, è stato recuperato più di un anno dopo, così come i 4 Monet (tra cui Impression soleil levant), sotratti al Marmottan nell’85. Ritrovati anche il Monet e il Sisley, «bottino» prelevato al museo di Nizza nel ’98.
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A chi esprime astio verso la Francia, vorrei solo ricordare che l'idea di permettere a tutti i cittadini di vedere le opere d'arte è nata con la Rivoluzione francese. E' un'idea democratica: permette l'accesso all'arte anche a chi non ha i mezzi per acquisire le opere (la nobiltà nell'Ancien régime, i ricchi oggi). 21-05-2010 16:23 - anna-maria
Il responsabile del furto è il beneficiario delle assicurazioni.
Chi è il pazzo che ruba opere così note e invendibili?
Solo un pazzo entra in un museo e rubba opere che non possono essere messe in commercio.Anche se la Banda Bassotti,sapesse che il museo è senza protezione perche il direttore non ha provveduto a riparare l'allarme da mesi.Anche se la guardia è un vecchio che sta sempre in guardiola e non fa altro che guardare la televisione invece di ispezionare il museo,nessun ladro di professione andrebbe a rubare quelle immagini cosi famose.
Oppure se non fosse il beneficiario delle assicurazioni,si potrebbe pensare a un rapimento politico.
Una organizzazione che con queste opere intende riccattare la Francia.
Ma questa e fantascienza!
Io sono dell'idea che il ladro è chi ci guadagna. 21-05-2010 09:20 - mariani maurizio