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FUORIPAGINA
06/06/2010
  •   |   Uri Avnery
    La strategia suicida del governo israeliano

    La Exodus dopo l'abbordaggio inglese

     

     

    Galleria fotografica  Le foto della manifestazione del 4 giugno a Roma

     

     

    In alto mare, in acque extra-territoriali, la nave fu fermata dalla marina. Il commando la prese d'assalto. Centinaia di persone in coperta resistettero mentre i soldati usavano la forza. Alcuni dei passeggeri furono uccisi, altri feriti. La nave fu riportata in porto e i passeggeri fatti scendere con violenza. Il mondo li vide camminare lungo la banchina, uomini e donne, giovani e anziani, tutti sfiniti, uno dietro l'altro, ciascuno con ai lati un soldato.

    La nave era stata chiamata «Exodus 1947». Era partita dalla Francia con la speranza di infrangere il blocco britannico imposto per impedire che navi cariche di sopravvissuti all'olocausto raggiungessero le coste della Palestina. Se gli avessero permesso di raggiungere il paese, avrebbero fatto scendere gli immigrati illegali e li avrebbero mandati nei campi di detenzione a Cipro, come avevano fatto in precedenza. Nessuno si sarebbe soffermato su questo episodio per più di due giorni.
    Ma il responsabile era Ernest Bevin, leader labourista e ministro britannico arrogante, grossolano e attratto dal potere. Non voleva che un gruppo di ebrei potesse imporsi, così decise di impartire loro una lezione che tutto il mondo avrebbe avuto sotto gli occhi. «Questa è una provocazione», esclamò, e certamente aveva ragione. Il principale scopo era infatti quello di provocare, in modo da attirare l'attenzione sul blocco britannico.
    Quello che ne seguì è storia nota: il fatto si trascinò a lungo, ogni idiozia ne chiamò altre a catena e il mondo intero simpatizzò con i passeggeri della nave. Ma gli inglesi non si arresero e pagarono le conseguenze a caro prezzo.
    Molti considerano l'incidente della Exodus il punto di svolta negli sforzi per la creazione dello Stato di Israele. La Gran Bretagna cadde sotto il peso delle condanne internazionali e decise di rinunciare al mandato in Palestina. Certo, ci furono moltre altre importanti ragioni che portarono a questa decisione, ma la Exodus fu la goccia che fece traboccare il vaso.
    Non sono il solo ad aver ricordato l'episodio questa settimana. Anzi, sarebbe stato impossibile non richiamarlo alla mente, soprattutto per coloro che, a quel tempo, vivevano in Palestina e che furono testimoni del fatto.
    Certo, ci sono differenze. Allora c'erano i sopravvissuti dell'olocausto, oggi gli attivisti pacifisti venuti da tutto il mondo. Ma, sia allora che oggi, tutti hanno assistito all'attacco di soldati armati da capo a piedi su passeggeri disarmati, che hanno resistito con qualsiasi cosa gli capitasse tra le mani, con i bastoni o con le mani. Sia allora che oggi, è successo in alto mare, a 40 km dalla costa a quel tempo, a 65 km ora.
    Guardando indietro, il comportamento inglese sembra estremamente sciocco. Ma Bevin non era un folle e gli ufficiali che comandaro l'operazione non erano degli imbecilli. Dopotutto, avevano appena portato a termine una guerra da cui erano usciti vincitori. Se si comportarono da completi scellerati dall'inizio alla fine, fu il risultato dell'arroganza, dell'insensibilità e del disprezzo smisurato verso l'opinione pubblica mondiale.
    Ehud Barak è il Bevin israeliano. Non è un folle e non lo sono nemmeno i nostri pezzi grossi. Ma sono responsabili di una serie di atti sconsiderati, di cui è difficile stabilire le disastrose conseguenze. L'ex-ministro Yossi Sarid ha chiamato il «comitato dei sette», coloro che prendono le decisioni su questioni di sicurezza, i «sette idioti», ma devo contestare questa affermazione. È un offesa agli idioti.
    I preparativi per la flottiglia sono durati più di un anno. Centinaia di e-mail sono circolate. Io stesso ne ho ricevute a dozzine. Nulla è stato segreto e tutto si è fatto alla luce del sole. I nostri vertici politici e militari hanno avuto tutto il tempo per preparare la strategia per le navi. I politici si sono consultati, i soldati si sono preparati, i diplomatici hanno steso i loro resoconti e l'intelligence ha fatto il suo lavoro. Non è servito: tutte le decisioni sono state sbagliate dal primo momento, e non è ancora finita.
    L'idea di una flottiglia come mezzo per infrangere l'embargo è geniale e pone il governo israeliano in un bel dilemma: la scelta fra diverse possibilità, ciascuna delle quali sbagliata. Ogni generale spera di mettere i suoi nemici in tale situazione.
    Le alternative erano tre. Lasciare che la flotta raggiungesse Gaza senza ostacoli. Il segretario del governo israeliano appoggiava questa opzione. Avrebbe portato alla fine del blocco, perchè dopo la flottiglia, molte altre navi sarebbero arrivate. Fermare le navi in acque territoriali, ispezionare il carico e assicurarsi che non stessero trasportando armi o «terroristi» e poi lasciarle proseguire. Questa seconda opzione avrebbe suscitato qualche protesta ma avrebbe sostenuto il principio dell'embargo. Catturarle fuori dalle acque territoriali e portarle a Ashdod, rischiando una battaglia con gli attivisti a bordo.
    Come sempre i nostri governi, di fronte alla scelta tra alternative tutte sfavorevoli, Netanyahu ha scelto la peggiore.
    Chiunque avesse seguito le notizie dei preparativi avrebbe potuto immaginare che ci sarebbero stati morti e feriti. Non si attacca una nave turca aspettandosi di trovare una bambina carina con un fiore in mano. I turchi sono considerati un popolo che non cede facilmente. Gli ordini dati ai militari sono stati resi noti e includevano le 3 parole «ad ogni costo». Ogni soldato sa cosa significano queste 3 parole. Inoltre, nella lista degli obiettivi, l'incolumità dei passeggeri si trovava al terzo posto, dopo la salvaguardia dei soldati e il successo dell'operazione.
    Se Benjamin Netanyahu, Ehud Barak, il capo di stato maggiore e il comandante della marina non avevano capito che la scelta avrebbe provocato morti e feriti, bisogna concludere che sono dei grandissimi incompetenti. Bisognerebbe dire loro, con le parole immortali di Oliver Cromwell al parlamento: «Siete rimasti troppo in carica, per quel poco di bene che avete fatto. Andatevene, in nome di Dio andatevene».
    Questo episodio riporta agli occhi, ancora una volta, l'aspetto più serio della faccenda: viviamo in una bolla, in una specie di ghetto mentale, che ci taglia fuori e ci protegge da una realtà differente, quella percepita dal resto del mondo. Uno psichiatra potrebbe dire che questo è sintomo di seri disturbi mentali.
    Il governo e l'esercito ci hanno raccontato questa storiella: i nostri eroici soldati, determinati e sensibili, l'elite della elite, sono scesi sulla nave per «discutere» e sono stati attaccati da una massa selvaggia e violenta. I portavoce ufficiali hanno usato la parola «linciaggio».
    Quasi tutti gli organi di informazione israeliani hanno accettato questa versione dal primo giorno. Dopotutto, è chiaro che noi ebrei siamo le vittime. Sempre. Ciò si applica anche ai soldati ebrei. Assaltiamo in mare una nave straniera, ma in un attimo diventiamo vittime e non abbiamo altra scelta se non quella di difenderci contro anti-semiti accesi e violenti.
    Non posso evitare di ricordare la classica barzelletta della madre ebrea in Russia che saluta il figlio chiamato alle armi per conto dello zar nella guerra contro la Turchia. «Non affaticarti troppo - lo impolora - ammazza un turco e riposati. Ammazzane un altro e riposa ancora...». «Ma madre - la interrompe il figlio - e se un turco uccide me?» «Ucciderti? - esclama la madre - e perchè? Cosa gli avrai mai fatto?».
    Per una persona normale, tutto questo sembra assurdo. Dei soldati armati che fanno parte di un corpo scelto salgono su di una nave in alto mare, nel bel mezzo della notte, dai loro elicotteri, e sono loro le vittime? Qui c'è un briciolo di verità: loro sono vittime di comandanti arroganti e incompetenti, politici irresponsabili e organi di informazione nutriti da questi soggetti. E, de facto, anche dei cittadini israeliani perchè gran parte di loro ha votato per il governo o per l'opposizione, che è fatta della stessa pasta.
    La storia della Exodus si è ripetuta, ma con un'inversione dei ruoli. Ora noi siamo gli inglesi. Da qualche parte, un nuovo Leon Uris sta progettando di scrivere il suo prossimo libro, «Exodus 2010». Un nuovo Otto Preminger sta pensando a un film che diventerà un successo cinematografico. Un nuovo Paul Newman sarà il divo di questo film.
    Più di 200 anni fa, Thomas Jefferson dichiarò che ogni nazione deve agire con «rispetto di fronte alle opinioni dell'umanità». I leader israeliani non hanno mai accettato la saggezza di questa affermazione. Hanno aderito alla massima di David Ben-Gurion: «Non è importante cosa dicono i gentili, ciò che importa è cosa fanno gli ebrei». Forse lui partiva dal presupposto che gli ebrei non potessero essere stupidi.
    Farci nemici i turchi è più che stupido. Per decenni, la Turchia è stato il nostro più vicino alleato nella regione. In futuro, la Turchia potrebbe giocare un ruolo importante come mediatore tra Israele e il mondo arabo-musulmano, tra Israele e la Siria e, certo, anche tra Israele e l'Iran. Forse siamo riusciti a unire il popolo turco contro di noi, e c'è chi dice che è l'unica questione su cui i turchi ora sono uniti.
    Questo è il secondo capitolo dell'operazione «Cast Lead». Incitiamo sempre più paesi a esserci contro, turbiamo i nostri pochi amici, e mettiamo di buon umore i nostri nemici. Lo abbiamo fatto di nuovo, forse con più successo. L'opinione pubblica mondiale ci si sta ritorcendo contro. È un processo lento. È come l'acqua che si accumula dietro una diga. L'acqua cresce di livello lentamente, con calma, e la variazione è quasi impercettibile. Ma quando raggiunge il livello critico, la diga rompe gli argini e il disastro ci sommerge. Stiamo, con costanza, raggiungendo questo punto.
    «Ammazza un turco e riposati», dice la madre. Il nostro governo nemmeno si riposa. Sembra che non si fermerà finchè i nostri ultimi amici non saranno diventati nemici.
    (Traduzione di Chiara Zappalà)


I COMMENTI:
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  • Scrivo ancora una volta per chiarire ulteriormente che sono contro ogni nazionalismo aggressivo basato su qualsivoglia presupposto. 08-06-2010 20:28 - paolo1984
  • "helen thomas )ha dovuto ritirarsi solamente perche avuto il coraggio di criticare israiliani e aveva detto che loro (israiliani)devono sparire dai territori e dovevano tornare ai loro paesi dove erano nati in Germania ;Polonia ,russia" vaibarma

    e gli ebrei israeliani di origine medio-orientale dove dovrebbero tornare? non credo che nei loro Paesi d'origine gli accoglierebbero a braccia aperrte dopo che per tanti anni sono stati cittadini del nemico sionista. Israeliani e palestinesi devono accettare il fatto che sono condannati a vivere insieme e devono trovare un compromesso che renda possibile la convivenza. questa è l'unica possibilità, alternative non ce ne sono 08-06-2010 19:14 - paolo1984
  • Caro signor chaim
    io non devo vergognarmi di niente. se si leggerà i miei interventi passati su Israele capirà che non ho alcuna animosità verso il popolo israeliano. ideologicamente contesto il sionismo (non solo, ma in particolare quello nazional-religioso che attualmente governa Israele) come contesto tutti i nazionalismi aggressivi basati su una confusa identità etnico-religiosa che mi appare un po' ridicola visto che gli ebrei non sono più, se mai lo sono stati un unico gruppo etnico: in israele ci sono ebrei bianchi europei, ebrei neri provenienti dall'africa sub-sahariana e anche ebrei di origine medio-orientale quindi ciò che rimane è una religione in cui peraltro non tutti credono.
    Ciò nondimeno l'unica soluzione è il compromesso due popoli due stati visto che la soluzione davvero giusta: lo stato binazionale risulta impraticabile 08-06-2010 19:06 - paolo1984
  • @ paolo1984, non è assolutamente vero, come affermi tu, che "QUEGLI EBREI SONO PIU' ITALIANI DI VOI", anzi io ti dico che QUELLI SONO EBREI e basta! Sono loro stessi ad identificarsi come ebrei, così come fa ad esempio Margherita Hack, e tantissimi altri personaggi noti di cui possiamo constatare in TV. Ciabattoni Luigino

    Che gli ebrei romani sono "più italiani di noi" l'ha scritto Chaim e poi io, io ho ripreso la definizione per confermare che la presenza ebraica a roma è molto antica, ma in questo non c'è alcun giudizio di valore nè potrebbe esserci.
    Non mi risulta che Margherita Hack sia ebrea comunque la conosco come grande scienziata e persona progressista e antirazzista fino al midollo quindi non capisco perchè se la prende con lei. 08-06-2010 18:53 - paolo1984
  • iberi di andare in Israele a fare cosa? se gridano "Israele Israele" è perchè temono la sua eliminazione, ovvio! devono andare in Israele a difenderla? ma allora dai per inevitabile e accettabile la guerra ad Israele. 07-06-2010 22:44 - lpz

    La mia era una provocazione, giustamente non si deve confondere gli ebrei con il governo d'Israele però diviene difficile quando alcuni cittadini europei di origine ebraica difendono qualunque azione commessa dai governi israeliani. Umanamente posso anche comprendere il loro legame con lo stato d'israele, ma politicamente questa loro (alcuni di loro) mancanza di senso critico verso il governo israeliano è disastrosa perchè fomenta proprio le generalizzazioni che andrebbero evitate 08-06-2010 18:46 - paolo1984
  • Al Sig. giovanni L.
    Bravo a farmi il (contro)verso, ma (altrettanto) povero nella sostanza e nullo nelle risposte che (a mia volta) chiedevo.
    Ma non me ne dolgo, si sa, la reazione è così: si impanca a dispensatrice di patenti morali, salvo atteggiarsi a vittima quando dall'altra parte trova uno specchio che le rimanda addosso la sua immagine odiosa. Beh, certo: e poi, anche qui, odio e ignoranza, malvagità e dissimulazione, aggressione e falsificazione. [*]
    Quando non si sa cosa rispondere, si fa come l’onorevole Berlusconi, che dal suo scranno di primo ministro, non sapendo che pesci pigliare, nei (rarissimi) dibattiti in aula (ai quali si degna di presenziare) ancora grida: “Comunisti!... Comunisti!”

    [*] Per non parlare di una greve superficialità, che invita a rispondere in questo modo. 08-06-2010 18:22 - copycat
  • @ dc - 08-06-2010 09:52, riferendoti a quanto da me scritto scrivi: "Qui volano concetti alti: anagrafi segretissssime (che è?, l'edizione di voyager per nazisti?)". Ti rispondo che conosco questa tecnica di voi ebrei con cui, denigrando, sminuendo e deridendo (mancava solo che mi accusassi di razzismo) ciò che non vi fa comodo si dica, cercate di zittire l'interlecutore. SAPPI PERO' CHE CON ME QUESTA VOSTRA TECNICA IDIOTA NON FUNZIONA!! E checchè tu mi voglia paragonare a Voyager o a qualsiasi altra trasmissione televisiva, IO RIBADISCO CHE VOI EBREI, DA BEN 2000 ANNI, VI ANAGRAFIZZATE SEGRETAMENTE, PER CONTO VOSTRO, PER DISTINTGUERVI, E A LORO INSAPUTA, DAI POPOLI CHE VI OSPITANO!! E TI AGGIUNGO CHE LA COSA NON MI FA PENSARE ALTRO CHE ALLA MASSONERIA!!
    Lo so che se io venissi a chiederti come fai a sapere di essere ebreo tu mi risponderesti che ve lo siete tramandati, NEL CORSO DI 2000 ANNI (e questo secondo me si che ha dell'incredibile, non le mie affermazioni da te definite voyageriane), di padre in figlio!
    E ALLORA, A QUESTO PUNTO, SPIEGAMI COME HA FATTO HITLER AD AVERE CERTEZZA DI CHI FOSSE EBREO E CHI NO IN TUTTA EUROPA! SE PENSI CHE POSSA AVERLO FATTO SENZA UNA DETTAGLIATISSIMA ANAGRAFE (TRA L'ALTRO EUROPEA E NON SOLO TEDESCA) SPIEGAMI COME HA FATTO! Se non troverai una risposta, invece di stare a fare lo spiritoso sulle mie affermazioni voyageriane, CHIEDITI COME SIA FINITA QUELL'ANAGRAFE (EUROPEA) IN MANO DI UN HITLER E CHIEDITI SE CI POSSA FINIRE ANCORA! Intanto leggiti quest'articolo di Repubblica (non di Voyager, ma di Repubblica), pare che già in qualche Paese, di questa Europa che si sta avviando ai disastri economici dei tempi della REPUBBLICA DI WEIMAR, SIANO RIPARTITE LE ACCUSE contro regimi EBREI MASSONI E PLUTOCRATICI. Se poi leggi alla fine dell'articolo leggerai pure che è ripartita la caccia all'ebreo. http://www.repubblica.it/esteri/2010/06/06/news/budapest_si_prepara_ai_sacrifici_non_siamo_la_nuova_grecia-4610511/ 08-06-2010 14:32 - Ciabattoni Luigino
  • Al Sig. copycat
    Bravo a farmi il verso, ma povero nella sostanza e nullo nelle risposte che chiedevo.
    Ma non me ne dolgo, si sà il comunismo è così: odio e ignoranza, malvagità e dissimulazione, aggressione e falsificazione.
    Quando non si sa cosa rispondere, si fa come l’onorevole Peppone, che eletto in Parlamento, non sapendo che pesci pigliare, nei dibattiti in aula gridava: “Fascisti!...Fascisti!” 08-06-2010 13:28 - giovanni L.
  • per luigino,ciabattoni :sono completamente d'accordo con quello che dici ,tantissime volte nei programmi televisivi s'è visto che questa gente non si identifica come italiana,anzi EBREI,io non sono assolutamente contro gli ebrei ,non ho nessunissimo motivo ,sono contro l'arroganza con cui parlano ai microfoni,come se dovessimo qualcosa a loro ,come se avessero diritto a chiedere per l'eternita'il risarcimento dei danni subiti,,esiste un libro (spero che ancora esista )titolato :NESSUNO PUO CHIAMARLO COMPLOTTO)scritto da un certo gary allen (ebreo americano )che chiarisce tantissimi incogniti sulla storia della seconda guerra mondiale ,mentre i nostri amici ,fratelli ebrei con baccano che sanno creare sempre e il loro vittimismo spettacolare cercano avviare l'opinione pubblica lontano dalla verita',ieri la vecchissima giornalista americana di CASA BIANCA (helen thomas )ha dovuto ritirarsi solamente perche avuto il coraggio di criticare israiliani e aveva detto che loro (israiliani)devono sparire dai territori e dovevano tornare ai loro paesi dove erano nati in Germania ;Polonia ,russia ect....questa situazione è veramente grave e se non si trova una soluzione pacifica e giusta ,dovremmo aspettare le conseguenze ancor piu darmmatiche,sopratutto per i poveri palestinesi. 08-06-2010 12:07 - vaibarma
  • fa impressione sentir parlare dei comunisti nello stesso identico modo nel quale parlano neofascisti, estremisti cattolici ecc..
    continuate a sostenere che Isreale sono gli ebrei, come quando un comunista viene inserito nell'insieme "tutti i regimi comunisti". Siete fuori controllo. Rifiatate, perché se gli ebrei sono stati cacciati là è perché in Europa non li voleva nessuno, siamo antisemiti da sempre, perché temiamo da sempre le minoranze, alla stregua dei leghisti. Auguri! 08-06-2010 12:06 - stud
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