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FUORIPAGINA
04/06/2010
  •   |   Antonello Mangano*
    Modello Cassibile

    Distribuzione di acqua e viveri

    Don Lolò Zirafa - il protagonista de "La Giara" di Pirandello - è uno dei più celebri tirchi della storia della letteratura. Tutti ricordano il duello con Zi' Dima Licasi e il suo mastice miracoloso. Ma neppure un padrone tanto litigioso osava negare un principio condiviso: «Fino a qualche decennio fa, quando erano gli italiani che si spostavano in funzione dei raccolti, i proprietari davano sempre alloggio ai braccianti. Da sempre, è una tradizione: anche nei nostri film, nei nostri libri è raccontato in questo modo. Ora non più...» conferma Franco La Monica - direttore del campo della Croce Rossa - intervistato dagli autori del documentario "U stisso sangu".
    Oggi l'ospitalità dei lavoratori stagionali è diventata un incrocio tra emergenza umanitaria e gestione militare. Siamo a Cassibile, a sud di Siracusa, quattromila anime. Un borgo celebre per la firma dell'armistizio del '43 tra l'Italia e gli alleati. Nel '67, ci furono eroiche lotte bracciantili culminate coi sanguinosi fatti di Avola. La piazza di Cassibile, per migliaia di lavoratori agricoli è stato il luogo di ritrovo tra domanda e offerta di lavoro bracciantile, i famosi jurnateri delle cinque di mattina, con la frequente intermediazione di caporali e la presenza di migranti. Messinesi i primi, arrivati due secoli fa al seguito di un aristocratico a cui fu concesso un feudo dai Borboni. Marocchini, eritrei, sudanesi oggi.
    Dallo scorso primo aprile, la Croce Rossa ha recintato uno spiazzo nei pressi dell'uscita dell'autostrada, messo su qualche decina di tende, militarizzato l'organizzazione (per entrare e uscire occorre mostrare il tesserino e annotare il passaggio). Un fuoristrada dei carabinieri pattuglia l'ingresso. Centoventi posti solo per regolari e una lunga lista d'attesa. Le domande sono molte di più e i richiedenti aspettano dormendo nei casolari dei dintorni. I volontari ci spiegano che un campo più grande presuppone un diverso livello di organizzazione e sicurezza. Perché oggi, nell'Italia dominata dal verbo leghista e tra queste terre rosse più vicine all'Africa che a Varese, pure un raccoglitore di patate che dopo 8-10 ore di lavoro vuole andare a dormire è un problema di "sicurezza". All'interno non si può fotografare, le dichiarazioni le rilascia solo il responsabile, un ospite che ruba per fame pochi euro di surgelati finisce ammanettato per "furto aggravato di derrate alimentari" (è accaduto il 5 maggio).
    Invece è ancora libero l'autore del pestaggio avvenuto tre giorni prima, un balordo di paese che ha spaccato la testa con un bastone a un eritreo, tra l'altro rifugiato politico, colpevole di un immaginario sguardo alla fidanzata: «Dobbiamo denunciare l'aggressione, durante la quale nessuno è intervenuto, anzi alla vittima è stato rifiutato rifugio in un negozio al centro del paese e non è stata raccolta da parte delle forze dell'ordine la sua denuncia dell'aggressore», dice Alfonso Di Stefano della Rete Antirazzista. «Il ragazzo eritreo ha fatto denuncia solo dopo essere andato via da Cassibile», racconta Paola Ottaviano, legale della vittima, intervistata dal giornalista siracusano Massimiliano Perna. «Chi lo ha picchiato era ancora in circolazione e continuava a infastidirlo. Ma la cosa più grave e che questo migrante è stato aggredito in pieno giorno, di fronte a tanta gente e nessuno è intervenuto».

    Rovina il turismo
    Intorno alla tendopoli il clima è pesante. La stampa locale ha ripreso le dichiarazioni del segretario locale del Pd: «Non siamo razzisti, ma la tendopoli rovina l'economia turistica del paese». Un'opinione diffusa nel Consiglio di Circoscrizione. Nessuno ricorda che l'emergenza umanitaria si crea a causa del deficit, diciamo così, di azione sindacale: il caporalato sottrae ai lavoratori parte consistente del loro reddito, almeno 8 euro su circa 40-45 di paga giornaliera. A monte, il sistema legislativo pensato dalla Lega rende ricattabili gli immigrati.
    «Dove sono le istituzioni preposte a combattere il caporalato colpendo chi sfrutta il lavoro nero?», chiede ancora Di Stefano. «Stiamo vigilando perché chi lavora nella campagne abbia un regolare contratto di assunzione. Non solo, ma verifichiamo pure se ai braccianti è concesso un alloggio e se sono erogati i contributi previdenziali. Infine, ci sono dei corpi speciali che lavorano in questa direzione», risponde Domenico Percolla, Questore di Siracusa, in una dichiarazione alla stampa locale del 14 aprile. La raccolta era ancora all'inizio. Finora i "corpi speciali" non hanno prodotto risultati di rilievo, e la situazione è sempre più grave per la mancanza di lavoro.
    Dopo il rogo del 2006, quando andò in fumo l'accampamento di fortuna dei braccianti, Cassibile divenne una questione nazionale. Da allora, ogni anno una soluzione diversa: una tendopoli in paese, poi ad Avola (lontanissimo dai campi), poi niente del tutto, poi di nuovo nei pressi del paese. Giampaolo Crespi - punto di riferimento per gli attivisti di Cassibile - spiega: «C'è sempre stato un senso di fastidio, gli stranieri vanno bene per lavorare ma non si devono vedere». In 250 risiedono stabilmente in paese, c'è anche una moschea. Tutto il resto è lavoro stagionale. A novembre, per la semina di patate e insalate, arrivano i marocchini. Da febbraio a marzo gruppi di sudanesi, nigeriani, somali ed eritrei vengono a raccogliere fragole e patate.

    Il centro polifunzionale
    Duecento chilometri più a nord, a Rosarno, c'è un'attività mai vista per diversi progetti che riguardano i migranti. I fatti di gennaio hanno dato impulso alle attività collaterali, mentre rimangono bene al riparo le cause di fondo (lo sfruttamento esasperato, il clima di violenza, la filiera mafiosa che strangola l'economia locale). I progetti sono gestiti direttamente dal governo: il Ministero dell'Interno (dunque il leghista Maroni) invia le direttive ai funzionari prefettizi insediati al municipio (è stato prorogato lo scioglimento per mafia).
    I programmi, inseriti nell'ambito del Pon Sicurezza, sono segnati da una evidente sproporzione tra il volume dei finanziamenti e quello degli alloggi previsti per gli immigrati. Quando sarà costruito il centro polifunzionale da due milioni di euro ci dormiranno 60 immigrati. Ogni anno nella Piana arrivano circa 2000 braccianti stagionali. Il comune avrebbe anche presentato un progetto con moduli abitativi prefabbricati per circa 150 posti letto, riservati a chi è in regola con il permesso di soggiorno. Un "modello Cassibile", ma molto più costoso e limitato.
    Per trovare un diverso sistema d'accoglienza, non occorre per forza ritornare alle novelle di Pirandello. Può essere sufficiente risalire la penisola. «In Val di Non», ricorda Danilo Merz, direttore della Coldiretti trentina, intervistato da Repubblica, «i volontari avevano montato tendoni per accogliere i raccoglitori stranieri. Dopo tre giorni, o avevano trovato un ingaggio o dovevano ripartire. Loro avevano bisogno di noi, noi avevamo bisogno di loro, e così ci siamo dati da fare. Non è sempre stato facile. Quando è uscita la Bossi-Fini la polizia veniva a prendere le impronte agli stagionali stranieri. Non è stata una bella esperienza. Ma da anni la situazione è tranquilla. Gli stranieri - e sono sei, settemila - hanno contratti che per la raccolta delle Melinda prevedono un salario di 7 euro l'ora e l'organizzazione di vitto e alloggio».

    Click Day
    Ma cosa può fare chi vuole uscire dall'illegalità e dalla clandestinità? Al Sud praticamente nulla. I flussi stagionali non possono essere applicati nelle zone dove non esiste domanda di manodopera. Nella Piana di Gioia Tauro - per esempio - gli elenchi sono pienissimi di contadini italiani, i campi invece di lavoratori africani. È il sistema dei falsi braccianti, inseriti in graduatoria per ottenere indennità immeritate. Un fenomeno di massa noto a tutti ma mai veramente perseguito.
    Superato questo problema, ci si scontra con la spaventosa burocrazia italiana. Per l'ultimo "Click Day", che riguardava 80.000 lavoratori stagionali, i datori di lavoro dovevano impegnarsi, tra le altre cose, a garantire l'idoneità alloggiativa degli stagionali assunti, pagare il viaggio di ritorno se questi fossero espulsi, comunicare ogni dettaglio del rapporto di lavoro, attendere il parere del Questore, il nulla osta della Direzione Provinciale del Lavoro, firmare il "contratto di soggiorno", trasmettere per via telematica la documentazione consolare, attendere il rilascio del visto, comunicarlo a tre ministeri, all'Inps, all'Inail. E questa è solo la prima fase. Poi c'è la seconda e la terza, al termine della quale con buona probabilità i pomodori (o le arance o le fragole) saranno già marci.
    * www.terrelibere.org


I COMMENTI:
  • Ilaria:che la strada dell'inferno sia lastricata di buoni propositi è risaputo;infatti,credo che sia già sufficientemente arduo cercare di risolvere i nostri"piccoli"problemi italiani,senza aggiungerci quelli di altre decine di milioni di persone che vorrebbero riversarsi sul territorio in cerca di un miraggio di lavoro e casa(o altro).Che poi il sistema sia quello che è-cioè uno schifo-sono d'accordo,ma per cambiarlo in maniera vantaggiosa alla gente comune,occorrerà molto tempo e ben di più di qualche lamentela,e c'è sempre il rischio-pesante come un macigno-di finire dalla padella nella brace,come la storia contemporanea ci insegna.Con questo non voglio dire che non si debba o non si possa fare nulla,ma certo escludo con la massima fermezza,qualsiasi atteggiamento-anche di pensiero-che faccia riferimento a metodi violenti per modificare le cose. 08-06-2010 10:55 - claudio
  • claudio, io credo che la torta stia gia'finendo e non solo in italia e non certo per colpa degli immigrati. certo che si, in tempi di miseria si ritorna alle barbarie e alle violenze dei poveri contro i poveri. si mette in prigione che ruba un po' di cibo e si mandano i veri criminali al governo. non ci sono i soldi per aiutare chi ha bisogno ma si danno milioni alle banche per rovinarci ancora. che la classe media e i lavoratori si sveglino e capiscano quali sono i veri problemi e' un modo per cambiare le cose civilmente. certo che se non succede (e l'italia sara' sicuramente l'ultimo paese a svegliarsi) sono sicura che non ci sara' legge contro l'immigrazione o falsa promessa che ci salvera' dalla fame e dalla miseria o che fermera' il collasso di un sistema inaccettabile. grazie al cielo. 07-06-2010 10:34 - ilaria
  • @Ilaria:io invece non capisco proprio come ancora ci sia qualcuno che propugna un'ulteriore,incontrollata e illimitata immigrazione in Italia;eppure ci sono dei limiti fisici ben precisi,oltre i quali la legge sull'impenetrabilità dei corpi impedirebbe di andare,e invece no,c'è ancora qualcuno che pensa che in trecentomila kmq(scarsi,per di più,a causa delle montagne e dei boschi,prevalentemente inabitabili)ci si possa stare-e magari comodi-anche in 120 milioni!E'davvero incredibile.Poi ancora non si capisce proprio perchè la"classe media"e i lavoratori dei paesi sviluppati in genere,dovrebbero-magari di colpo-non già rinunciare a"privilegi",che per me comunque non hanno(o se per ipotesi dovessero averli,se li sarebbero comunque conquistati),ma regredire a condizioni economiche e di lavoro di 50 anni fa,e questo per"condividere"la torta con i nuovi arrivati,che certamente apprezzerebbero e ringrazierebbero i loro samaritani!Ma via,è proprio per questi concetti che la lega incassa sempre più voti dalle fasce popolari,e non solo dalla classe media.Avanti così,e andrà sempre meglio per la sinistra. 05-06-2010 17:09 - claudio
  • vorrei rispondere a Rick. credi sia cosi' semplice dedicarsi alla lotta politica quando stai morendo di fame e sai che la tua famiglia sta morendo di fame? E quanto puo' fregartene del "tuo paese" quando hai solo avuto esperienze di sofferenza e privazioni e abusi? E quanto te ne puo' fregare del "tuo nuovo paese" quando vieni maltrattato e sfruttato? E quanta voglia hai di pensare quando devi subire nuovi maltrattamenti perche' comunque meglio di quelli che hai gia' subito? Credo che i flussi migratori e la mescolanza delle culture e la circolazione di informazioni vere siano l'unica speranza per un futuro diverso. Nel frattempo sono la classe media e i lavoratori dei paesi piu' sviluppati che devono prendere coscienza per primi perche' hanno avuto piu' privilegi e dovrebbero avere piu' mezzi per comprendere e agire. invece la classe media benpensante in italia e' un dinosauro meschino e morente e ancora orgoglioso e cieco. 05-06-2010 11:49 - ilaria
  • Altro che politica.
    Morti di fame chiamati da altri morti di fame.Ma che schifo è diventato questo paese.Non siamo in grado di gestire neanche la manovalanza che viene dall'estero.
    Abbiamo bisogno di braccia,ma vorremmo solo quelle.Gli uomini che vi sono attaccati li lasceremmo ai loro paesi.
    La gente affamata se ne approfitta di gente ancora più affamata di loro.Questo perche?
    Perche i soldi sul Mezzogiorno e sull'agricoltura se li sono fregati polititici e mafiosi.
    La nostra nazione è tale e quale a prima della guerra.
    Abbiamo la raccolta delle arance,dei pomodori e delle olive a mano,quando anche i paesi più arretrati hanno una agricoltura adeguata al millennio in cui stiamo.
    Ho visto cose peggiori all'Italia solo in Cuba,ma lì è giustificato,perche sono sotto un blocco navale da decenni e gli amerikani stanno uccidendo la nazione,libera e socialista di Fidel.
    Quì non abbiamo un blocco.Quì abbiamo una classe politica di incapaci che ci mandano a 300 all'ora a Parigi e nello stesso tempo ci fanno vivere come al tempo dei faraoni.I stranieri,che vengono,sono i più poveri della terra.Schiavi che non andiamo più a caricarci in Africa,ma operai a bassissimo costo che vengono e accettano quello che noi italiani ci rifiutiamo di fare.
    Ecco perche li hanno liberati i schiavi,così non dovevamo più nutrirli,dargli una casa e tenerli come si tengono gli animali.Quì in Italia se fai del male a un cane,arriva la protezione animali.Ma se fai del male a uno di questi schiavi liberi allora.....
    Ecco perche anche se patriota e amante del mio paese,certe volte mi viene da vomitare a essere italiano! 05-06-2010 06:57 - mariani maurizio
  • Vorrei fare un discorso un poco controcorrente..io non inneggerei sempre in modo entusiasta a tutto cio che proviene dalla emigrazione...non mi piacciono gli emigranti che arrivano qui, scordano il loro paese, senza vedere in faccia nessuno..LAVORANDO AL NERO in silenzio felici di essere schiavi del sistema PRODUCI CONSUMA CREPA..la maggioranza di essi non vuol sentire parlare di presa di coscienza politica,di messa in discussione del sistema..."IO SONO QUI SOLO PER LAVORARE!!!!
    niente politica!!!!" No cio' non va bene!!!!Dall'europa del est milioni di poveri diseredati istigati dai servizi dell'impero sventolando bandiere americane ed europee e gridando EUROPE HELP US!!!!! si sono riversati nel mondo libero si E' VISTO COSA HA FATTO L'EUROPA per loro!!!! Ormai moltitudini di stranieri vivono nella indigenza e razzolano nella spazzatura. si prostituiscono, delinquono... .Altri milioni di schiavi stranieri che si uniscono ai milioni di schiavi nativi alla ricera disperata di un posto di lavoro di una casa, di assistenza medica di un futuro....Per la crescita di una OPPOSIZIONE SOCIALE MULTINAZIONALE CONTRO L'IMPERO E' NECESSARIO CHE QUESTI MILIONI DI EMIGRANTI PRENDANO COSCIENZA SULLE FALSE PROMESSE DEL MONDO LIBERO CHE HANNO DISTRUTTO L'ECONOMIA DI TANTI PAESI DEL TERZO MONDO DA DOVE LORO PROVENGANO ED INGANNATO LORO E NOI SU UN PROGETTO MONDIALE DI DOMINIO CHE STA ROTOLANDO VERSO LA FINE... CHE NOI RIVOLUZIONARI DOBBIAMO ACCELLERARE...SALUTI COMUNISTI 04-06-2010 17:27 - RICK
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