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FUORIPAGINA
04/06/2010
  •   |   Anna Maria Merlo
    Le Monde sottosopra

    Le Monde, il quotidiano dove «i giornalisti sono gli azionisti di riferimento da circa sessant'anni», è di fronte a «una svolta storica». Così l'editoriale del direttore della pubblicazione, Eric Fottorino, uscito sul numero che porta la data di oggi (4 giugno). «Una pagina della storia del quotidiano verrà voltata. Dal 1951, l'indipendenza del giornale è dipesa dal controllo della gestione e delle linea editoriale da parte della redazione. Domani, qualunque sia il candidato designato (a prendere la maggioranza del capitale del gruppo), la Società dei redattori di Le Monde e, più in generale, le società del personale perderanno questo controllo maggioritario a vantaggio del nuovo entrante».
    Le Monde ha bisogno di ricapitalizzarsi per non morire. Arrivano a scadenza le «Ora», obbligazioni rimborsabili in azioni, un debito di 69 milioni di euro (che potrebbe essere rinegoziato al ribasso) e anche i 25 milioni di un prestito contratto nel 2009, «senza dubbio il peggior anno mai registrato dai media in termini di reddito», scrive Fottorino, malgrado Le Monde abbia chiuso l'annus horribilis con 2 milioni di euro di utili nella gestione corrente, dopo il salasso di 130 posti di lavoro (di cui 70 giornalisti).
    Il 14 giugno, gli azionisti di Le Monde dovranno votare per scegliere chi entrerà nel capitale e controllerà la maggioranza del gruppo che, oltre al quotidiano e a tutte le pubblicazioni ad esso collegate (il magazine del sabato, Le Mensuel, M), comprende anche il settimanale Télérama, La Vie, Le Courrier International, Le Monde Diplomatique e la tipografia, all'origine di una buona parte del deficit. Restano solo dieci giorni per presentare le candidature. Fottorino ne elenca cinque. Il gruppo Le Nouvel Observateur, che controlla il settimanale omonimo e altri magazine. Lo spagnolo Prisa, editore de El Pais. Un trio di investitori formato da Pierre Bergé (Yves Saint-Laurent più mecenatismo), dal banchiere Matthieu Pigasse e da Xavier Niel, fondatore di Free. L'editore zurighese Ringier, già associato a Le Monde per il quotidiano svizzero Le Temps. E, infine, «un'altra società straniera, che a questo stadio non auspica ufficializzare la domanda», che potrebbe essere il gruppo L'Espresso di Carlo De Benedetti. Invece, il gruppo Lagardère, che controlla il 17% di Le Monde, ha già fatto sapere di non essere interessato all'aumento di capitale.
    Claude Perdriel, del Nouvel Observateur, che ha già un piede nel gruppo Le Monde dal 2002, dopo aver dichiarato l'11 maggio scorso di «non poter restare indifferente» e di voler «contribuire a una soluzione che preservi l'indipendenza» del quotidiano, ha già fatto un passo indietro, dopo aver constatato che «le perdite sono più importanti di quanto credessi». Lo svizzero Ringier, poiché extra-comunitario, non ha diritto in Francia a superare il 20% del capitale. Prisa è in rosso. A parte l'ancora anonimo «gruppo europeo», resta il trio Bergé-Pigasse-Niel, che avrebbe messo sul tavolo un investimento di 80-100 milioni di euro. Il banchiere Pigasse, della banca Lazard, controlla già il magazine Les Inrockuptibles.
    Fottorino afferma che gli attuali azionisti di Le Monde, a cominciare dalla Società dei redattori e quelle del personale, staranno attenti a ottenere dal nuovo proprietario delle garanzie, soprattutto sul fatto che il «nuovo azionista non interverrà in nessun modo nei contenuti». La Società dei redattori, quelle del personale e quella dei Lettori, assieme all'Associazione Beuve-Méry (dal nome del fondatore del quotidiano), si sono unite, per cercare di pesare sulla svolta. Il 20 maggio hanno pubblicato sul quotidiano una dichiarazione comune dove chiedono «un patto» con i nuovi azionisti per codificare delle misure di controllo, che dovranno restare nelle mani della redazione. In ballo c'è anche la delicata questione delle nomine alla testa del gruppo in generale e del quotidiano in particolare. Ma ottenere di mantenere il diritto di veto sul nome del direttore pare molto difficile. Infine, dovranno essere date garanzie anche per futuri eventuali cambiamenti di mano del pacchetto


I COMMENTI:
  • La situazione del mensile Le Monde Diplonatique e leggermente diversa. I azionisti del Diplo sono: 51% Le Monde SA, 49% Association Günter-Holzmann (impiegati redazione)/Amis du Monde diplomatique (lettori). Il Diplo a un indipendenza editoriale totale vis-a-vis Le Monde e adotta una posizione politica anticapitalista o altermondialiste. Le Monde invece a una posizione piu vicino al centro sinistra come La Repubblica o El Pais. 05-06-2010 03:33 - Fede
  • La Menzogna è la religione degli schiavi e dei padroni. La verità, è il Dio dell’uomo libero. .(Bassifondi”Atto IV”).

    Aforisma tratto:dai bassifondi
    di Gor’kij 04-06-2010 22:28 - marco dalla Sardegna
  • Ne discussero, come sempre,
    con solennità e banchetti,
    prima in circoli agrari,
    con militari ed avvocati.
    E alla fine portarono al congresso
    la legge suprema, la famosa,
    la rispettata, l'intangibile
    legge dell'imbuto.
    Fu approvata.
    Per il ricco la buona tavola.

    L’immondizie per i poveri.

    Il denaro per i ricchi.

    Per i poveri il lavoro.

    per i ricchi la casa grande.

    Il tugurio per i poveri.

    l’immunità per il gran ladro.

    La carcere a chi ruba un pane.

    Parigi, Parigi per i figli di papà.

    Il povero alla miniera, nel deserto.

    Questo aforisma: tratto dalla poesia la legge dell'imbuto,
    che fa parte del canto generale,
    di Pablo Neruda: Ci indica il progetto di Berlusconi e com.
    Non uccideranno nessuno come fece Videla!Ma di sicuro: puntano, a le cose sopra citate! 04-06-2010 22:23 - marco dalla Sardegna
  • Mi fa ridere il fatto che il giornale storico della borghesia francese sarebbe stato finora autonomo. Autonomo da cosa? Gli interessi "loro", Le Monde li ha sempre difesi. Ora forse i capitalisti francesi semplicemente non hanno più bisogno di questo strumento. Ed ecco perché aprono le porte a investimenti stranieri. 04-06-2010 21:56 - luke
  • A Le Monde devono avere uno strano concetto della realtà capitalistica e di come si conducono le trattative: pensano realmente che esista qualcuno che arrivi in loro soccorso disinteressatamente poi si faccia rapidamente e gentilmente da parte, senza interferire sulla gestione e la linea editoriale del giornale? Anche senza voler per forza immaginare secondi o terzi fini "manipolativi" del consenso popolare, cosa invece possibile ed alquanto verosimile, come minimo chiunque ci mettesse la vil pecunia a quelle condizioni si dimostrerebbe un pessimo proprietario, considerando che Le Monde altrimenti starebbe praticamente già fallendo di suo... 04-06-2010 20:39 - Fabio Vivian
  • Meglio indipendenti ma decaduti in miseria o servi del padrone a ventre pieno? 04-06-2010 17:30 - FANTOMAS
  • Ah...adesso mi sono più chiari l'attacco a Chomsky dalle colonne del Diplomatique e gli articoli di elogio a Tremonti. 04-06-2010 16:00 - BangTheBank
  • Questa la vorrei proprio vedere. Qualcuno che investa soldi propri per acquistare un giornale e che non lo modifichi a proprio piacimento. Ma c'è ancora qualcuno che possa credere a queste cazzate? Gli imprenditori da che mondo è mondo se comprano un giornale è per piegarlo ai propri interessi o al massimo ridurlo al silenzio, facendolo diventare un giornale di intrattenimento; e non c'è bisogno di citare esempi nostrani - vedasi i vari periodici e quotidiani berlusconiani o Libero degli Angelucci - per capirlo. Perciò anche quelli di Le Monde facciano meno mistificazione e ammettano che il loro progetto è fallito. Un giornale come quello andrebbe mantenuto dalla gente e dalla gratitudine di questi per essere informati. Se questo non succede meglio sarebbe chiudere e lasciare questi idioti al loro destino piuttosto che innescare delle farse come questa e poi cercare di nasconderle grossolanamente con frasi come " Fottorino afferma che gli attuali azionisti di Le Monde, a cominciare dalla Società dei redattori e quelle del personale, staranno attenti a ottenere dal nuovo proprietario delle garanzie, soprattutto sul fatto che il «nuovo azionista non interverrà in nessun modo nei contenuti» " Ma certo, eccome no? 04-06-2010 14:34 - jack
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    Bob Lutz è tornato. 80 anni il prossimo 12 febbraio, Robert Anthony “Bob” Lutz non è mai andato via davvero. Viene anzi il sospetto che forse non se ne andrà mai, come quegli highlander celebrati in un fortunato film, destinati a combattere nei secoli con gli spadoni per la loro immortalità. Le spade di Lutz sono le sue amate automobili. 
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