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FUORIPAGINA
26/05/2010
  •   |   Francesco Piccioni
    Governo al lavoro per un macello

    C'è un solo nemico, per questo governo: il lavoro. Ed è anche l'unica botte da cui spillare qualche goccia di reddito extra. La «manovra correttiva» da 24 miliardi non lascia alcun dubbio, nonostante l'evidente sforzo di spalmare su una marea di voci differenti l'effetto delle «manganellate».
    La riduzione delle «spese della politica» o degli emolumenti ai supermanager pubblici è poco più di una trovata di marketing, mentre l'entità delle sottrazioni - in termini di salario, vita lavorativa, servizi in meno o più costosi - è al momento incalcolabile. E' chiaro che il taglio di 1.000 euro fatto a chi ne guadagna 100.000 l'anno è inavvertibile, mentre quattro anni di blocco salariale - eroso da un'inflazione che non dorme nemmeno in tempi di crisi - per chi ne guadagna 20.000 (o molto meno) è una bastonata intollerabile. Specie se con quello stipendio dovrai pagare più tasse scolastiche o universitarie per i tuoi figli, bollette gonfiate, pedaggi anche sulle strade fin qui gratuite. E' il destino riservato ai dipendenti pubblici, che vanno già preparando mobilitazioni. Persino dal «comparto sicurezza» (polizie varie) sale il malumore, al punto da chiedere ora apertamente il «diritto di sciopero».
    Ma è anche un governo che ha il terrore della conoscenza scientifica, quella che sgombra il campo dalle opinioni da imbonitore e stabilisce - temporaneamente - una qualche verità. L'elenco degli istituti di ricerca aboliti da questa manovra è impressionante. E accomuna sia carrozzoni che si credevano scomparsi (come il «comitato Sir»), sia presìdi fondamentali della ricerca italiana. E' comunque una manovra «depressiva», perché comprime i redditi e quindi i consumi in settori sociali di grandi dimensioni.
    In ogni caso, stiamo qui a raccontare non un testo nero su bianco, ma quanto hanno riferito ai giornalisti i protagonisti degli incontri avvenuti ieri a palazzo Chigi: rappresentanti degli enti locali, dei sindacati, delle associazioni di categoria. L'unica cifra fatta sono i 24 miliardi in due anni citati dal ministro dell'economia, Giulio Tremonti. Persino Romano Colozzi, assessore regionale (Pdl) in Lombardia, ha dovuto ricalcolare - raddoppiandola - la stima del taglio operato nei confronti delle Regioni.
    Tremonti aveva promesso di «ridurre il perimetro dello stato» e lo sta facendo. E del resto occorre uno stato più debole, se si vogliono lasciare campi aperti agli animal spirits del libero mercato. Vedremo meglio nei prossimi giorni in cosa può consistere l'accorpamento degli enti previdenziali, ad esempio; da cui certo si possono ottenere «grandi risparmi» ma, se mal «orientati», sulla pelle di assistiti che non hanno poi più difesa alcuna.
    Facciamo l'esempio annoso della sanità. Qui si sceglie la strada delle «limature» a diverse voci di bilancio, alcune persino sensate (acquisti centralizzati, costi certificati, ecc). Nulla si fa contro il vero cancro che fa levitare i costi della sanità pubblica: le convenzioni con cliniche private. Un meccanismo di privatizzazione strisciante, visto che «per convenzione» il pubblico deve garantire alle cliniche una quota di degenti, pagando anche le relative rette. Ma quelle cliniche possono privatamente procurarsi altri degenti (veri o falsi) accollandone egualmente i costi al «pubblico». L'ennesima conferma è venuta dalla Corte dei Conti, che ha disposto il sequestro delle cliniche laziali della famiglia Angelucci, che può vantare un onorevole (Antonio) del Pdl.
    E' infine un governo che ama la guerra. I risparmi derivanti dallo scioglimento degli enti pubblici (scientifici e non) saranno destinati al rifinanziamento delle missioni militari all'estero. «Di pace», ovviamente, come impone la «neolingua» in uso in Italia.

     

    TUTTE LE PROPOSTE DEL GOVERNO

     

     

     


I COMMENTI:
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  • oggi e' passata una manovraa dura, anzi durissima. ma le colpe sono di tutti: dei governi, nessuno escluso, che hanno come solo pensiero la rielezione e spendono i nostri soldi in clientele utili solo a fini elettorali. ma purtroppo non posso risparmiare una stoccata anche ai sindacati: dov'erano quando si concedevano assurdi privilegi come mandare persone in pensione a 40 anni o quando la politica creava posti di"lavoro" puramente inutili e clientelari? purtroppo tutti i nodi sono venuti al pettine. speriamo solo che sia breve 27-05-2010 03:47 - paolo
  • E poi oltre al danno c'e' anche la beffa di certi "supersindacalisti" che fanno eco alla propaganda del regime sul taglio dei costi della politica. Non è possibile mischiarsi con questi qui, non possiamo puntare a sederci ai loro stessi tavoli! a questi lestofanti va sottratta la base! ma quale cavolo è l'identikit di un lavoratore che si tessera uil?? ci sarà una possibilità di intercettarli o no? ma quante saranno mai tutte ste tessere uil per meritare tutto sto spazio in TV e li parlare come se rappresentassero l'universo dei lavoratori? ma che schifo 26-05-2010 23:58 - bikeleaf
  • Esproprio del nuovo yacht di Piersilvio e di un anno di retta di Veronica. Bastano 1000 proposte come la mia per arrivare a 24 miliardi. lancio una campagna. -999 26-05-2010 23:46 - Francesco
  • Sono d'accordo con murmillus, siamo ancora lontani dal fondo (troppo). Se i lavoratori dipendenti e i pensionati (specie quelli del nord) che votano a destra (soprattutto lega) cominceranno a fare la fame davvero sarà forse la volta buona che la smetteranno di votare a destra. 26-05-2010 22:56 - Gb2
  • il nemico non è fuori ,l'abbiamo in casa , lo manteniamo pure, adesso che certamente e pingue ed ingrassato a furia di derubarci dobbiamo farne salami , poi li appenderemo a piedi su per stagionare , quando maturi li ridistribuiremo al popolo in pari misura, il tutto per ottemperare ad una logica di eguaglianza storica , e sufficente leggere le motivazioni per la pena di morte INFLITTA a Luigi Capeto Re di Francia , visto che la storia si ripete perchè non crederci , non abbiamo più tempo . ulisse 26-05-2010 21:04 - ulisse rossi
  • Se non ricordo male, il governo prodi, con un tiepidissimo mugugno di rifondazione basso le aliquete fiscali.
    Basterebbe aumentare le tasse dirette (curva logaritmica), farle agare, pene severissime, et voila il gioco sarebbe fatto, ma... 26-05-2010 20:25 - murmillus
  • bisogna riconoscersi come "popolo della quota 1500 euro", questo governo ci aiuta a riconoscere che non c'è più lotta tra classi e professioni, ma nello spezzatino sociale delle professioni un unica grande lotta tra i ricchi e i "poveri". Proposte: mobilitiamoci subito in un "movimento di quota 1500" che inizi a "scioperare" ma dove a quelli del governo "interessa":
    1. resituire Tv e canoni vari (rai e digitale terrestre)
    2. utilizzare mezzi pubblici e fan culo la benzina
    3. telefonini addio..
    4. contraiamo i consumi e mobilitiamoci in una solidarietà orizzontale...
    ciò che c'è restato dice il filosofo Zizek è la disciplina... 26-05-2010 19:36 - bardo
  • loro fanno il conto sulla nostra rassegnazione e il potere mediatico 26-05-2010 19:35 - giorgio
  • Quando si toccano le pensioni e le liquidazioni del pubblico impiego, si congelano i loro stipendi per tre anni, e sopratutto si impongono soltanto spese per farmaci generici alla sanità pubblica si è già a livello di criminalità di Stato. Poi c'è la pubblicità da segreto di Pulcinella di questo governo dove i condoni vengono sempre concessi con larghi benefici verso chi ha sempre speculato, in questo caso con l'edilizia, condonata pagando un nonnulla rispetto a quello che dovrebbero pagare, e dove i tagli ai manager pubblici e ai vari ministri sono una voce che tuona, ma la base del calcolo ci rivela che si tratta di inezie indegne di considerazione. 26-05-2010 19:17 - marco
  • bisogna fare come il popolo greco, lotta ad oltranza per la cacciata del governo, per la prospettiva del governo dei lavoratori. il cui primo obiettivo deve essere la confisca delle ricchezze dei capitalisti a cominciare da quelle del presidente operaio; fantapolitica?, ma se non si comincia ad organizzarsi per la prospettiva del governo dei lavoratori, la borghesia capitalista,alla quale troppo spesso è congenialel'opportunismo del pd e la subalternità dei sindacati collaborazionisti, continuerà nel perenne massacro sociìale, così i tanti briatore continueranno a comprarsi panfili da 50 metri. 26-05-2010 18:00 - roberto grienti
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    Domenica Robert Reich ha aggiunto il proprio nome alla lunga lista di luminari e intellettuali di sinistra che hanno apportato la propria solidarieta’ negli accampamenti di occupy wall street. Reich, prolifico corsivista liberal (spesso tradotto sul Manifesto), professore di publci policy a Berkeley e ministro del lavoro nell’amministrazione Clinton, ha partecipato al “teach-in” – la assemblee-simposio durate tutto il weekend a Occupy Los Angeles.
     
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