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Maurizio Matteuzzi
«Rachel Corrie» abbordata, altra vergogna per Israele
Un altro show dei pirati israeliani, questa volta – almeno - senza vittime dopo i nove morti del cruento abbordaggio alla nave turca «Mavi Marmara» (le autopsie dei cadaveri in Turchia rivelano che molti sono stati finiti con un colpo di grazia alla nuca).
Ieri mattina le unità militari israeliane hanno preso d’assalto la nave irlandese «Rachel Corrie», la pacifista Usa volutamente schiacciata da un bulldozer israeliano nel 2003 mentre protestava contro la demolizione di case palestinesi a Gaza. Partita da Malta con un carico di aiuti per la popolazione della Striscia, sotto assedio israeliano da 5 anni (ben prima che Israele trovasse il pretesto Hamas): medicinali, sedie a rotelle, giochi per i bambini, cemento (la cui entrata nella Striscia è proibita dagli israeliani in quanto potrebbero servire a Hamas «per scopi militari»), la nave di 1200 tonnellate del Free Gaza Movement è stata abbordata a circa 30 miglia dalla costa palestinese, e dunque in acque internazionali, dopo aver ignorato a più riprese le ingiunzioni delle unità israeliane di cambiare rotta e dirigersi verso il porto di Ashdod, in Israele. A bordo, oltre all’equipaggio, c’erano a quanto si sa almeno 11 pacifisti, fra irlandesi - Mairread Corrigan Maguire, Nobel per la pace, e il diplomatico Denis Haliday, ex-consigliere del segretario generale dell’Onu – e malaysiani. Nessuno di loro ha opposto resistenza all’attacco dei pirati e nessuno di loro, finora, ha rilasciasto dichiarazioni. Ma ha parlato per loro Greta Berlin, portavoce del Free Gaza Movement, affermando che l’assalto israeliano alla nave «è un’altra vergogna che va ad aggiungersi ai 9 uccisi» sulla «Mavi Marmara».
La «Rachel Corrie», dopo il sequestro, è stata dirottata su Ashdod, in Israele, dove i pacifisti sono stati identificati e «interrogati», e il carico «ispezionato» prima di essere trasferito a Gaza via terra dagli israeliani stessi (ci crediamo?), un modo di inoltrare gli aiuti che la stessa amministrazione Usa – pur auspicando che la «Rachel Corrie» accettasse il diktat israeliano di dirigere su Ashdod – ha definito «insostenibile».
Lo scandalo internazionale provocato da Israele – e il suo isolamento sempre più suicida - dopo il massacro sulla «Marmara», ha spinto il premier Benjamin Netanyhau a una dichiarazione che puzza lontano un miglio di ipocrisia: «Oggi abbiamo visto la differenza fra una nave di attivisti pacifisti, con i quali non siamo d’accordo ma di cui rispettiamo il diritto a una opinione diversa dalla nostra, e una nave d’odio organizzata da violenti “terror extremists” turchi». La penosa giustificazione avanzata dagli israeliani per il massacro di lunedì si fondava sull’ovvio e sacrosanto tentativo di resistenza all’attacco dei commandos da parte di alcuni dei turchi che erano a bordo della «Marmara». Militanti che Netanyhau, Baraq, Peres e via elencando hanno definito «terroristi», «mercenari», «qaedisti», ecc. Definizioni a cui Avigdor Lieberman, l’iper-razzista ministro degli esteri israeliano, ha aggiunto l’ultima: amici e alleati della «guerriglia cecena».
Ma nonostante i pelosi distinguo tentati da Netanyhau fra il caso della «Marmara» e quello della «Rachel Corrie», e le sue professioni di «rispetto» per i pacifisti «buoni», l’interpretazione autentica delle autorità dello Stato di Israele (tutte, senza distinzione) è in tutta evidenza quella data ieri dal portavoce del governo Mark Regev: il Free Gaza Movement e i suoi adepti sono «ipocriti» perché «mentre usano un linguaggio di diritti umani nella loro propaganda, si sono buttati nelle braccia del regime di Hamas che non ha nessun rispetto per i diritti umani».
Israele, un paese in stato confusionale, come scriveva l’altro giorno sul «manifesto» Zvi Schuldiner. E quindi sempre più pericoloso.
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certo, fanno i bulli quando invece dovrebbero permettere a chiunque di passare via mare senza controlli così che la molto progressista Hamas possa ancora lanciare i simpatici kassam su Israele, magari nella stessa quantità (10mila) di quando Israele si ritirò da Gaza.
"...Israele, un paese in stato confusionale, come scriveva l’altro giorno sul «manifesto» Zvi Schuldiner. E quindi sempre più pericoloso..."
si, infatti c'è il rischio che Israele invada il mondo. come no. già li vedo calarsi dagli elicotteri.
vorrei tra l'altro denunciare che stamattina un collega ebreo non mi ha voluto prestare gli spicci per il caffè alla macchinetta (io avevo solo soldi sani), per cui attendo ansiosamente un articolo che spieghi le comprensibili ragioni di Hamas, Hezbollah e Akmadinejead contro questa etnolobby di tirchi arroganti. 05-06-2010 23:26 - lpz
Martiri e vittime di una super potenza che usa la sua enorme forza militare e politica,per anientare un popolo.
Non ci sono abbastanza politologhi,sociologhi,filosofi e media,che con le loro ghiacchiere riescano a convincere uno solo del popolo onesto.Ora tutti possono additare questo Israele e quella classe politica assassina!
Non ci sono scusanti, neanche il fatto di essere ex vittime del nazzismo può impedire alla gente di sdegnarsi nel vedere con quanta violenza e con quanta sfacciatagine attaccano pacifisti e amici dei palestinesi.Vengono con un pezzo di pane e con un po di acqua come samaritani,ad abeverare il povero palestinese e loro come gli eredi di Erode ammazzano,strappano le brocche e i pani per far morire quei bambini.
Ebrei buoni,ribellatevi al tiranno.
Erode non rappresenta tutti gli ebrei e tutti gli israeliani.Erode è un pazzo e va fermato!
Il vostro Dio è giusto e non perdonerà a questi scellerati le loro malefatte.
Il Dio bei cristiani e dei mussulmani è lo stesso Dio degli ebrei!
Non sevite la Mammona.
Se vi è rimasto un pò di amor di Dio,fermate questo genocidio.Lo pagherete come hanno pagato i tedeschi il nazzismo!
Quello che fate oggi,sarà la storia di domani.
Non permettete che il popolo di Gesù si macchi di tanta infamia!
Aprite i recinti e ridate la terra ai palestinesi.Quello che facciamo,rimane. 05-06-2010 18:54 - mariani maurizio