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Francesco Piccioni
Governo al lavoro per un macello
C'è un solo nemico, per questo governo: il lavoro. Ed è anche l'unica botte da cui spillare qualche goccia di reddito extra. La «manovra correttiva» da 24 miliardi non lascia alcun dubbio, nonostante l'evidente sforzo di spalmare su una marea di voci differenti l'effetto delle «manganellate».
La riduzione delle «spese della politica» o degli emolumenti ai supermanager pubblici è poco più di una trovata di marketing, mentre l'entità delle sottrazioni - in termini di salario, vita lavorativa, servizi in meno o più costosi - è al momento incalcolabile. E' chiaro che il taglio di 1.000 euro fatto a chi ne guadagna 100.000 l'anno è inavvertibile, mentre quattro anni di blocco salariale - eroso da un'inflazione che non dorme nemmeno in tempi di crisi - per chi ne guadagna 20.000 (o molto meno) è una bastonata intollerabile. Specie se con quello stipendio dovrai pagare più tasse scolastiche o universitarie per i tuoi figli, bollette gonfiate, pedaggi anche sulle strade fin qui gratuite. E' il destino riservato ai dipendenti pubblici, che vanno già preparando mobilitazioni. Persino dal «comparto sicurezza» (polizie varie) sale il malumore, al punto da chiedere ora apertamente il «diritto di sciopero».
Ma è anche un governo che ha il terrore della conoscenza scientifica, quella che sgombra il campo dalle opinioni da imbonitore e stabilisce - temporaneamente - una qualche verità. L'elenco degli istituti di ricerca aboliti da questa manovra è impressionante. E accomuna sia carrozzoni che si credevano scomparsi (come il «comitato Sir»), sia presìdi fondamentali della ricerca italiana. E' comunque una manovra «depressiva», perché comprime i redditi e quindi i consumi in settori sociali di grandi dimensioni.
In ogni caso, stiamo qui a raccontare non un testo nero su bianco, ma quanto hanno riferito ai giornalisti i protagonisti degli incontri avvenuti ieri a palazzo Chigi: rappresentanti degli enti locali, dei sindacati, delle associazioni di categoria. L'unica cifra fatta sono i 24 miliardi in due anni citati dal ministro dell'economia, Giulio Tremonti. Persino Romano Colozzi, assessore regionale (Pdl) in Lombardia, ha dovuto ricalcolare - raddoppiandola - la stima del taglio operato nei confronti delle Regioni.
Tremonti aveva promesso di «ridurre il perimetro dello stato» e lo sta facendo. E del resto occorre uno stato più debole, se si vogliono lasciare campi aperti agli animal spirits del libero mercato. Vedremo meglio nei prossimi giorni in cosa può consistere l'accorpamento degli enti previdenziali, ad esempio; da cui certo si possono ottenere «grandi risparmi» ma, se mal «orientati», sulla pelle di assistiti che non hanno poi più difesa alcuna.
Facciamo l'esempio annoso della sanità. Qui si sceglie la strada delle «limature» a diverse voci di bilancio, alcune persino sensate (acquisti centralizzati, costi certificati, ecc). Nulla si fa contro il vero cancro che fa levitare i costi della sanità pubblica: le convenzioni con cliniche private. Un meccanismo di privatizzazione strisciante, visto che «per convenzione» il pubblico deve garantire alle cliniche una quota di degenti, pagando anche le relative rette. Ma quelle cliniche possono privatamente procurarsi altri degenti (veri o falsi) accollandone egualmente i costi al «pubblico». L'ennesima conferma è venuta dalla Corte dei Conti, che ha disposto il sequestro delle cliniche laziali della famiglia Angelucci, che può vantare un onorevole (Antonio) del Pdl.
E' infine un governo che ama la guerra. I risparmi derivanti dallo scioglimento degli enti pubblici (scientifici e non) saranno destinati al rifinanziamento delle missioni militari all'estero. «Di pace», ovviamente, come impone la «neolingua» in uso in Italia.
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Vogliono far diventare la società italiana come quella americana: pochi straricchi e una massa di poveracci ignoranti (drogati dalla tv-spazzatura e da una scuola pubblica scadente) che sopravvive. Peccato che anche lì si sono resi conto che è un modello di sviluppo sociale (oltre che economico) che non va da nessuna parte... 26-05-2010 16:06 - Giuseppe
il problema vero è che il lavoro non è ancora il nemico per i popoli. 26-05-2010 15:24 - Lpz
la denuncia pubblica di molte situazione che non vanno bene, possiede un valore se viene ascoltata e presa in considerazione.....
sembra invece che le orecchie da mercante in questo paese, si moltiplichino a dismisura.....
non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire....
le parole inoltre hanno perso significato da quando i bei discorsi e le affermazioni non sono seguiti da azioni e risultati corrispondenti....
gli stessi giornalisti ed autori di articoli critici, come il presente, dovrebbero porsi il problema.....
i commenti dei lettori poi, sembrano sospesi nel vuoto...a che servono?
Quanto tempo si dovrà aspettare per avere non una risposta alle domande, risposta che non avrebbe alcun valore, ma fatti concreti che diano soluzione a quelle stesse domande? 26-05-2010 13:54 - gb
Un tempo si parlava di socialismo o barbarie,poi si è fatta qualche ironia,aggiungendo alla opposizione "o"la congiunzione "e";adesso che l'ironia è rimasta in gola a qualcuno,e che della celebre coppia "Socialismo o Barbarie"è rimasta la barbarie,mostro capace di acquattarsi negli anfratti più impensati,io penso che,ed era anche l'ora,ne vedremo delle belle. 26-05-2010 13:25 - Stefano
Bene incominciamo da quel volo speciale per uno del governo che ha l'aereo che và a prenderlo sotto casa.
Il superfluo và tagliato e le auto bleu, e le escort che volano sugli aerei di stato e le mazzette?
Lo stipendio e gli incentivi dei rappresentanti politici và rapportato a quello degli altri paesi europei e dove hanno avuto in più non sarebbe male restituire che dite?
Un conto è utilizzare un biglietto gratis per rendersi conto di una situazione anomala, un altro è averlo per andare a vedere partite di cartello!
Và differenziato il lavoro per tutela e salvaguardia del cittadino da quello per interesse e sfizio personale, chi accetta di rappresentare i cittadini deve mettersi in aspettativa dal lavoro, deve fare una scelta o il cittadino o se stesso.
Vanno abolite le doppie incariche in certi casi in conflitto.
Poi forse si può chiedere sacrifici anche alla massa, ma vanno messi a puntino chi ruba nella pubblica amministrazione in forza del suo ruolo più adeguatamente di chi è costretto a azioni di sottrazione beni agli altri per potersi sostentare! 26-05-2010 13:10 - Gromyko