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Sara Farolfi
Abbasso la scuola Niente soldi, molti tagli
Sacrifici sì, non per tutti però. Sicuramente non per «la casta degli intoccabili», per usare le parole di «Tuttoscuola», sito di informazione scolastica che sul decreto monstre di Tremonti si è fatto due conti. Salta fuori che mentre gli stipendi degli insegnanti subiranno un taglio mediamente dell'11 per cento, a sottosegretari e dirigenti pubblici andrà decisamente meglio, con una decurtazione, rispettivamente, del 6 e del 5 per cento.
Tanto rumore per nulla, insomma. A conti fatti, e tabelle alla mano, è chiaro chi sarà a pagare la crisi. Dipendenti pubblici ma anche privati perchè, come sottolinea il responsabile economico Pd Stefano Fassina, la sforbiciata a Regioni e enti locali (14 miliardi di tagli in due anni) obbligherà le amministrazioni a tagliare servizi, investimenti, e persino i fondi di garanzia per il credito bancario alle piccole imprese. «Se si esplude la sanità, i tagli alle Regioni si ripercuoteranno sul 15 per cento circa dei bilanci regionali e saranno perciò pesantissimi», spiega Fassina.
E la politica? E il grido di Calderoli sugli stipendi dei parlamentari da tagliare? Finisce più o meno a tarallucci e vino. Perchè, spiega sempre Fassina, il taglio alle indennità dei parlamentari viene solo «auspicato», a pronunciarsi in merito dovranno essere i presidenti di Camera e Senato, «e comunque si tratta di piccole cifre». Mentre la norma che decurta del 10 per cento il finanziamento ai partiti entrerà in vigore a partire dalla prossima legislatura. «È una manovra profondamente iniqua - conclude Fassina - che manca completamente di misure per la crescita, tagliando ciecamente il settore pubblico peraltro andare fino in fondo nella lotta agli sprechi».
Paga pegno la scuola, già devastata dalla manovra 2008 che prevedeva 8 miliardi di tagli. È lì che si annuncia il più grande licenziamento di massa degli ultimi tempi, e a licenziare è lo stato. «Le infrastrutture del paese sono state salvaguardate», ha detto il ministro Gelmini. Quali infrastrutture? Solo nell'anno scolastico 2009, 18 mila docenti e 7 mila Ata (il personale tecnico amministrativo) hanno perso il posto di lavoro (dati del governo) e la stessa cosa accadrà per i prossimi due anni. A uscire il prossimo anno saranno 25.600 insegnanti e oltre 15 mila tecnici amministrativi (dati Flc Cgil). Ma a tagli si sommano tagli, perchè il blocco del 50 per cento dei contratti a termine (la metà di tutti i contratti in essere!) vale per tutta la pubblica amministrazione, scuola compresa. Come pure il congelamento dei salari, già tra i più bassi d'Europa, che si tradurrà in un taglio vero e proprio taglio: secondo i calcoli di «Tuttoscuola», un prof di scuola media con quattordici anni d'anzianità avrà una perdita del 12 per cento netto rispetto allo stipendio attuale, un prof delle superiori con vent'anni di carriera perderà fino al 15 per cento.
Pare che anche ai piani alti di viale Trastevere, dove ha sede il ministero della pubblica istruzione, il clima si stia surriscaldando. Si racconta di riunioni notturne incandescenti, e di alcuni direttori generali, terrorizzati dalla perdita di stipendio e dagli effetti sulla buonuscita. Loro almeno potranno uscire sbattendo la porta. Agli insegnanti invece non resta, ora, che la mobilitazione. Che, a partire da sabato fino allo sciopero generale Cgil del 25 giugno, si annuncia caldissima.
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Ma siccome l'ha operata lui mi devo stare zitto e pagare quanto e come dice lui.
domani viene l'installatore del condizionatore (a Catania d'estate senza si muore) che si guadagnerà euro duecento per montare 200 euro. Fattura niet. A rompere la diga dei diritti nella scuola ha cominciato la sinistra e ora la destra completa il lavoro.
Sono troppo troppo incazzato. 07-06-2010 22:41 - francesco
2) chiedo ieri alla segreteria un certificato con l'elenco degli esami sostenuti, da presentare ad una università di londra, e me lo fanno in italiano dicendo che per la traduzione devo andare in tribunale e pagare un traduttore!!
ora, ci chiediamo perchè le cose stanno andando in vacca?
sappiamo perchè le cose vanno in vacca ma ci interessa poco.
meglio avere dei tesserati parassitari e incapaci. 04-06-2010 13:22 - marcodidio
Bravo Tremonti,hai fatto la cosa più giusta che potevi fare.Hai ammazzato il malato, così non dobbiamo più curarlo e perdere soldi per una cosa che non andava da tempo.
Penso che ora, che la scuola non è più un problema per il paese,possiamo finalmente parlare di tutte quelle cose serie che ci interessano.
Dobbiamo finire quella ferrovia che porta a 300 a l'ora i nostri ricchi.Dobbiamo ampiare i porticcioli dei porti civili.Non ci sono abbastanza porticcioli per tutto il parco navi dei nostri contribuenti.
Abbiamo bisogno di un eliporto a Montecitorio che permetta ai deputati di muoversi con più rapidità.
Rimettere a posto le vie mondane della dolce vita.
Al Phanteon non si trova un tavolo alla sera.
Tremonti deve lavorare per la confindustria altrimenti che cosa ci sta a fare al ministero.
Questo governo deve fare le riforme costituzionali e ridare ai padroni il giusto spazio.Basta con questo statuto dei lavoratori.Libertà di licenziare.
Di spostare le maestranze e il diritto di muovere i capitali come più conviene al capitalista.
I sindacati,devono solo dire di si!
La CGIL,se non cambia,si deve sciogliere e mettere fuorilegge!
Hanno vinto i padroni,che se la godano questa vittoria! 03-06-2010 19:05 - mariani maurizio