mercoledì 18 settembre 2013
Abbonamenti 2012

 
Forum
 
LA ROTTA D'EUROPA
Le crisi senza Unione
di Rossana Rossanda
OGGI IN EDICOLA
giornale mercoledì 18 settembre 2013
ACQUISTA IL PDF
Ottobre 2011
 
 
 
In edicola
dal 18 Ottobre

a 3€ con il manifesto, a 1,70€ più il prezzo del giornale negli altri giorni
 
Tunisia, la vertigine di poter scegliere
di SERGE HALIMI
Fissione nel cuore del nucleare francese
di TRISTAN COLOMA
 
 
Condividi su facebooktwitteraddthis.com
FUORIPAGINA
21/05/2010
  •   |   Cinzia Gubbini
    La scuola si mobilita per il tempo pieno

    Della serie la lotta (almeno un po') paga. Lo hanno sperimentato quei genitori e insegnanti che, a Roma, hanno dato vita alle «quattro giornate della scuola pubblica» per denunciare l'improvvisa scomparsa, seguita alla diramazione di una circolare dell'Ufficio scolastico provinciale, di 68 classi a tempo pieno già funzionanti. E' stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso, e ha portato in piazza scuole e genitori (solo i più consapevoli, per la verità). Ieri l'appuntamento sotto il ministero dell'Istruzione, muniti di fischietti, pentole, coperchi e una «brigata creativa» che creava là per là stornelli su vecchi adagi popolari ma anche canzoni pop. Non è stata una mobilitazione inutile: una delegazione di 11 persone, infatti, è stata ricevuta al ministero. E al ritorno, la buona notizia: «Abbiamo parlato con il direttore generale del personale della scuola, Luciano Chiappetta, ci ha detto che il dirigente dell'ufficio scolastico provinciale, Giuspeppe Minichiello, non poteva fare la circolare del 20 aprile, con cui è stato stabilito che dall'anno prossimo sarebbe stata tagliata una classe a tempo pieno funzionante in 68 scuole di Roma - racconta Domenico Montuori, del Coordinamento permanente delle scuole romane - Per questo, ci ha assicurato, chiamerà i dirigenti scolastici delle 68 scuole per annunciare che quelle classi a tempo pieno verranno ripristinate. Non è tutto quello che chiediamo - dice Montuori - ma almeno questa è una buona notizia».
    Non è tutto quello che chiedono le scuole di Roma perché, in realtà, il problema rimane sul piatto: in tutta Italia crescono le domande del tempo pieno. I genitori hanno bisogno di una scuola che funzioni, che possa coinvolgere i bambini fino alle 16,30 e che non sia un «parcheggio» ma una scuola di qualità, in cui i tempi di insegnamento siano distesi e in cui sia possibile solgere attività anche informali. Oggi serve una scuola pubblica che faccia di più. L'indirizzo del governo, invece, è spogliarla lentamente. La parola d'ordine è: risparmio, rosicchiare fino all'osso quello che c'è, senza aggiungere nulla. Per questo le assicurazioni di Chiappetta sono meglio che niente, ma certo sono pochissimo. Si calcola che le nuove richieste di tempo pieno che non verranno esaudite, solo a Roma, sono pari a più di 200 classi. In tutta Italia i tagli annunciati comporteranno la perdota di 800 classi a tempo pieno. In media, infatti, si prevedono 3 insegnanti in meno in ogni scuola. E le sorprese potrebbero non essere finite. Perchè i conti, quelli veri, bisognerà farli con l'organico di fatto che verrà deciso solo quando saranno stati distribuiti gli insegnanti anche anche nelle scuole superiori. A quel punto si vedrà quanto «avanza» e a chi verrà dato qualcosa di più e a chi verrà tolto definitivamente. L'anno prossimo, insomma, si annuncia ancora più duro. Tra i sindacati è polemica sulla necessità di denunciare il diasastro prima della chiusura delle scuole: i Cobas pensano che sia necessario fare qualcosa subito e per questo annunciano il blocco degli scrutini. Ma in tutta Italia sono in corso mobilitazioni. Ieri a Bologna i genitori del Coordinamento dei presidenti di circoli didattici e dei consigli di istituto si sono presentati all'università con dei cartelli con su scritto i crediti che ciascuna scuola vanta nei confronti dello Stato e sono riusciti a intercettare il dirigente dell'ufficio scolastico regionale, Limina, il quale ha risposto: «Ho fatto presente la situazione al ministero, più di tanto non posso fare», sostenendo che non gli sembra ci siano «situazioni drammatiche». A Torino domani l'appuntamento è invece alle 15,30 a piazza Castello: il Tavolo «Riprendiamoci la scuola» allestirà una vera e propria scuola per mostrare l'insostituibile patrimonio di conoscenze che si nasconde nelle nostre aule. In pratica, quello che stiamo perdendo. Il 27 e 28 maggio è la volta di Milano: verranno occupate le scuole e fatta informazione in città.


I COMMENTI:
  • E secondo te io avrei una connessione internet e avrei scritto che le masse non ci sono più.

    Ma come ti si può rispondere, coso. 22-05-2010 13:45 - Lpz
  • lpz ma le masse sono sempre piu' numerose, siamo sempre di piu' nel mondo che czzo dici 22-05-2010 10:07 - marco
  • Berlusconi non ci fa pagare più tasse,perche invece di darci,ci toglie.
    Tutti,sono capaci a risanare i bilanci dello stato in questa maniera.Ma c'è una storia paesana dove un contadino per risparmiare cercava di dare meno biada all'asino.
    Da venti Kili al giorno era passato a dieci.L'asino non si lamentava,lui era sempre tranquillo e sopportava queste privazioni,allora passò a 5 kili e vide che anche allora l'asino era tranquillo,anzi era molto più calmo di prima.
    Decise allora di non dare più da mangiare all'asino e di liberarsi finalmente di questa spesa.
    Ma l'asino dopo averlo caricato di un quintale di legna,cadde sbragato per terra e morì.
    Ora il contadino doveva portarsi la legna sulle spalle.Aveva risparmiato,ma era morto l'asino!
    Nel nostro caso Tremonti,tagliando tutte queste spese,risanerà i conti,ma morirà la scuola e da questa usciranno milioni di asini raglianti e calcianti che lo calceranno a morire.
    Così muoiono chi calcola troppo i numeri e non calcola le persone che ha intorno! 22-05-2010 09:10 - mariani maurizio
  • Lucca - 21 posti nelle scuole primarie... Statalizzata l'infazia di Massarossa con 120 bambini ,già iscritti , ma senza insegnanti in organico... viva l'italia!!!!!!!!!!!!!! 21-05-2010 22:26 - che
  • l'istruzione nel capitalismo serve 'essenzialmente' a costituire forza lavoro nei diversi gradi di specializzazione. Gli 800 insegnanti in meno sono un piccolo numero rispetto al taglio di 42mila cattedre previsti dalla nostrana Gelmini. Ma se l'obiettivo è per forza quello di fare cassa, visto che la società del lavoro non cresce più e cioè non si estrae plusvalore, tutto trasformandosi in un costo solo in perdita, a che servono persone istruite? detto fino in fondo è: a che servono le masse? perchè se lasciare le masse all'abrutimento e all'ignoranza significa diffusione dell'accattonaggio, tanto vale sterminarle. la logica sistemica, nel fondo, è questa (lo dimostrano ampiamente i migranti annegati nel mediterraneo). e non c'è mobilitazione perchè, ancora ancora, ognuno sente di aver qualcosa da perdere ad abbandonare questa logica. è la morte del soggetto storico. 21-05-2010 19:04 - Lpz
  • Della serie la lotta (almeno un po') paga.
    Ecco il punto: chi paga?
    Per far valere un proprio diritto si è dovuti scendere in piazza per protestare contro gli effetti di una circolare. Poi si apprende che il dirigente dell'ufficio scolastico provinciale, Giuspeppe Minichiello, non poteva fare la circolare del 20 aprile. Ecco il punto. Portiamo il conto a questo signore e chiediamogli di pagare per tutto il fastidio che ha scriteriatamente provocato ai genitori ed inseganti. FACCIAMOLO!!!!! 21-05-2010 18:09 - sigica
I COMMENTI:
INVIA UN COMMENTO
* richiesto
Nome   *
E-mail  
Immagine CAPTCHA per prevenire lo SPAM
Se non riesci a leggere la parola, clicca qui.
Codice   *
Commento   *
 
INDICE
freccia
ottobre 2011 [ 106 ]
freccia
freccia
agosto 2011 [ 112 ]
freccia
luglio 2011 [ 111 ]
freccia
giugno 2011 [ 129 ]
freccia
maggio 2011 [ 132 ]
freccia
aprile 2011 [ 100 ]
freccia
marzo 2011 [ 99 ]
freccia
freccia
gennaio 2011 [ 100 ]
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
marzo 2010 [ 62 ]
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
TERRA TERRA
  • Bob Lutz in Gm, l'eterno ritorno
    Bob Lutz è tornato. 80 anni il prossimo 12 febbraio, Robert Anthony “Bob” Lutz non è mai andato via davvero. Viene anzi il sospetto che forse non se ne andrà mai, come quegli highlander celebrati in un fortunato film, destinati a combattere nei secoli con gli spadoni per la loro immortalità. Le spade di Lutz sono le sue amate automobili. 
    7 novembre 2011
  • Lezioni di dissenso
    Domenica Robert Reich ha aggiunto il proprio nome alla lunga lista di luminari e intellettuali di sinistra che hanno apportato la propria solidarieta’ negli accampamenti di occupy wall street. Reich, prolifico corsivista liberal (spesso tradotto sul Manifesto), professore di publci policy a Berkeley e ministro del lavoro nell’amministrazione Clinton, ha partecipato al “teach-in” – la assemblee-simposio durate tutto il weekend a Occupy Los Angeles.
     
    7 novembre 2011
MANIFESTO BLOG
ANTIVIOLENZA Luisa Betti
freccia
NAPOLI CENTRALE Francesca Pilla
freccia
LO SCIENZIATO BORDERLINE Massimo Zucchetti
freccia
LOSANGELISTA Luca Celada
freccia
FRANCIAEUROPA Anna Maria Merlo
freccia
POLTERGEIST Nefeli Misuraca
freccia
QUINTOSTATO Roberto Ciccarelli
freccia
NUVOLETTA ROSSA Andrea Voglino
freccia
STREET POLITICS Giuseppe Acconcia
freccia
AUTOCRITICA Francesco Paternò
freccia
HORROR VACUO Filippo Brunamonti
freccia
ANZIPARLA Giulia Siviero
freccia
  • La foto
    di giuliasiviero - 17.08.2013 22:08
POPOCATÉPETL Gianni Proiettis
freccia
SERVIZI