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FUORIPAGINA
29/05/2010
  •   |   Matteo Bartocci
    Bufera in Rai, palinsesto nel caos

    Paolo Ruffini fu allontanato dalla direzione di Raitre solo per motivi politici. Un licenziamento illegittimo per cui va reintegrato o gli va affidata una «mansione equivalente». Da ieri quello che i corridoi di Montecitorio e viale Mazzini sapevano con certezza è diventato un'ordinanza esecutiva della giudice Eliana Pacia, della terza sezione civile del tribunale del lavoro di Roma, che ha accolto tutte le tesi del legale di Ruffini Domenico D'Amati. L'inventore di Ballarò, Chetempoche fa e Parla con me è stato «epurato» solo perché sgradito al presidente del consiglio. Nel condannare la Rai il tribunale non usa giri di parole: ci sono «indizi gravi, precisi e concordanti» su un «collegamento obiettivo» tra la sostituzione di Ruffini e «l'aperta critica (di Berlusconi, del Pdl e anche del dg Mauro Masi, ndr) ai programmi da lui voluti e potenziati» a Raitre.
    Rai peggio dello Zimbabwe
    A riprova, il giudice ha indicato le telefonate di Berlusconi a Porta a porta (15/09/09) e a Ballarò (27/10/09), agenzie Ansa, articoli di Grasso e Maltese su Corsera e Repubblica e, le audizioni di Masi in vigilanza. Soprattutto quella del 20/11/09 - pochi giorni prima dell'epurazione effettivamente votata nel cda il 23 - in cui cui il dg collegava «l'incertezza sulla sorte di Ruffini con un non auspicato utilizzo dello spoil system». Masi ammetteva in una sede istituzionale tutto quel furore di Berlusconi contro Serena Dandini, Michele Santoro e in generale contro Raitre che solo le successive intercettazioni di Trani hanno svelato in tutto il loro tenore. Conversazioni in cui il presidente del consiglio telefonava a mezzo mondo chiedendo di cancellare giornalisti e trasmissioni a lui ostili. Conversazioni che il giudice di Roma non ha potuto utilizzarle perché chieste in un procedimento diverso da quello di Ruffini. Ma il testo di quei dialoghi è immortale. Masi si difendeva dicendo che cose così non si facevano «nemmeno in Zimbabwe». E il commissario Agcom Innocenzi si lamentava di Berlusconi dicendo in giro «che gli stava facendo un culo così». In una di queste, il 17 marzo scorso, i due si confidavano a vicenda. «Che cazzo ci state a fare tutti quanti!», tuonava il premier contro un Innocenzi che si difendeva dipingendosi «come un tupamaro con le bombe addosso». E che poi racconta tutto a Masi . Il dg lo consola, «stiamo facendo di tutto, abbiamo mandato via pure Ruffini, insomma, qualcosa siamo riusciti a fare...». Da oggi quel qualcosa è illegittimo. La sentenza Ruffini è identica a quella che ha reintegrato Santoro, ma in più il giudice ha accolto il carattere discriminatorio, politico, della sua rimozione. Un fatto senza precedenti.
    Cda nel pantano
    Ruffini esulta e annuncia che lunedì chiederà un incontro a Masi «per concordare» il ritorno a Raitre. La Rai però ha già annunciato ricorso e l'avvocato Carlo Scognamiglio dice che l'azienda darà a Ruffini una direzione equivalente a quella di Raitre, dove al suo posto è arrivato Antonio Di Bella, a sua volta defenestrato dal Tg3.
    Quali sono le alternative? In teoria Ruffini doveva diventare il responsabile del digitale terrestre. Così avevano assicurato Masi e il presidente Garimberti in cda e in pubbliche interviste. Peccato che quella delega è del vicedg Antonio Marano (quota Lega) che non ha alcuna intenzione di rinunciarvi. Risolvere il rebus senza altri ricorsi e scontenti non sarà facile. Nino Rizzo Nervo (membro cda del Pd, l'unico a votare contro l'avvicendamento a Raitre) invita a reintegrare subito Ruffini senza trasformare «la vicenda in una contesa tra due ottimi professionisti». Di Bella - incolpevole e in comprensibile imbarazzo - si limita a dire che «studierà le carte».
    Il Pd rischia di ripetere il derby dello scorso anno, con i dalemiani che tifavano contro Ruffini per portare Bianca Berlinguer al Tg3. All'epoca il responsabile comunicazione Matteo Orfini avallò il tutto dicendo al Riformista che «un ricambio in prima linea è fisiologico». Ieri lo stesso Orfini ha chiesto al cda Rai di «rimediare subito a questa assurda figuraccia» insistendo per le deleghe sul digitale come fu promesso. La stessa identica linea del presidente Paolo Garimberti: «Le decisioni della magistratura vanno sempre rispettate così come sul futuro di Ruffini pacta sunt servanda». Insomma, il Pd prova a mettere zizzania nelle poltrone di Pdl e Lega, la maggioranza mette il dito nelle eterne divisioni tra i democratici.
    Traballano Masi e palinsesti
    Anche Di Bella non sta messo benissimo. In queste ore deve vedersela con il «piano anti-Dandini» concordato tra il viceministro Romani e i membri del cda di centrodestra. In questo caos il 15 giugno la Rai-Sipra deve presentare i palinsesti del prossimo anno. Senza chiarezza su Raitre, su Santoro e nemmeno su Raidue, dove l'attuale direttore Massimo Liofredi traballa. Buio fitto per due reti su tre. L'Idv e una parte del Pd chiedono le dimissioni di Masi. Ma anche Berlusconi, si dice, dell'attuale dg sarebbe ormai stufo.


I COMMENTI:
  • Commentare vuol dire ripetere quel che Manifesto, Liberazione e L'Unità continuano a scrivere da mesi sulla situazione dell'era Berlusconiana. Il tempo per osservazioni nuove è scaduto dal momento in cui si è capito che il Parlamento è stato annullato nella sua funzione ed il presidente della Repubblica ha firmato le peggiori leggi di tutta la storia del Paese dal dopo guerra. Ora più che mai vale l'affermazione che il regista Monicelli ha fatto a RaiperUnanotte. 30-05-2010 13:45 - giampiero
  • Alea jacta fuit. 30-05-2010 13:22 - fussgaenger
  • è vero che qualcuno sta esagerando di brutto nel voler scegliere solo chi vuole lui, ma non dimentichiamo che inciuci e sprechi colossali coi soldi nostri li hanno sempre fatti - vedi quel che passa in prima serata su rai uno ! ora però a vergogna si aggiunge altra vergogna !! 30-05-2010 12:37 - Cristiano52
  • che significa il fatto che per due giorni il mio giornale abbia bucato le gravissime notizie sulle bombe del '93?
    Leonardo Angelini
    abbonato e socio del Manifesto 30-05-2010 12:34 - Leonardo Angelini
  • fuori la politica dall'informazione e dalla RAI
    e fuori tutti i "vassalli";
    vogliamo sapere la realtà; l'opinione ce la facciamo dopo la conoscenza dei fatti e dopo tale possiamo "decidere" in piena consapevolezza
    antonio 30-05-2010 11:32 - antonio
  • La Rai è un'oligarchia autoreferenziale, su questo si sono finora saldate tutte le sue contraddizioni. Ma un servizio pubblico che non lavora con i produttori indipendenti è illegale in Europa. Anni fa la Francia soppresse ORTF e creò France Télévisions; da quel momento l'industria francese dell'audiovisivo è diventata la seconda del pianeta e il pubblico può ricevere canali come ARTE e France5. 30-05-2010 11:20 - claudio papalia
  • Il piccolo nano fa schifo:
    Ma sono da condannare chi l'ha votato e l'assenza della sinistra.Dov'è la sinistra???'
    La sinistra dovrebbe mettere le barricate sia di pemsiero che realmente.
    Sono certo che il piu' grande partito oggi in essere, "il partito delle astenzioni" aspetta un piccolo cenno per andare sulle barricate e buttare giu' questi ladri. 30-05-2010 09:58 - Luigi
  • Sono contento che il tribunale abbia dato ragione a Ruffini. Finalmente giustizia è fatta ?
    Berlusconi ha fatto un'altra sacrosanta figuraccia di merda ? Macchè ! Tutto quello che percepità la gente sarà un'ennesima baruffa per le poltrone fra potenti e danarosi giornalisti previlegiati di area PD. Tanto sono tutti uguali, dirà la gente, bianchi, rossi, gialli e neri,. Politicanti e giornalisti che pensano solo al loro sporco interesse e se ne fregano dei problemi della gente comune. In tanto quelli della Lega se la godono. Non sono sorpreso di sapere che i maggiori responsabili di questa brutta faccenda siano i ragazzotti del " Riformista". Ma perchè non la smettono di fare danni e non se vanno a fare in culo ? 30-05-2010 06:56 - gianni
  • QUANDO L'AUTORITARISMO MONTA, LE EPURAZIONI SONO ALL'ORDINE DEL GIORNO. CHI DETIENE IL POTERE, CHE SIA UNO O MILLE L'INFORMAZIONE DI MASSA E' TROPPO IMPORTANTE PER IL POTERE PER NON COLPIRE CHI OSA CONTRASTARE I PIANI DEL CAPO . IL CASO <<RUFFINI >>E' SOLAMENTE LA PUNTA DEL PROBLEMA CHE COME SAPPIAMO OGNI QUALVOLTA UNA PERSONA CHE DIRIGA O ABBIA LA FACOLTA' DI CRITICA VERSO IL POTERE VIENE EMARGINATO. SANTORO DOCET . CARISSIMI COMPATRIOTI ABBIAMO UNA CARTA COSTITUZIONALE LA PIU' AVANZATA DEL MONDO MODERNO CHE GARANTISCE LE LIBERTA' E LA UGUALIANZA DEL CITTADINO . DIFENDIAMOLA E PRETENDIAMO CHE VENGA TOTALMENTE APPLICATA PERCHE' SINO AD OGGI PURTROPPO NON E' COSI. LA MAGISTRATURA TANTO CRITICATA DAL PREMIER DEFINENDOLA <<COMUNISTA >> HA FATTO GIUSTIZIA E COME LA DEMOCRAZIA DETTA, LO REINTEGRA NELL'AZIENDA RAI, DA DOVE ERA STATO ALLONTANATO PER MOTIVI POLITICI , MI SEMBRA DI LEGGERE LE EPURAZIONI CHE FECE UN CERTO MASCALZONE DI NOME BENITO MUSSOLINI CHE OLTRE ALLE EPURAZIONI FECE INCARCERARE I SUOI OPPOSITORI . MI VIENE UNA DOMANDA SPONTANEA : MA SE NON SI AMMIRA UN PERSONAGGIO COME B.MUSSOLINI PERCHE' LO SI CITA ADDIRITTURA IN UN CONSESSO INTERNAZIONALE. VORREI DALL'INTERESSATO UNA CONGRUA RISPOSTA. ........COME NON DETTO, ANZI SCRITTO!!!!!! 29-05-2010 21:03 - eracle
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