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Michele Giorgio
Il blocco di Gaza diventa strage
Finirà tutto nel giro di poche ore, con i 700 attivisti della «Freedom flotilla» arrestati in mare, identificati ad Ashdod e rapidamente rispediti a casa dall’aeroporto di Tel Aviv. Così spiegavano i giornali israeliani nei giorni scorsi riferendo dei preparativi dell’operazione militare allestita per impedire il passaggio della flottiglia della libertà, con a bordo 10mila tonnellate di aiuti umanitari per Gaza sotto embargo.
E invece l’azione dei commando israeliani incaricati di sequestrare le sei navi che facevano rotta verso la Striscia, si è trasformata in una strage. L’ostinazione di Israele di voler mantenere a tutti i costi il blocco totale di Gaza ha provocato la morte di molti attivisti (10 finora sono i morti accertati) e il ferimento di altre decine. Un terribile bagno di sangue di civili innocenti che potrebbe provocare una escalation. In queste ore la tensione è altissima non solo a livello politico e diplomatico ma anche sul terreno. Specialmente nella Galilea popolata dai palestinesi con cittadinanza israeliana. A Uhm el Fahem, una roccaforte del movimento islamico, sono esplosi scontri violenti tra manifestanti e polizia dopo che si è sparsa la notizia del ferimento grave a bordo di una delle navi dello sceicco Raed Salah. Ad Haifa tafferugli sono divampati tra studenti palestinesi ed ebrei e oggi in Galilea verrà osservato un giorno di sciopero generale. Un clima che ha indotto il primo ministro Netanyahu a cancellare l’incontro previsto oggi alla Casa Bianca con il presidente americano Barack Obama e a far ritorno subito in Israele.
Tutto si è consumato nell’oscurità, in acque internazionali a oltre 70 miglia dalla costa israeliana. L’assalto alle sei navi pacifiste – un atto di pirateria secondo le leggi e le convenzioni internazionali – era stato di fatto annunciato domenica, quando i comandi politico-militari dello Stato ebraico avevano dichiarato «zona di massima sicurezza» un tratto di mare fino ad una settantina di chilometri dalla costa.
Il bagno di sangue è avvenuto solo sul traghetto turco «Marmara» che trasportava la maggior parte dei partecipanti alla flottiglia. Dopo l’avvertimento lanciato affinché le navi pacifiste invertissero la rotta, gli uomini delle unità speciali israeliane sono saliti a bordo da piccole imbarcazioni ed elicotteri e, in circostanze ancora da chiarire, hanno aperto il fuoco. Nessuna conseguenza per i cinque italiani che si trovavano a bordo delle navi, fra i quali la giornalista torinese Angela Lano.
Cinque delle sei navi sequestrate dagli israeliani sono state costrette a dirigersi verso Ashdod dove la «Marmara» è giunta nel tardo pomeriggio. Non sono ancora stati resi noti i nomi dei morti né dei feriti. Non si hanno inoltre notizie sulla sorte degli attivisti arrestati.
Il governo Netanyahu ha parlato di «agguato» teso allo Stato di Israele da organizzazioni islamiche turche alleate di Hamas a Gaza. E un noto analista e docente universitario, Moderchai Kedar, è perfino riuscito a descrivere la strage come uno scontro tra l’islam radicale e l’Occidente liberale. Per il ministro della difesa Ehud Barak a Gaza «non c’è una crisi umanitaria e nessuno muore di fame» e il blocco di quel territorio palestinese «ha il solo fine di impedire l’afflusso di armi e di terroristi».
Una versione israeliana dell’accaduto è stata offerta sul sito del quotidiano Yediot Ahronot dal giornalista Roni Ben Yishai che sostiene di aver seguito di persona l’azione dell’unità speciale denominata «Flotilla 13». Nel resoconto di Ben Yishai i commando israeliani appaiono come dei bravi ragazzi dalle buone maniere che si sono calati dagli elicotteri sul ponte della «Marmara» senza alcun desiderio di violenza. Quest’ultimi però li avrebbero attaccati con bastoni e lunghi coltelli e pure malmenati, tanto da rischiare il «linciaggio». A «costringere» i militari a sparare, ha spiegato il giornalista, sarebbero stati i colpi d’arma da fuoco esplosi da un attivista, presumibilmente turco, che hanno ferito gravemente uno dei commando e il tentativo di altri passeggeri di strappare l’arma ad un altro soldato. Questa versione dell’accaduto viene però categoricamente smentita dagli organizzatori della «Freedom Flotilla».
Da Gaza i dirigenti di Hamas hanno parlato di «crimine» commesso da Israele e invocato una nuova Intifada. Una dura condanna della strage in mare è giunta anche dal presidente dell’Anp Abu Mazen. Il segretario generale dell’Onu, Ban Ki-moon, si è detto «scioccato» per l’attacco di Israele e così anche l’alto commissario dell’Onu per i diritti umani, Navi Pillay. La Lega araba ha convocato una riunione urgente dei suoi ministri degli esteri mentre l’imam sciita Moqtada al-Sadr ha subito indetto a Baghdad una manifestazione popolare contro Israele. L’Unione europea ha chiesto allo stato ebraico di aprire un’inchiesta e la fine dell’embargo di Gaza. La Casa Bianca non è andata oltre «un profondo rincrescimento» per la perdite di vite umane a bordo della flottiglia.
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Facciamo che i cubani dopo aver tenuto per anni prigionieri i soldati americani a Guantanamo e averli isolati al mondo con reti di filo spinato e con un blocco navale,facciano la stessa cosa che hanno fatto gli ebrei con i palestinesi.
Cosa direbbe il mondo oggi?
Cosa direbbe Frattini e tutti i nostri governanti se a un giorno e mezzo dalla notizia non sapessimo neanche le condizioni fisiche degli italiani che stavano sulla nave?
Quello che si dice oggi su Israele è troppo poco e denota che siamo nell'epoca dell'ebraismo.
Vi ricordate il film di Agorà quando i cristiani prendono il potere su tutto l'impero romano.Dopo essere stati martiri e aver pagato con il sangue la loro fede,si sono macchiati di sangue innocente e hanno poi fatto le stesse cose dei loro carnefici.
Siamo nell'ebraismo e tutti quei nazzisti che prima servivano Hitler e ilKKK,oggi sevono i nuovi vincitori.
Io non credo che l'umanità possa capire!
Almeno,non ora!
Solo il socialismo e l'ugualianza tra tutti i popoli può sbarrare questa orriobile verità! 01-06-2010 08:34 - maurizio mariani
Io provo a spiegarmi il suo silenzio: senza la lobby d'Israele il Nobel non si vince...
Saluti palestinesi 01-06-2010 07:45 - eric
In ogni caso, fermo restando che è una BARBARIE che delle persone vengano uccise, non capisco come dei civili possano pensare di penetrare in territorio proibito ed ignorare gli avvertimenti della flotta militare di un paese. Questo proprio non lo capisco. E' come guidare per la città e decidere di non fermarsi ad un posto di blocco: è da suicidio. 01-06-2010 04:32 - Minopoli
Spero che il mio commento sia pubblicato, anche se non e' in linea con gli altri commenti, tutti anti israeliani.
Dunque siamo alle solite: gli israeliani sono i cattivi e i palestinesi sono i buoni.
Veniamo ai fatti.
Dunque: partono delle navi di aiuti umanitari ed Israele chiede solamente di poterle controllare per verificare che non vi siano a bordo armi o esplosivi.
Il filmato fatto nei minuti prima dell'attacco, dove l'ufficiale israeliano chiede per megafono questo si puo' vedere qui:
http://www.youtube.com/watch?v=3E2REKHzUoI
La risposta dalla nave dei "pacifisti" e' negativa.
In seguito i soldati israeliani si calano ad uno ad uno come dei polli con una fune dall'elicottero e vengono bastonati e picchiati dai pacifici "pacifisti".
Questo si puo' vedere qui:
http://www.youtube.com/watch?v=gYjkLUcbJWo
Avete visto il filmato?
Come vi sareste comportati al posto dei soldati israeliani, presi a bastonate e coltellate dalla massa dei "pacifisti"?
Sapete, compagni, piu' la sinistra appoggia l'integralismo islamico e piu' le gente votera' a destra.
Piu' la sinistra appoggera' Hamas e l'oppressione delle donne nel mondo islamico, e piu' la gente votera' a destra.
Piu' la sinistra sosterra' Hezbollah ed i movimenti neonazisti del mondo arabo, e piu' la gente votera' a destra.
Se anche odiate solo gli israeliani, ma non tutti gli ebrei, sappiate che odiate "solo" la meta' del popolo ebraico.Questo ci basta per riconoscervi come antisemiti al 100%.
Noi ebrei siamo spesso stati perseguitati, non sappiamo mai da quale parte verra' l'odio: a volte e' il cattolicissimo tribunale dell'inquisizione, a volte i bastardi nazisti, ed oggi sono gli islamisti alleati con i "pacifisti".
Il gioco del "toto-odio"...
Che in Israele ci siano dei problemi tra le varie etnie, non lo discuto: c'e' del razzismo verso gli arabi cosi' come verso i russi o gli etiopi. Ma trovatemi voi uno stato occidentale dove non ci sia del razzismo.
Io spesso qui in Italia, ne ho visto: verso gli ebrei come verso gli africani, verso gli zingari e verso i marocchini.
Si sa, la stupidita' umana non ha limiti.
Ma da questo ad allearsi con movimenti che chiedono la distruzione di Israele, chiamado questo atto "Liberazione della Palestina", ce n'e' di strada da fare.
Eppure siete giorno dopo giorno, sempre piu' a braccetto con i fondamentalisti.
Per fortuna che la gente non e' cieca. E sa leggere e capire sia la parola scritta che le immagini.
1500 esseri umani sono stati massacrati a Gaza?
Terribile.
Ma quanto tempo e quato spazio avete dedicato a protestare contro questo massacro e quanto contro il massacro del Darfur, dove i morti pare siano stati circa 300 mila?
E quanto avete protestato per i 150 mila morti assassinati in Algeria dai fondamentalisti negli anni scorsi?
Mi sa che questo odio a senso unico verso lo stato ebraico abbia una radice che viene da lontano, da molto lontano.
L'antisemitismo, diceva Lenin, e' il socialismo degli imbecilli.
State attenti a non caderci, amici.
Il Sionismo e' nato dal proletariato ebraico che era in fuga.
Gli ebrei ricchi si potevano perettere il lusso di pagare per il visto USA o Australia. Gli ebrei poveri andavano in Terra d'Israele, l'unico paese che li accoglieva senza chiedere nulla in cambio.
E quando mi ricordate della Nakba, la tragedia palestinese, vi prego, non scordatevi della nostra Nakba: circa 700 mila ebrei sono dovuti scappare negli anni '50 dai paesi arabi, dove venivano massacrati in pogrom ben organizzati.
Io stesso sono figlio di un ebreo fuggito dall'Egitto.
C'e' stato, tanti anni fa, un semplice e doloroso scambio di popolazioni.
Ma gli ebrei immigrati in Israele si sono integrati nel paese.
Invece i palestinesi sono sempre stati trattati, nella loro Diaposra, come un popolo da differenziare sempre. Ad esempio in Libano c'e' una legge per cui un palestinese non puo' possedere terre.
Ed in Giordania stanno cacciando via migliaia di palestinesi.
E nessuno dice niente.
I palestinesi servono sempre.
Servono ai dittatori arabi, che governano in maniera fascista il mondo arabo.
Se gli arabi non avessero il nemico satanico israeliano, si renderebbero conto che il responsabile della loro miseria, economica e culturale, e' proprio colui che li domina da decenni; da Assad a Mubarrak, da Gheddafi a Ahmadinejad. Veri fascisti professionisti.
Quando vi chiedete dov'e' finita la sinistra, provate a pensare se nel nostro mondo globalizzato, la sinistra non sia slittata troppo a destra, andando fianco a fianco con i fascismi mediorientali.
Cosi, forse, capirete meglio questa nostra piccola grande tragedia.
Credetemi, vi conviene occuparvi del Darfur e dei diritti civili in Cina, dell'Iran e dei milioni di morti di fame in Africa.
Lasciateci stare, se continuate cosi' ad odiarci un giorno avrete gli islamisti in casa che vi imporranno la Sharia.
Non a La Mecca, ma a Moncalieri o Tortona, a Livorno o Benevento.
E quel giorno vi chiederete:"Come e' potuto succedere tutto questo?"
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E grazie per lo spazio concessomi. 01-06-2010 02:33 - Gabriele Coen
Gli USA sono ricorsi ad aanaloghe e altrettanto certe prove quando hanno voluto invadere l'Iraq per realizzare un nuovo equilibrio strategico in medio oriente: suoerfluo ricordare che le prove erano false.
Il riferimento alla politica dei bantustan non è affatto improprio, qualunque cosa ne pensi il nostro gaglioffo sig. Baharier, in quanto di lunga data, anche se occultati e taciuti, sono i rapporti militari tra Repubblica Sudafricana e Israele: problemi analoghi, interessi analoghi stesso alleato alle spalle, gli Stati Uniti, talvota palese talatra defilato. Israele ha spesso pensato alla soluzione sudafricana per confinare i palestinesi in entità poco meno che fantasmatiche per poterli controllare tramite boss locali e utilizzare al meglio come massa di lavoratori a bassissimo costo da sfruttare. E' sufficiente pensare, per ciò che concerne il Sudafrica, all'allestimento dei velivoli Mirage 3 dei quali era dotata anche l'aeronautica isaeliana, alle motovedette lanciamissili Reshef e Moledet armate con missili Gabriel delle quali è tutt'ora dotata la marina sudafricana, ai fucili d'assalto Galil (che altro non sono se non una copia lievemente moficata, dal quel forbacchione dell'ing.Israel Galil, dell'AK 47 sovietico nella versione finlandese) che sono anche comparsi massicciamente nelle mani dei militare di El Salvador all'epoca della guerra civile quando gli USA dovettero per un breve tempo sospendere le forniture militari alla locale giunta. La recente emersione della trattativa per la fornitura di armamento nuclerare israeliano, sotto la benevola tolleranza americana, è solo un'altra prova della politica israeliana: servile ovviamente nei confronti del padrone americano, ma a se vantaggiosa, essendo gli USA il solo paese che garantisce ad Israele la totale impunità di gui godono solo le 3-4 maggiori potenze al mondo. Ma poichè fidarsi è bene ma non fidarsi è sempre meglio, Israele per tenere in scacco gli Stati Uniti, uno scacco relativo beninteso, alla "muoia Sansone con tutti i Filistei", si è dotato di un proprio potenziale nucleare che brandisce velatamente minacciando di ricorrervi ove altri non provveda come dovrebbe (caso Iran). La credibilità della volontà iraniana di distruggere Israele è confutata dal precedente indo-pakistano: per sottrarsi alla superiorità convenzionale indiana, che avrebbe condotto il Pakistan a perdere qualunque conflitto con l'India, esso non aveva che una possibilità: dotarsi dell'arma nucleare che lo avrebbe messo nella condizione di parità strategica con l'India. Infatti, come ben si è visto, tra i due stati non è scoppiato alcun conflitto, che sarebbe stato parimenti devastante per entrambi. L'Iran intende realizzare il medesimo obiettivo: rendersi strategicamente inattaccabile sia dagli Stati Uniti sia da Israele e, in tale modo, realizzare un graduale processo di erosione strategica del potere americano in zona ergendosi a protettore armato di chiunque, sciita o sunnita, voglia sovvertire l'ordine strategico medio orientale giudato dagli USA e vantaggioso ad Israele. Non capire una cosa simile è, nella milgiore delle ipotesi da stupidi. Ma Israele non è stupido: è pazzo ma non stupido. La sua popolazione preferisce vivere in un campo trincerato, sentirsi costanemente minacciata, piuttosto che fare i conti con la propria realtà: uno stato che pretende di avere una continuità dopo 1878 anni dalla la sua distruzione ad opera delle legioni romane di Tito, sul modello della Polonia rinata nel 1918. Ma la Polonia che risorse dopo le tre spartizioni tra i regni vicini, aveva mandtenuto almeno due dei tre elementi essenziali per la costituzione dello stato, vale a dire il territorio di insediamento e la comunità, mancava l'ordinamento giuridico che venne ripristinato con la resurrezione dello stato polacco. Il rinato stato di Israele al contrario non ne presentava nessuno: gli ebrei erano sparsi il tutta Europa e nelle due Americhe, in Palestina ne rimaneva una rappresetanza poco più che simbolica; quanro al territorio e alle istituzioni esse non conservavano nessuna vestigia del passato ebraico ma piuttosto di quello arabo musulamno: per farla breve la ricostituzione dello stato di Israele erano una pretesa e una operazione del tutto artificiose, cui tra i primi si oppose il Re Faisal dell'Arabia Saudita. Essa potè passare per una singolare commisitione conflittuale di interessi neo coloniali di Francia e Regno Unito (quest'ultimo molto riluttante) e rivoluzionari incarnati dall'URSS. I primi lo considerarono il male minore per i lor interessi, la seconda il grimaldello con il quale fare saltare l'ordine reazionario e coloniale. L'URSS fece male i conti perchè Ben Gurion era fieramente anti sovietico e vedeva negli USA il vero futuro e solo alleato di Israele, per procurarsi la cui amicizia ogni sforzo e ogni nefnadezza andavano bene (militari israeliani istruttori militari in Guatemela e in tutto il Centroamerica, in Africa, in Persia sotto lo Scià più vari altri servigi). Che dire di uno stato il 30% del cui PIL è costituito da vendite di armamenti e servizi per la difesa, nel quale pullulano le società (tutte regolarmente autorizzate dal Ministero della Difesa e i cui contratti sono vagliati dallo stesso ministro) di servizi militari, prestati anche a notori gruppi criminali.
Trovo risibili gli argomenti dei pacifisti israeliani, la formuletta salottiera due popoli due stati, tanto cara al Dr. Bertinotti. Se veramente costroro ragionano in termini di pace, facciano la sola cosa giusta: se ne vadano, magari negli USA, dove troveranno certemente modo di menare le mani arruolandosi nelle locali forze armate.
Lunghetta vero? Mi scuso. Avrei potuto trovare una risposta più concisa per il nostro interlocutore, ma sarebbe stata una risposta cal. 5,45 (quello dell'AK 74 sovietico). Per ora mi debbo accontentare delle parole. Purtroppo il grande ebraismo austro-tedesco di Marx, Heine, Mahler, Freud non c'è più. Nessuno di essi avrebbe mai concepito l'idea idiota di andare a ricostruirsi un ghetto nella terra dei padri, quando la storia degli ebrei è quella che si è creata proprio nella diaspora, con l'ebraico spagnolo-portoghese, lo yiddish e il tedesco. A nulla vale invocare come prova della grandezza della cultura ebraica isrealiana Oz, Yehoshua, Roth. In tanto essi sono scrittori ebraico-israeliani in quanto essi occupino con la forza e la protezione delle loro forze armate, la terra di Palestina che è terra d'altri per come la storia ha proceduto: chiunque rimetta indietro le lancette dell'orologio è soltanto un reazionario.
Oggi ci tocca avere a che fare con filosofi francesi da salotto alla Levy&Gluksmann, reazionari studiosi militari alla Luttwak, o peggio ex buttafuori e guardaspalle alla Liebermann, cialtroni alla Netaniahu. 01-06-2010 01:50 - Andrea Zucca
che hanno partecipato all’aggressione contro i pacifisti si sono
comportati esattamente come i nazisti che fucilavano gli antifascisti
solo per il fatto di essere antifascisti, io credo che come tali
dobbiamo trattarli.
Loro ed i loro amici, i vari Fiano, Fassino,
Travaglio, Saviano, che pochi minuti prima dalla mattanza avevano
rivendicato la loro amicizia verso i sionisti.
I dirigenti dell’ANPI
che hanno avuto il coraggio di invitare gli amici di Israele sul palco
del 25 aprile, che doveva ricordare il sacrificio di tanti eroi
partigiani, ci dicano pubblicamente di essersi sbagliati o di
dimettersi.
Se hanno un minimo di orgoglio lo facciano per i martiri
assassinati sulla nave della pace, per i partigiani morti contro l’
occupazione, non per difendere una occupazione. Non lo devono a noi
che comunque non crediamo alle loro iniziative, lo devono ai pacifisti
assassinati.
La lotta partigiana non è stata un video-game, hanno
partecipato uomini e donne che credevano in una società giusta, non al
predominio dell’uomo sull’altro.
Israele è un crimine, chi si dichiara
suo amico è un criminale, esattamente come quando i vari Saviano,
Travaglio, Fiano, Fassino ci indicano che Berlusconi è colluso con la
mafia perché è amico dei mafiosi.
Israele è un crimine e come tale
dobbiamo trattarlo, è criminale tutti i giorni dal 1948 quando ha
espulso i palestinesi dalla loro terra.
Dobbiamo far intendere a questi
novelli nazisti alla Nirestein, che non ci fanno paura con i loro
anatemi: se essere antisemiti vuol dire essere contro Israele sono
felice di essere antisemita.
Esattamente come quando i nazisti
chiamavano banditi i partigiani, per Israele ed i loro amici siamo
banditi ed antisemiti? siamo orgogliosi di questo….
I partigiani veri,
quelli che non si sono pentiti, i conti con questa gentaglia li hanno
definiti idealmente una volta per tutte a Milano, in un giorno del
1945, a Piazzale Loreto….come ci ha lasciato detto il buon Giancarlo
Pajetta….
Francesco Giordano
Milano, 31 Maggio 2010 01-06-2010 01:09 - francesco giordano